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Sequestro Preventivo — Anno 2024

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755 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Sequestro Preventivo

Provvedimenti

Bonus cultura truffa: la Cassazione conferma sequestro
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di sequestro preventivo nei confronti di due soggetti accusati di associazione per delinquere e truffa aggravata ai danni dello Stato. Il caso riguarda un sistema fraudolento per la monetizzazione del cosiddetto 'bonus cultura'. La Corte ha rigettato i ricorsi, stabilendo che la qualificazione giuridica del reato come truffa, già decisa in una precedente sentenza, non poteva essere ridiscussa. Ha inoltre chiarito la legittimità del sequestro per equivalente anche su beni di provenienza lecita e ha ritenuto infondate le eccezioni procedurali sollevate dalla difesa riguardo all'inutilizzabilità delle prove.
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Sequestro di denaro: sproporzione con il reddito
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo indagato per spaccio, confermando il sequestro di denaro per 6.000 euro. La decisione si fonda sulla manifesta sproporzione tra la somma rinvenuta e il reddito dichiarato dall'indagato, il quale non ha fornito prove concrete e credibili sulla provenienza lecita del contante. La sentenza ribadisce che le generiche allegazioni non sono sufficienti a superare la presunzione di illecita provenienza.
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Sequestro preventivo: motivazione essenziale
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro preventivo di 5.000 euro a carico di un soggetto che aveva ricevuto la somma dal padre, indagato per truffa sui bonus edilizi. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione da parte dei giudici di merito riguardo sia la consapevolezza del figlio sull'origine illecita del denaro (fumus delicti), sia il concreto pericolo che la somma venisse dispersa (periculum in mora), ribadendo che il rapporto di parentela da solo non può giustificare una misura così incisiva.
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Reato presupposto ricettazione: annullato sequestro
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo di circa 77.000 euro per il reato di ricettazione. La decisione è motivata dalla mancata individuazione del reato presupposto ricettazione da parte del Tribunale del Riesame, un requisito fondamentale per la configurabilità del delitto. La Corte ha ritenuto la motivazione del Tribunale apparente e ha rinviato il caso per un nuovo esame.
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Sequestro preventivo periculum: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro un sequestro preventivo superiore a 600.000 euro. La sentenza chiarisce che, in tema di sequestro preventivo periculum, il pericolo di dispersione dei beni può essere desunto da un meccanismo sistematico di svuotamento patrimoniale delle società. Viene inoltre specificato che la sproporzione della misura non si contesta in Cassazione, ma con un'istanza di riduzione.
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Fumus commissi delicti: Cassazione e sequestro preventivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di sequestro preventivo per traffico di stupefacenti. La Corte ha ribadito che, in sede di legittimità, non si può contestare la valutazione dei fatti ma solo la violazione di legge, come una motivazione assente o meramente apparente. Nel caso di specie, il Tribunale del Riesame aveva adeguatamente motivato la sussistenza del 'fumus commissi delicti', ovvero il sospetto di reato, basandosi su concreti elementi indiziari che collegavano l'indagato all'attività illecita, rendendo il ricorso infondato.
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Occupazione abusiva: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro il sequestro di un immobile di edilizia popolare oggetto di occupazione abusiva. La decisione si fonda sulla mancanza, da parte dei ricorrenti non proprietari, di un interesse concreto ed attuale alla restituzione del bene, dato che l'occupazione era avvenuta senza alcun titolo autorizzativo.
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Sequestro preventivo: quando è possibile un nuovo ordine?
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del principio del 'ne bis in idem' cautelare. Un nuovo sequestro preventivo è ammissibile dopo un annullamento per vizio formale, a patto che il Pubblico Ministero non persegua contemporaneamente anche l'impugnazione del primo provvedimento. La sentenza analizza anche i requisiti del 'fumus commissi delicti' in caso di somministrazione illecita di manodopera mascherata da appalto, e del 'periculum in mora', che deve basarsi su indici concreti di rischio di dispersione del patrimonio.
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Sequestro preventivo d’urgenza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo d'urgenza per contrabbando di orologi. La sentenza chiarisce che l'autonomia del provvedimento del G.i.p. rende irrilevanti i vizi del precedente decreto emesso d'urgenza dal Pubblico Ministero. Viene inoltre ribadita la possibilità di disporre un sequestro preventivo su beni già oggetto di un sequestro probatorio annullato, data la diversa finalità delle due misure.
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Sequestro preventivo: la motivazione del periculum
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un sequestro preventivo di 185.000 euro, contestato per difetto di motivazione sul periculum in mora. La Corte ha stabilito che, sebbene la motivazione sia sempre necessaria, le specifiche modalità di occultamento del denaro (suddiviso in involucri e nascosto in una cassetta elettrica) costituiscono una prova implicita e sufficiente del pericolo di dispersione, giustificando così la misura cautelare.
