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Sequestro Preventivo — Anno 2025

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775 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Sequestro Preventivo

Provvedimenti

Frode fiscale e truffa: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30538/2025, ha rigettato il ricorso di un Pubblico Ministero, confermando l'annullamento di un sequestro preventivo. Il caso riguardava una presunta truffa ai danni dello Stato tramite una dichiarazione dei redditi infedele. La Corte ha stabilito che, in assenza di artifici e raggiri ulteriori rispetto alla mera presentazione della dichiarazione non veritiera, si applica la normativa speciale sulla frode fiscale e non quella generale sulla truffa. Poiché l'importo evaso era inferiore alla soglia di punibilità prevista per il reato tributario, il sequestro è stato ritenuto illegittimo.
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Sequestro preventivo impeditivo: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione conferma il sequestro preventivo impeditivo di un'azienda, ritenuta strumentale a un'associazione per delinquere finalizzata alla truffa. Secondo i giudici, non è necessario un uso continuativo dell'azienda per attività illecite; è sufficiente che essa sia funzionale al programma criminale, rendendo la sua libera disponibilità un pericolo concreto di reiterazione del reato. Il ricorso del titolare, che sosteneva un coinvolgimento solo occasionale, è stato rigettato.
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Confisca immobile: onere della prova del terzo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un terzo intestatario di beni, confermando la confisca immobile disposta a seguito dei reati commessi dall'ex compagno. La sentenza ribadisce che per ottenere la revoca del provvedimento, il terzo deve fornire una prova rigorosa non solo della propria buona fede, ma anche della provenienza lecita dei fondi utilizzati per l'acquisto dell'intero bene, onere che nel caso di specie non è stato assolto.
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Motivazione sequestro preventivo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo di un veicolo aziendale utilizzato per il trasporto illecito di rifiuti. La Corte ha stabilito che il decreto di sequestro iniziale era nullo per difetto assoluto di motivazione riguardo al 'periculum in mora'. Tale vizio radicale non può essere sanato o integrato dal Tribunale del Riesame, il quale avrebbe dovuto annullare il provvedimento invece di confermarlo. La decisione riafferma il principio che il potere del giudice del riesame non può surrogare una motivazione completamente assente o meramente apparente.
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Sequestro società schermo: chi può impugnare il vincolo?
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di sequestro società schermo. Un'ordinanza del Tribunale, che negava all'indagato il diritto di impugnare un sequestro su beni di una società considerata un mero schermo, è stata annullata. La Suprema Corte ha chiarito che se la società è fittizia e l'indagato ne ha la disponibilità effettiva, quest'ultimo possiede la piena legittimazione a contestare il provvedimento cautelare, poiché l'interesse alla restituzione dei beni è concreto e attuale. La decisione si basa sulla prevalenza della sostanza sulla forma, riconoscendo che i beni, sebbene formalmente intestati alla società, sono nella reale disponibilità della persona fisica che la utilizza come alter ego.
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Ricorso inammissibile: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso un'ordinanza di sequestro preventivo per reati legati agli stupefacenti. Il ricorrente contestava la valutazione del 'fumus boni iuris' e del 'periculum in mora', ma la Corte ha ritenuto che i motivi del ricorso mirassero a un riesame del merito, non consentito in sede di legittimità, confermando la solidità della motivazione del provvedimento impugnato.
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Sequestro preventivo: il periculum non è automatico
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per un reato tributario, stabilendo un principio fondamentale: il 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto di dispersione dei beni, non può essere dedotto automaticamente dalla sola gravità degli indizi di reato ('fumus boni iuris'). La Corte ha chiarito che il provvedimento di sequestro preventivo deve contenere una motivazione specifica e autonoma sul pericolo, altrimenti è illegittimo. Il caso è stato rinviato al Tribunale del riesame per una nuova valutazione.
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Sequestro preventivo periculum: annullato per vizio
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo a carico di una società. La decisione si fonda sulla motivazione totalmente incoerente del provvedimento impugnato, che desumeva il 'periculum in mora' esclusivamente dalla gravità degli indizi ('fumus boni iuris'), senza considerare la solidità patrimoniale della società e l'assenza di atti di dispersione. La sentenza ribadisce che per il sequestro preventivo periculum è necessaria una motivazione specifica sul rischio concreto di alterazione dei beni, non potendo questo essere presunto.
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Sequestro preventivo: la revoca di una misura non basta
La Corte di Cassazione ha stabilito che un sequestro preventivo penale e un sequestro di prevenzione patrimoniale possono legittimamente coesistere sui medesimi beni. La sentenza chiarisce che la revoca della misura di prevenzione non comporta l'automatica revoca del sequestro penale, data la diversità dei presupposti legali e delle sedi processuali. Di conseguenza, il ricorso presentato dalla terza interessata, volto a ottenere la restituzione dei beni, è stato dichiarato inammissibile.
