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Art. 127-ter Codice di Procedura Civile

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582 provvedimenti

Assegno di invalidità: riconoscimento sanitario
Il Tribunale di Roma ha riconosciuto a un cittadino il requisito sanitario per l'ottenimento dell'assegno di invalidità. Nonostante l'esito negativo della fase preventiva, la consulenza tecnica ha accertato una riduzione della capacità lavorativa superiore ai due terzi a causa di gravi patologie neurologiche e fisiche. La sentenza stabilisce la decorrenza del requisito da novembre 2025.
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Indennità di accompagnamento: guida al riconoscimento
Il Tribunale di Roma ha accolto il ricorso per il riconoscimento dell'indennità di accompagnamento a favore di una persona affetta da sindrome schizofrenica e altre patologie croniche. La decisione si basa sulla perizia medica che ha confermato la necessità di assistenza continua, stabilendo la decorrenza del beneficio dalla domanda amministrativa.
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Indebito assegno sociale: quando va restituito
Il Tribunale di Roma ha esaminato la legittimità della richiesta di restituzione di oltre 15.000 euro per un presunto indebito assegno sociale. Mentre per l'anno 2022 il superamento della soglia reddituale ha giustificato il recupero, per il 2023 e il 2024 è emerso che i redditi familiari erano ampiamente entro i limiti di legge, annullando la pretesa dell'ente previdenziale per quel biennio.
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Opposizione a intimazione di pagamento e debiti
La sentenza analizza un'opposizione a intimazione di pagamento relativa a contributi previdenziali. Il giudice ha dichiarato la cessazione della materia del contendere per un debito saldato durante il giudizio e ha rigettato l'opposizione per una seconda cartella, poiché la rateizzazione è stata richiesta dopo la notifica dell'atto impugnato.
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Prescrizione del credito: annullata l’ingiunzione
Il Tribunale Ordinario di Roma ha accolto l'opposizione di una cittadina contro un'ingiunzione di pagamento, dichiarando l'estinzione del debito per prescrizione del credito. La decisione si basa sul fatto che, tra l'ultimo atto interruttivo valido del 2006 e la diffida successiva del 2016, è decorso il termine decennale previsto dalla legge, rendendo tardiva la pretesa del creditore.
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Prestazione d’opera intellettuale e recupero compensi
Un professionista ha citato in giudizio una società per ottenere il pagamento di spettanze legate a una prestazione d'opera intellettuale. Il Tribunale ha accolto la richiesta poiché il credito era supportato da un contratto scritto e da un riconoscimento di debito inviato via mail dalla società, la quale non ha fornito prove sufficienti di inadempimento per giustificare il mancato saldo.
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Licenziamento per soppressione di reparto: la guida
Il Tribunale ha rigettato il ricorso di una lavoratrice colpita da un licenziamento per soppressione di reparto (ostetricia). Nonostante la clinica avesse bilanci in attivo, il giudice ha stabilito che la scelta organizzativa legata al calo delle nascite è insindacabile. È stato inoltre accertato che il datore di lavoro ha assolto l'obbligo di repechage, non essendoci posizioni vacanti compatibili con la professionalità della dipendente.
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Reintegrazione nel possesso: guida allo spoglio
La Corte d'Appello ha stabilito che la reintegrazione nel possesso è possibile anche se il bene è stato modificato, purché il ripristino sia materialmente attuabile. Nel caso di un ripostiglio demolito e inglobato in un'altra stanza, i giudici hanno ordinato la ricostruzione, negando però il risarcimento danni per mancanza di prova specifica.
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Svincolo polizza fideiussoria: stop ai premi dovuti
La Corte di Appello di Napoli ha stabilito che lo svincolo polizza fideiussoria avviene automaticamente con la certificazione di fine servizio. Anche se il contratto assicurativo richiama impropriamente certificati di collaudo tipici dei lavori, per i servizi è sufficiente l'attestazione di conclusione attività per bloccare il pagamento di nuovi premi.
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Spese legali terzo chiamato: chi deve pagarle?
La Corte d'Appello di Napoli ha stabilito che le spese legali terzo chiamato devono essere rifuse dalla parte soccombente che ha dato origine al giudizio. Nel caso esaminato, un'impresa edile ha citato un ente pubblico per il pagamento di lavori extra-contrattuali, portando l'ente a chiamare in causa i direttori dei lavori per manleva. Poiché le richieste dell'impresa sono state rigettate, la stessa è stata condannata al pagamento delle spese legali sostenute dai professionisti chiamati in causa.
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Legittimazione attiva eredi: come provarla
La Corte d'Appello conferma il rigetto di una domanda di pagamento poiché gli attori non hanno fornito prova della legittimazione attiva eredi. Non basta dichiararsi coniuge o figlio; è necessario produrre documentazione idonea, come il certificato di stato di famiglia, entro i termini processuali. La carenza probatoria sulla qualità di erede impedisce l'accoglimento della pretesa creditoria derivante da un contratto di compravendita.
