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Art. 127-ter Codice di Procedura Civile

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582 provvedimenti

Diritto di difesa scritta: Cassazione annulla maxi-sanzione Consob
La Corte di Cassazione ha annullato una sanzione milionaria della Consob per un vizio procedurale. Un manager era stato multato per offerta abusiva di prodotti finanziari. Durante il processo d'appello, svoltosi con rito cartolare a causa della pandemia, il giudice aveva limitato le memorie difensive a una sola pagina e alle sole conclusioni. La Cassazione ha stabilito che questa restrizione viola il diritto di difesa nella trattazione scritta. Tale modalità deve infatti garantire le stesse facoltà argomentative dell'udienza orale. La sentenza è stata annullata e il caso dovrà essere riesaminato, garantendo una difesa completa.
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Contratto a termine illegittimo: termini e impugnazione
Il caso analizza un ricorso in cui un lavoratore lamentava un contratto a termine illegittimo, richiedendo la conversione a tempo indeterminato e un inquadramento superiore. Il Giudice ha rigettato le istanze a causa del mancato rispetto dei termini di decadenza per l'impugnazione della prima proroga e per la genericità delle prove fornite riguardo allo svolgimento di mansioni superiori e al lavoro straordinario.
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Malattia professionale: quando spetta l’indennizzo
Il Tribunale di Bari ha respinto la richiesta di un lavoratore per il riconoscimento di una malattia professionale indennizzabile. Nonostante il nesso causale tra le ernie discali e l'attività di autista sia stato accertato, l'invalidità è stata quantificata al 4%, soglia inferiore al minimo di legge del 6% necessario per l'indennizzo economico.
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Infortunio sul lavoro e infarto: la decisione
Il Tribunale di Bari ha respinto la richiesta di un operaio volta a ottenere il riconoscimento di un infarto come infortunio sul lavoro. La sentenza chiarisce che, affinché sussista l'indennizzabilità, deve essere provata la causa violenta e il nesso con l'attività lavorativa, escludendo i casi in cui il malore sia la manifestazione di una patologia preesistente a decorso lento.
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Indennità di accompagnamento: requisiti e limiti
Il Tribunale di Bari ha esaminato la domanda di un soggetto affetto da morbo di Parkinson che richiedeva l'indennità di accompagnamento. Nonostante il riconoscimento di un handicap grave, la corte ha rigettato la domanda poiché il perito medico ha rilevato la capacità di deambulazione autonoma e la possibilità di svolgere gli atti quotidiani, escludendo così il requisito dell'assistenza continua.
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Ripetizione di indebito assistenziale: quando è nulla
Il caso riguarda la ripetizione di indebito assistenziale richiesta da un ente previdenziale a causa del superamento dei limiti reddituali. Il Tribunale ha stabilito che, se il cittadino ha regolarmente dichiarato i propri redditi all'amministrazione finanziaria, non sussiste dolo e le somme erogate in buona fede non sono ripetibili fino alla data del provvedimento di revoca.
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Malattia professionale: il limite del danno biologico
Una lavoratrice agricola ha richiesto il riconoscimento di una malattia professionale per ernia discale. Sebbene la perizia abbia confermato il nesso causale tra l'attività lavorativa e la patologia, l'entità del danno biologico è stata valutata al 3%. Poiché la legge prevede un indennizzo economico solo a partire dalla soglia del 6%, il tribunale ha rigettato la domanda di risarcimento.
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Onere della prova in opposizione a decreto ingiuntivo
Il Tribunale ha accolto l'opposizione a un decreto ingiuntivo riguardante una fornitura di merci contestata. Poiché la società creditrice non ha fornito prove sufficienti della validità del contratto e della riferibilità delle firme sui documenti di trasporto all'opponente, non rispettando l'onere della prova, il giudice ha revocato l'ingiunzione.
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Liquidazione giudiziale impresa minore: come revocarla
La Corte d'Appello ha revocato l'apertura della liquidazione giudiziale impresa minore nei confronti di una società di Lucca. Nonostante la validità della notifica via PEC d'ufficio, l'analisi dei bilanci degli esercizi 2020-2022 ha dimostrato che l'impresa rientrava nelle soglie dimensionali ridotte previste dal Codice della Crisi, escludendo così l'assoggettabilità alla procedura concorsuale.
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Danni da infiltrazioni fognarie: la responsabilità
La Corte d'Appello ha ribaltato una sentenza di primo grado riguardante i danni da infiltrazioni fognarie subiti da un appartamento al piano terra. L'ostruzione di una condotta comune, causata da residui di detersivi, ha generato uno sversamento di liquami. I giudici hanno riconosciuto la responsabilità dei condomini utilizzatori della tubatura ai sensi dell'art. 2051 c.c., sottolineando che la prova del danno può essere fornita tramite perizia tecnica anche senza fatture di riparazione.
