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Sequestro Preventivo — Anno 2025

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775 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Sequestro Preventivo

Provvedimenti

Iscrizione notizia di reato e sequestro preventivo
La Corte di Cassazione ha stabilito che un sequestro preventivo è legittimo anche se disposto per fatti emersi durante un'indagine già in corso, senza una nuova e immediata iscrizione della notizia di reato. La sentenza chiarisce che la mancata iscrizione non inficia la validità delle misure cautelari, essendo un adempimento funzionale principalmente a garantire i termini di durata delle indagini preliminari.
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Sequestro preventivo: annullato se manca il nesso
La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato un'ordinanza di sequestro preventivo su una struttura agrituristica. Inizialmente disposto per reati edilizi (poi prescritti) e corruzione, il sequestro era stato mantenuto sull'intero immobile. La Corte ha chiarito che il sequestro preventivo può applicarsi solo alle opere direttamente collegate al reato di corruzione, ovvero quelle realizzate nel 2018, ordinando la restituzione delle parti dell'immobile costruite legittimamente nel 2017, prima della commissione del presunto reato.
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Periculum in mora: obbligo motivazione nel sequestro
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, ribadendo un principio fondamentale: la necessità di una motivazione specifica sul 'periculum in mora'. Il giudice deve spiegare il rischio concreto che i beni vengano dispersi prima della sentenza definitiva, non potendo limitarsi a una motivazione generica sulla pericolosità dei fatti. La decisione si allinea al principio stabilito dalle Sezioni Unite nella sentenza 'Ellade', rafforzando le garanzie difensive nel procedimento cautelare.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo il vincolo?
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di una società. Il provvedimento era stato emesso per il sospetto che l'amministratore di fatto, padre della titolare formale, la utilizzasse per favorire un clan mafioso. La Corte ha chiarito che il termine di 30 giorni per il deposito della decisione del riesame non si applica alle misure reali e che la motivazione del tribunale non era apparente, ma fondata su solidi elementi indiziari.
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Sequestro preventivo terzo: la prova della buona fede
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'azienda contro il sequestro preventivo di un suo veicolo, utilizzato da terzi per commettere un reato fiscale. La sentenza ribadisce che, in caso di sequestro preventivo a un terzo, non basta dimostrare la propria buona fede. Il proprietario deve anche provare l'imprevedibilità dell'uso illecito del bene e l'assenza di un difetto di vigilanza, oneri non soddisfatti dalla semplice presentazione di un contratto di noleggio.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un sequestro preventivo di circa 55.000 euro, disposto nell'ambito di indagini per traffico di stupefacenti. La Corte ha ritenuto infondate le contestazioni della difesa sulla mancanza di una base indiziaria e di un nesso di pertinenzialità tra le somme e i reati, confermando la legittimità del provvedimento cautelare basato sull'accrescimento patrimoniale dell'indagato.
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Sequestro preventivo: i doveri del giudice del rinvio
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio un'ordinanza che confermava un sequestro preventivo per una presunta truffa sui fondi pubblici. Il caso riguarda un imputato il cui profitto del reato sarebbe stato già restituito da una compagnia assicurativa. La Suprema Corte ha censurato il giudice del rinvio per non aver chiarito, come richiesto in una precedente sentenza, se l'imputato fosse effettivamente accusato del reato specifico alla base del sequestro. Questa verifica fondamentale è stata ritenuta preliminare a qualsiasi valutazione sul valore del sequestro stesso.
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Rateizzazione debiti tributari: annullato sequestro
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per reati tributari. La decisione si basa su una nuova normativa che rende non punibile l'omesso versamento di ritenute e IVA se è in corso una rateizzazione dei debiti tributari. Il caso è stato rinviato al Tribunale per una nuova valutazione alla luce della legge più favorevole. La Corte ha invece dichiarato inammissibile il ricorso relativo a un'ipotesi di truffa per carenza di interesse, poiché i beni sequestrati erano già stati ceduti a terzi.
