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Art. 127-ter Codice di Procedura Civile

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582 provvedimenti

Nullità della notificazione e rinvio al primo giudice
La Corte d'Appello ha dichiarato la nullità della notificazione effettuata ai sensi dell'art. 143 c.p.c. poiché il notificante era a conoscenza della residenza effettiva della controparte. Un errore nel cognome del destinatario ha indotto in errore l'ufficiale giudiziario, rendendo nulla la citazione iniziale e imponendo la rimessione del caso al tribunale di primo grado per un nuovo giudizio.
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Spese legali minime: il calcolo dei compensi
La Corte d'Appello di Brescia ha accolto il ricorso di un'insegnante riguardo alla liquidazione delle spese legali. Il giudice di primo grado aveva stabilito un importo inferiore ai parametri ministeriali previsti per lo scaglione di riferimento. La Corte ha rideterminato le somme applicando le spese legali minime per le fasi di studio, introduttiva e decisionale, escludendo però la fase istruttoria poiché l'attività si era limitata al deposito di note scritte.
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Equa riparazione Legge Pinto: indennizzo ridotto
Una società ha proposto opposizione per ottenere un aumento dell'indennizzo per equa riparazione Legge Pinto, ridotto a soli 100 euro annui a causa dell'esiguità del credito rispetto al fatturato aziendale. La Corte d'Appello ha confermato la decisione, ritenendo legittimo scendere sotto la soglia minima di legge quando la sofferenza psichica è assente per via della sproporzione economica tra pretesa e condizioni dell'istante.
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Nullità fideiussione specifica: guida legale
Il Tribunale di Roma ha respinto l'opposizione a un decreto ingiuntivo basata sulla presunta nullità fideiussione specifica. La sentenza chiarisce che la nullità parziale per violazione della normativa antitrust, prevista per i modelli ABI di fideiussione omnibus, non si estende automaticamente alle garanzie rilasciate per operazioni determinate e specifiche.
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Indennità sede estera: illegittimo il conglobamento
Il Tribunale ha accolto il ricorso di un dipendente pubblico contro la trattenuta mensile di 46,52 euro applicata sull'indennità sede estera sotto la voce conglobamento. La sentenza chiarisce che, a seguito dell'evoluzione dei contratti collettivi, tale decurtazione non è più giustificata poiché la natura delle componenti retributive è mutata, rendendo illegittimo il divieto di cumulo precedentemente applicato.
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Giurisdizione tributaria: il limite del giudice civile
Il Tribunale di Roma ha dichiarato il difetto di giurisdizione ordinaria in favore della giurisdizione tributaria in un caso di opposizione all'esecuzione. Un cittadino aveva impugnato un'intimazione di pagamento basata su cartelle IRPEF e IVA mai ricevute, ma la Corte ha stabilito che, riguardando fatti anteriori all'esecuzione, la competenza spetta esclusivamente alle corti tributarie.
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Indennità di accompagnamento: il diritto ai ratei
Il Tribunale di Roma ha accolto il ricorso di un cittadino per ottenere il pagamento dell'indennità di accompagnamento. Nonostante un precedente decreto avesse già accertato i requisiti sanitari e il beneficiario avesse inviato tutta la documentazione, l'ente previdenziale non aveva provveduto alla liquidazione. La sentenza stabilisce che la prestazione decorre dal mese successivo alla domanda e condanna l'ente al pagamento degli arretrati e delle spese legali.
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Vizi riparazione auto: termini per la contestazione
Il Tribunale di Roma ha rigettato l'appello di un automobilista che lamentava difetti nella verniciatura della propria vettura. La decisione si fonda sulla tardività della denuncia dei vizi, avvenuta oltre gli otto giorni previsti dall'art. 2226 c.c., rendendo impossibile il risarcimento per i vizi riparazione auto riscontrati.
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Indennità di accompagnamento: i requisiti sanitari
Il Tribunale ha respinto la domanda per l'indennità di accompagnamento presentata da una cittadina con invalidità al 100%. Nonostante le patologie croniche, la CTU ha accertato che la ricorrente mantiene l'autonomia nella deambulazione e nel compimento degli atti quotidiani, escludendo così il beneficio economico.
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Indebito previdenziale: guida alla restituzione
Il Tribunale ha analizzato un caso di indebitoprevidenziale sorto dal superamento dei limiti di reddito per l'assegno di invalidità. La sentenza conferma che il pensionato deve restituire le somme percepite in eccesso se non prova il diritto a trattenerle, precisando che la decadenza per l'ente decorre solo dalla conoscenza certa dei dati reddituali.
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Assegno sociale: diritto e stato di bisogno
Il Tribunale di Roma ha riconosciuto il diritto all'assegno sociale per una cittadina ultrasessantenne priva di reddito, ribaltando il diniego dell'ente previdenziale. L'istituto sosteneva che l'interessata dovesse prima agire contro l'ex coniuge per il mantenimento. La sentenza chiarisce che lo stato di bisogno è un requisito oggettivo e non subordinato alla richiesta di assegni alimentari a terzi.
