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Sequestro Preventivo — Anno 2025

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775 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Sequestro Preventivo

Provvedimenti

Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo riguardante manufatti edilizi e animali. La sentenza chiarisce che, in sede di legittimità, non si può riesaminare il merito dei fatti, ma solo le violazioni di legge. Per il sequestro preventivo è sufficiente il 'fumus commissi delicti', ovvero la semplice apparenza del reato, e la motivazione del giudice del riesame è stata ritenuta adeguata e non meramente apparente.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per opere edilizie realizzate su un fondo agricolo in area protetta. Il sequestro è stato confermato perché le opere, sebbene apparentemente minori, erano funzionalmente collegate a interventi precedenti e determinavano un'illegittima modifica della destinazione d'uso del terreno. La Corte ha ribadito che il ricorso per cassazione in materia cautelare è consentito solo per violazione di legge e non per una rivalutazione dei fatti.
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Sequestro preventivo abuso edilizio: quando è legittimo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per abuso edilizio. Il caso riguardava lavori non autorizzati su un manufatto che la ricorrente sosteneva essere preesistente al 1967. La Corte ha confermato la legittimità del provvedimento, chiarendo che i lavori in corso, come la realizzazione di nuovi porticati e muri, integrano il requisito del 'periculum in mora' (pericolo nel ritardo). Inoltre, è stato ribadito il potere del Pubblico Ministero di riqualificare un sequestro d'urgenza da probatorio a preventivo, ritenendo la procedura seguita pienamente conforme alla legge.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo per abusi?
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo per abusi edilizi. Decisive le variazioni essenziali rispetto al progetto, come altezze maggiori e piani seminterrati realizzati fuori terra, che integrano il 'fumus commissi delicti'.
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Interesse ad agire: quando un ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro un sequestro preventivo di un immobile. La decisione si fonda sulla mancanza di un concreto e attuale interesse ad agire da parte del ricorrente, il quale, pur essendo indagato, aveva negato ogni legame giuridico con il bene, senza però indicare un titolo alternativo che giustificasse la richiesta di restituzione.
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Confisca allargata: beni sequestrati anche con assoluzione
Un imprenditore viene assolto dall'accusa di intestazione fittizia di beni, ma il suo patrimonio aziendale e i conti correnti rimangono sotto sequestro. La Corte di Cassazione chiarisce che la confisca allargata, applicata ad altri coimputati per reati associativi, giustifica il mantenimento del vincolo. Questo tipo di misura non richiede un nesso diretto tra bene e reato, ma si basa sulla sproporzione patrimoniale, rendendo inefficace una difesa basata su concetti della confisca ordinaria.
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Malversazione e Riciclaggio: La Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un sequestro preventivo per riciclaggio. La sentenza chiarisce che il reato presupposto di malversazione si perfeziona con la distrazione dei fondi, non alla scadenza del termine per la loro destinazione. Le questioni sulla proporzionalità del sequestro, secondo la Corte, vanno sollevate in fase esecutiva e non in sede di riesame.
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Inammissibilità ricorso: quando non motivi l’appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un indagato perché l'atto di impugnazione mancava della specifica enunciazione dei motivi, limitandosi a "riservarli". La Corte ha sottolineato che tale omissione costituisce un vizio insanabile ai sensi del codice di procedura penale, che impedisce l'esame nel merito. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Periculum in mora: quando il sequestro è legittimo
La Corte di Cassazione conferma un sequestro preventivo nei confronti di un imprenditore accusato di corruzione. La decisione si fonda su una motivazione dettagliata del 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto che l'indagato potesse disperdere i beni. Elementi chiave sono stati l'uso di conti esteri e di prestanome. La Corte ha inoltre stabilito che, dopo un annullamento con rinvio, non è possibile riproporre motivi di ricorso già decisi, consolidando il principio del giudicato interno.
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Sequestro preventivo terzo: limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4170/2025, ha rigettato il ricorso del figlio di un indagato, i cui beni erano stati sequestrati. La Corte ha ribadito un principio fondamentale sul sequestro preventivo terzo: il terzo proprietario non può contestare i presupposti del sequestro (fumus delicti e periculum in mora), ma può solo dimostrare la propria effettiva titolarità dei beni e la sua estraneità ai fatti. In questo caso, la sproporzione tra i redditi del nucleo familiare e il patrimonio ha giustificato il mantenimento della misura cautelare sull'azienda del figlio.
