La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di tassazione dividendi esteri discriminatoria. Una società lussemburghese aveva ricevuto dividendi da una società italiana, subendo una ritenuta del 15%. L'Amministrazione finanziaria aveva negato il rimborso, ritenendo non provata la discriminazione rispetto alla tassazione dell'1,65% per le società italiane, né l'effettivo pagamento dell'imposta all'estero. La Cassazione ha accolto il ricorso, affermando che il regime fiscale applicato era discriminatorio e violava la libera circolazione dei capitali. Ha stabilito che la società estera doveva solo essere soggetta a imposta nel proprio paese, senza dover dimostrare l'effettivo pagamento. La sentenza precedente è stata cassata e il caso rinviato per una nuova decisione.
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