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Sequestro Preventivo — Anno 2024

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755 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Sequestro Preventivo

Provvedimenti

Periculum in mora: motivazione concreta per il sequestro
La Corte di Cassazione annulla un sequestro preventivo di fondi e immobili, stabilendo che la motivazione sul 'periculum in mora' non può basarsi su clausole generiche come la volatilità del denaro. È necessaria una valutazione specifica e attuale del rischio di dispersione dei beni, altrimenti la motivazione è solo apparente e il provvedimento illegittimo.
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Competenza territoriale reato associativo: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per un reato associativo transnazionale, focalizzandosi sulla competenza territoriale. Il caso riguardava un'associazione dedita a frodi sulle accise, con base operativa estera e attività in Italia. La Corte ha stabilito che, se un reato permanente inizia all'estero, la competenza territoriale spetta al giudice del luogo in Italia dove si è manifestata l'ultima parte della condotta criminale, rinviando il caso al Tribunale per una nuova valutazione.
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Sequestro preventivo: l’indagato può ricorrere?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal legale rappresentante di una società contro un sequestro preventivo disposto sui conti correnti dell'ente. La decisione si fonda sulla carenza di interesse diretto del ricorrente, non essendo titolare dei beni sequestrati. La sentenza ribadisce, inoltre, che il denaro è un bene fungibile, rendendo irrilevante la corrispondenza fisica tra le somme illecitamente ottenute e quelle sequestrate ai fini della confisca diretta del profitto del reato.
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Sequestro preventivo terzo: la prova della titolarità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di tre sorelle che rivendicavano la proprietà di un immobile sottoposto a sequestro preventivo. La decisione si fonda sul principio che, nel caso di sequestro preventivo terzo, la prova cruciale non è la titolarità formale del bene, ma la sua effettiva e concreta disponibilità da parte dell'indagato. Il ricorso è stato respinto perché le proprietarie non hanno superato la presunzione di disponibilità del bene in capo all'indagato, la cui ingerenza nella gestione era provata da intercettazioni e messaggi.
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Competenza territoriale reato associativo: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per un valore di oltre due milioni di euro, accogliendo il ricorso di un imputato. Il caso riguarda un'associazione a delinquere finalizzata a reati fiscali nel settore dei prodotti energetici, operante tra l'estero e l'Italia. Il punto centrale è la corretta individuazione della competenza territoriale per il reato associativo. La Corte ha stabilito che il tribunale del riesame ha errato nel non considerare la frazione di condotta avvenuta in Italia (a Cerignola) come elemento decisivo per radicare la competenza, anche se l'attività criminale era iniziata all'estero. La sentenza chiarisce che, in caso di reato commesso in parte all'estero, la competenza si determina sulla base del luogo in cui si è svolta l'attività in territorio nazionale.
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Competenza per territorio: Cassazione chiarisce le regole
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo, chiarendo i criteri per determinare la competenza per territorio in procedimenti con reati connessi, uno dei quali a carattere associativo e iniziato all'estero. La Corte ha stabilito che la competenza non va determinata con criteri residuali, ma individuando il luogo in Italia dove si è manifestata l'operatività della struttura criminale, correggendo l'approccio del tribunale del riesame.
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Disponibilità conto corrente: la delega non basta
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di un sequestro preventivo su un conto corrente intestato alla figlia di un indagato. La sentenza chiarisce che la semplice delega ad operare conferita all'indagato non è sufficiente a dimostrare la disponibilità del conto corrente e a giustificare la misura cautelare. È necessaria la prova concreta che i fondi siano riconducibili al profitto del reato e che l'indagato ne abbia l'effettivo controllo, prova che in questo caso mancava del tutto.
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Periculum in mora: obbligo di motivazione nel sequestro
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di sequestro preventivo per mancata motivazione sul periculum in mora. Il caso riguardava un'ipotesi di sfruttamento del lavoro. La Corte ha ribadito che il giudice deve sempre spiegare il rischio concreto di dispersione dei beni, non bastando il solo sospetto del reato (fumus commissi delicti). L'impedimento del difensore non è stato ritenuto valido motivo per rinviare l'udienza di riesame.
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Confisca per equivalente: i limiti sul conto della Srl
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro la confisca per equivalente eseguita sul proprio conto corrente per un reato tributario commesso da un suo socio. La Corte ha stabilito che i fondi sono considerati nella 'disponibilità' del socio se questi, in virtù di una delega illimitata, ha esercitato un controllo autonomo e incondizionato sulle somme, utilizzandole anche per scopi personali estranei all'attività sociale.
