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Art. 118 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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1647 provvedimenti

Altri anni per Art. 118 Codice di Procedura Civile

Ricorso per cassazione: i requisiti di specificità
Un Ente Locale presenta ricorso per cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello, lamentando l'omesso esame di un fatto decisivo (pagamenti effettuati a una società). La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per mancanza di specificità, in quanto il ricorrente non ha adeguatamente localizzato, trascritto e prodotto i documenti a sostegno della sua tesi. La decisione sottolinea il rigore formale richiesto per questo tipo di impugnazione.
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Provvedimento abnorme: Cassazione annulla l’ordine
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di una commissione tributaria regionale qualificandola come provvedimento abnorme. Il giudice di merito aveva contraddittoriamente accolto in via definitiva l'appello di un contribuente e, allo stesso tempo, sospeso il giudizio. Il caso nasce da un accertamento fiscale basato su dati dello "Spesometro", contestato dal contribuente che aveva sporto denuncia per la presunta falsa notifica di un invito al contraddittorio. La Suprema Corte ha ritenuto l'atto del giudice di secondo grado insanabilmente viziato per la sua intrinseca illogicità, cassando la decisione e rinviando la causa per un nuovo esame.
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Ferie non godute: il diritto all’indennità del dirigente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10031/2025, si è pronunciata sul caso di un dirigente pubblico con contratti a termine reiterati. La Corte ha stabilito il suo diritto al pagamento delle ferie non godute, invertendo l'onere della prova a carico del datore di lavoro. Ha invece rigettato la domanda di conversione del rapporto in tempo indeterminato, ma ha riconosciuto il diritto agli arretrati contrattuali specificamente richiesti.
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CCNL Privato per Dipendenti Pubblici: la Cassazione
Un lavoratore, trasferito da una Regione a un'agenzia regionale, ha rivendicato un'indennità basata sul CCNL di diritto privato. L'agenzia ha contestato il trasferimento e l'applicabilità del contratto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il trasferimento era valido e che la legge regionale permetteva l'applicazione del contratto privato. La Corte ha inoltre stabilito che le norme statali sulle spese di missione non si applicano direttamente agli enti regionali, rendendo legittima la clausola contrattuale sull'indennità chilometrica.
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Giudicato penale: efficacia nel processo tributario
Un contribuente, accusato dall'Agenzia delle Entrate di far parte di una società di fatto e soggetto a un accertamento fiscale, ottiene l'annullamento dell'atto nei primi due gradi di giudizio. In Cassazione, il contribuente presenta sentenze penali definitive di assoluzione per i medesimi fatti. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato la causa a nuovo ruolo, ritenendo preliminare e fondamentale la questione sull'efficacia del giudicato penale nel processo tributario, anche alla luce di nuove normative e di questioni pendenti dinanzi alle Sezioni Unite.
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Giudicato penale: effetti sulla società di fatto
La Corte di Cassazione esamina un caso in cui un contribuente, accusato dall'Agenzia delle Entrate di essere socio di una società di fatto, presenta sentenze penali definitive di assoluzione per gli stessi fatti. La Corte decide di sospendere il giudizio, rinviando la causa a nuovo ruolo, in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite sull'efficacia del giudicato penale nel processo tributario. La questione centrale è determinare se l'assoluzione penale possa bloccare l'accertamento fiscale.
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Detrazione IVA negata: quando la conoscenza conta
La Corte di Cassazione ha stabilito che la detrazione IVA è negata al contribuente che sapeva, o avrebbe dovuto sapere con l'ordinaria diligenza, che il proprio fornitore stava evadendo l'imposta. Nel caso specifico, lo stretto rapporto familiare tra il contribuente e i soci dell'azienda fornitrice è stato considerato un grave indizio di tale consapevolezza. La Corte ha annullato la decisione di grado inferiore, che aveva erroneamente sminuito questi elementi, e ha disposto un nuovo esame della causa basato sui principi della prova presuntiva.
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Deduzione IRAP trasporto: la Cassazione chiarisce
Una società di trasporti ha richiesto un rimborso IRAP, rivendicando il diritto alla deduzione legata al cuneo fiscale. L'Agenzia delle Entrate ha negato il beneficio, sostenendo che l'azienda operasse in regime di concessione e a tariffa, rientrando così nei casi di esclusione. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esclusione dalla deduzione IRAP trasporto è legittima solo se coesistono due condizioni specifiche: il contratto deve essere una vera 'concessione', con trasferimento del rischio operativo all'impresa, e la 'tariffa' deve essere 'remunerativa', ovvero calcolata per coprire tutti i costi, inclusa l'IRAP stessa. Poiché la corte di merito non aveva svolto questa analisi dettagliata, la Cassazione ha annullato la sentenza e rinviato il caso per una nuova valutazione.
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Detrazione IVA: quando è negata per frode del fornitore
La Cassazione ha stabilito che la detrazione IVA non spetta al cessionario se sapeva, o avrebbe dovuto sapere, della frode fiscale del fornitore. Nel caso specifico, la coincidenza della figura del legale rappresentante tra la società acquirente e quella venditrice è stata ritenuta un elemento decisivo per dimostrare la consapevolezza della frode, ribaltando la decisione di merito.
