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Sequestro Preventivo — Anno 2024

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755 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Sequestro Preventivo

Provvedimenti

Sequestro per autoriciclaggio: il periculum in mora
La Corte di Cassazione conferma un sequestro per autoriciclaggio, chiarendo che il rischio di dispersione del profitto del reato (periculum in mora) deve essere motivato. La Corte ha ritenuto sufficienti, a tal fine, elementi come una significativa esposizione debitoria e passate operazioni immobiliari sospette, respingendo le argomentazioni della difesa basate sulla tracciabilità delle operazioni e sull'adesione a una 'pace fiscale'.
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Competenza giudice sequestro: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione risolve un conflitto sulla competenza del giudice nel sequestro preventivo. Viene stabilito che il Giudice per le indagini preliminari (GIP) che ha emesso il provvedimento di sequestro per reati gravi (ex art. 51, c. 3-bis c.p.p.) rimane competente per tutte le questioni gestorie, inclusa la sostituzione del custode, per garantire efficienza e concentrazione decisionale.
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Interesse ad impugnare: socio e sequestro beni S.r.l.
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti dell'interesse ad impugnare del socio di una S.r.l. in caso di sequestro preventivo. Con la sentenza n. 26543/2024, è stato stabilito che il socio, anche se detentore di quasi tutte le quote, non può impugnare il sequestro dei beni aziendali, poiché appartengono a un soggetto giuridico distinto. L'interesse del socio è riconosciuto solo per il sequestro delle proprie quote sociali. Di conseguenza, la Corte ha annullato la decisione del Tribunale del Riesame che aveva accolto l'impugnazione del socio per i beni della società.
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Interesse ad impugnare: quando non basta l’uso del bene
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una persona che, pur essendo l'utilizzatrice di un bene sequestrato, non ne era la proprietaria. La decisione si fonda sulla mancanza di un concreto e attuale interesse ad impugnare, poiché l'eventuale annullamento del sequestro non avrebbe comportato la restituzione del bene in suo favore. La sentenza distingue nettamente tra la legittimazione a ricorrere, riconosciuta all'indagato, e l'interesse ad agire, che richiede un vantaggio pratico e giuridicamente rilevante.
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Interesse ad impugnare: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26541/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un legale rappresentante contro un sequestro preventivo. La decisione si fonda sulla carenza di un concreto e personale interesse ad impugnare, poiché i beni sequestrati appartenevano alla società e non all'indagato. L'annullamento del provvedimento non avrebbe portato alcun vantaggio pratico diretto alla sua persona, ma solo all'ente da lui rappresentato. La Corte ha inoltre evidenziato l'assenza di una procura speciale per il difensore, necessaria per rappresentare la società in qualità di terzo interessato.
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Ultimazione opere abusive: quando scatta la prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un privato che chiedeva la revoca del sequestro preventivo di un immobile, sostenendo l'avvenuta prescrizione del reato edilizio. Il punto centrale della decisione riguarda la prova della data di ultimazione opere abusive. La Corte ha stabilito che elementi come visure catastali, aerofotogrammetrie o recensioni online di ospiti non sono sufficienti a dimostrare il completamento definitivo dei lavori, necessario affinché inizi a decorrere il termine di prescrizione.
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Sequestro preventivo: annullamento per difetto di motivazione
La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per bancarotta fraudolenta. La decisione si fonda sul difetto di motivazione del Tribunale del riesame riguardo al nesso di pertinenzialità tra alcuni immobili sequestrati e il reato contestato. La Corte ha ribadito che, sebbene il giudice possa aderire alla richiesta del PM, il riesame deve rispondere specificamente alle censure della difesa. I ricorsi degli altri interessati sono stati dichiarati inammissibili per assenza di procura speciale.
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Sequestro preventivo e società: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società immobiliare contro un'ordinanza di sequestro preventivo. I beni della società erano stati sequestrati perché ritenuti nella disponibilità di un amministratore accusato di reati tributari. La Corte ha confermato la validità del sequestro, ritenendo la società un mero schermo fittizio e ravvisando un concreto pericolo di dispersione dei beni, provato da recenti atti di disposizione patrimoniale compiuti dall'indagato.
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Sequestro preventivo: i termini del riesame spiegati
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo. La sentenza chiarisce i termini per la procedura di riesame, stabilendo che l'unico termine perentorio è quello di dieci giorni per la decisione, decorrente dalla ricezione degli atti. Viene inoltre confermata la legittimità del sequestro del profitto del reato associativo e l'inammissibilità del ricorso da parte di chi non è proprietario dei beni sequestrati.
