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Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002 — Sezione Seconda Civile

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Altri anni per Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002

Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5039/2025, dichiara l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso principale e a quello incidentale. Il caso, originato da una controversia su un debito di una società cancellata, si conclude senza una decisione nel merito. La Corte applica il principio di causalità per la liquidazione delle spese legali, condannando la parte che aveva iniziato il giudizio. Viene inoltre chiarito che la rinuncia al ricorso non comporta il pagamento del doppio contributo unificato, misura prevista solo per i casi di rigetto o inammissibilità.
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Transazione novativa: requisiti e interpretazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5047/2025, ha chiarito i requisiti per una transazione novativa. Un finanziamento non è stato ritenuto estinto da un accordo successivo perché mancavano sia la volontà inequivocabile di estinguere il debito (animus novandi) sia un elemento di novità sostanziale (aliquid novi). La Corte ha sottolineato che l'interpretazione del contratto non può fermarsi al senso letterale delle parole ma deve considerare il contesto e il comportamento delle parti.
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Appello inammissibile: quando la specificità è chiave
Una società acquistava macchinari industriali tramite leasing, lamentandone poi la non conformità alle norme di sicurezza e la presenza di vizi. Dopo la sconfitta in primo grado, la società proponeva appello, che veniva però dichiarato inammissibile per genericità dei motivi. La Corte di Cassazione ha confermato tale decisione, rigettando il ricorso finale. Il caso sottolinea l'importanza cruciale di formulare un appello inammissibile in modo specifico, contestando punto per punto le argomentazioni della sentenza impugnata, pena la bocciatura per ragioni procedurali, senza neppure entrare nel merito della questione.
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Divisione ereditaria: la Cassazione e le quote per stirpi
In una complessa vicenda di divisione ereditaria iniziata nel 1951, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso principale di un erede, che lamentava vizi procedurali e di motivazione. La Corte ha chiarito che le richieste istruttorie non rientrano nel vizio di omessa pronuncia e che la valutazione dei fatti spetta ai giudici di merito. È stato invece accolto il ricorso incidentale degli altri coeredi, stabilendo che la loro quota doveva essere suddivisa per stirpi e non per capi, correggendo la sentenza d'appello su questo punto cruciale della divisione ereditaria.
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Cessazione materia del contendere: accordo tra le parti
Una complessa disputa condominiale riguardante la costruzione di un vano non autorizzato su un tetto comune giunge fino alla Corte di Cassazione. Le parti, tuttavia, raggiungono un accordo transattivo, portando la Corte a dichiarare la cessazione della materia del contendere. Questa decisione comporta la perdita di efficacia della sentenza d'appello impugnata e, aspetto cruciale, esclude l'applicazione della sanzione del raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: niente contributo unificato
L'ordinanza analizza il caso di un ex presidente del collegio sindacale di una società di credito che, dopo essere stato sanzionato dall'autorità di vigilanza finanziaria, ha presentato ricorso in Cassazione. La questione centrale è la rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese e chiarendo un principio fondamentale: in caso di rinuncia, non è dovuto il pagamento del doppio del contributo unificato, poiché tale obbligo si applica solo in casi tassativi come rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Azione di reintegrazione: il diritto alla sentenza
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di spoglio del possesso di una scaletta. Anche se la vittima recupera autonomamente il bene, persiste il suo interesse ad ottenere una sentenza. L'azione di reintegrazione serve infatti a dichiarare l'illegittimità della condotta, regolare le spese legali e consentire un'eventuale richiesta di risarcimento danni.
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Inadempimento contratto preliminare: colpe venditore
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del recesso di un promissario acquirente da un contratto preliminare a causa dell'inadempimento del venditore. Quest'ultimo non aveva risolto diverse problematiche urbanistiche e amministrative dell'immobile, come la pendenza di una sanatoria edilizia, la mancanza del nulla osta paesistico e la mancata affrancazione da usi civici, violando l'obbligo di diligenza e le garanzie prestate. La sentenza chiarisce che il venditore ha l'onere di attivarsi tempestivamente per garantire la piena regolarità del bene promesso in vendita, giustificando la richiesta di restituzione del doppio della caparra da parte dell'acquirente.
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Compensazione delle spese: la Cassazione decide
Un cittadino si appella alla Suprema Corte richiedendo la compensazione delle spese a causa della presunta condotta scorretta della parte vincitrice, consistita nella produzione tardiva di un documento. La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che possono essere rimborsate solo le spese specifiche causate direttamente dalla condotta illecita e confermando l'ampia discrezionalità del giudice nel non disporre la compensazione se tale condotta non ha inciso sulla decisione finale.
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Simulazione assoluta: prova tra coniugi e creditori
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di presunta simulazione assoluta di una vendita immobiliare tra coniugi, finalizzata a sottrarre il bene alla garanzia dei creditori del marito. I creditori, ex soci in affari del venditore, avevano agito in giudizio per far dichiarare l'inefficacia della cessione della quota del 50% dell'abitazione coniugale dal marito alla moglie. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno accolto la domanda, basandosi su una serie di indizi gravi, precisi e concordanti: il rapporto di parentela, l'irrisorietà del prezzo, la mancata prova del pagamento e il fatto che il marito avesse continuato a sostenere le spese relative all'immobile. La Cassazione ha rigettato il ricorso dei coniugi, confermando la decisione dei giudici di merito e ribadendo che, in presenza di una 'doppia conforme', non è possibile riesaminare i fatti in sede di legittimità. La Corte ha inoltre sottolineato come la valutazione complessiva di più elementi indiziari sia sufficiente a fondare la prova per presunzioni della simulazione assoluta.
