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Art. 127-ter Codice di Procedura Civile

582 provvedimenti

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Indebito previdenziale: quando restituire le somme
La Corte d'Appello ha stabilito che l'indebito previdenziale deve essere restituito se il pensionato non dichiara correttamente i redditi familiari, come una pensione estera del coniuge. In assenza di errore dell'ente e in presenza di omissioni comunicative del beneficiario, si applicano le regole ordinarie di ripetizione dell'indebito ex art. 2033 c.c., rendendo legittima l'azione di recupero avviata tempestivamente dopo la conoscenza dei redditi effettivi.
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Indennità di funzione: onere della prova e mansioni
La Corte d'Appello di Cagliari ha rigettato la richiesta degli eredi di un dipendente pubblico volta a ottenere l'indennità di funzione per mansioni superiori svolte nell'arco di dieci anni. La decisione chiarisce che il credito relativo ai primi anni è prescritto, poiché la richiesta di riconoscimento della qualifica senza pretesa economica non interrompe la prescrizione. Per il periodo residuo, la Corte ha stabilito che non basta provare lo svolgimento di mansioni amministrative elevate, ma occorre dimostrare l'assunzione di responsabilità strategiche tipiche di una posizione organizzativa formalmente istituita.
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Opposizione atti esecutivi: quando è inammissibile
Il Tribunale ha dichiarato inammissibile l'opposizione atti esecutivi proposta da un debitore contro il verbale di aggiudicazione di un immobile. Il giudice ha chiarito che i vizi degli atti compiuti dal professionista delegato vanno contestati tramite reclamo interno o impugnando il successivo decreto di trasferimento. Inoltre, le contestazioni sollevate per la prima volta nel giudizio di merito sono state ritenute tardive.
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Responsabilità medica e consenso: guida al rigetto
Il Tribunale ha rigettato la domanda di risarcimento di una paziente che lamentava un errore chirurgico e la mancanza di consenso informato per un intervento di bendaggio gastrico. La decisione si basa sulle risultanze della CTU, che ha escluso colpa medica, e su presunzioni gravi che hanno confermato la consapevolezza della paziente, nonostante l'assenza di un modulo scritto. Il caso evidenzia l'importanza del comportamento post-operatorio nella valutazione della responsabilità medica e consenso.
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Contratto scritto sanità: obbligo per pagamenti
Il Tribunale ha revocato un decreto ingiuntivo da oltre 500.000 euro emesso contro un ente pubblico per prestazioni psichiatriche. La decisione si fonda sulla mancanza di un contratto scritto sanità, requisito essenziale per la validità dei rapporti negoziali con la Pubblica Amministrazione.
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Revocazione sentenza: guida ai termini di decadenza
La Corte d'Appello di Napoli ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione sentenza poiché proposto oltre il termine di decadenza annuale previsto dall'art. 327 c.p.c. La decisione ribadisce che, per i giudizi instaurati prima della riforma del 2009, il termine per impugnare resta quello di un anno, la cui inosservanza preclude l'esame del merito del ricorso.
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Inammissibilità appello: i rischi procedurali
Una società ha impugnato la sentenza che rigettava la richiesta di risarcimento danni contro un Comune per un appalto di rifiuti. La Corte d'Appello ha dichiarato l'inammissibilità appello poiché l'impugnazione non censurava specificamente le ragioni del Tribunale sulla carenza di allegazione dei fatti. La decisione conferma che l'omessa contestazione di statuizioni incidentali porta al passaggio in giudicato delle stesse.
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Liquidazione giudiziale: quando scatta l’insolvenza
La Corte d'Appello ha confermato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società in liquidazione volontaria. Nonostante la richiesta di rinvio per trattative stragiudiziali, il giudice ha privilegiato la celerità processuale. L'insolvenza è stata accertata verificando l'insufficienza dell'attivo patrimoniale a coprire i debiti, inclusi quelli erariali emersi da precedenti procedure.
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Liquidazione compensi patrocinio: i minimi tariffari
Il Tribunale di Firenze ha accolto parzialmente l'opposizione di un avvocato relativa alla liquidazione compensi patrocinio a spese dello Stato. Il giudice ha stabilito che, pur applicando la riduzione del 50% prevista per legge, non è possibile operare ulteriori tagli se i compensi sono già stati parametrati sui minimi tariffari ministeriali.
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Querela di falso verbale: come funziona?
La Corte d'Appello ha confermato il rigetto di una querela di falso verbale proposta da una conducente sanzionata per uso del cellulare. La donna sosteneva di stare mangiando una zucchina fritta, ma i giudici hanno stabilito che le prove fornite non erano sufficienti a superare la fede privilegiata dell'accertamento compiuto dal pubblico ufficiale.