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Ricorso per cassazione sequestro: limiti di ammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore europeo contro un'ordinanza che annullava un sequestro preventivo per truffa ai danni dell'UE. L'appello si basava su un presunto vizio di motivazione relativo all'elemento soggettivo del reato. La Suprema Corte ha chiarito che il ricorso per cassazione sequestro è ammesso solo per violazione di legge, e un vizio di motivazione non radicale o 'apparente' non rientra in tale categoria, configurandosi come una contestazione sul merito non consentita in sede di legittimità.
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Fumus commissi delicti: Cassazione annulla sequestro
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro preventivo di oltre 166.000 euro a carico di un medico. La decisione si fonda sulla radicale carenza di motivazione del provvedimento impugnato, che non ha dimostrato in modo concreto il 'fumus commissi delicti' per le accuse di truffa e corruzione, riducendole a meri sospetti non supportati da elementi probatori.
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Incaricato di pubblico servizio: il caso scuola guida
La Cassazione ha annullato un sequestro a carico del titolare di una scuola guida, escludendo la sua qualifica di incaricato di pubblico servizio. L'attività di organizzazione dei corsi CQC, a differenza di quella per il recupero punti, non integra una funzione pubblica certificativa, che resta in capo alla Motorizzazione Civile.
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Sequestro preventivo: la motivazione sul periculum
La Cassazione conferma un sequestro preventivo di denaro, ritenendolo sproporzionato rispetto ai redditi familiari. La Corte chiarisce che per il contante, il 'periculum in mora' è presunto dalla sua facile spendibilità, non richiedendo una motivazione complessa.
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Sfruttamento Lavoro: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro l'annullamento di un sequestro preventivo in un caso di sfruttamento del lavoro. La decisione si fonda su un principio procedurale cruciale: il ricorso contro misure cautelari reali è ammesso solo per violazione di legge e non per vizi di motivazione come l'illogicità o la contraddittorietà, a meno che la motivazione non sia del tutto assente o meramente apparente. In questo caso, il Tribunale del Riesame aveva annullato il sequestro ritenendo inattendibili le testimonianze delle vittime e la Cassazione ha stabilito che tale valutazione di merito, seppur discutibile, non poteva essere riesaminata in sede di legittimità.
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Sequestro preventivo: limiti e impugnazione in Cassazione
Una società edile, accusata di frode per l'ottenimento di bonus fiscali, impugna un sequestro preventivo sostenendo una duplicazione illegittima del vincolo su crediti d'imposta e liquidità. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, specificando che il suo sindacato è limitato alla violazione di legge e non al merito. La Corte chiarisce che le questioni relative alle modalità esecutive del sequestro preventivo devono essere sollevate tramite incidente di esecuzione e non con il riesame o il ricorso per cassazione.
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Rinuncia al ricorso: gli effetti sull’appello penale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla moglie di un indagato avverso un sequestro preventivo. La decisione non entra nel merito della legittimità del sequestro, ma si fonda esclusivamente sulla successiva rinuncia al ricorso presentata dal difensore della donna. Questo atto formale ha precluso ogni ulteriore esame, confermando l'ordinanza del Tribunale del Riesame.
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Rinuncia al ricorso: quando diventa inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso avverso un sequestro preventivo. La decisione si fonda sulla rinuncia al ricorso presentata dalla parte ricorrente, figlia dell'indagato, prima della discussione. Tale atto procedurale ha precluso alla Corte l'esame nel merito della questione, rendendo definitiva l'ordinanza impugnata.
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Sequestro preventivo animali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una proprietaria contro il sequestro preventivo dei suoi animali (un cane e un gatto). La Corte ha ribadito che per l'adozione di tale misura cautelare è sufficiente una valutazione sommaria della parvenza del reato (fumus delicti), che nel caso di abbandono di animali può sussistere anche per sola colpa, senza la necessità di accertare il dolo. Il ricorso è stato respinto confermando la validità del sequestro preventivo animali disposto in precedenza.
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Vendita prodotti con segni mendaci: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un Procuratore contro il dissequestro di beni prodotti in Cina ma con simboli italiani. La Corte ha stabilito che se l'etichetta 'Made in P.R.C.' è chiara e leggibile, non si configura il reato di vendita di prodotti con segni mendaci, poiché non vi è idoneità a ingannare il consumatore sull'origine reale del prodotto.
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Sequestro preventivo: legittimo anche senza gravi indizi
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un sequestro preventivo disposto sui beni di una società per truffa aggravata. La Corte ha stabilito che la misura è valida se sussiste il 'fumus commissi delicti' (l'apparenza del reato), anche se le misure cautelari personali nei confronti degli amministratori sono state revocate per assenza di 'gravi indizi di colpevolezza'. Viene così chiarito che i presupposti per le misure reali e personali sono differenti e indipendenti.
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