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Lavoro socialmente utile: no a conversione in subordinato
Un lavoratore, impiegato in un progetto di lavoro socialmente utile presso una società a controllo pubblico, ha richiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio fondamentale: per le società "in-house" della Pubblica Amministrazione, l'assunzione deve avvenire tramite concorso pubblico. Questo impedisce la conversione automatica di altre forme contrattuali, come il lavoro socialmente utile, in un contratto a tempo indeterminato, anche se si provassero gli indici della subordinazione.
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Società in house: no a conversione del rapporto
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un lavoratore che chiedeva il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato con una società in house. La Suprema Corte ribadisce che per le società a partecipazione pubblica vige l'obbligo di reclutamento tramite procedure selettive, impedendo la conversione di contratti di collaborazione in rapporti a tempo indeterminato, anche se di fatto si è svolta attività lavorativa subordinata.
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Spese di lite: diritto al rimborso senza difesa avversa
Un contribuente si è visto negare il rimborso delle spese di lite in appello perché l'ente di riscossione non si era difeso. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che il diritto al rimborso delle spese legali spetta alla parte vittoriosa, in quanto è stata costretta a sostenere dei costi per rimediare a un precedente errore giudiziario, indipendentemente dalla condotta processuale della controparte.
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Liquidazione spese legali: separata per ogni grado
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9863/2025, ha stabilito un principio fondamentale sulla liquidazione spese legali. Un giudice non può calcolare le spese di due gradi di giudizio in un'unica somma forfettaria. La Corte ha chiarito che i costi devono essere distinti per ogni grado per garantire trasparenza e permettere alle parti di verificare i criteri di calcolo. La sentenza impugnata, che aveva liquidato cumulativamente le spese, è stata annullata con rinvio alla corte territoriale per una nuova e corretta determinazione.
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Marchio tridimensionale: la tutela penale e civile
La Corte di Cassazione analizza il caso di contraffazione di borse di lusso, focalizzandosi sulla tutela del marchio tridimensionale. Anche se il reato è prescritto, la Corte stabilisce i criteri per il risarcimento civile, affermando che la riproduzione della sola forma di un prodotto rinomato può integrare un illecito se idonea a trasferirne il potere attrattivo. La sentenza di merito è stata annullata per non aver adeguatamente provato che le caratteristiche dei prodotti imitati fossero univocamente riconducibili agli originali.
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Usucapione e preliminare: quando non basta la consegna
Un soggetto ha cercato di ottenere la proprietà di un immobile per usucapione, sommando al proprio periodo di possesso quello del suo predecessore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che un contratto preliminare di vendita, anche con consegna anticipata del bene, conferisce solo la detenzione e non il possesso. Per l'usucapione è necessario un atto specifico che trasformi la detenzione in possesso (interversio possessionis), che nel caso di specie non è stato provato.
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Espulsione straniero: valutazione vita privata decisiva
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di un Giudice di Pace che confermava un decreto di espulsione straniero. La Corte ha stabilito che il giudice di merito ha l'obbligo di valutare la situazione personale, familiare e sociale del cittadino straniero in Italia, anche in pendenza di un ricorso per protezione speciale. L'omessa valutazione di questi elementi, come i legami familiari e il radicamento sociale, rende illegittimo il provvedimento, che deve essere riesaminato alla luce del diritto al rispetto della vita privata e familiare.
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Espulsione straniero: valutazione vita privata d’obbligo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di un Giudice di Pace, stabilendo un principio fondamentale: nel decidere sull'espulsione dello straniero, il giudice deve sempre effettuare una valutazione concreta della sua vita privata e dei legami sociali in Italia. Non è sufficiente basarsi sulla legittimità formale del diniego di un permesso di soggiorno, ma occorre un'analisi caso per caso per tutelare i diritti fondamentali della persona, come il diritto alla vita privata sancito dalla CEDU.
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Retribuzione feriale: indennità variabili incluse
Un dipendente di un'azienda di trasporti ha contestato l'esclusione di alcune indennità variabili dal calcolo della sua retribuzione durante le ferie. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che la retribuzione feriale deve comprendere tutte le voci retributive intrinsecamente connesse alla prestazione lavorativa. Questa decisione, basata sul diritto dell'Unione Europea, mira a evitare che una diminuzione dello stipendio possa scoraggiare i lavoratori dal fruire del loro diritto al riposo annuale, annullando la precedente decisione della Corte d'Appello.
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Retribuzione feriale: sì alle indennità accessorie
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione feriale deve includere tutte le indennità intrinsecamente connesse alla prestazione lavorativa, come quella di utilizzazione professionale e di assenza dalla residenza. Escluderle creerebbe un effetto dissuasivo, contrario al diritto europeo, che potrebbe spingere i lavoratori a non godere del riposo annuale. La Corte ha accolto il ricorso di alcuni macchinisti, cassando la precedente sentenza e rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Difetto di motivazione: sentenza fiscale annullata
Una società contribuente si è opposta a una cartella di pagamento per omesso versamento IRAP, sanzioni e interessi, adducendo come causa di forza maggiore la propria crisi di liquidità dovuta a mancati pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione, suo unico cliente. La Commissione Tributaria Regionale ha emesso una sentenza contraddittoria, annullando sanzioni e interessi pur negando la configurabilità della forza maggiore. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione per un grave difetto di motivazione, in quanto il percorso logico-giuridico seguito dal giudice di secondo grado era incomprensibile e basato su affermazioni inconciliabili, rendendo impossibile comprendere la ratio decidendi della sentenza.
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