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Sequestro Preventivo — Anno 2025

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775 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Sequestro Preventivo

Provvedimenti

Sequestro preventivo: cosa accade dopo il rinvio a giudizio
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in tema di sequestro preventivo, l'emissione del decreto che dispone il rinvio a giudizio preclude la possibilità di riesaminare la sussistenza del 'fumus commissi delicti'. Il caso riguardava un sequestro per autoriciclaggio, revocato dal GIP e poi ripristinato dal Tribunale del Riesame su appello del PM. La Corte ha rigettato il ricorso della difesa, confermando che la valutazione sulla consistenza dell'accusa, compiuta dal giudice dell'udienza preliminare, assorbe quella cautelare, rendendo definitiva la valutazione del fumus in quella fase.
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Sequestro preventivo: i limiti della motivazione
Un provvedimento di sequestro preventivo su conti e immobili, legato a un'ipotesi di truffa aggravata, è stato annullato dal Tribunale del riesame. La decisione è stata motivata dalla carenza di argomentazioni specifiche sul 'periculum in mora', ovvero il pericolo concreto che la disponibilità dei beni potesse aggravare il reato o favorirne altri. La Corte ha sottolineato che non è sufficiente una motivazione generica e che il Tribunale del riesame non può sanare tale vizio riqualificando il sequestro ai fini di confisca.
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Ricorso cassazione difensore: l’inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso un decreto di sequestro preventivo. La decisione si fonda sul fatto che l'impugnazione è stata proposta personalmente dall'interessato e non, come richiesto a pena di inammissibilità dalla legge, tramite un legale iscritto all'albo speciale. La sentenza ribadisce l'obbligatorietà del patrocinio legale qualificato per il ricorso cassazione difensore, in linea con la riforma del 2017.
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Trasporto illecito di rifiuti: la Cassazione decide
Un trasportatore ha impugnato il sequestro di tre autocarri utilizzati per un presunto trasporto illecito di rifiuti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando il sequestro. Secondo la Corte, la discrepanza tra i rifiuti plastici dichiarati e i materiali misti effettivamente trasportati era così evidente da dover essere rilevata dal trasportatore con la comune diligenza, fondando così il sospetto di reato.
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Made in Italy: Sequestro per Falsa Origine Legittimo
Un'azienda di arredamento subisce il sequestro di mobili etichettati 'made in Italy' ma prodotti quasi interamente in Albania. La Cassazione respinge il ricorso, ritenendo sufficiente il sospetto di reato (fumus commissi delicti) di falsa origine e giudicando la lavorazione finale in Italia non abbastanza sostanziale da giustificare tale etichetta.
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Giudicato cautelare e sequestro: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di sequestro, stabilendo che l'esclusione di un'aggravante mafiosa in un altro procedimento, pur non essendo vincolante, è un fatto nuovo che può superare il giudicato cautelare e deve essere valutato dal giudice del rinvio per la possibile revoca della misura.
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Interesse ad impugnare: no se occupi l’immobile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro un sequestro preventivo. La decisione si fonda sulla mancanza di un concreto interesse ad impugnare, poiché l'individuo occupava abusivamente l'immobile e non vantava alcuna posizione giuridica tutelata che gli desse diritto alla restituzione del bene in caso di annullamento del sequestro.
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Interesse ad impugnare: no al ricorso se occupi un immobile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2641/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo. L'indagato, occupante abusivo dell'immobile sequestrato, è stato ritenuto privo di un concreto interesse ad impugnare, poiché non titolare di una posizione giuridica tutelata che gli darebbe diritto alla restituzione del bene in caso di annullamento del sequestro.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile se senza avvocato
Tre imprenditori hanno presentato un ricorso in Cassazione contro un sequestro preventivo per indebita compensazione di crediti d'imposta. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione è puramente procedurale: il ricorso è stato presentato da avvocati non iscritti all'albo speciale per il patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori. Secondo la Corte, la nomina successiva di un difensore abilitato non può sanare questo vizio iniziale, rendendo l'impugnazione invalida fin dall'origine.
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Periculum in Mora: Sequestro senza motivazione è nullo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero, confermando l'annullamento di un sequestro preventivo per reati tributari. La sentenza ribadisce che il provvedimento di sequestro, anche se finalizzato a una confisca obbligatoria, deve contenere una motivazione specifica e concreta sul 'periculum in mora', ovvero il rischio effettivo che i beni vengano dispersi prima della fine del processo. Un generico riferimento ai debiti erariali non è considerato sufficiente.
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Abuso edilizio: No a CILA per aumento di volume
