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Sequestro Preventivo — Anno 2025

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775 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Sequestro Preventivo

Provvedimenti

Sequestro preventivo: la Cassazione sul ne bis in idem
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso complesso di sequestro preventivo per reati associativi. La sentenza affronta due questioni cruciali: l'inammissibilità del ricorso per conflitto d'interessi del legale rappresentante di un ente ex D.Lgs. 231/2001 e l'inapplicabilità del principio del 'ne bis in idem' quando una misura cautelare viene annullata per vizi meramente formali. La Corte ha annullato con rinvio il sequestro a carico di una società e di un terzo per carenza di motivazione, sottolineando la necessità di prove concrete sulla fittizia intestazione dei beni.
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Confisca allargata: quando è legittimo il sequestro?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata. La misura era stata disposta su beni di una persona gravemente indiziata di associazione di tipo mafioso, data la palese sproporzione tra il valore dei beni e i redditi dichiarati. La Corte ha ribadito che il ricorso per cassazione avverso misure cautelari reali è limitato alla sola violazione di legge, escludendo censure sulla motivazione se non nei casi in cui essa sia totalmente assente o meramente apparente.
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Appropriazione indebita e riesame: i limiti della Corte
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro l'annullamento di un sequestro per appropriazione indebita. Il caso riguardava fondi trasferiti per errore bancario. La Corte ha ribadito che il suo sindacato sui provvedimenti del riesame è limitato alla sola violazione di legge e non può consistere in una nuova valutazione dei fatti, confermando così la decisione che escludeva il 'fumus' del reato.
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Bonifico errato: appropriazione o illecito civile?
Una società attendeva una cospicua somma tramite bonifico per saldare un debito. A causa di un errore bancario, il denaro è stato accreditato sul conto di una persona fisica. Gli interessati non hanno restituito la somma. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero, confermando l'annullamento di un sequestro preventivo. La ragione fondamentale è che ricevere un bonifico errato e non restituire i fondi costituisce un illecito che è stato depenalizzato, ricadendo ora nell'ambito del diritto civile anziché del reato di appropriazione indebita.
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Sequestro preventivo terzo: requisiti per ricorrere
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di una somma di denaro, ritenuta profitto di reati legati agli stupefacenti. I ricorsi presentati dai familiari dell'indagato, qualificati come soggetti terzi, sono stati dichiarati inammissibili per assenza di procura speciale e per mancata dimostrazione della titolarità dei beni. È stato inoltre respinto il ricorso dell'indagato, chiarendo che il mancato rispetto dei termini per la convalida del sequestro d'urgenza non impedisce al giudice di disporre autonomamente la misura con efficacia ex nunc. La sentenza rafforza i requisiti formali per l'impugnazione da parte di un sequestro preventivo terzo.
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Profitto reato tributario: annullato sequestro
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo a carico di un imprenditore accusato di indebita compensazione di debiti tributari con crediti inesistenti. La decisione si fonda sulla distinzione cruciale tra la consumazione del reato e la realizzazione del profitto: poiché l'Agenzia delle Entrate aveva bloccato l'operazione prima del suo perfezionamento, non si è verificato alcun danno effettivo per l'erario né un reale risparmio di spesa per l'imprenditore. Di conseguenza, in assenza di un concreto profitto reato tributario, il sequestro finalizzato alla confisca è stato ritenuto illegittimo.
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Sequestro preventivo: quando eccepire la nullità?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di sequestro preventivo per oltre 24 milioni di euro. L'indagato lamentava la violazione del diritto di difesa e la mancata valutazione autonoma del GIP. La Corte ha stabilito che la nullità per mancata valutazione autonoma è a regime intermedio e deve essere eccepita con la richiesta di riesame, a pena di decadenza, non potendo essere sollevata per la prima volta in un momento successivo. Pertanto, il ricorso è stato respinto per tardività dell'eccezione.
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Sequestro conto cointestato: la Cassazione decide
Un uomo, indagato per reati fiscali, ricorre contro il sequestro di un conto cointestato con la moglie, sostenendo che i fondi provenissero da stipendi e sussidi di quest'ultima. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile: il denaro su un conto cointestato è nella piena disponibilità di entrambi e, data la sua natura fungibile, il sequestro è legittimo anche se la provenienza delle somme specifiche è lecita. L'indagato non titolare dei fondi non ha interesse diretto alla restituzione.
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Sequestro preventivo motivazione: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per un reato tributario. La decisione si fonda sulla totale assenza di una motivazione specifica riguardo al 'periculum in mora' (il pericolo di dispersione dei beni) da parte del giudice di primo grado. La Corte ha ribadito che il requisito della motivazione non può essere soddisfatto da formule generiche e non individualizzate, né può essere integrato a posteriori dal Tribunale del riesame se originariamente assente.
