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Ratione Temporis — Anno 2024

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690 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ratione Temporis

Provvedimenti

Responsabilità amministratore: dovere di agire
Un consigliere non esecutivo di una banca, sanzionato dall'Autorità di Vigilanza per 90.000 euro a causa di carenze gestionali, ha presentato ricorso in Cassazione. Contestava la natura penale delle sanzioni, la violazione dei diritti procedurali e una sua presunta responsabilità limitata. La Corte ha respinto il ricorso, confermando la natura amministrativa delle sanzioni e sottolineando il principio del "dovere di agire informati". Ha stabilito che anche i consiglieri non esecutivi hanno una responsabilità attiva nel supervisionare, informarsi e intervenire, condividendo la responsabilità collettiva del consiglio di amministrazione.
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Retribuzione globale di fatto: esclusi i rimborsi
In un caso di licenziamento illegittimo di un'assistente di volo, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sul calcolo dell'indennità risarcitoria. La Corte ha chiarito che la nozione di "ultima retribuzione globale di fatto" non include le somme erogate a titolo di rimborso spese, come la diaria per le trasferte. Di conseguenza, queste voci devono essere escluse dal calcolo del risarcimento dovuto al lavoratore reintegrato, poiché non hanno natura retributiva ma meramente indennitaria.
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Società pubblica: no alla conversione del contratto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29781/2024, ha stabilito che la nullità del termine apposto a un contratto di lavoro con una società interamente partecipata da enti pubblici non comporta la sua automatica conversione in un rapporto a tempo indeterminato. Tale principio, valido per le pubbliche amministrazioni, si estende a queste società in quanto soggette all'obbligo di reclutamento del personale tramite procedure concorsuali. La lavoratrice, assunta a termine da una società di servizi pubblici locali, si è vista respingere il ricorso volto a ottenere la stabilizzazione del rapporto, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Responsabilità compliance: vale la funzione, non il contratto
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità compliance di un professionista non dipende dalla natura formale del suo contratto (dipendente o esterno), ma dalla funzione di controllo effettivamente svolta all'interno dell'organizzazione aziendale. Un soggetto che opera in outsourcing, se inserito nella struttura di controllo di un intermediario finanziario, può essere sanzionato dall'Autorità di Vigilanza al pari di un dipendente interno. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva annullato una sanzione basandosi sulla natura esterna del rapporto professionale.
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Inammissibilità ricorso: motivi generici e aspecifici
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso di un imputato condannato per minaccia aggravata. I motivi, relativi alla procedura in assenza e alla particolare tenuità del fatto, sono stati ritenuti generici e aspecifici, non riuscendo a contestare efficacemente la decisione della Corte d'Appello.
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Canone occupazione suolo pubblico: chi paga?
La Corte di Cassazione ha stabilito che una società concessionaria autostradale è tenuta al pagamento del canone occupazione suolo pubblico (COSAP) per un cavalcavia che sovrasta una strada comunale. La Corte ha respinto la tesi della società, secondo cui l'occupazione sarebbe da attribuire allo Stato. È stato chiarito che il soggetto passivo del canone è chi effettivamente occupa e trae beneficio economico dall'opera, ovvero la concessionaria stessa. L'ordinanza conferma anche la legittimità delle sanzioni applicate dal Comune per l'omessa denuncia dell'occupazione.
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Canone Unico Patrimoniale: sì per i cavalcavia
Una società concessionaria autostradale ha contestato il pagamento del Canone Unico Patrimoniale (ex COSAP) per l'occupazione dello spazio aereo sopra strade comunali tramite un cavalcavia. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il soggetto tenuto al pagamento è il concessionario che utilizza effettivamente lo spazio, non lo Stato proprietario dell'opera. La Corte ha inoltre confermato la legittimità delle sanzioni applicate dal Comune per omesso pagamento.
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Prescrizione azione disciplinare: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha annullato una sanzione disciplinare di sospensione di quattro anni a carico di un'avvocata. La decisione si fonda sull'intervenuta prescrizione dell'azione disciplinare, maturata durante il giudizio di legittimità. La sentenza chiarisce il calcolo del termine massimo di prescrizione, fissato in sette anni e mezzo secondo la nuova legge professionale (L. 247/2012), sottolineando che tale termine non può essere superato, neanche in presenza di atti interruttivi.
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Discussione orale: quando è un diritto in appello
Un cliente contesta la gestione di due contratti telefonici con una compagnia. Dopo aver perso in primo e secondo grado, ricorre in Cassazione. La Suprema Corte annulla la sentenza d'appello non per il merito della causa, ma per un vizio di procedura: al cliente era stata negata la discussione orale, da lui ritualmente richiesta. Tale diniego, secondo la Corte, costituisce una violazione del diritto di difesa, rendendo nulla la decisione. La questione centrale è quindi il diritto alla discussione orale come garanzia del contraddittorio.
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Patent box marchi: legittimo il rinnovo fino al 2021
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del rinnovo di un'opzione per il regime del Patent box marchi, anche dopo la modifica normativa che li escludeva. La Corte ha stabilito che la disciplina transitoria permetteva di applicare le vecchie regole, inclusa la rinnovabilità, fino al 30 giugno 2021 per le opzioni esercitate nel 2015 e 2016, disapplicando un decreto ministeriale contrario alla legge primaria.