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Inadempimento appalto pubblico: la rescissione è lecita
Un'associazione di imprese non adempie agli obblighi di un contratto di servizi con un ente pubblico. L'ente rescinde il contratto e chiede i danni. La Corte di Cassazione conferma la decisione, ritenendo giustificata la rescissione per grave inadempimento appalto pubblico e legittima la richiesta di risarcimento, negando al contempo il rimborso spese all'impresa.
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Vizio redibitorio: qualità promesse e onere prova
Un'azienda agricola ha citato in giudizio i suoi fornitori per averle venduto piantine di pomodoro risultate non resistenti a un virus, contrariamente a quanto promesso. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato la responsabilità dei venditori e del produttore delle sementi. La decisione chiarisce aspetti fondamentali sul vizio redibitorio, sulla distinzione tra qualità promesse e tolleranza a difetti, e sulle modalità di riproposizione delle domande in appello. La Corte ha rigettato sia il ricorso principale del produttore che quello incidentale dell'azienda agricola, confermando la condanna al risarcimento dei danni per lucro cessante.
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Impugnazione delibera: limiti del sindacato del giudice
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema dell'impugnazione di una delibera condominiale relativa alla ripartizione di spese straordinarie. La Corte ha rigettato il ricorso di una condomina, ribadendo che il controllo del giudice è limitato alla legittimità e non al merito delle decisioni assembleari. L'ordinanza sottolinea un principio fondamentale: è necessario impugnare tempestivamente la delibera che approva i lavori, non essendo sufficiente contestare solo la successiva delibera di rendicontazione delle spese.
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Impugnazione delibera condominiale: motivi inammissibili
Un proprietario di un box auto ha tentato l'impugnazione di una delibera condominiale relativa al riparto spese, sostenendo l'illegittimità della tabella millesimale applicata. La tabella era stata recepita da una decisione di un condominio adiacente. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto le sue richieste. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, evidenziando errori procedurali nella formulazione dei motivi e l'applicazione del principio della "doppia conforme", che impedisce di riesaminare i fatti già valutati conformemente nei primi due gradi di giudizio.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia chiude il caso
Una lunga disputa legale tra un proprietario e una società costruttrice, relativa alla violazione delle distanze tra edifici, si è conclusa davanti alla Corte di Cassazione. Dopo una condanna al risarcimento danni in appello, le parti hanno presentato ricorsi incrociati. Tuttavia, un accordo extragiudiziale ha portato alla rinuncia reciproca agli atti, determinando l'estinzione del giudizio e ponendo fine alla controversia senza una decisione nel merito.
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Demolizione parziale: limiti e contraddittorio
La Corte di Cassazione conferma un ordine di demolizione parziale per violazione delle distanze legali tra costruzioni. La sentenza stabilisce principi fondamentali: le questioni sulla completezza del contraddittorio non possono essere sollevate per la prima volta in sede di rinvio e le problematiche relative alla sicurezza statica dell'edificio devono essere affrontate nella fase esecutiva, non in quella di cognizione che accerta il diritto.
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Inammissibilità ricorso cassazione: l’esposizione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i requisiti di ammissibilità del ricorso, dichiarando l'inammissibilità ricorso cassazione in un caso di rivendicazione immobiliare a causa di un grave 'deficit espositivo'. La Corte ha stabilito che un ricorso confuso, che non espone chiaramente i fatti e i motivi di diritto, viola il principio di autosufficienza e non può essere esaminato nel merito, condannando il ricorrente al pagamento delle spese.
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Contratto di patrocinio con la PA: la procura basta?
Una Fondazione, cessionaria del credito di un avvocato per prestazioni professionali risalenti agli anni '90, ha agito contro un Comune per ottenere il pagamento. Il Comune si è opposto, eccependo, tra l'altro, la nullità dell'incarico per difetto di forma scritta. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha rigettato il ricorso della Fondazione. Ha stabilito che il requisito della forma scritta 'ad substantiam' per il contratto di patrocinio con la Pubblica Amministrazione è soddisfatto dal rilascio della procura al difensore, che perfeziona l'accordo contrattuale tra le parti. Gli altri motivi di ricorso sono stati ritenuti inammissibili o infondati.
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Improcedibilità ricorso Cassazione: sentenza e notifica
La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità di un ricorso a causa della mancata produzione, da parte dei ricorrenti, della copia della sentenza impugnata corredata dalla relata di notifica. La controversia originaria riguardava la distanza di due piante dal confine tra proprietà. La decisione sottolinea l'importanza inderogabile degli adempimenti formali per l'ammissibilità del ricorso, specialmente quando questo viene notificato oltre il termine breve di 60 giorni dalla pubblicazione della sentenza.
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Principio di prevenzione: chi costruisce prima vince
Una società immobiliare viene condannata ad arretrare una nuova costruzione perché realizzata troppo vicino a due piccoli fabbricati preesistenti sul fondo del vicino. La Corte di Cassazione chiarisce che il principio di prevenzione, che avvantaggia chi costruisce per primo, si applica anche se la costruzione originaria era priva di permesso di costruire, essendo quest'ultima una questione amministrativa e non civilistica.
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