\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Responsabilità custode condominio: guida al risarcimento

La Corte d’Appello ha confermato la responsabilità custode condominio per la caduta di una condomina su scale bagnate durante le pulizie. Nonostante l’affidamento del servizio a una ditta esterna, il condominio rimane custode della cosa. La sentenza ha inoltre riformato la decisione di primo grado, obbligando l’assicurazione a manlevare il condominio poiché la notifica della chiamata in causa è stata provata in appello.

Riferimento:
SENTENZA CORTE DI APPELLO DI NAPOLI N. 2951 2026 - N. R.G. 00005641 2022 DEPOSITO MINUTA 19 04 2026 PUBBLICAZIONE 20 04 2026
Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)

Responsabilità custode condominio: chi risponde della caduta sulle scale?

La questione della responsabilità custode condominio rappresenta uno dei temi più dibattuti nelle aule di giustizia, specialmente quando si verificano infortuni nelle aree comuni. Un recente caso esaminato dalla Corte d’Appello chiarisce i confini tra l’obbligo di vigilanza dell’ente condominiale e le responsabilità delle ditte esterne di pulizia.

Il caso: caduta su scale bagnate e insidia non segnalata

Una condomina, mentre percorreva le scale del proprio stabile, è caduta rovinosamente a causa della presenza di acqua e sapone, residui di un’operazione di pulizia in corso. L’evento ha causato lesioni fisiche certificate dal pronto soccorso. Il condominio si è difeso sostenendo che la responsabilità fosse esclusivamente della ditta appaltatrice del servizio di pulizia e che la danneggiata fosse stata imprudente.

La responsabilità custode condominio ex art. 2051 c.c.

Il Tribunale prima e la Corte d’Appello poi hanno ribadito un principio fondamentale: il condominio riveste la qualifica di custode delle parti comuni. Questa posizione comporta un dovere di controllo e vigilanza costante. La responsabilità custode condominio ha natura oggettiva; ciò significa che, per ottenere il risarcimento, il danneggiato deve solo provare il nesso tra la cosa (le scale bagnate) e l’evento (la caduta), mentre il custode può liberarsi solo provando il caso fortuito.

L’appalto delle pulizie non esonera il condominio

Un punto cruciale della decisione riguarda l’affidamento del servizio a terzi. La Corte ha stabilito che l’esternalizzazione delle pulizie non recide il rapporto di custodia tra il condominio e l’edificio. Anche se la ditta esterna non ha posizionato i cartelli di segnalazione, il condominio resta il primo responsabile verso il danneggiato, ferma restando la possibilità di rivalersi sulla ditta stessa o di attivare l’assicurazione.

Il ruolo dell’assicurazione e la prova della notifica

In primo grado, la compagnia assicurativa era stata esclusa dal giudizio per un vizio formale: la mancata prova della notifica della chiamata in causa. Tuttavia, nel giudizio di appello, il condominio è riuscito a produrre la ricevuta di ritorno della raccomandata. La Corte ha accolto questa prova, spiegando che i documenti volti a dimostrare la correttezza dell’attività processuale possono essere depositati anche in secondo grado, non costituendo ‘nuove prove’ sul merito della causa.

le motivazioni

La Corte ha fondato la decisione sul presupposto che il condominio non ha fornito la prova del caso fortuito. La presenza di acqua sulle scale, sebbene riconducibile all’attività della ditta di pulizie, non costituisce un evento imprevedibile o eccezionale idoneo a interrompere il nesso causale. Inoltre, è stata respinta la tesi del concorso di colpa della vittima: il solo fatto di essere una condomina non implica la presunzione che ella debba conoscere esattamente gli orari delle pulizie, specialmente in assenza di cartelli monitori. La testimonianza che suggeriva l’uso di calzature inadeguate (pantofole) è stata ritenuta inattendibile e comunque non decisiva ai fini della dinamica del sinistro.

le conclusioni

In conclusione, la sentenza conferma la condanna del condominio al risarcimento del danno, ma riforma la parte relativa alla manleva assicurativa. La compagnia di assicurazioni, essendo stata ritualmente chiamata in causa (come provato dai documenti prodotti in appello), è ora tenuta a rimborsare al condominio tutte le somme che quest’ultimo dovrà versare alla danneggiata. Viene così ripristinato l’equilibrio contrattuale previsto dalla polizza globale fabbricati, tutelando il patrimonio del condominio a fronte di una responsabilità oggettiva ormai accertata.

Il condominio è responsabile se cado sulle scale appena lavate dalla ditta di pulizie?
Sì, il condominio è considerato custode delle scale e risponde dei danni causati dalla mancata segnalazione del pericolo, anche se il servizio è affidato a una ditta esterna.

Posso depositare in appello la prova della notifica della chiamata in causa dell’assicurazione?
Sì, la prova della regolarità del processo non è soggetta al divieto di nuovi documenti in appello, poiché serve a dimostrare la correttezza dell’attività processuale e non il merito della lite.

L’uso di pantofole può ridurre il risarcimento per una caduta in condominio?
In questo caso specifico no, poiché è stato accertato che la causa principale della caduta è stata la presenza di acqua e sapone non segnalati, rendendo l’uso delle calzature un fattore privo di provata incidenza causale.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati