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Art. 127-ter Codice di Procedura Civile

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582 provvedimenti

Occupazione sine titulo: prova del danno
La Corte di Appello di Napoli ha confermato che il risarcimento per l'occupazione sine titulo di un immobile non può essere riconosciuto in automatico. Il proprietario ha l'onere di provare la concreta perdita della possibilità di godimento del bene, non essendo sufficiente la mera detenzione senza titolo da parte di terzi per configurare un danno risarcibile.
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Contratto d’opera professionale P.A.: forma scritta
La Corte d'Appello di Napoli ha negato il pagamento di compensi professionali a un dipendente pubblico per attività di consulenza tecnica di parte. La decisione ribadisce che un contratto d'opera professionale P.A. è nullo senza forma scritta ad substantiam e che l'attività svolta rientrava nei compiti d'ufficio del lavoratore.
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Minimi tariffari avvocati: inderogabilità delle spese
La Corte d'Appello di Napoli ha accolto il ricorso di una privata cittadina contro la decisione del Tribunale che aveva liquidato le spese legali in misura inferiore ai minimi tariffari avvocati. La Corte ha chiarito che, ai sensi della normativa vigente, i parametri medi non possono subire riduzioni superiori al 50%, garantendo così un equo compenso e la dignità professionale.
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Estinzione del giudizio: inattività delle parti
Il provvedimento analizza l'estinzione del giudizio in grado d'appello derivante dalla prolungata inattività delle parti. Nonostante le comunicazioni via PEC, i difensori hanno omesso di depositare le note scritte per due udienze consecutive, attivando la procedura prevista dalla Riforma Cartabia che conduce alla cancellazione della causa dal ruolo.
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Revoca Sanzione Disciplinare: Ente Paga Anche se Annulla la Pena
Un dipendente pubblico impugna una sanzione di 45 giorni di sospensione per presunto frazionamento illecito di appalti. Durante il processo d'appello, l'Ente Pubblico procede alla revoca della sanzione disciplinare, poiché un procedimento penale sugli stessi fatti si era concluso con l'assoluzione piena del lavoratore. La Corte d'Appello dichiara quindi la fine del contenzioso. Tuttavia, applicando il principio della 'soccombenza virtuale', condanna l'Ente a pagare tutte le spese legali. La revoca, infatti, equivale a un'ammissione che la sanzione era infondata fin dall'inizio, dando virtualmente ragione al dipendente.
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Spese processuali: i minimi tariffari sono vincolanti
La Corte di Appello di Catania ha stabilito che le spese processuali liquidate dal giudice di primo grado devono rispettare i parametri minimi previsti dal D.M. 55/2014. Nel caso di un docente che richiedeva la Carta del Docente, il tribunale aveva fissato un compenso inferiore alla soglia legale, errore corretto in appello con la rideterminazione delle somme spettanti secondo i valori minimi inderogabili.
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Estinzione del giudizio per notifica tardiva
La Corte d'Appello ha dichiarato l'estinzione del giudizio a causa del superamento del termine perentorio di trenta giorni concesso per rinnovare la notifica dell'appello. La tardività della procedura, eseguita oltre il mese assegnato dal giudice, ha impedito la prosecuzione della causa riguardante contributi previdenziali.
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Appello inammissibile: nuove eccezioni non valide
La Corte d'Appello di Catania ha dichiarato un appello inammissibile riguardante contributi previdenziali agricoli. Il ricorrente aveva sollevato l'eccezione di prescrizione solo in secondo grado, ma la Corte ha stabilito che i motivi di opposizione non presentati nell'atto introduttivo di primo grado costituiscono domande nuove e non sono ammissibili.
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Lavoro subordinato e spettanza del TFR
La Corte d'Appello ha riconosciuto la natura di lavoro subordinato per una collaboratrice domestica limitatamente a un periodo specifico, basandosi su testimonianze che hanno confermato orari fissi e paga mensile costante. Sebbene non siano state riconosciute differenze retributive perché lo stipendio percepito superava i minimi contrattuali, la Corte ha condannato gli eredi del datore di lavoro al pagamento del TFR e alla regolarizzazione dei contributi previdenziali.
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Disabilità gravissima: i requisiti per i benefici
La Corte d'Appello ha confermato il rigetto della domanda per ottenere i benefici legati alla disabilità gravissima. La decisione chiarisce che il possesso dell'indennità di accompagnamento non è sufficiente, essendo necessaria la presenza di specifiche condizioni cliniche stabilite dalla normativa ministeriale. La sentenza affronta anche la validità della consulenza tecnica d'ufficio in presenza di irregolarità formali dei consulenti di parte.