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Titolarità passiva e tutela della comproprietà
In un giudizio di rinvio dalla Cassazione, la Corte d'Appello ha esaminato la titolarità passiva del convenuto in una lite riguardante la comproprietà di un cortile e l'illegittimità di opere edilizie. Il giudice ha confermato che il convenuto, avendo acquistato l'immobile confinante per usucapione, è l'effettivo soggetto passivo delle pretese risarcitorie. La decisione riconosce il diritto di comproprietà della parte attrice basato sui titoli di acquisto e condanna la controparte alla rimozione di un cancello illegittimo e al risarcimento per il deprezzamento dell'immobile.
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Impegno di spesa Enti Locali e forniture energia
La Corte d'Appello ha respinto la richiesta di una società cessionaria per il pagamento di forniture elettriche fornite a un Comune. La decisione si fonda sulla mancanza del preventivo impegno di spesa Enti Locali richiesto dall'art. 191 TUEL, rendendo il debito non esigibile nei confronti della Pubblica Amministrazione nonostante il regime di salvaguardia.
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Assegno sociale e vendita immobile: quando spetta?
La Corte d'Appello di Napoli ha confermato il diniego dell'assegno sociale a un cittadino che aveva venduto un immobile per oltre centomila euro poco prima della domanda. Sebbene il richiedente non avesse redditi fiscali correnti, la Corte ha stabilito che il ricavato della vendita rappresenta una risorsa patrimoniale che esclude lo stato di bisogno, gravando sul richiedente l'onere di dimostrare l'eventuale esaurimento di tali somme per spese necessarie.
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Integrazione provata ma ignorata: Cassazione annulla il diniego
Un cittadino straniero si è visto negare la protezione umanitaria perché la Corte d'Appello riteneva non avesse provato la sua integrazione in Italia. L'uomo, però, aveva depositato documenti cruciali: contratti di lavoro, certificati medici e relazioni psicologiche. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che i giudici di merito avevano commesso un errore di **omesso esame di fatti decisivi**. Ignorare prove così importanti è un vizio grave. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata e il caso dovrà essere riesaminato dalla Corte d'Appello, che questa volta dovrà obbligatoriamente valutare tutta la documentazione presentata.
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Prescrizione indebito previdenziale: la sentenza
Una lavoratrice agricola ha impugnato la richiesta di restituzione di oltre mille euro ricevuti indebitamente come indennità di malattia nel 2004. La ricorrente sosteneva che il diritto al recupero fosse estinto per prescrizione indebito previdenziale. Tuttavia, la Corte d'Appello ha confermato la decisione di primo grado, rilevando che l'ente ha prodotto prove documentali di diversi atti interruttivi inviati nel 2013 e nel 2023, impedendo così la maturazione del termine decennale.
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Estinzione del giudizio: conseguenze in appello
La Corte d'Appello di Napoli ha dichiarato l'estinzione del giudizio in materia di locazione a causa della prolungata inerzia delle parti. In base all'art. 127 ter cpc, la mancata comparizione e l'omesso deposito di note scritte per due udienze consecutive comportano la cancellazione della causa dal ruolo. La decisione è stata assunta con la forma di sentenza per consentire eventuali impugnazioni.
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Occupazione sine titulo: risarcimento e prova
La Corte di Appello di Napoli ha confermato che il danno da occupazione sine titulo non è mai in re ipsa. Per ottenere il risarcimento, il proprietario deve allegare e provare la concreta possibilità di godimento del bene che è andata perduta. Nel caso di specie, un ente pubblico non ha fornito prove sufficienti sull'effettiva volontà di mettere a frutto un box-garage, rendendo generica la richiesta risarcitoria.
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Prova del contratto di mutuo: prestito al fratello, la vedova vince
Un uomo aveva prestato 77.500 euro al fratello malato, che è poi deceduto. Successivamente, ha chiesto la restituzione della somma alla vedova, erede del fratello. La vedova si è opposta, sostenendo che non vi fosse prova di un accordo di restituzione. Il Tribunale le ha dato ragione, stabilendo che la semplice consegna di denaro non basta. Chi presta deve fornire la prova del contratto di mutuo, ovvero dimostrare che esisteva un obbligo di rimborso. In assenza di tale prova, la richiesta del creditore è stata respinta e il decreto ingiuntivo iniziale revocato.
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Occupazione sine titulo: risarcimento e onere prova
La Corte d'Appello di Napoli chiarisce che per ottenere il risarcimento da occupazione sine titulo non basta il fatto dell'occupazione, ma serve la prova di una concreta opportunità di godimento perduta, respingendo il ricorso di un ente pubblico.
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