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Vendita beni sequestrati: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro l'ordinanza che autorizzava la vendita di alcuni veicoli sottoposti a sequestro preventivo. La Corte ha confermato che la vendita dei beni sequestrati è legittima per contrastare il loro progressivo deprezzamento economico nel tempo, applicando in via analogica la norma prevista per i beni deperibili nel sequestro probatorio.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un Procuratore contro l'annullamento di un sequestro preventivo su orologi di lusso. La sentenza chiarisce i limiti del ricorso, distinguendo tra violazione di legge e critica alla motivazione del giudice. Il caso verteva su un'ipotesi di evasione dell'IVA all'importazione, ma il Tribunale del riesame aveva escluso la sussistenza del 'fumus del reato', decisione che la Cassazione ha ritenuto non censurabile in quella sede perché basata su una valutazione di merito non palesemente illogica.
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Competenza territoriale: le regole per reati esteri
La Cassazione annulla un'ordinanza di sequestro, stabilendo che la competenza territoriale per un reato associativo iniziato all'estero spetta al giudice dell'ultimo luogo in Italia dove è avvenuta parte dell'azione, e non al giudice di un sequestro occasionale. La decisione riafferma i criteri gerarchici per individuare il giudice naturale del procedimento.
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Sequestro preventivo: convalida tardiva inoppugnabile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo. Il ricorrente sosteneva l'inefficacia della misura per via della convalida tardiva del sequestro d'urgenza da parte del giudice. La Corte ha stabilito che, una volta emesso un autonomo decreto di sequestro da parte del giudice, ogni vizio della fase precedente di convalida diventa irrilevante. L'oggetto del riesame è solo il decreto del giudice, mentre l'ordinanza di convalida in sé è inoppugnabile per il principio di tassatività dei mezzi di impugnazione.
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Sequestro preventivo: si può chiedere la revoca?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4003/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di misure cautelari reali. Anche in presenza di una sentenza di condanna di primo grado che dispone la confisca, l'imputato conserva il diritto di chiedere la revoca del sequestro preventivo sui propri beni. La Corte ha chiarito che il sequestro rimane l'unico titolo giuridico che legittima la privazione del bene fino a quando la sentenza non diventa definitiva. Di conseguenza, i giudici devono esaminare nel merito le istanze di revoca, anche se basate su nuove prove, senza potersi trincerare dietro una presunta preclusione derivante dalla condanna non ancora irrevocabile.
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Incaricato di pubblico servizio: il ruolo del liquidatore
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del liquidatore di una società municipalizzata, accusato di peculato. La sentenza conferma che per definire un soggetto come incaricato di pubblico servizio non basta la natura 'in house' della società, ma è decisiva la funzione pubblica dell'attività svolta. La Corte ha ritenuto legittimo anche il sequestro preventivo, giustificato dal rischio concreto di dispersione del patrimonio dell'indagato.
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Confisca per equivalente: quando il ricorso è nullo
Una persona condannata con patteggiamento per riciclaggio ha impugnato la sentenza contestando la confisca per equivalente di una somma di denaro, sostenendo che una parte di essa era già stata sequestrata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la confisca definitiva assorbe il precedente sequestro preventivo e che eventuali errori di calcolo vanno contestati in fase di esecuzione, non tramite l'impugnazione della sentenza.
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Periculum in mora: sequestro annullato per vizio
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro preventivo finalizzato alla confisca in un caso di frode fiscale. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione riguardo il 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto che i beni potessero essere dispersi. La Corte ha stabilito che una motivazione inesistente non può essere integrata dal Tribunale del riesame, a differenza di una motivazione meramente insufficiente, confermando un principio fondamentale per la validità delle misure cautelari reali.
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Periculum in mora: sequestro nullo senza motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo emessa nell'ambito di un'indagine per frodi fiscali. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione riguardo al 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto che i beni potessero essere dispersi prima della fine del processo. La Corte ha stabilito che il Tribunale del riesame non può integrare una motivazione completamente inesistente, ma solo una insufficiente, confermando così un principio fondamentale per la tutela dei diritti patrimoniali.
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Sequestro preventivo: chi può impugnarlo?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3735/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di tre indagati contro un'ordinanza di sequestro preventivo per abuso edilizio. La Corte chiarisce che l'indagato non proprietario del bene può impugnare il provvedimento solo se ha un interesse concreto alla restituzione, non dimostrato nel caso di specie. Il sequestro preventivo è stato confermato per impedire la prosecuzione dei lavori illeciti.
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Sequestro preventivo motivazione: la Cassazione chiarisce
Un autocarro usato per il trasporto occasionale di rifiuti era stato sequestrato. Il Tribunale del riesame ne ha ordinato la restituzione per assenza di motivazione nel provvedimento di sequestro riguardo al 'periculum'. La Procura ha impugnato la decisione, ma la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. La Suprema Corte ha ribadito che il sequestro preventivo con finalità di confisca richiede sempre una specifica motivazione sul pericolo nel ritardo, a meno che il bene non sia di per sé illecito. Poiché un veicolo non è intrinsecamente illegale, la mancanza di motivazione rendeva il sequestro nullo.
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