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Art. 118 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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1647 provvedimenti

Altri anni per Art. 118 Codice di Procedura Civile

Prova del credito nel fallimento: la Cassazione decide
Una società fornitrice si è vista negare l'ammissione al passivo fallimentare di un proprio credito di circa 35.000 euro per carenza di prove. Il ricorso per Cassazione è stato dichiarato inammissibile perché basato su una critica alla valutazione delle prove del giudice di merito, non consentita in sede di legittimità. La Suprema Corte ha ribadito che, nel contesto della prova del credito, fatture e documenti di trasporto non firmati o privi di data certa non sono sufficienti a dimostrare la pretesa creditoria verso il fallimento, poiché il curatore è considerato un terzo.
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Prova atipica: testimonianza valida da altro processo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un professionista sanzionato per l'impiego irregolare di una lavoratrice. La Corte ha stabilito che una testimonianza resa in un altro giudizio costituisce una prova atipica pienamente utilizzabile, a condizione che sia garantito il contraddittorio tra le parti. È stato inoltre chiarito che una sentenza emessa in un altro processo tra parti diverse non ha efficacia di giudicato, ma può essere valutata dal giudice come semplice elemento di prova documentale.
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Contribuzione figurativa mobilità: la Cassazione
Un lavoratore ha contestato il metodo di calcolo della sua pensione, in particolare per la contribuzione figurativa mobilità. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, stabilendo che il calcolo deve basarsi sulla retribuzione effettiva percepita per l'integrazione salariale, come previsto dalla Legge n. 223/1991, e non su un parametro differente. La decisione consolida un orientamento giurisprudenziale chiaro, fornendo certezza sulla corretta determinazione dei contributi in periodi di mobilità.
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Incentivo di progettazione: quando spetta? Il caso
Una Pubblica Amministrazione ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza che riconosceva agli eredi di un dipendente il diritto a un incentivo di progettazione per lavori di manutenzione ordinaria. La Corte d'Appello aveva confermato tale diritto, evidenziando che i lavori erano stati preceduti da una completa fase di progettazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la valutazione sull'esistenza di un'attività di progettazione costituisce un accertamento di fatto, di competenza esclusiva del giudice di merito e non riesaminabile in sede di legittimità. Il ricorso è stato quindi considerato un tentativo di ottenere un terzo grado di giudizio sul merito della questione.
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Ipoteca non rinnovata: effetti sulla divisione
In una causa di divisione immobiliare, la Cassazione ha stabilito che un'ipoteca non rinnovata entro il termine di 20 anni perde la sua efficacia. Il giudice di merito aveva erroneamente ignorato questa eccezione, attribuendo al creditore ipotecario somme derivanti dalla vendita. La Suprema Corte ha cassato la sentenza, affermando che il termine ventennale incide sull'efficacia della pubblicità costitutiva dell'ipoteca, la cui cessazione deve essere valutata dal giudice, e ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova decisione.
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Eccezione di prescrizione: quando è tardiva in appello
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un acquirente di un fondo agricolo, confermando che l'eccezione di prescrizione del diritto del venditore di risolvere il contratto è inammissibile se sollevata per la prima volta in appello. La sentenza ribadisce la natura non agraria di una controversia su una compravendita con patto di riservato dominio.
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Liquidazione Coatta: azioni inammissibili in tribunale
Un investitore ha agito in giudizio per far dichiarare la nullità di un contratto di acquisto di azioni stipulato con una banca, successivamente posta in liquidazione coatta amministrativa. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che qualsiasi azione contro un istituto in tale procedura, anche se di mero accertamento, è inammissibile in sede ordinaria. Tali pretese devono essere fatte valere esclusivamente all'interno della procedura concorsuale, tramite istanza al commissario liquidatore, a causa della cosiddetta "vis atractiva" della procedura stessa.
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Notifica PEC valida anche da indirizzo non INI-PEC
Una società ha impugnato un'intimazione di pagamento per quasi 400.000 euro, sostenendo l'invalidità della notifica PEC perché proveniente da un indirizzo non presente nei pubblici registri. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio chiave: per la validità della notifica PEC, è sufficiente che l'indirizzo del destinatario sia iscritto in un registro pubblico (come INI-PEC), mentre non è necessario che lo sia quello del mittente. La Corte ha inoltre rigettato le doglianze relative alla prescrizione.
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Ricorso per cassazione: l’onere della specificità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione relativo a un'azione revocatoria. La decisione si fonda sulla violazione del principio di autosufficienza, poiché il ricorrente non ha adeguatamente specificato e riprodotto nel ricorso gli atti e i documenti essenziali a sostegno delle proprie censure, trasformando l'appello in un'inammissibile richiesta di riesame del merito.
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Società di comodo: prova contraria e i limiti all’IVA
Una società immobiliare, ritenuta 'società di comodo' per non aver raggiunto i ricavi minimi presunti, si è vista dare ragione solo in parte dalla Corte di Cassazione. Per le imposte dirette (IRES/IRAP), la Corte ha stabilito che la crisi del mercato e la rinegoziazione dei canoni non sono prove sufficienti a superare la presunzione. Tuttavia, per l'IVA, richiamando una sentenza della Corte di Giustizia UE, ha affermato che la normativa nazionale sulle società di comodo non può limitare il diritto alla detrazione, a meno che non sia provata una frode o un abuso.
