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Sequestro Preventivo — Anno 2025

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775 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Sequestro Preventivo

Provvedimenti

Riesame sequestro preventivo: quando impugnare?
La Corte di Cassazione ha rigettato un ricorso, stabilendo un principio fondamentale sul riesame del sequestro preventivo: l'impugnazione è ammissibile solo dopo l'effettiva esecuzione del provvedimento. Nel caso specifico, una società aveva impugnato il blocco di un conto corrente prima che la polizia giudiziaria avesse formalizzato il sequestro, rendendo il ricorso prematuro e quindi inammissibile. La Corte ha chiarito che il termine di dieci giorni per l'impugnazione decorre dalla data di esecuzione o dalla successiva conoscenza di essa da parte dell'interessato.
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Mancata motivazione sequestro: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo di 300.000 euro a carico di una società cooperativa. La decisione si fonda sulla totale mancanza di motivazione riguardo al coinvolgimento specifico della società nel presunto reato di indebita compensazione di crediti d'imposta. Poiché il provvedimento impugnato non spiegava come la società fosse implicata nella frode, la Corte ha rinviato il caso al Tribunale per un nuovo esame, evidenziando il vizio della mancata motivazione sequestro.
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Sequestro preventivo: auto e soldi, quando è duplicato?
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza che confermava un sequestro preventivo di una somma di denaro, in aggiunta a un'autovettura già sequestrata come prezzo di un reato di corruzione. La Corte ha ritenuto illogica e apparente la motivazione del Tribunale, che non aveva distinto correttamente tra sequestro diretto del bene-tangente (l'auto) e sequestro per equivalente (la somma di denaro), creando una potenziale duplicazione della misura cautelare.
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Legittimazione persona offesa: appello sequestro negato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso della vittima di un reato contro il diniego di un sequestro preventivo. Si è stabilito che la legittimazione della persona offesa a impugnare sussiste solo se il sequestro è stato effettivamente eseguito, non se la richiesta del Pubblico Ministero è stata rigettata, poiché il potere di insistere per la misura cautelare spetta in via esclusiva all'accusa pubblica.
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Sequestro preventivo riciclaggio: limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per riciclaggio. La sentenza chiarisce che per tale misura è sufficiente il 'fumus commissi delicti' e non i gravi indizi di colpevolezza. Inoltre, il terzo o la società coinvolta non possono contestare l'esistenza del reato, ma solo la propria estraneità ai fatti, limitando di fatto i motivi di impugnazione.
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Sequestro preventivo società: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società, il cui esercizio commerciale era stato sottoposto a sequestro preventivo perché ritenuto base operativa per attività di riciclaggio tramite sistema Hawala. La Corte ribadisce che per il sequestro preventivo società è sufficiente il 'fumus commissi delicti', ovvero l'apparenza di reato, e il 'periculum in mora', non essendo necessari i gravi indizi di colpevolezza. La decisione sottolinea che l'attività commerciale era funzionale all'illecito, giustificando la misura cautelare reale.
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Sequestro preventivo: legittimo senza domanda al terzo
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità di un sequestro preventivo di un veicolo anche in assenza di una specifica domanda cautelare nei confronti del terzo proprietario. Il ricorrente, proprietario del mezzo, aveva impugnato il provvedimento sostenendo la sua illegittimità. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che, in presenza di esigenze impeditive, la misura cautelare può essere indirizzata verso chi ha la materiale disponibilità del bene, a prescindere dalla titolarità, per interrompere il legame tra il bene stesso e l'attività criminosa.
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Interesse a impugnare: il conto bloccato lo fonda
La Corte di Cassazione ha stabilito che sussiste l'interesse a impugnare un sequestro preventivo anche se non formalmente eseguito, qualora la banca blocchi cautelativamente i conti correnti. In un caso riguardante un imprenditore, il cui ricorso era stato dichiarato inammissibile, la Corte ha chiarito che il congelamento dei fondi crea un pregiudizio concreto e attuale, sufficiente a giustificare l'impugnazione. La sentenza sottolinea la prevalenza del criterio sostanziale (l'indisponibilità del bene) su quello formale (l'esecuzione dell'atto).
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Sequestro preventivo motivazione: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per reati tributari a causa di un vizio di forma. La sentenza sottolinea che la motivazione del sequestro preventivo deve includere una valutazione concreta del 'periculum in mora', ovvero il rischio che i beni vengano dispersi. Non è sufficiente invocare la gravità del debito o l'obbligatorietà della confisca. La Corte ha stabilito che un'ordinanza priva di tale motivazione specifica è nulla e non può essere corretta in un secondo momento dal Tribunale del riesame.
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Sequestro preventivo: la motivazione è obbligatoria
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo emessa per reati tributari a carico di una società immobiliare. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione riguardo al 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto di dispersione dei beni. La Corte ha ribadito che, anche in caso di confisca obbligatoria, il giudice deve sempre spiegare le ragioni specifiche che rendono necessaria la misura cautelare, non potendosi basare su automatismi come l'ingente valore del debito.
