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Sequestro Preventivo — Anno 2024

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755 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Sequestro Preventivo

Provvedimenti

Sequestro preventivo: la motivazione non può mancare
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per reati fiscali. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione, da parte del giudice iniziale, riguardo al 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto di dispersione dei beni. La Suprema Corte ha stabilito che il Tribunale del riesame non può integrare una motivazione del tutto inesistente, ma solo una già presente, seppur concisa. Di conseguenza, sia l'ordinanza del riesame che il decreto di sequestro originale sono stati annullati senza rinvio.
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Periculum in mora sequestro: motivazione necessaria
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3738 del 2024, ha annullato un sequestro preventivo per frode fiscale, stabilendo che il 'periculum in mora', ovvero il rischio di dispersione dei beni, deve essere esplicitamente motivato dal giudice. Non è sufficiente una motivazione implicita o presunta, né il giudice del riesame può integrare una motivazione totalmente assente nell'ordinanza originale.
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Giudicato esecutivo: confisca e nuovi fatti
La Corte di Cassazione ha stabilito che il principio del giudicato esecutivo non osta a una nuova confisca di beni se questa si basa su fatti nuovi, come accertamenti patrimoniali mai valutati in precedenza. In un caso riguardante beni sequestrati a seguito di una condanna per reati di droga, la Corte ha respinto il ricorso di alcuni soggetti che lamentavano la violazione del giudicato a seguito di una precedente ordinanza di confisca parziale, chiarendo che la preclusione copre solo ciò che è stato effettivamente deciso e non ciò che poteva essere deciso.
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Interesse a ricorrere: inammissibile l’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo contro il sequestro preventivo di 300.000 euro in contanti. La decisione si fonda sulla mancanza di un concreto "interesse a ricorrere", poiché l'uomo aveva dichiarato che la somma non era sua, ma di una società terza. Secondo la Corte, chi non è titolare del bene sequestrato può impugnare il provvedimento solo se vanta un interesse diretto e personale alla restituzione, che in questo caso era assente.
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Terzo non estraneo al reato: guida alla confisca
La Cassazione chiarisce la nozione di 'terzo non estraneo al reato', annullando un'ordinanza che aveva liberato dal sequestro i beni dell'amministratrice di un'associazione. L'amministratrice, pur non indagata, aveva firmato un contratto di sublocazione fonte del profitto di una bancarotta fraudolenta. La Corte ha stabilito che la negligenza nell'adempiere ai propri doveri esclude la buona fede, rendendo i beni confiscabili.
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Confisca senza condanna: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3400/2024, ha stabilito un principio fondamentale: la confisca del profitto di un reato non può essere mantenuta se il procedimento penale si conclude con una pronuncia di 'non doversi procedere' per difetto di querela. Nel caso di specie, la Corte d'Appello aveva erroneamente confermato la confisca di beni sequestrati nonostante l'improcedibilità dell'azione penale. La Suprema Corte ha annullato tale decisione, affermando che la confisca facoltativa presuppone inderogabilmente una sentenza di condanna. Una pronuncia meramente processuale, come quella per mancanza di querela, non implica un accertamento del fatto-reato e, pertanto, non può giustificare la misura ablativa, imponendo la restituzione dei beni all'avente diritto. Questo chiarisce i limiti della confisca senza condanna.
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Sequestro preventivo per truffa: i limiti del riesame
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per truffa aggravata ai danni dell'UE. La sentenza ribadisce che il ricorso in Cassazione è limitato alla violazione di legge e non può comportare un riesame dei fatti. Si chiarisce la distinzione tra sequestro impeditivo, volto a bloccare l'attività illecita, e sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto del reato, confermando la legittimità di entrambe le misure nel caso di specie.
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Procura speciale difensore: la Cassazione chiarisce
Un ricorso per riesame contro un sequestro preventivo, inizialmente dichiarato inammissibile per un presunto difetto nella procura, viene accolto dalla Corte di Cassazione. La sentenza chiarisce la differenza tra la procura speciale difensore per le liti (art. 100 c.p.p.), necessaria in questi casi, e quella per compiere atti specifici (art. 122 c.p.p.), affermando che la prima non richiede formule sacramentali, ma solo la chiara volontà di affidare la difesa.
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Intestazione fittizia: il sequestro è valido
La Cassazione conferma il sequestro preventivo di quote societarie per intestazione fittizia. Per la misura cautelare reale è sufficiente il 'fumus' del reato, basato sulla gestione occulta da parte dei reali proprietari, senza la necessità di provare pienamente il dolo del prestanome.
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Rinuncia al ricorso e inammissibilità: la guida