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Comportamenti omissivi: quando parte la prescrizione?
Una società del settore energetico ha impugnato un avviso di pagamento per accise non versate, sostenendo la prescrizione del credito per l'annualità 2008. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che in presenza di 'comportamenti omissivi' volti a nascondere il debito fiscale (in questo caso, acquisti di GPL senza fattura), il termine di prescrizione di cinque anni non decorre dalla data in cui l'imposta era dovuta, ma dal momento della scoperta dell'illecito da parte dell'Amministrazione Finanziaria. La sentenza sottolinea la distinzione tra semplice inadempimento e condotta fraudolenta che occulta attivamente l'evasione.
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Liquidazione spese legali: no a importi simbolici
Un contribuente vince un ricorso contro un ente pubblico ma ottiene una liquidazione delle spese legali per il successivo giudizio di ottemperanza inferiore ai minimi di legge. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che la liquidazione spese legali non può scendere al di sotto delle tariffe professionali minime senza una valida e specifica motivazione da parte del giudice. La Corte ha quindi annullato la sentenza e rideterminato l'importo corretto.
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Legittimazione passiva equa riparazione: chi paga?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11454/2025, chiarisce la questione della legittimazione passiva equa riparazione quando il ritardo processuale coinvolge sia la giurisdizione ordinaria che quella amministrativa. La Corte stabilisce che ogni Ministero risponde esclusivamente per i ritardi avvenuti nella propria sfera di competenza, escludendo la responsabilità solidale. Nel caso specifico, il Ministero della Giustizia è stato escluso dalla condanna, poiché il ritardo si era verificato solo nella fase di ottemperanza amministrativa, di competenza del Ministero dell'Economia e delle Finanze.
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Interesse ad agire: quando un ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro un decreto di respingimento. La decisione si fonda sulla sopravvenuta carenza di interesse ad agire, dato che il ricorrente aveva nel frattempo ottenuto un permesso di soggiorno per motivi umanitari. La Corte ha inoltre sottolineato che, quando una sentenza si basa su più ragioni autonome, il ricorrente deve contestarle tutte, pena l'inammissibilità del ricorso.
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Ricorso inammissibile: l’importanza dei fatti
Un soggetto si opponeva a un'azione di recupero crediti per danno erariale, sostenendo che il debito fosse estinto. I giudici di merito respingevano la sua tesi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo successivo ricorso inammissibile perché non conteneva una chiara e completa esposizione dei fatti essenziali della vicenda, rendendo impossibile per la Corte valutare le censure. La decisione sottolinea il requisito fondamentale dell'esposizione sommaria dei fatti.
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Appello sentenza giudice di pace: quando è inammissibile
Un cliente riceve in omaggio uno smartphone difettoso da una banca. La sua richiesta di sostituzione viene respinta. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, non entrando nel merito della questione, ma chiarendo i rigidi limiti procedurali per l'appello sentenza giudice di pace quando la decisione è basata su equità per il basso valore della causa.
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Indennità rischio radiologico: spetta agli infermieri?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11310/2025, ha stabilito che l'indennità rischio radiologico spetta anche al personale sanitario non tecnico, come gli infermieri di sala operatoria, che svolgono la loro attività in modo abituale in una 'zona controllata'. La Corte ha chiarito che il parere negativo della commissione interna di valutazione del rischio non è vincolante per il giudice, il quale può accertare autonomamente i presupposti del diritto. È sufficiente che il lavoratore provi lo svolgimento abituale dell'attività in tale zona, senza dover dimostrare la specifica dose di radiazioni assorbita, poiché la legge equipara le due condizioni.
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Contributo consortile: quando è dovuto il pagamento?
Un proprietario terriero si opponeva al pagamento di un contributo consortile, sostenendo di non ricevere alcun beneficio concreto, dato che la fornitura d'acqua era stata interrotta per morosità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'inclusione del terreno nel perimetro di contribuenza genera una presunzione di beneficio, anche solo potenziale. Spetta al contribuente dimostrare l'assenza totale di vantaggio. L'interruzione del servizio per colpa dell'utente non estingue l'obbligo di pagamento.
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Contributi coadiutore: obblighi del titolare d’impresa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11208/2025, ha stabilito che il titolare di un'impresa artigiana è obbligato a versare i contributi previdenziali per il coadiutore familiare calcolandoli sulla totalità dei redditi d'impresa percepiti da quest'ultimo, inclusi quelli derivanti dalla partecipazione a società di persone. La Corte ha rigettato i motivi di incostituzionalità, ma ha cassato la sentenza per omessa pronuncia su un'altra questione, rinviando il caso alla Corte d'Appello.
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Compensi sportivi: i requisiti per l’esenzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esenzione contributiva per i compensi sportivi dilettantistici non è automatica. Analizzando un caso tra enti previdenziali e un'associazione sportiva, la Corte ha annullato la decisione di merito che aveva concesso l'esenzione in modo acritico. È stato ribadito che l'associazione deve dimostrare rigorosamente la sussistenza di tutti i requisiti, in particolare la natura non solo formalmente ma sostanzialmente dilettantistica dell'ente e l'assenza del carattere di professionalità nella prestazione del collaboratore.
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