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Sequestro Preventivo — Anno 2025

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775 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Sequestro Preventivo

Provvedimenti

Emissione fatture false: come si decide la competenza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5169/2025, si è pronunciata sul reato di emissione di fatture false, chiarendo i criteri per determinare la competenza territoriale. La Corte ha stabilito che, in caso di incertezza sul luogo di commissione del reato, si applicano i criteri sussidiari, come il luogo di accertamento. Inoltre, ha ribadito che la valutazione sul 'periculum in mora' per il sequestro preventivo è un accertamento di fatto non sindacabile in sede di legittimità, se non per vizi di motivazione radicali. Di conseguenza, ha rigettato i ricorsi degli indagati sulla competenza e dichiarato inammissibile quello del Pubblico Ministero.
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Sequestro preventivo: la Cassazione sulla motivazione
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo su beni di una società, ritenendo sufficiente la motivazione sul pericolo di dispersione. Il rischio è stato desunto dalla condotta dell'amministratore, complice nel disegno criminoso di bancarotta fraudolenta del padre. La sentenza chiarisce i requisiti del 'periculum in mora' per le misure cautelari reali.
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Sequestro preventivo terzo: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un sequestro preventivo su una somma di denaro ricevuta dalla moglie dell'amministratore di una società fallita. La decisione si fonda sulla mancanza di buona fede della donna, considerata partecipe del disegno criminoso del marito volto a sottrarre beni aziendali. La sentenza chiarisce i presupposti per il sequestro preventivo verso un terzo, sottolineando che la natura volatile del denaro e la condotta del beneficiario integrano il 'periculum in mora', giustificando la misura cautelare anche su un conto cointestato.
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Rinuncia al ricorso: inammissibilità senza spese
Una società ha presentato ricorso contro un sequestro preventivo. Nelle more del giudizio, i beni sono stati dissequestrati, portando la società a effettuare una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che, in caso di sopravvenuta carenza di interesse non imputabile al ricorrente, non vi è condanna al pagamento delle spese processuali.
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Mancanza motivazione sequestro: Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per il reato di riciclaggio. La decisione si fonda sulla radicale mancanza di motivazione del provvedimento impugnato, che non esplicitava gli elementi indiziari a carico dell'indagato, limitandosi a un generico rinvio agli atti della Procura. La Corte ha stabilito che tale vizio comporta l'annullamento senza rinvio e la restituzione dei beni, ribadendo l'importanza di una motivazione concreta anche per le misure cautelari reali.
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Autoriciclaggio e sequestro: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imprenditori contro un sequestro preventivo per riciclaggio e autoriciclaggio. I fondi, ritenuti provento di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, venivano reinvestiti in un'attività commerciale. La Corte ha ritenuto le difese generiche e ha confermato la validità del sequestro basato su un solido quadro indiziario (fumus commissi delicti), sottolineando l'illogicità della versione difensiva sulla provenienza lecita del denaro.
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Competenza revoca sequestro: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di competenza, stabilendo che la decisione sulla revoca di un sequestro preventivo spetta al giudice del dibattimento una volta avviata la fase processuale. La sentenza chiarisce che la competenza del GIP, secondo l'art. 104 bis disp. att. c.p.p., è limitata agli aspetti gestionali dei beni e non si estende alla revoca della misura cautelare reale, la cui competenza segue l'andamento del procedimento principale.
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Procura speciale: quando è necessaria per il ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un terzo interessato avverso un sequestro preventivo. La decisione si fonda su un vizio procedurale: l'assenza di una procura speciale rilasciata dal terzo al proprio difensore per proporre ricorso. La sentenza sottolinea come questo requisito sia indispensabile, impedendo alla Corte di esaminare nel merito le ragioni dell'impugnazione relative alla legittimità del sequestro.
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Procura speciale Cassazione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato dal difensore di un terzo interessato avverso un provvedimento di sequestro preventivo. La decisione si fonda su un vizio procedurale decisivo: l'assenza di una procura speciale cassazione, ovvero un mandato specifico per proporre ricorso dinanzi alla Suprema Corte. La Corte ha ribadito che la procura rilasciata per il precedente grado di giudizio (riesame) non è sufficiente, condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Conflitto di competenza: quando è inesistente?