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Sequestro preventivo: la motivazione sul periculum
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per reati tributari. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione riguardo al 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto che i beni potessero essere dispersi. La Corte ha ribadito che tale motivazione è sempre necessaria e non può essere presunta automaticamente, neanche di fronte a un ingente debito tributario, annullando così il provvedimento impugnato.
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Ricorso per cassazione sequestro: limiti e motivi
Un terzo interessato ha presentato ricorso avverso il sequestro di un suo assegno, rinvenuto in un immobile nella disponibilità di un indagato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: il ricorso per cassazione sequestro è consentito solo per violazione di legge e non per una nuova valutazione dei fatti. La sentenza sottolinea che una motivazione può essere censurata solo se talmente viziata da risultare incomprensibile o illogica.
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Ricorso sequestro preventivo: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso sequestro preventivo presentato da una società contro la confisca di una somma di denaro. La sentenza ribadisce che il ricorso in Cassazione contro misure cautelari reali è ammesso solo per violazione di legge e non per una nuova valutazione dei fatti, a meno che la motivazione del provvedimento non sia talmente viziata da risultare 'apparente', cioè illogica o inesistente.
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Sequestro preventivo e ricorso: i limiti in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per una somma di oltre 200.000 euro. La sentenza chiarisce che, in sede di legittimità per le misure cautelari reali, non è possibile contestare l'illogicità o la contraddittorietà della motivazione, ma solo la violazione di legge o una motivazione del tutto assente o apparente. La pendenza di altre indagini penali a carico degli indagati è stata ritenuta sufficiente a configurare il 'fumus commissi delicti' per il reato di ricettazione, giustificando il sequestro.
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Ricettazione: sequestro nullo senza reato presupposto
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per il reato di ricettazione. Il caso riguardava una somma di denaro trovata in possesso di un individuo. I giudici hanno stabilito che, per configurare la ricettazione e giustificare un sequestro, non è sufficiente il mero possesso di denaro di cui non si sa spiegare la provenienza. È indispensabile che l'accusa fornisca elementi concreti che indichino l'esistenza di un 'delitto presupposto', ovvero il reato specifico da cui quel denaro proverrebbe, anche se solo a livello di tipologia. La decisione ribadisce che i precedenti penali di una persona non possono, da soli, colmare questa lacuna probatoria.
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Confisca per equivalente: il ruolo del prestanome
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro finalizzato alla confisca per equivalente di un immobile, ritenendo che fosse fittiziamente intestato a un terzo. Il ricorrente, formale proprietario, non è riuscito a superare i gravi indizi che lo qualificavano come mero prestanome di due indagati per traffico di droga.
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Sequestro preventivo terzo: la Cassazione decide
A seguito di un'indagine per detenzione di stupefacenti, venivano sequestrate ingenti somme di denaro. La compagna dell'indagato, terza interessata, ne rivendicava la proprietà e la provenienza lecita. La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili, stabilendo che l'indagato non ha interesse a impugnare il sequestro di beni che non rivendica come propri. Per quanto riguarda il sequestro preventivo terzo, la Corte ha ribadito che quest'ultimo ha l'onere di provare la titolarità e la provenienza lecita del bene, ma non può contestare i presupposti del sequestro (come la sussistenza del reato). La valutazione delle prove fornite dal terzo è un giudizio di fatto insindacabile in sede di legittimità se la motivazione è logica e non meramente apparente.
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Sequestro preventivo: il rischio non è automatico
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per oltre 2 milioni di euro a carico di una consulente accusata di distrazione di fondi societari. La Suprema Corte ha stabilito che, per giustificare un sequestro preventivo, non è sufficiente la mera natura fungibile del denaro. È necessario dimostrare un pericolo concreto e attuale di dispersione dei beni, basato su elementi specifici e non su un automatismo. La Corte ha inoltre ribadito che l'onere di provare la provenienza illecita delle somme spetta all'accusa, non alla difesa.
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Sequestro preventivo: la Cassazione annulla la misura
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per oltre 10 milioni di euro a carico di un imprenditore accusato di bancarotta. La Corte ha ritenuto insufficiente la motivazione sul 'periculum in mora', chiarendo che la natura fungibile del denaro non giustifica automaticamente la misura. Inoltre, è stato violato il principio sull'onere della prova riguardo la provenienza lecita delle somme, in linea con le recenti Sezioni Unite. L'ordinanza è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Sequestro preventivo e leasing: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per il reato di appropriazione indebita. Il caso riguardava la mancata restituzione di due veicoli dopo la risoluzione di un contratto di leasing per morosità. La Corte ha respinto i motivi basati sulla violazione del principio del 'ne bis in idem', su vizi procedurali e sulla presunta assenza del 'fumus delicti', confermando la legittimità del provvedimento cautelare.
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