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Sanzioni antiriciclaggio: il favor rei si applica
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di sanzioni antiriciclaggio a carico di una casa da gioco e del suo responsabile. La Corte ha stabilito che la valutazione del comportamento del cliente deve essere globale e non atomistica, superando i singoli indicatori di anomalia. Ha inoltre accolto il motivo relativo all'applicazione retroattiva della legge più favorevole (principio del favor rei), cassando la sentenza e rinviando alla Corte d'Appello per la rideterminazione della sanzione.
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Esenzione TASI alloggi sociali: la Cassazione chiarisce
Un ente gestore di edilizia pubblica ha impugnato un avviso di accertamento per TASI relativa all'anno 2014, sostenendo il diritto all'esenzione per i propri alloggi sociali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un importante principio di diritto: l'esenzione TASI alloggi sociali non era prevista dalla normativa vigente nel 2014. La Corte ha chiarito che, in quell'anno, il tributo era dovuto anche per gli alloggi sociali in quanto la legge mirava a finanziare i servizi indivisibili a carico di tutti i possessori di immobili, senza estendere le esenzioni valide per l'IMU. L'esenzione è stata introdotta solo dal 1° gennaio 2016.
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Esenzione TASI alloggi sociali: la Cassazione chiarisce
Un ente gestore di edilizia residenziale pubblica ha contestato un avviso di accertamento per il mancato pagamento della TASI relativa all'anno 2015, sostenendo di aver diritto all'esenzione TASI per gli alloggi sociali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un importante principio di diritto: l'esenzione dalla TASI per gli alloggi sociali è entrata in vigore solo il 1° gennaio 2016. Di conseguenza, per l'anno d'imposta 2015, il tributo era dovuto. La decisione chiarisce l'applicazione temporale delle norme fiscali e la non estendibilità automatica delle esenzioni previste per altri tributi come l'IMU.
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Tassazione fondi pensione: la Cassazione chiarisce
Un contribuente ha contestato la tassazione di una prestazione da fondo pensione ricevuta nel 2007. Sosteneva l'applicazione di una norma più favorevole del 2011, ma la Cassazione ha respinto il ricorso. La Corte ha chiarito che per i 'vecchi iscritti' a fondi pensione, le prestazioni maturate prima del 2007 seguono il regime di tassazione fondi pensione vigente all'epoca, escludendo l'applicazione di norme successive più vantaggiose.
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Responsabilità socio società cancellata: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29333/2024, ha confermato la legittimità di un avviso di accertamento notificato al socio unico per debiti fiscali della società, sorti prima della sua cancellazione dal registro delle imprese. La Corte ha stabilito che la responsabilità del socio per i debiti della società cancellata deriva direttamente dall'art. 2495 del Codice Civile e non dipende dalla normativa del 2014, non applicabile al caso. Tale responsabilità si estende a tutti i tributi, non solo all'IRES, nei limiti di quanto percepito dal bilancio di liquidazione.
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Appalti Genio Militare: la normativa applicabile
La Corte di Cassazione chiarisce la normativa applicabile agli appalti del Genio Militare stipulati prima dell'entrata in vigore del d.P.R. 170/2005. In un caso riguardante interessi di mora per ritardati pagamenti, la Corte ha stabilito che prevalgono le disposizioni speciali preesistenti (r.d. 366/1932), che consentivano un termine di 90 giorni, e non la normativa generale successiva. La sentenza d'appello, che aveva applicato termini più brevi, è stata cassata con rinvio.
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Omessa segnalazione: obblighi del professionista
Un commercialista viene sanzionato per un'omessa segnalazione di operazioni sospette relative a transazioni in contanti del 2008. Egli ricorre in Cassazione sostenendo che la legge all'epoca non prevedesse tale obbligo specifico. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che il dovere di segnalazione sussisteva già prima della riforma del 2010, la quale ha solo esplicitato un indicatore di sospetto già insito nei principi generali antiriciclaggio. La sanzione è stata quindi confermata.
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Diritto di recesso: informazione errata lo estende
Un consumatore ha acquistato un impianto fotovoltaico tramite un contratto stipulato fuori dai locali commerciali. La società venditrice ha fornito informazioni errate riguardo il diritto di recesso, indicando un termine più breve e una data di decorrenza sbagliata. La Corte di Cassazione ha stabilito che fornire informazioni inesatte equivale a un'omissione informativa, estendendo il termine per esercitare il recesso a dodici mesi. Di conseguenza, il recesso del consumatore è stato ritenuto tempestivo e legittimo.
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Prescrizione reato: la Cassazione annulla condanna
Una persona, inizialmente assolta per furto, è stata condannata in appello. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna, dichiarando l'estinzione del crimine per prescrizione reato. La sentenza chiarisce che se il termine massimo di prescrizione matura prima della decisione di legittimità, la condanna deve essere annullata, anche in presenza di un ricorso che affronta complesse questioni giuridiche come il calcolo della sospensione per la pandemia.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per omicidio stradale. Il ricorrente aveva lamentato un difetto di motivazione circa l'usura dei pneumatici, ma la Corte ha ribadito che il ricorso patteggiamento è limitato a specifici vizi di legittimità, escludendo la rivalutazione dei fatti.
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