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Sequestro preventivo: i requisiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20146/2024, ha dichiarato inammissibili i ricorsi contro un'ordinanza che applicava misure cautelari personali e un sequestro preventivo per reati di bancarotta e fiscali. La Corte ha ribadito la necessità di una motivazione concreta sul 'periculum in mora' per il sequestro preventivo, anche in caso di confisca obbligatoria, e ha sottolineato come il perdurante coinvolgimento in schemi fraudolenti giustifichi sia le misure personali che quelle reali.
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Bancarotta fraudolenta: concorso dell’extraneus
La Corte di Cassazione esamina il caso di un imprenditore accusato di concorso in bancarotta fraudolenta per aver ricevuto pagamenti da una società, poi fallita, con cui non aveva un debito diretto. La somma era il corrispettivo della vendita di quote di un'altra società. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso contro il sequestro preventivo, confermando che la consapevolezza dell'origine illecita dei fondi può essere desunta da una serie di indizi gravi, precisi e concordanti, come le causali fittizie dei bonifici e la mancanza di prove di legittime operazioni commerciali.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo e perché
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un amministratore contro il sequestro preventivo delle quote di due società. La misura era stata disposta nell'ambito di un'indagine per esercizio abusivo di attività di intermediazione finanziaria. La Corte ha confermato la validità della decisione del Tribunale del riesame, ritenendo sussistenti sia il 'fumus commissi delicti' (gravi indizi di reato) sia il 'periculum in mora' (pericolo di dispersione dei beni), giustificando così il mantenimento del sequestro preventivo.
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Rifiuti di estrazione: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che escludeva la natura di rifiuto speciale per gli scarti di ardesia lavorati in uno stabilimento esterno alla cava. La sentenza chiarisce che la nozione di 'rifiuti di estrazione' si applica solo ai materiali derivanti direttamente dal ciclo estrattivo in situ. Qualsiasi lavorazione successiva, specialmente se effettuata in un luogo diverso, genera rifiuti che devono essere gestiti secondo la disciplina generale, non potendo beneficiare delle deroghe previste per i rifiuti di cava.
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Sequestro preventivo: la motivazione del periculum
La Corte di Cassazione si pronuncia sulla legittimità di un sequestro preventivo. Si chiarisce che il Tribunale del riesame può integrare la motivazione sul 'periculum in mora' di un decreto di sequestro, qualora l'atto originario fosse stato emesso prima della sentenza 'Ellade' delle Sezioni Unite, che ha reso tale motivazione obbligatoria. Il ricorso dell'imputato, che lamentava un difetto di motivazione, viene quindi rigettato.
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Interesse a ricorrere: no appello se neghi il bene
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro di denaro, poiché gli indagati avevano negato ogni legame con la somma. La sentenza chiarisce che per l'impugnazione è necessario un concreto interesse a ricorrere, che manca se non si vanta un diritto alla restituzione del bene.
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Sequestro preventivo quote: no a norme civilistiche
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che dichiarava inammissibile la richiesta di sostituire delle quote societarie, sottoposte a sequestro preventivo, con una somma di denaro. Il Tribunale del Riesame aveva erroneamente basato la sua decisione sull'inosservanza delle norme civilistiche relative all'offerta reale (art. 1209 c.c.). La Suprema Corte ha stabilito che tali norme, relative all'adempimento delle obbligazioni, non sono applicabili al sequestro penale, che segue una logica pubblicistica. Il caso è stato rinviato al Tribunale affinché valuti nel merito la possibilità di sostituire il bene sequestrato.
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Reato presupposto: Cassazione annulla sequestro
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro preventivo di una cospicua somma di denaro, contestato come riciclaggio. La decisione si fonda sulla mancata specificazione del reato presupposto, indicato genericamente come 'reati tributari'. La Corte ha ribadito che, per procedere con una misura cautelare reale per riciclaggio, è indispensabile individuare la tipologia specifica del delitto da cui provengono i fondi, non potendo il sequestro basarsi su mere presunzioni come la sproporzione tra il denaro e il reddito dichiarato.
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Denuncia trasferimento armi: la confisca è certa
La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancata ripetizione della denuncia di detenzione di un'arma a seguito di un trasferimento di domicilio integra il reato di illecita detenzione. Questa omissione non è una semplice irregolarità amministrativa, ma una violazione che fa scattare la confisca obbligatoria dell'arma. L'imputato aveva trasferito un revolver e munizioni da un'abitazione a un'altra senza comunicarlo alle autorità competenti. La Corte ha chiarito che tale condotta rientra pienamente nelle ipotesi previste dalla legge per la confisca, rigettando la tesi difensiva di un'applicazione analogica sfavorevole della norma.
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Ricorso per abnormità: atto di P.G. è inammissibile
Una società ha impugnato direttamente in Cassazione un verbale di sequestro redatto dalla polizia giudiziaria, sostenendone l'abnormità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso per abnormità inammissibile, chiarendo che tale rimedio eccezionale è esperibile solo contro provvedimenti dell'autorità giudiziaria (giudice o P.M.) e non contro atti della polizia giudiziaria. La sentenza sottolinea che esistono rimedi specifici, come l'istanza di revoca al P.M., per contestare tali atti.
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