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo per abuso edilizio. I lavori, presentati come efficientamento energetico, avevano in realtà causato un aumento di volume e modifiche strutturali, richiedendo autorizzazioni sismiche e paesaggistiche non ottenute. La Corte ha stabilito che un intervento di tale portata non può essere giustificato con una semplice CILA, confermando la sussistenza del 'fumus' del reato.
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Sequestro preventivo veicolo: limiti e poteri giudice
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna contro il sequestro preventivo della sua autovettura. La ricorrente sosteneva la validità dell'atto di acquisto, ma la Corte ha chiarito che nel processo penale il giudice ha ampi poteri di valutazione della prova, non essendo vincolato dalle formalità del diritto civile come la 'querela di falso' per contestare un documento. Il sequestro preventivo è stato quindi confermato per la sussistenza del 'fumus delicti' e del pericolo di dispersione del bene.
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Annullamento sequestro: motivazione apparente e oneri
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava un sequestro di beni, definendo la motivazione del Tribunale come 'meramente apparente'. Il caso riguarda un imputato la cui condanna era stata parzialmente annullata. I giudici di merito non avevano adeguatamente riesaminato la necessità e la proporzionalità del sequestro alla luce delle nuove circostanze processuali. La Suprema Corte ha rinviato il caso per un nuovo giudizio, sottolineando l'obbligo del giudice di rispondere puntualmente a tutte le censure difensive, specialmente in tema di annullamento sequestro.
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Sequestro preventivo proporzionalità: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2836/2025, ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo contro una società agricola. Pur riconoscendo il rischio di reiterazione del reato, la Corte ha stabilito che la misura cautelare violava il principio di proporzionalità, in quanto il sequestro indiscriminato di tutti i beni aziendali era eccessivo rispetto al fine di impedire nuove attività illecite.
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Sequestro preventivo: la Cassazione annulla per difetto
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo sull'intero patrimonio di una società, contestato in un'ipotesi di corruzione. La decisione si fonda sulla carente motivazione del provvedimento impugnato riguardo alla sussistenza di un concreto pericolo di reiterazione del reato (periculum) e, soprattutto, sulla violazione del principio di proporzionalità. La Corte ha stabilito che, prima di disporre una misura così invasiva come il sequestro totale di un'azienda, il giudice deve valutare attentamente l'equilibrio tra le esigenze cautelari e i diritti fondamentali, verificando se l'uso illecito della società sia prevalente rispetto all'attività lecita e se non siano disponibili misure alternative meno afflittive.
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Confisca per sproporzione: irrilevante il nesso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro finalizzato alla confisca per sproporzione di una somma di denaro trovata insieme a sostanze stupefacenti. La Corte ha stabilito che, per questo tipo di confisca, non è necessario dimostrare il legame diretto (nesso di pertinenzialità) tra il denaro e il reato contestato, a differenza della confisca diretta.
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Inammissibilità ricorso: rinuncia e conseguenze
Un imprenditore ricorre in Cassazione contro un'ordinanza del GIP relativa a un sequestro preventivo. Tuttavia, prima della decisione, l'avvocato rinuncia al ricorso. La Corte dichiara l'inammissibilità del ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, applicando i principi della Corte Costituzionale.
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Atto abnorme del PM: ricorso tardivo è inammissibile
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo a un atto abnorme del PM, che aveva rigettato direttamente una richiesta di revoca di un sequestro preventivo invece di trasmetterla al giudice competente. Sebbene la Corte abbia confermato che tale atto è effettivamente abnorme, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La ragione risiede nel fatto che l'impugnazione è stata presentata oltre i termini di legge. La sentenza chiarisce che anche gli atti abnormi devono essere impugnati tempestivamente, salvo casi eccezionali di 'inesistenza' giuridica dell'atto stesso.
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Confisca per equivalente: la Cassazione detta le regole
La Corte di Cassazione, accogliendo parzialmente un ricorso, ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo. La Corte ha stabilito che la confisca per equivalente, in caso di concorso di persone nel reato, non può essere disposta in solido. Deve essere invece ripartita tra i concorrenti in base al profitto effettivamente conseguito da ciascuno. Solo in caso di impossibilità di determinare le singole quote, si procede alla divisione in parti uguali.
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Sottrazione fraudolenta: calcolo del sequestro
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 834/2025, interviene sul reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Nel caso esaminato, una società aveva ceduto rami d'azienda a due controllate per sottrarsi a un ingente debito tributario. La Corte ha confermato che tale operazione, sebbene formalmente lecita, può costituire reato. Tuttavia, ha annullato l'ordinanza di sequestro per un valore sproporzionato, stabilendo che il profitto del reato, e quindi l'importo sequestrabile, deve essere commisurato al valore del debito fiscale e non all'intero valore dei beni trasferiti.
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