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Doppio sequestro: la Cassazione sui limiti dei beni
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di doppio sequestro, penale e di prevenzione, gravante sugli stessi beni intestati a una terza persona. Anche se il sequestro di prevenzione è stato revocato, la Corte ha confermato la legittimità del sequestro penale, sottolineando la totale autonomia tra i due procedimenti e i diversi presupposti probatori richiesti. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché la revoca di una misura non influisce automaticamente sull'altra, e la parte interessata non ha fornito prove adeguate nel giudizio penale.
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Ricorso per saltum sequestro: quando è inammissibile
Una terza parte estranea a un procedimento penale ha richiesto la restituzione di somme sequestrate. Dopo il rigetto da parte del Tribunale, ha proposto un ricorso per saltum direttamente in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile tale rimedio, chiarendo che lo strumento corretto era l'appello. Di conseguenza, ha qualificato l'impugnazione come appello, disponendo la trasmissione degli atti al tribunale competente, applicando il principio di conversione del mezzo di impugnazione errato.
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Sequestro preventivo: la Cassazione sul doppio vincolo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale della Libertà che aveva confermato un sequestro preventivo per sottrazione fraudolenta di beni senza considerare un precedente sequestro già in essere per il reato tributario presupposto. La Corte ha stabilito che il giudice del rinvio dovrà valutare la possibile duplicazione del vincolo, affrontando la questione della cumulabilità o meno del profitto confiscabile derivante dai due distinti reati.
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Periculum in mora: quando il sequestro è illegittimo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro l'annullamento di un sequestro preventivo di oltre 13 milioni di euro. Il Tribunale del riesame aveva escluso il periculum in mora, ovvero il rischio di dispersione dei beni, basandosi sulla procedura di composizione della crisi e sulla stabilità patrimoniale della società. La Cassazione ha confermato che la motivazione del Tribunale, seppur contestata nel merito dal PM, non era né assente né meramente apparente, rendendo il ricorso inammissibile.
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Reato permanente: indagini e sequestro oltre i termini
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro il sequestro di un immobile abusivo, chiarendo un importante principio sul reato permanente. Anche se i termini per le indagini iniziali sono scaduti, l'emergere di nuovi elementi che dimostrano il perdurare dell'illecito consente di avviare un nuovo procedimento e disporre misure cautelari come il sequestro. La pendenza di una domanda di condono non impedisce tali misure.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di una società. Il provvedimento era stato emesso nell'ambito di un'indagine per associazione a delinquere e intestazione fittizia. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, confermando la sussistenza del 'fumus commissi delicti' e il nesso di pertinenzialità tra la società e i reati contestati.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per riciclaggio. La Corte ha chiarito che, ai fini del sequestro, non è necessaria la prova certa del reato presupposto, ma è sufficiente un 'fumus' basato su prove logiche, come la sproporzione tra i beni posseduti e i redditi dichiarati.
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Sequestro preventivo terzo: limiti e poteri del riesame
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di sequestro preventivo di rami d'azienda nell'ambito di un'indagine per autoriciclaggio. Una società terza, acquirente dei beni, ha impugnato il sequestro sostenendo la propria buona fede ed estraneità ai fatti. La Corte ha chiarito i poteri del Tribunale del riesame in sede di appello cautelare e i limiti entro cui il terzo può contestare i presupposti della misura. Pur rigettando gran parte dei motivi, ha annullato l'ordinanza per un vizio di motivazione sul 'periculum in mora', ovvero sulla reale necessità attuale del sequestro, rinviando la questione a un nuovo esame.
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Interesse a impugnare sequestro: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un amministratore unico contro il sequestro di un bene societario. La Corte ha chiarito che l'indagato non proprietario del bene ha interesse a impugnare sequestro solo se mira alla restituzione del bene a sé stesso, non alla società. Agendo in proprio e non come legale rappresentante, l'amministratore è risultato privo di legittimazione.
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Sequestro preventivo denaro: prova della provenienza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un sequestro preventivo denaro. Nonostante l'indagato avesse presentato documentazione fiscale, i giudici hanno ritenuto che i redditi dichiarati l'anno precedente fossero troppo bassi per giustificare il possesso di quella somma, considerati i costi della vita. Il ricorso è stato respinto perché contestava la valutazione dei fatti, non una violazione di legge.
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Rinuncia al ricorso: Cassazione inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso un'ordinanza di sequestro preventivo. La decisione è stata presa a seguito della dichiarazione di rinuncia al ricorso da parte del difensore dell'imputato, che ha determinato una sopravvenuta carenza di interesse a proseguire il giudizio.
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