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Lavoro intermittente: guida alla validità contrattuale
Il Tribunale di Roma ha respinto il ricorso di una lavoratrice che chiedeva la nullità del suo contratto di lavoro intermittente nel settore turismo. La sentenza chiarisce che l'abrogazione di vecchie tabelle normative non inficia i contratti che vi fanno riferimento e che i limiti di durata non si applicano in determinati settori.
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Opposizione decreto ingiuntivo lavoro: calcolo TFR
Il Tribunale di Roma ha esaminato un caso di opposizione decreto ingiuntivo lavoro promosso da una società contro un ex dipendente. La controversia riguardava il calcolo del TFR, delle ferie residue e dei permessi ROL. Il giudice ha accolto parzialmente l'opposizione, riducendo l'importo del TFR poiché un anticipo era stato erroneamente sottratto al netto anziché al lordo. Sono state invece confermate le pretese per ferie e permessi sulla base di accordi sindacali e aziendali specifici.
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Improcedibilità dell’appello: l’inattività processuale costa cara
I Proprietari di un terreno espropriato propongono un giudizio di revocazione contro una decisione della Corte d'Appello. Tuttavia, per due udienze consecutive, tenutesi in modalità cartolare, omettono di depositare le note scritte. La Corte d'Appello dichiara quindi l'improcedibilità dell'appello per mancata comparizione. I Proprietari ricorrono in Cassazione, lamentando la violazione del contraddittorio e l'ingiusta condanna alle spese di lite. La Suprema Corte respinge il ricorso, confermando che l'inattività della parte legittima la pronuncia di improcedibilità dell'appello e la conseguente condanna alle spese, in base al principio di causalità. I Proprietari perdono definitivamente la causa.
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Rapporto di lavoro subordinato: negato al produttore libero
Un collaboratore di una compagnia assicurativa ha chiesto al tribunale di accertare la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato a partire dal 2003. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, escludendo il vincolo di subordinazione in base alle concrete modalità di svolgimento dell'attività. Il lavoratore ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando l'uso della trattazione scritta in appello e chiedendo la riqualificazione del rapporto come collaborazione eterorganizzata. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che la trattazione scritta è pienamente legittima anche nelle cause di lavoro e ha dichiarato inammissibile la questione dell'eterorganizzazione perché sollevata per la prima volta in sede di legittimità. Di conseguenza, il lavoratore ha perso definitivamente la causa ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Licenziamento disciplinare: legittimo il recesso per corruzione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento disciplinare intimato a un dirigente di una società pubblica in house. L'uomo era stato licenziato dopo che un'indagine penale aveva svelato la sua partecipazione a un sistema di tangenti per favorire alcuni imprenditori nella gestione di un depuratore. Il dirigente ha contestato la procedura, sostenendo il mancato rispetto dei termini previsti per il pubblico impiego. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che alle società in house si applica il diritto privato e non le regole del pubblico impiego. Inoltre, i giudici hanno confermato la validità dell'udienza svolta tramite note scritte. Il dirigente perde la causa e dovrà pagare le spese processuali.
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Sequestro conservativo: quando è concesso dal giudice
Il Tribunale di Milano ha autorizzato un sequestro conservativo per oltre 850.000 euro a favore di un'agenzia assicurativa contro un broker. Il provvedimento nasce da gravi irregolarità nella gestione di polizze vita e dal riconoscimento del debito da parte dei resistenti. Il periculum in mora è stato accertato a causa della dismissione del portafoglio clienti e del trasferimento di quote societarie da parte del debitore.
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Azione di reintegrazione: guida ai termini di legge
Il Tribunale di Milano ha rigettato un ricorso per azione di reintegrazione nel possesso di un immobile occupato senza titolo. La decisione si fonda sull intervenuta decadenza annuale, poiché i ricorrenti non hanno provato di aver agito entro un anno dalla scoperta dello spoglio, e sulla mancata prova della consapevolezza del terzo occupante circa l illecita sottrazione del bene.
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Trattazione scritta: vietato decidere senza il secondo termine
Un avvocato ha impugnato il decreto di liquidazione dei propri compensi per l'attività svolta in favore di una cliente ammessa al patrocinio a spese dello Stato. Il Tribunale ha rigettato l'opposizione decidendo immediatamente nel merito, nonostante nessuna delle parti avesse depositato le note scritte per l'udienza cartolare. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'avvocato. I giudici hanno chiarito che, in caso di mancato deposito delle note nella trattazione scritta, il giudice non può decidere subito la causa. Egli deve obbligatoriamente assegnare un nuovo termine perentorio o fissare un'udienza in presenza. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio.
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Distacco infragruppo e sanzioni contributive
La Corte d'Appello ha esaminato un caso di opposizione a cartelle INPS, focalizzandosi sulla legittimità del distacco infragruppo. Mentre ha riconosciuto l'interesse comune del gruppo societario come valida giustificazione per il distacco di personale, ha confermato le sanzioni per evasione contributiva relative a irregolarità nelle registrazioni del LUL e inquadramenti contrattuali errati, in assenza di prova della buona fede del datore di lavoro.
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