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un terzo interessato avverso un provvedimento di sequestro preventivo, a seguito dell'intervenuta rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha chiarito che la rinuncia determina una carenza di interesse che porta all'inammissibilità, senza necessità di forme sacramentali, purché la volontà sia chiara e provenga dal soggetto legittimato.
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Sequestro reddito di cittadinanza: il ruolo del CAF
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro per indebita percezione del reddito di cittadinanza. La richiedente sosteneva la mancanza di dolo, avendo delegato la pratica a un CAF, ma la Corte ha ribadito che la responsabilità delle dichiarazioni omesse resta personale, soprattutto dopo un primo rigetto della domanda. Il caso evidenzia l'importanza della correttezza delle informazioni fornite per ottenere benefici statali.
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Sequestro preventivo: la pertinenzialità è essenziale
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di sequestro preventivo di un'impresa, stabilendo che mancava la necessaria pertinenzialità tra l'azienda e i reati contestati di tentata estorsione e associazione a delinquere. La decisione sottolinea che un legame meramente occasionale o una motivazione apparente non sono sufficienti per giustificare una misura cautelare reale così incisiva.
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Sequestro crediti Superbonus: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3108 del 2024, ha confermato la legittimità del sequestro preventivo di crediti d'imposta derivanti dal 'Superbonus 110%', anche se detenuti da un istituto di credito terzo e in buona fede. La Corte ha stabilito che, ai fini del sequestro, è determinante il legame tra i crediti (la 'res') e il reato di origine (truffa), rendendo irrilevante la condizione soggettiva del cessionario. Il sequestro crediti superbonus è finalizzato a impedire che le conseguenze del reato si protraggano attraverso l'utilizzo dei crediti stessi.
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Procura speciale: quando serve per il riesame del sequestro
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di sequestro preventivo contro un imprenditore e la sua società. La Corte ha stabilito che il difensore dell'indagato non necessita di una procura speciale per impugnare il sequestro sui beni personali del suo assistito, poiché gode di un autonomo diritto di impugnazione. Al contrario, la procura speciale è indispensabile per contestare il sequestro sui beni della società, in quanto quest'ultima è un terzo soggetto estraneo al reato. Nel caso specifico, la procura rilasciata dall'imprenditore 'in proprio' è stata ritenuta inidonea a rappresentare la società, portando all'inammissibilità del ricorso per conto dell'ente.
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Periculum in mora: Cassazione annulla sequestro
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro preventivo a carico di una società per indebita compensazione di crediti d'imposta. La decisione si fonda sulla totale assenza, nel provvedimento originale del GIP, di una motivazione sul "periculum in mora", ovvero il rischio concreto di dispersione dei beni. La Corte ha stabilito che tale lacuna non può essere colmata dal Tribunale del riesame, comportando la nullità del sequestro e la restituzione dei beni.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società contro un sequestro preventivo per reati di dichiarazione fraudolenta. La decisione segue la rinuncia al ricorso comunicata dal difensore della società, che viene di conseguenza condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Periculum in mora: sequestro nullo senza motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro preventivo disposto per reati tributari legati a crediti d'imposta inesistenti. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione, nel provvedimento originario del G.i.p., riguardo al 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto di dispersione dei beni. La Corte ha stabilito che tale vizio non può essere sanato dal Tribunale del Riesame, comportando la nullità del sequestro e la restituzione dei beni alla società.
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Periculum in mora: annullato sequestro senza motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro preventivo di oltre 300.000 euro a carico di una società. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione, nel provvedimento originario, riguardo al periculum in mora, ovvero il rischio di dispersione dei beni. Questo vizio, ha stabilito la Corte, non è sanabile dal Tribunale del riesame e comporta la restituzione immediata dei beni.
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Periculum in mora: Cassazione annulla sequestro
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per un valore di oltre 50.000 euro a carico di una società. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione, nel provvedimento originario del G.i.p., riguardo al presupposto del periculum in mora. La Corte ha stabilito che tale vizio è insanabile e non può essere corretto dal Tribunale del riesame, comportando l'annullamento senza rinvio del sequestro e la restituzione dei beni.
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Periculum in mora: annullato sequestro senza motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro preventivo a carico di una società per un presunto reato tributario. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione, nel provvedimento originario del G.i.p., riguardo al 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto di dispersione dei beni. La Corte ha stabilito che tale vizio non è sanabile dal Tribunale del Riesame, comportando la nullità insanabile del sequestro e l'immediata restituzione dei beni alla società.
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