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Sequestro Preventivo — Anno 2024

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755 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Sequestro Preventivo

Provvedimenti

Sequestro preventivo aereo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero contro l'annullamento di un sequestro preventivo di un aereo da turismo. Il velivolo era stato sequestrato per presunto contrabbando, non avendo pagato i diritti di confine dopo sei mesi di permanenza sul territorio nazionale. La Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale del Riesame, stabilendo la competenza territoriale del Tribunale di Roma, luogo di accertamento del reato, e l'insussistenza del 'fumus delicti', dato che l'indagato aveva già provveduto al pagamento dell'IVA all'importazione.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se vizio di merito
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso un'ordinanza di sequestro preventivo. Il caso riguardava una amministratrice di sostegno accusata di appropriazione indebita. La Corte ha ribadito che il ricorso per cassazione in materia di misure cautelari reali è consentito solo per violazione di legge e non per vizi di motivazione, a meno che questa non sia totalmente assente o meramente apparente.
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Confisca per sproporzione: quando il reddito non basta
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per sproporzione. Il caso riguarda un immobile di lusso il cui valore era sproporzionato rispetto ai redditi leciti dell'indagato, accusato di traffico di stupefacenti. La Corte ha stabilito che le contestazioni sulla provenienza dei fondi (es. vincite al gioco) sono questioni di fatto, non riesaminabili in sede di legittimità, confermando la validità della misura cautelare basata sulla palese discrepanza tra patrimonio e reddito.
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Rinuncia al ricorso: spese e carenza di interesse
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito di rinuncia. Il caso riguardava il sequestro preventivo di un impianto di carburante. Dopo la proposizione del ricorso, l'impianto è stato dissequestrato, portando la società ricorrente a una rinuncia al ricorso per sopravvenuta carenza di interesse. La Corte ha stabilito che, essendo l'interesse del ricorrente stato soddisfatto, non si configura un'ipotesi di soccombenza e, pertanto, non vi è luogo a condanna al pagamento delle spese processuali.
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Fatture false: la Cassazione sulla confisca allargata
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un sequestro preventivo per reati tributari, tra cui l'emissione di fatture false. La sentenza chiarisce che l'obbligo di dichiarare l'IVA sorge con la semplice emissione della fattura, anche se per un'operazione inesistente, rendendo compatibili le accuse di emissione di fatture false e omessa dichiarazione. Inoltre, ha confermato la legittimità della confisca allargata su una ingente somma di denaro contante, ritenuta di provenienza illecita data la sproporzione rispetto ai redditi dichiarati e l'assenza di giustificazioni plausibili.
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Accertamento antieconomicità: il sequestro non giustifica
Un imprenditore riceve un accertamento per antieconomicità basato su studi di settore, difendendosi col fatto che un sequestro preventivo ha ridotto i suoi ricavi. La Cassazione respinge il ricorso, affermando che la motivazione della corte d'appello era sufficiente e che il contribuente non ha provato l'uso acritico degli studi di settore. Secondo la Corte, un sequestro parziale non giustifica pienamente la bassa redditività contestata dal Fisco.
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Dissequestro temporaneo: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 47541/2024, ha stabilito un principio procedurale cruciale in materia di sequestro preventivo. La Corte ha chiarito che una richiesta di dissequestro temporaneo di un bene, finalizzata a compiere lavori urgenti, attiene alle modalità esecutive della misura cautelare e non alla sua legittimità. Di conseguenza, lo strumento corretto per contestare il diniego non è l'appello, bensì l'opposizione tramite incidente di esecuzione. La sentenza annulla l'ordinanza del Tribunale che aveva erroneamente dichiarato inammissibile il ricorso, restituendo gli atti per la decisione nel merito.
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Sequestro preventivo: quando manca il periculum in mora
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per equivalente nei confronti dell'amministratore di una società, accusato di aver emesso fatture per operazioni inesistenti legate a bonus edilizi. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione, nel provvedimento originario, riguardo al 'periculum in mora', ovvero il concreto rischio di dispersione dei beni. La Corte ha ribadito che il Tribunale del Riesame non può integrare una motivazione inesistente, portando all'annullamento senza rinvio del sequestro e alla restituzione dei beni.
