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Ratione Temporis — Anno 2019

10 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ratione Temporis

Provvedimenti

Responsabilità amministratore condominio per convocazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza 29878/2019, ha stabilito che un precedente giudizio di annullamento di una delibera assembleare per errata convocazione non determina automaticamente la responsabilità esclusiva dell'amministratore. La Corte ha chiarito che l'assemblea condominiale ha il dovere di verificare la regolarità degli avvisi di convocazione. Un'eventuale omissione di tale controllo può configurare un concorso di colpa del condominio, riducendo o escludendo la responsabilità dell'amministratore. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Permesso di soggiorno tardivo: reato non si cancella
Un cittadino straniero, condannato per non aver ottemperato a un ordine di espulsione, ha impugnato la sentenza sostenendo che il successivo matrimonio con un cittadino italiano e l'ottenimento di un permesso di soggiorno tardivo giustificassero la sua permanenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la regolarizzazione successiva non cancella il reato già commesso nel periodo di soggiorno irregolare.
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Lavoro a progetto: i requisiti e l’onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9481/2019, ha chiarito la distinzione fondamentale nell'ambito del lavoro a progetto: se il progetto manca o è generico, il rapporto si converte automaticamente in subordinato a tempo indeterminato. Se invece il progetto è specifico e formalmente valido, spetta al lavoratore dimostrare con prove concrete che, nei fatti, il rapporto si è svolto con le caratteristiche della subordinazione. La Corte ha rigettato il ricorso di una lavoratrice del settore scommesse, confermando la decisione di merito che aveva ritenuto i progetti specifici e non provata la subordinazione di fatto.
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Contratto a progetto: quando la conversione è automatica
Un lavoratore assunto con un contratto a progetto come "venditore all'ingrosso" ha ottenuto la conversione del rapporto in lavoro subordinato a tempo indeterminato. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9483/2019, ha stabilito che la mancanza di uno specifico progetto nel contratto determina la sua conversione automatica (ope legis). Questa sanzione opera come una presunzione assoluta, rendendo irrilevante l'eventuale autonomia del lavoratore nello svolgimento delle sue mansioni.
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Giudicato esterno: limiti e oneri della prova
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso basato su un presunto giudicato esterno. La sentenza chiarisce che per invocare efficacemente una precedente decisione, non è sufficiente citarne il solo dispositivo, ma è necessario produrre il testo integrale, inclusa la motivazione. La Corte sottolinea inoltre i rigorosi oneri di specificazione e allegazione richiesti per il ricorso, la cui violazione comporta l'inammissibilità.
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Tempestività riassunzione: il termine nel giudizio tributario
Il caso riguarda la tempestività della riassunzione di un giudizio tributario dopo la cassazione con rinvio. La Corte ha cassato la decisione precedente che aveva dichiarato inammissibile il ricorso, affermando che il termine applicabile è quello annuale previsto dalla normativa tributaria specifica (D.Lgs. n. 546/1992), e non quello trimestrale di procedura civile. Questa applicazione rende la riassunzione dei ricorrenti tempestiva, sottolineando l'importanza della norma speciale.
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Contratto a termine acausale: legittimo per i postali
Un lavoratore ha impugnato un contratto a termine acausale stipulato con un'azienda di servizi postali, contestandone la validità e l'errato calcolo del limite di assunzioni del 15%. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando la legittimità del contratto a termine acausale per questo specifico settore, in virtù di una scelta precisa del legislatore. Inoltre, ha chiarito che il limite percentuale del 15% va calcolato sull'intero organico aziendale e non solo su una parte di esso.
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Ingiunzione fiscale concessionario: legittima la notifica
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8039/2019, ha stabilito che un'ingiunzione fiscale emessa da un concessionario privato per la riscossione di multe stradali per conto di un Comune è legittima. Il caso riguardava un cittadino che contestava il potere della società di riscossione di emettere tale atto nel 2011. La Corte ha chiarito che, nonostante la complessità e l'evoluzione delle norme, la legislazione in vigore all'epoca dei fatti (ratione temporis) consentiva ai concessionari di utilizzare lo strumento dell'ingiunzione fiscale, respingendo così il ricorso del cittadino.
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Compensazione spese legali: no se per contumacia
La Corte di Cassazione ha stabilito che la compensazione delle spese legali non può essere disposta unicamente sulla base della contumacia della parte soccombente. Un contribuente aveva vinto la sua causa contro l'agente della riscossione, ma i giudici di merito avevano compensato le spese. La Suprema Corte ha annullato tale decisione, affermando che la contumacia non costituisce una di quelle 'gravi ed eccezionali ragioni' richieste dalla legge per derogare al principio secondo cui il perdente paga le spese.
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Elusione fiscale e operazioni societarie: la Cassazione
Con la sentenza n. 34750 del 31/12/2019, la Cassazione Civile, Sez. V, ha chiarito importanti principi in materia di elusione fiscale. Il caso riguardava una complessa operazione societaria (fusione e conferimento d'azienda) che, secondo l'Agenzia delle Entrate, era priva di valide ragioni economiche e finalizzata a ottenere vantaggi fiscali indebiti. La Corte ha confermato la natura elusiva dell'operazione, negando la deducibilità di ammortamenti derivanti dalla rivalutazione di un marchio e chiarendo che, in caso di conferimento, solo la società ricevente può dedurre gli ammortamenti per l'intero anno.
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