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Intestazione fittizia: Cassazione su sequestro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo di quote e strutture societarie. I beni erano ritenuti strumentali a un reato di intestazione fittizia, commesso per schermare i reali gestori legati alla criminalità organizzata. La Corte ha confermato la validità della misura, ritenendo la motivazione del tribunale non apparente e il sequestro proporzionato, data la nomina di un amministratore giudiziario per garantire la continuità aziendale.
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Interesse a impugnare: no a chi occupa un immobile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo che, occupando abusivamente un immobile, ne contestava il sequestro preventivo. La decisione si fonda sulla mancanza di un concreto e attuale interesse a impugnare, poiché, anche in caso di annullamento del sequestro, l'immobile non sarebbe stato restituito all'occupante privo di titolo, ma al legittimo proprietario. Viene così ribadito che l'interesse a ricorrere deve corrispondere a un risultato pratico favorevole per chi agisce.
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Sequestro preventivo: la richiesta di sanatoria non basta
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo di un immobile pubblico occupato abusivamente. Gli occupanti avevano presentato una richiesta di sanatoria, ma la Corte ha stabilito che la sola domanda non rende lecita l'occupazione né elimina il pericolo che giustifica il sequestro. La misura penale può coesistere con le azioni civili di sfratto.
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Periculum in mora: sequestro legittimo anche con beni
Un imprenditore, accusato di reati tributari, si oppone a un sequestro preventivo sostenendo l'assenza del periculum in mora dato il suo ingente patrimonio. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, affermando che il pericolo di dispersione dei beni può essere desunto dalla condotta sistematica e protratta del reato stesso, che manifesta un concreto rischio di occultamento delle garanzie patrimoniali prima della condanna definitiva.
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Riesame sequestro preventivo: termine perentorio
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale del Riesame, dichiarando l'inefficacia di una misura cautelare reale. La decisione si fonda sulla violazione del termine perentorio di dieci giorni per la pronuncia sul riesame del sequestro preventivo. La Corte ha ribadito che il superamento di tale termine, non causato da una richiesta della difesa, comporta l'automatica perdita di efficacia del provvedimento di sequestro, assorbendo ogni altra questione di merito.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per reati edilizi e paesaggistici. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di ricorso, che non contestavano puntualmente le argomentazioni dei giudici di merito, ma si limitavano a proporre una rilettura alternativa dei fatti. La sentenza sottolinea che per contestare il 'fumus' e il 'periculum in mora' non basta addurre norme o perizie, ma è necessario un confronto specifico con la motivazione del provvedimento impugnato.
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Fumus commissi delicti: sequestro anche senza prove
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del titolare di una carrozzeria contro un sequestro preventivo. La Corte ha ribadito che per tale misura cautelare è sufficiente il 'fumus commissi delicti', ossia l'astratta possibilità che i fatti costituiscano reato, senza che sia richiesta una prova piena o gravi indizi di colpevolezza. Lo sversamento non autorizzato di liquidi inquinanti è stato ritenuto sufficiente a giustificare la misura, a prescindere dalla precisa qualificazione giuridica del fatto, che verrà definita nelle fasi successive del procedimento.
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Mancanza motivazione sequestro: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di sequestro preventivo a causa della totale mancanza motivazione nel decreto originario. La Corte ha stabilito che il Tribunale del Riesame non può integrare una motivazione assente, ma deve annullare l'atto, ribadendo un principio fondamentale a garanzia del diritto di difesa.
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Giudicato cautelare: quando si può riesaminare?
Un soggetto, indagato per associazione per delinquere, contesta un sequestro preventivo sostenendo che la riqualificazione di un reato-fine da truffa a appropriazione indebita costituisca un fatto nuovo per un riesame. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, affermando che una mera modifica della qualificazione giuridica degli stessi fatti non supera la preclusione del giudicato cautelare. La Corte ha inoltre specificato che il sequestro colpisce il profitto dell'associazione criminale, che è autonomo rispetto ai profitti dei singoli reati.
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Sequestro assistenza giudiziaria: limiti e rimedi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due società contro un provvedimento di sequestro emesso su richiesta di uno Stato estero non-UE. Il caso riguarda un'indagine per corruzione e riciclaggio, con profitti illeciti reinvestiti in Italia. La Suprema Corte chiarisce che il rimedio corretto contro un sequestro su assistenza giudiziaria non è il riesame, ma l'incidente di esecuzione. Inoltre, ribadisce che il giudice italiano non può sindacare il merito della richiesta straniera, ma solo verificare il rispetto dei principi fondamentali e delle convenzioni internazionali.
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