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Litispendenza cautelare: stop a due azioni parallele
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro preventivo, stabilendo un importante principio in materia di litispendenza cautelare. Se un provvedimento di sequestro viene annullato per vizi formali, il Pubblico Ministero può richiederne uno nuovo, ma non può contemporaneamente impugnare la decisione di annullamento. Questa duplicità di azioni crea una litispendenza cautelare che viola il principio del 'ne bis in idem'. Di conseguenza, la seconda iniziativa cautelare è stata dichiarata inefficace e la Corte ha ordinato la restituzione dei beni sequestrati.
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Bis in idem cautelare: no a due procedimenti
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo, stabilendo un principio fondamentale in materia di 'bis in idem cautelare'. Dopo l'annullamento di un primo sequestro per un vizio di forma, il Pubblico Ministero aveva sia richiesto l'emissione di un nuovo decreto, sia impugnato la decisione di annullamento. La Suprema Corte ha chiarito che queste due iniziative non possono coesistere. Il PM deve scegliere una sola via: o reiterare la richiesta o impugnare. La contemporanea pendenza di due procedure cautelari per lo stesso fatto viola il divieto di 'bis in idem', rendendo la seconda iniziativa processuale inefficace. Di conseguenza, il secondo sequestro è stato annullato senza rinvio.
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Sequestro preventivo: limiti dell’OEI e profitto
La Corte di Cassazione interviene su un caso di sequestro preventivo per bancarotta fraudolenta, chiarendo i confini tra l'Ordine Europeo di Indagine (OEI) e l'esecuzione di misure cautelari reali all'estero. La Corte ha rigettato il motivo di ricorso sull'abuso dell'OEI, specificando che la sua funzione è di ricerca della prova e non di esecuzione del sequestro, che avviene tramite altri strumenti. Ha invece accolto parzialmente il ricorso, annullando con rinvio l'ordinanza per motivazione apparente riguardo all'attribuzione di una parte del profitto del reato alla società ricorrente, in relazione a una complessa operazione di novazione contrattuale.
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Interesse ad impugnare: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 39595/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso del legale rappresentante di una società contro un sequestro preventivo. Il motivo risiede nella mancanza di un 'interesse ad impugnare' concreto e giuridicamente tutelato. L'appellante, non essendo proprietario dei beni sequestrati (appartenenti alla società), non poteva ottenerne la restituzione a titolo personale, rendendo il suo interesse meramente fattuale e non sufficiente per sostenere l'impugnazione.
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Legittimazione amministratore condominio al riesame
La Corte di Cassazione ha stabilito che la legittimazione amministratore condominio a impugnare un sequestro preventivo su beni comuni sussiste anche se egli è la persona indagata. Tale diritto deriva dalla sua relazione di detenzione qualificata con i beni e dai suoi doveri di conservazione, a prescindere dalla proprietà degli stessi. La Corte ha annullato l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva dichiarato inammissibile l'istanza, rinviando per un nuovo esame nel merito.
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Periculum in mora: annullato sequestro per difetto
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro preventivo di oltre 137.000 euro disposto nei confronti di una società per un presunto illecito utilizzo di crediti d'imposta. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione, nel provvedimento originario, riguardo al "periculum in mora", ovvero il rischio concreto di dispersione dei beni. La Corte ha stabilito che il Tribunale del Riesame non può sanare una mancanza così radicale, ma solo integrare una motivazione esistente ma insufficiente.
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Sequestro preventivo: limiti pignorabilità pensione
La Corte di Cassazione chiarisce l'applicazione dei limiti di pignorabilità per le pensioni in caso di sequestro preventivo. La sentenza stabilisce che il momento determinante per il calcolo dei limiti non è la data di emissione del provvedimento, ma quella della sua concreta esecuzione. I fondi pensionistici accreditati prima dell'esecuzione sono protetti fino a un importo pari al triplo dell'assegno sociale, confermando la correttezza della decisione del tribunale di merito che aveva già applicato questo principio.
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