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Estinzione del processo: cosa accade se mancano le note
La Corte d'Appello di Firenze ha dichiarato l'estinzione del processo in una causa riguardante un contratto di appalto e la restituzione di una caparra confirmatoria. La decisione è scaturita dal mancato deposito delle note scritte per l'udienza e dalla mancata comparizione delle parti. Nonostante una richiesta di rinvio per la nomina di un nuovo difensore, il collegio ha ritenuto che tale istanza non potesse sostituire l'adempimento processuale richiesto, portando così alla chiusura definitiva del giudizio.
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Risarcimento danni albergo: quando manca la prova
La Corte d'Appello ha confermato il rigetto della richiesta di risarcimento danni albergo presentata da una cliente infortunatasi mentre trasportava la madre in carrozzina. La decisione si fonda sulla mancanza di prove certe dell'evento, sulla tardività del ricorso al pronto soccorso (avvenuto dopo 16 giorni) e sull'uso improprio della consulenza tecnica per colmare lacune probatorie della parte.
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Manca prova notifica? No a improcedibilità dell’appello automatica
Una lavoratrice del personale scolastico aveva presentato appello contro una sentenza sfavorevole. A causa delle norme emergenziali, l'udienza si è svolta con la 'trattazione scritta'. La Corte d'Appello ha dichiarato l'improcedibilità dell'appello perché la lavoratrice non aveva depositato la prova di aver notificato l'atto al Ministero. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio fondamentale: il giudice, prima di sanzionare la parte, deve chiederle di produrre la prova mancante. La modalità scritta dell'udienza non può sopprimere il diritto di difesa e il dialogo tra giudice e parti. La lavoratrice vince e il processo dovrà essere riesaminato.
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Inammissibilità appello tardivo: il caso di Venezia
Il Tribunale di Venezia ha dichiarato l'inammissibilità appello tardivo proposto da un soggetto che lamentava la nullità della citazione di primo grado. Nonostante un errore nell'intestazione dell'atto, il contenuto indicava chiaramente il giudice competente, rendendo valida la notifica e non giustificando il superamento dei termini per l'impugnazione.
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Vizi facilmente riconoscibili: quando la garanzia decade
Un acquirente ha citato in giudizio il venditore per ottenere una riduzione del prezzo a causa di gravi cedimenti del tetto scoperti dopo l'acquisto. Il Tribunale ha rigettato la domanda stabilendo che si trattava di vizi facilmente riconoscibili, poiché il tetto era già puntellato e il difetto era visibile dall'esterno e ispezionabile dal sottotetto.
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Improcedibilità dell’appello: giudice non vede l’atto, ma la Cassazione non interviene
Una compagnia aerea si è vista dichiarare l'improcedibilità dell'appello perché il giudice non ha visto le note scritte depositate telematicamente per l'udienza. La compagnia ha quindi fatto ricorso alla Corte di Cassazione, sostenendo che si trattasse di un errore. La Cassazione ha però dichiarato il ricorso inammissibile. Ha chiarito che l'omessa valutazione di un documento depositato non è una violazione di legge da contestare in Cassazione, ma un errore di fatto. Questo tipo di errore va corretto con altri strumenti legali, come la correzione di errore materiale o la revocazione, non con il ricorso all'ultimo grado di giudizio.
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Udienza Cartolare Illegittima: Lavoratrice Vince contro l’Ateneo
Una lavoratrice ha chiesto il riconoscimento del suo rapporto di lavoro subordinato con un'Università dopo anni di collaborazioni. La Corte d'Appello ha respinto la sua domanda decidendo la causa tramite un'udienza cartolare nel rito del lavoro, nonostante la richiesta della lavoratrice di una discussione orale. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo un principio fondamentale: la sostituzione dell'udienza con note scritte non può eliminare completamente la fase orale, che include l'interrogatorio delle parti e il tentativo di conciliazione. Questa omissione ha violato il diritto di difesa della lavoratrice. La causa è stata quindi rinviata alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio che rispetti le regole processuali.
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Investimento pedone semaforo rosso e responsabilità
La Corte d'Appello ha rigettato la richiesta di risarcimento danni avanzata da un uomo vittima di un investimento pedone semaforo rosso. Le prove hanno dimostrato che il pedone ha attraversato repentinamente nonostante il divieto semaforico, rendendo l'impatto inevitabile per il conducente che procedeva con luce verde a velocità moderata.
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Cessata materia del contendere e spese legali
Il caso riguarda un cittadino che ha citato un ente pubblico per ottenere il pagamento della pensione. Durante il giudizio, l'ente ha saldato il debito portando alla cessata materia del contendere. Il tribunale ha condannato l'ente alle spese legali poiché il pagamento è avvenuto solo dopo la notifica del ricorso.
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Mancato versamento TFR fondo pensione: guida legale
Il Tribunale di Roma ha condannato un'azienda per il mancato versamento TFR fondo pensione. Nonostante le trattenute in busta paga, le somme non venivano versate al fondo complementare. Il giudice ha riconosciuto al lavoratore il diritto di agire direttamente per tutelare la propria posizione previdenziale, ordinando il pagamento di oltre 12.000 euro.
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