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Sequestro preventivo: la Cassazione e l’intestazione fittizia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo di un'azienda. Sebbene l'attività fosse formalmente intestata a una donna, le intercettazioni hanno rivelato che il suo compagno era il vero proprietario e aveva utilizzato proventi illeciti per acquistarla. La Corte ha stabilito che la stessa intestazione fittizia è una prova sufficiente del pericolo di dispersione del bene, giustificando il sequestro preventivo finalizzato alla confisca.
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Notifica avviso udienza: quando è valida la nullità?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'indagata che lamentava la mancata notifica dell'avviso di udienza a uno dei suoi due difensori. Secondo la Corte, l'eccezione di nullità era stata respinta con un'ordinanza non impugnata specificamente nel ricorso, rendendo quest'ultimo infondato. Il caso verteva su un sequestro preventivo nell'ambito di un'indagine per associazione a delinquere, reati tributari e riciclaggio.
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Amministrazione giudiziaria spese: chi paga i costi?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del rappresentante legale di una società i cui fondi erano stati usati per pagare le spese di liquidazione di un'altra azienda. Entrambe le società, sebbene formalmente distinte, erano state ricondotte a un unico soggetto nell'ambito di un sequestro preventivo. La Corte ha stabilito che, in casi di schermi societari fittizi, i beni sequestrati costituiscono un'unica massa patrimoniale, legittimando il prelievo di fondi da una società capiente per coprire le spese di amministrazione giudiziaria di un'altra incapiente, prima di ricorrere all'anticipazione da parte dell'Erario.
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Bancarotta fraudolenta e sequestro: la Cassazione
Un ex amministratore è accusato di bancarotta fraudolenta per aver acquisito crediti della società a un prezzo irrisorio prima della sua liquidazione giudiziale. La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo sui suoi beni, ritenendo sufficienti gli indizi di reato (fumus delicti) basati sulla relazione del curatore e su altri elementi, come l'ingerenza continua nella gestione societaria.
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Sequestro di beni: onere della prova del terzo
Una donna ha impugnato il sequestro di 85.000 euro, sostenendo fossero regali di nozze. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che in caso di sequestro di beni, spetta al terzo che ne rivendica la proprietà l'onere di dimostrarne la provenienza lecita e l'estraneità al reato contestato all'imputato. La semplice affermazione non è stata ritenuta prova sufficiente.
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Competenza GIP sequestro: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di competenza tra il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) e il Tribunale, stabilendo che la competenza GIP sussiste per decidere sulla gestione dei beni sottoposti a sequestro preventivo disposto nel 2012. La Corte ha applicato il principio secondo cui il giudice che emette il provvedimento ablativo resta competente per le questioni gestionali, in continuità con la giurisprudenza precedente alla riforma del 2017.
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Sequestro stipendio: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro un'ordinanza che limitava il sequestro stipendio accreditato su un conto. Il provvedimento impugnato aveva ridotto il sequestro a un quinto del saldo, applicando le norme sulla pignorabilità dei redditi da lavoro. La Suprema Corte ha ritenuto il ricorso generico, poiché non specificava chiaramente le richieste in relazione ai diversi limiti di pignorabilità previsti dalla legge, confermando di fatto la decisione del Tribunale del riesame.
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Procura speciale sequestro: inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo. La decisione si fonda su un vizio procedurale cruciale: la mancanza di una procura speciale sequestro in capo al difensore per rappresentare le società coinvolte. Viene inoltre ribadito che le censure di merito sul 'fumus commissi delicti' non sono ammissibili in sede di legittimità, e che l'intenzione di avviare una procedura di concordato preventivo non è sufficiente a paralizzare la misura cautelare.
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Ricorso inammissibile: limiti del giudizio di Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da due appellanti. Il primo appello, relativo a un patteggiamento, è respinto poiché tali accordi non sono impugnabili in Cassazione. Il secondo è rigettato per tentativo di riesame dei fatti, errata interpretazione di un'omessa pronuncia e uso di uno strumento processuale errato per contestare un sequestro preventivo. La Corte conferma le decisioni dei gradi inferiori.
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Sequestro preventivo testamento: motivazione e indizi
La Cassazione conferma il sequestro preventivo di un conto corrente ereditato tramite un presunto testamento falso. La Corte chiarisce che il Tribunale del Riesame può integrare la motivazione del GIP sul periculum, se non del tutto assente, e che gravi indizi di colpevolezza possono basarsi non solo su perizie grafologiche ma anche su elementi circostanziali, come le modalità di redazione e consegna del testamento.
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Sequestro preventivo riciclaggio: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per riciclaggio di oltre 865.000 euro. La Corte ha stabilito che, ai fini del sequestro, la prova del reato presupposto può basarsi su elementi logici e non richiede un accertamento giudiziale definitivo. Inoltre, ha ribadito che il semplice trasporto di denaro illecito integra il reato di riciclaggio, rendendo legittimo il sequestro preventivo riciclaggio anche in assenza di trasformazione dei beni.
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