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Sequestro di denaro: quando è sproporzionato?
Un individuo, trovato in possesso di stupefacenti e di una cospicua somma di denaro, ha presentato ricorso contro il sequestro preventivo dei suoi beni. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la misura era legittima. La decisione si fonda sul principio del sequestro di denaro sproporzionato, evidenziando come la somma sequestrata fosse incompatibile con i redditi leciti dichiarati dall'indagato. La Corte ha sottolineato che la semplice emissione di fatture non costituisce prova di un'entrata economica reale se non accompagnata da prove di effettivo pagamento, e che le giustificazioni generiche sulla condivisione delle spese familiari non sono sufficienti a dimostrare la liceità dei fondi.
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Sequestro preventivo confisca: annullato per motivazione
Una società e i suoi dirigenti sono stati oggetto di un ingente sequestro preventivo per una presunta frode legata ai bonus edilizi. La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza del Tribunale del Riesame a causa di una motivazione gravemente carente. Il Tribunale non aveva adeguatamente analizzato punti cruciali sollevati dalla difesa, come la distinzione tra reato tentato e consumato (decisiva per la confisca per equivalente) e la reale quantificazione del profitto. La sentenza sottolinea l'obbligo per i giudici di fornire una motivazione completa e rigorosa per il sequestro preventivo confisca, soprattutto a fronte di complesse vicende economiche.
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Sequestro per autoriciclaggio: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un sequestro preventivo per autoriciclaggio. I beni, tra cui auto di lusso e orologi, erano considerati provento di evasione fiscale reinvestito. La Corte ha ritenuto i motivi del ricorso troppo generici, in quanto non distinguevano tra le diverse tipologie di sequestro (diretto, per equivalente, allargato) e non specificavano l'impatto di eventuali prove inutilizzabili. Questa sentenza sottolinea l'importanza della specificità e del rigore tecnico nei ricorsi in materia di misure cautelari reali.
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Fatture false: ricorso in Cassazione inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro un'ordinanza di dissequestro in un caso di presunte fatture false. La Corte ribadisce che il suo giudizio è limitato alla 'violazione di legge' e non può riesaminare nel merito la valutazione del giudice sulla consapevolezza dell'imprenditore, se la motivazione non è del tutto assente o meramente apparente.
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Recesso ad nutum: quando non è abuso del diritto
Una società immobiliare si opponeva alla restituzione di un finanziamento ricevuto in base a un contratto preliminare, dopo che la controparte aveva esercitato il diritto di recesso ad nutum. La Cassazione ha confermato la legittimità del recesso, escludendo l'abuso del diritto, poiché motivato dalla sopravvenienza di un sequestro preventivo sui beni della società venditrice, un fatto che giustificava la tutela degli interessi della parte acquirente.
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Esenzione IMU immobile occupato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza 18936/2025, ha stabilito che non è dovuta l'IMU su un immobile abusivamente occupato se il proprietario ha sporto denuncia. A seguito di una pronuncia della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittima la norma che imponeva il pagamento in tali casi, la Cassazione ha annullato la decisione di merito. Il caso riguardava una richiesta di pagamento IMU da parte di un Comune nei confronti di un'Azienda sanitaria proprietaria di un edificio occupato e successivamente posto sotto sequestro. La sentenza chiarisce che la perdita della disponibilità del bene esclude il presupposto impositivo, sancendo il diritto all'esenzione IMU immobile occupato e rinviando la causa al giudice di secondo grado per una nuova valutazione.
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IMU immobile occupato: la Cassazione conferma l’esenzione
Un'azienda sanitaria si opponeva al pagamento dell'IMU per un immobile occupato abusivamente e poi posto sotto sequestro. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Comune, confermando che l'IMU su un immobile occupato non è dovuta. La decisione si fonda su una recente sentenza della Corte Costituzionale che esenta dal tributo i proprietari spogliati del possesso che abbiano sporto denuncia.
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