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Malattia professionale non tabellata: onere della prova
La Corte d'Appello ha confermato il rigetto della richiesta di rendita per malattia professionale non tabellata. Gli eredi di un lavoratore non hanno fornito prove specifiche sull'esposizione a sostanze nocive, mentre la CTU ha classificato la patologia come idiopatica, escludendo l'origine lavorativa.
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Assegno sociale arretrati: quando spettano?
La Corte d'Appello ha rigettato la richiesta di ottenere l'assegno sociale arretrati avanzata da un cittadino che aveva presentato domande incomplete negli anni precedenti. La decisione conferma che l'assegno decorre solo dalla domanda amministrativa corredata di tutta la documentazione necessaria e che non è possibile richiedere risarcimenti danni per la prima volta in grado di appello.
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Legittimazione passiva riscossione: sentenza INPS
La Corte d'Appello ha riconosciuto il difetto di legittimazione passiva riscossione dell'agente incaricato del recupero crediti in una lite sulla prescrizione di contributi previdenziali. Solo l'ente impositore può rispondere nel merito del credito.
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Minimi tariffari forensi: l’obbligo del giudice
La Corte d'Appello di Catania ha riformato una sentenza che liquidava spese legali al di sotto dei minimi tariffari forensi in una causa previdenziale. Il Tribunale aveva inizialmente fissato i compensi senza giustificare lo scostamento dai parametri minimi previsti dal D.M. 55/2014. La Corte ha stabilito che, in assenza di motivazioni specifiche, il giudice deve rispettare le soglie minime tabellari, rideterminando le spese in favore del difensore antistatario.
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Udienza a trattazione scritta: tra inerzia e termini flessibili
In un giudizio di appello, la Corte fissava un'udienza a trattazione scritta. Di fronte al mancato deposito delle note da parte di entrambi i contendenti, il giudice assegnava un secondo termine di 14 giorni. Persistendo l'inerzia, la causa veniva cancellata dal ruolo con conseguente estinzione del processo. La parte ricorrente impugnava la decisione, sostenendo che anche il secondo termine dovesse rispettare il limite minimo di 15 giorni previsto per il primo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che il secondo termine per l'udienza a trattazione scritta è rimesso alla discrezionalità del giudice. Il contrasto tra la rigidità del primo termine e la flessibilità del secondo trova giustificazione nel disinteresse già manifestato dalle parti, permettendo al giudice di gestire i tempi per garantire la ragionevole durata del processo.
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Risarcimento danni microlesioni: la guida completa
Il Tribunale di Venezia ha affrontato un caso di risarcimento danni microlesioni subito da una donna investita da uno scooter elettrico in un mercato. La sentenza chiarisce l'importanza del nesso causale, escludendo il ristoro per interventi chirurgici derivanti da patologie pregresse del danneggiato e limitando il risarcimento alle lesioni effettivamente riconducibili al sinistro, quantificate tramite CTU come danno biologico permanente al 3-4%.
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Equa riparazione: calcolo durata e fase esecutiva
La Corte d'Appello ha respinto l'opposizione di due ricorrenti che chiedevano un aumento dell'indennizzo per equa riparazione. La Corte ha stabilito che il periodo di sei mesi concesso alla Pubblica Amministrazione per il pagamento spontaneo non rientra nel calcolo della durata irragionevole del processo. Inoltre, è stata negata la maggiorazione del compenso professionale per l'uso di link ipertestuali non funzionanti.
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Prescrizione rimesse bancarie: analisi della sentenza
La Corte d'Appello di Salerno ha confermato la decisione di primo grado in una complessa causa relativa alla prescrizione rimesse bancarie. La disputa riguardava la rideterminazione del saldo di un conto corrente e la distinzione tra versamenti solutori e ripristinatori. La Corte ha chiarito che il limite dell'affidamento va valutato in modo unitario, comprendendo tutte le linee di credito, e che il calcolo della prescrizione deve basarsi sul saldo rettificato dagli addebiti illegittimi.
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Notifica tardiva decreto Pinto: inefficacia e stop
La Corte di Appello ha accolto l'opposizione del Ministero contro un provvedimento di equa riparazione. La decisione si fonda sul fatto che la notifica tardiva decreto Pinto, avvenuta oltre il termine di 30 giorni dalla comunicazione, determina l'inefficacia del provvedimento e la definitiva improponibilità della richiesta indennitaria.
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Spese processuali carta docente: stop compensazione
La Corte d'Appello di Salerno ha stabilito che la compensazione delle spese processuali carta docente è illegittima quando il diritto del lavoratore è già supportato da orientamenti consolidati. Nel caso in esame, un insegnante aveva ottenuto il beneficio economico in primo grado, ma il giudice aveva compensato le spese legali. La Corte ha riformato la decisione, condannando l'amministrazione al pagamento delle spese di lite in entrambi i gradi di giudizio.
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