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Svincolo polizza fideiussoria: stop ai premi dovuti

La Corte di Appello di Napoli ha stabilito che lo svincolo polizza fideiussoria avviene automaticamente con la certificazione di fine servizio. Anche se il contratto assicurativo richiama impropriamente certificati di collaudo tipici dei lavori, per i servizi è sufficiente l’attestazione di conclusione attività per bloccare il pagamento di nuovi premi.

Riferimento:
SENTENZA CORTE DI APPELLO DI NAPOLI N. 2927 2026 - N. R.G. 00005214 2021 DEPOSITO MINUTA 19 04 2026 PUBBLICAZIONE 20 04 2026
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Pubblicato il 25 aprile 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Svincolo polizza fideiussoria: la fine dei servizi blocca i premi

Il tema dello svincolo polizza fideiussoria è al centro di frequenti controversie tra imprese e compagnie assicurative. Il caso esaminato dalla Corte di Appello di Napoli riguarda una società che, dopo aver concluso un appalto di servizi, si è vista richiedere il pagamento dei premi assicurativi per annualità successive, sulla base della mancata restituzione fisica dell’originale della polizza.

Il caso e lo svincolo polizza fideiussoria

In un appalto di servizi gestito da un raggruppamento temporaneo d’imprese, la società mandataria aveva stipulato diverse polizze per garantire l’adempimento degli obblighi contrattuali verso un ente regionale. Sebbene le attività fossero terminate nel 2010, la compagnia assicurativa ha continuato a richiedere i premi fino al 2018, sostenendo che le polizze non fossero mai state svincolate formalmente secondo le clausole contrattuali, che prevedevano la restituzione dell’originale o l’emissione di certificati di collaudo.

La società ha quindi promosso un’azione di accertamento negativo del debito, sostenendo che la comunicazione di fine servizio inviata dall’ente appaltante nel 2013 fosse sufficiente a determinare lo svincolo automatico della garanzia, rendendo illegittima la richiesta di premi successivi.

La decisione della Corte di Appello

La Corte di Appello di Napoli ha parzialmente riformato la sentenza di primo grado, dando ragione alla società assicurata. I giudici hanno chiarito che, negli appalti di servizi, non si possono applicare rigorosamente le clausole pensate per gli appalti di lavori. Se una polizza fideiussoria richiama documenti come il certificato di collaudo provvisorio o di regolare esecuzione (tipici dell’edilizia pubblica), tale contenuto deve essere interpretato in conformità alla natura del servizio reso.

Pertanto, qualsiasi documento proveniente dalla stazione appaltante che certifichi formalmente l’ultimazione del servizio equivale al certificato di ultimazione dei lavori e fa decorrere il termine per lo svincolo automatico della garanzia.

Interpretazione dei contratti e prassi assicurativa

La Corte ha rilevato una discrasia tra il modello di polizza utilizzato (spesso standard per lavori pubblici) e l’oggetto reale del contratto (servizi). In questi casi, non è necessario che il beneficiario esprima un giudizio positivo o negativo sul servizio: la clausola che prevede la cessazione della garanzia entro 12 mesi dalla fine dei lavori deve essere intesa come finalizzata a evitare che il contraente resti vincolato a tempo indefinito a causa dell’inerzia della Pubblica Amministrazione.

Di conseguenza, la pretesa creditoria della compagnia assicurativa è stata dichiarata inesistente per tutto il periodo successivo all’anno dalla fine effettiva del servizio, poiché il rapporto di garanzia doveva considerarsi legalmente risolto.

le motivazioni

La Corte ha fondato la propria decisione sulla necessità di un’interpretazione funzionale del contratto di garanzia. Poiché lo scopo della polizza è coprire l’esecuzione di un servizio, una volta che l’ente pubblico ha attestato via PEC che le attività si sono concluse in una data certa, viene meno il rischio assicurato. Richiedere documenti non compatibili con la natura dell’appalto o la restituzione fisica dell’originale costituisce una pretesa contraria alla buona fede contrattuale e alla normativa sui contratti pubblici.

le conclusioni

L’accoglimento dell’appello ha portato alla dichiarazione di inesistenza del credito per i premi richiesti dalla compagnia assicuratrice. La sentenza ribadisce un principio fondamentale: lo svincolo polizza fideiussoria non può essere subordinato a formalismi impossibili o non pertinenti. Una volta provata la fine del rapporto principale, la garanzia accessoria si estingue, liberando l’impresa da oneri economici non più giustificati.

È necessario restituire l’originale del contratto per lo svincolo polizza fideiussoria?
No, la giurisprudenza chiarisce che lo svincolo può avvenire anche senza la restituzione fisica dell’originale se esiste un documento ufficiale della stazione appaltante che certifica la fine del servizio.

Si devono pagare i premi assicurativi se il servizio è terminato ma la polizza non è restituita?
No, una volta che il servizio garantito è concluso e attestato, l’obbligo di pagare i supplementi di premio cessa, solitamente entro 12 mesi dall’ultimazione delle attività.

Quale documento serve per lo svincolo in un appalto di servizi se la polizza parla di collaudo?
È sufficiente una comunicazione formale o un’attestazione della stazione appaltante che dichiari la data di conclusione delle attività, documento che viene assimilato al certificato di ultimazione dei lavori.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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