Un uomo è stato condannato a due anni di reclusione e seimila euro di multa per lo spaccio di lieve entità di 0,30 grammi di cocaina, dopo essere stato colto in flagrante. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando la mancata applicazione della particolare tenuità del fatto e il diniego delle attenuanti generiche, basati su precedenti condotte. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici di legittimità hanno chiarito che i motivi di ricorso erano generici e ripetitivi di quanto già esaminato in appello. Inoltre, la Cassazione non può rivalutare il merito della vicenda, ma solo verificare la logicità della motivazione della sentenza impugnata, che in questo caso è risultata solida e coerente. L'imputato perde la causa e viene condannato a pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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