La Corte di Cassazione chiarisce i presupposti del conflitto di competenza, stabilendo che una semplice missiva di trasmissione di atti, anche se recante la dicitura "per competenza", non equivale a un provvedimento formale di declinatoria. Di conseguenza, il conflitto sollevato dal GIP di Arezzo nei confronti del Tribunale di Monza è stato dichiarato insussistente, poiché mancava una formale dichiarazione di incompetenza da parte di quest'ultimo. Gli atti sono stati restituiti al giudice remittente.
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Rinuncia al ricorso: inammissibilità e spese
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito di rinuncia da parte dei ricorrenti. Il caso riguarda il sequestro preventivo di 36.000 euro a due genitori, terzi interessati, nell'ambito di un procedimento penale per spaccio di droga a carico del figlio. A seguito della rinuncia al ricorso, i genitori sono stati condannati al pagamento delle spese processuali, poiché la Corte ha ritenuto che la rinuncia non escludesse le statuizioni previste dalla legge.
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Competenza revoca sequestro: la decisione del giudice
Una società ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il giudice monocratico non fosse competente a revocare un sequestro preventivo precedentemente disposto dal Tribunale del riesame. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la competenza per la revoca del sequestro spetta al giudice che ha emesso la sentenza di primo grado, in base all'art. 91 disp. att. c.p.p., e non al Tribunale del riesame che aveva originariamente disposto la misura.
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Carenza di Interesse: Ricorso Inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due società per sopravvenuta carenza di interesse. Poiché il sequestro preventivo era stato revocato, le società non avevano più un interesse concreto a proseguire l'impugnazione, portando alla declaratoria di inammissibilità.
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Sequestro preventivo per violenza privata: la Cassazione
La Corte di Cassazione conferma un sequestro preventivo su un immobile, chiarendo che è legittimo anche per violenza privata (art. 610 c.p.) se l'atto criminoso, come apporre lucchetti, impedisce al proprietario di accedere al bene. L'istanza del PM, pur sintetica, è stata ritenuta sufficiente per giustificare la misura.
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Opposizione al giudice dell’esecuzione: la Cassazione
Un soggetto, dopo la revoca di un sequestro, ha contestato la trattenuta di somme per le spese di amministrazione giudiziaria. La Corte d'Appello ha respinto la sua istanza. La Corte di Cassazione, anziché decidere nel merito, ha riqualificato il ricorso come una opposizione al giudice dell'esecuzione, applicando il principio di conservazione degli atti e rinviando il caso allo stesso giudice per un nuovo esame.
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Confisca allargata: quando il denaro è sproporzionato
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata di 51.910 euro. La somma, trovata in contanti e nascosta, è stata ritenuta sproporzionata rispetto ai redditi del nucleo familiare, rendendo non plausibile la sua provenienza lecita.
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Edilizia libera: no in aree protette, scatta sequestro
Un'impresa ha costruito 19 bungalow prefabbricati per turisti e una reception in un'area paesaggisticamente protetta, sostenendo che rientrassero nel regime di "edilizia libera". La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi, confermando il sequestro preventivo. La Corte ha chiarito che il regime di edilizia libera non si applica nelle aree protette, dove è sempre necessaria una specifica autorizzazione paesaggistica. Inoltre, il collegamento permanente delle strutture alle reti di servizi le qualificava come costruzioni abusive che necessitavano di un permesso di costruire.
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Legittimazione ricorso sequestro: chi può impugnare?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi presentati da tre soggetti avverso un decreto di sequestro preventivo di un autocarro e del suo carico. La decisione si fonda sulla carenza di legittimazione al ricorso sequestro, poiché i ricorrenti non hanno dimostrato di avere un interesse giuridicamente tutelato: la rappresentante della società utilizzatrice non ha provato la buona fede della società di leasing proprietaria, mentre i conducenti non vantavano alcun diritto reale o personale sui beni.
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Sequestro preventivo: Cassazione annulla riesame
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva revocato un sequestro preventivo per oltre 1,3 milioni di euro. Il caso riguarda una presunta frode fiscale tramite l'uso di fatture per operazioni inesistenti, mascherando una somministrazione illecita di manodopera. La Cassazione ha ritenuto la motivazione del Riesame 'apparente', in quanto non ha adeguatamente considerato gli indizi presentati dall'accusa, limitandosi a valorizzare gli elementi difensivi. La sentenza ribadisce i limiti del giudizio di riesame in materia di misure cautelari reali.
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Sequestro preventivo: inammissibile ricorso generico
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo che chiedeva la revoca di un sequestro preventivo sui suoi beni. La richiesta si basava sulla sentenza di condanna del figlio, che non aveva confiscato tali beni. La Corte ha ritenuto il ricorso generico, privo del requisito di autosufficienza e mirato a una non consentita rivalutazione del merito, invece che a una denuncia di violazione di legge.
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