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Sospensione lodo arbitrale: requisiti e rigetto
La Corte d'Appello ha rigettato l'istanza di sospensione lodo arbitrale presentata da un ex amministratore condannato al risarcimento danni verso una società in liquidazione. La Corte ha stabilito che la mera entità del debito e lo stato di liquidazione della creditrice non costituiscono automaticamente un periculum in mora, né sono emersi vizi procedurali tali da configurare il fumus boni iuris.
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Opposizione decreto liquidazione e fase GIP
Il Tribunale di Ancona ha accolto parzialmente l'opposizione decreto liquidazione presentata da un avvocato contro il provvedimento del GIP. La sentenza chiarisce che l'attività svolta in sede di opposizione all'archiviazione costituisce una fase processuale autonoma rispetto alle indagini preliminari, garantendo al professionista il diritto a un'ulteriore liquidazione del compenso per l'attività difensiva svolta.
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Licenziamento disciplinare: quando è legittimo?
Il Tribunale di Ancona ha confermato la legittimità di un licenziamento disciplinare irrogato a un infermiere per gravi mancanze e falsificazioni documentali. Il giudice ha stabilito che eventuali vizi formali minori non invalidano la sanzione se non compromettono il diritto di difesa e se i termini perentori previsti dalla legge sono rispettati dall'ufficio competente.
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Mobbing sul lavoro: prova e risarcimento del danno
Il caso riguarda un dipendente che ha citato in giudizio il datore di lavoro richiedendo il risarcimento per una malattia professionale derivante da mobbing sul lavoro. Il Tribunale ha analizzato diverse condotte, tra cui trasferimenti e sanzioni, concludendo che mancava la prova di un intento persecutorio sistematico. Il ricorso è stato rigettato poiché le scelte datoriali erano giustificate da reali esigenze organizzative o erano reazioni legittime a condotte indisciplinate del lavoratore.
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Validità testamento pubblico: la prova dell’incapacità
La Corte d'Appello ha confermato la validità testamento pubblico redatto da una donna prima di mancare. Il fratello contestava l'atto allegando l'incapacità di intendere e volere della congiunta, ma i riscontri medici e i test cognitivi effettuati a ridosso della firma hanno dimostrato la piena lucidità della testatrice, respingendo l'impugnazione.
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Spese straordinarie figli: guida al rimborso dovuto
La Corte d'Appello ha stabilito che, in assenza di una distinzione specifica nelle condizioni di divorzio, il genitore è obbligato a rimborsare il 50% delle spese straordinarie figli documentate, incluse quelle mediche private ed extra-scolastiche, senza necessità di un preventivo accordo. La decisione sottolinea che eventuali difficoltà economiche sopravvenute non giustificano l'autoriduzione del rimborso senza una formale modifica del titolo giudiziale.
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Licenziamento per giusta causa e prova dell’assenza
La Corte d'Appello ha confermato l'illegittimità di un licenziamento per giusta causa intimato a un autista. L'azienda accusava il dipendente di assenza ingiustificata, ma non è stata in grado di provare l'invio dei necessari ordini di viaggio. La decisione sottolinea che, in assenza di istruzioni operative, l'inattività del lavoratore non costituisce una colpa disciplinare tale da interrompere il rapporto fiduciario.
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Servitù di passaggio: limiti tra usucapione e ampliamento
La Corte d'Appello ha confermato che una servitù di passaggio acquisita per usucapione è strettamente legata all'uso effettivo e non può essere ampliata automaticamente per consentire il doppio senso di marcia. Nel caso analizzato, i proprietari di una struttura ricettiva chiedevano la costituzione di una servitù coattiva più ampia, ma i giudici hanno ritenuto idoneo il sentiero esistente di 3 metri, poiché compatibile con il transito di mezzi pesanti e dotato di banchine sufficienti per la manovra.
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Cessazione della materia del contendere in appello
La Corte d'Appello ha dichiarato la cessazione della materia del contendere in un giudizio riguardante un'azione di manutenzione immobiliare. Dopo l'impugnazione della sentenza di primo grado, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo extragiudiziale. Il Collegio ha rilevato il venir meno dell'interesse ad agire e ha compensato le spese legali secondo la concorde volontà dei contendenti.
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Inibitoria in appello: limiti alla riproposizione
La Corte d'Appello di Trento ha dichiarato inammissibile la reiterata istanza di inibitoria in appello proposta da una parte. La decisione si fonda sul fatto che l'elemento di novità addotto, ovvero una visura camerale, era già disponibile durante il primo grado. Poiché il documento è inammissibile ai sensi dell'art. 345 c.p.c., non può giustificare una nuova istanza di sospensione, mancando fatti sopravvenuti reali.
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