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Ratione Temporis — Anno 2024

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690 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ratione Temporis

Provvedimenti

Incentivi funzioni tecniche: quando spetta il compenso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23849/2024, ha stabilito che gli incentivi per funzioni tecniche non spettano per attività di manutenzione ordinaria, anche se complesse e di valore elevato. Il caso riguardava alcuni dipendenti di un ente pubblico che richiedevano il compenso per attività di progettazione e direzione lavori. La Corte ha chiarito che il presupposto per il riconoscimento degli incentivi è lo svolgimento di "lavori" che comportino una modifica sostanziale della realtà fisica preesistente (il cosiddetto "quid novi"), e non la mera esecuzione di servizi manutentivi, anche se appaltati tramite evidenza pubblica.
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Rescissione del giudicato: il disinteresse non paga
La Cassazione ha negato la rescissione del giudicato a un imputato condannato in assenza, ritenendo che il suo disinteresse verso il processo, dopo aver nominato un legale e eletto domicilio, equivale a una scelta volontaria di non partecipare, escludendo la 'mancata conoscenza incolpevole'.
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Onere della prova prelievi fraudolenti: la Cassazione
Una correntista subiva prelievi fraudolenti e citava in giudizio la propria banca. I tribunali di merito respingevano la sua richiesta, ma la Corte di Cassazione ha annullato la decisione. Con l'ordinanza n. 23683/2024, la Suprema Corte ha ribadito un principio fondamentale: in caso di prelievi non autorizzati, l'onere della prova spetta alla banca, che deve dimostrare la colpa grave del cliente per essere esonerata da responsabilità.
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Deposito copia appello: la Cassazione e i termini
Un contribuente ha visto il proprio appello dichiarato inammissibile perché una copia dell'atto non è stata depositata presso il giudice di primo grado entro 30 giorni, come richiesto dalla legge applicabile all'epoca. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il termine per il deposito copia appello era perentorio e la sua violazione non era scusabile. La Corte ha sottolineato che le modifiche legislative si applicano solo per il futuro, in base al principio 'tempus regit actum'.
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Lavoro straordinario sanità: pagamento anche senza ok
Un operatore sanitario ha svolto ore di lavoro extra per un servizio di dialisi estiva. L'azienda sanitaria ha negato il pagamento sostenendo la mancanza dei requisiti formali per le 'prestazioni aggiuntive'. La Corte di Cassazione ha stabilito che, anche in assenza di tali requisiti, le ore prestate con il consenso del datore di lavoro costituiscono lavoro straordinario e devono essere retribuite, proteggendo il diritto del lavoratore alla giusta retribuzione.
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Contraddittorio preventivo: non serve per il 2008
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23593/2024, ha stabilito che per gli accertamenti sintetici basati sul 'vecchio' redditometro e relativi all'anno d'imposta 2008, non è richiesto il contraddittorio preventivo a pena di nullità. La Corte ha chiarito che tale obbligo è stato introdotto solo a partire dal periodo d'imposta 2009. Di conseguenza, è stata annullata la decisione di merito che aveva invalidato l'atto impositivo per ragioni procedurali, rinviando il caso per l'esame del merito.
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Fondo di Garanzia INPS: vale la conciliazione
Una lavoratrice si è vista negare il pagamento dell'ultima mensilità dal Fondo di Garanzia INPS perché la sua azione giudiziaria era successiva al termine di 12 mesi. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo un principio fondamentale: il periodo di dodici mesi, entro cui devono rientrare i crediti del lavoratore, si calcola a ritroso dalla data del tentativo obbligatorio di conciliazione e non dall'avvio della causa. Questa decisione protegge i diritti del lavoratore, evitando che i tempi di una procedura obbligatoria possano pregiudicare il suo accesso alle tutele.
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Fondo Garanzia TFR: no pagamento se il lavoro continua
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Fondo Garanzia TFR non interviene per pagare il trattamento di fine rapporto maturato con un'azienda cedente, se quest'ultima diventa insolvente ma il rapporto di lavoro del dipendente prosegue senza interruzioni con la nuova società acquirente. Il diritto al TFR, e la conseguente tutela del Fondo, scattano solo al momento della cessazione definitiva del rapporto di lavoro, e l'obbligato principale è il datore di lavoro in quel momento.
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Iscrizione ONLUS enti religiosi: no al regolamento
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'Agenzia delle Entrate non può negare l'iscrizione ONLUS a enti religiosi per la mancata adozione di un regolamento interno se tale obbligo deriva solo da una circolare ministeriale e non dalla legge. Le circolari, non essendo fonti di diritto, non possono imporre adempimenti aggiuntivi ai contribuenti. La decisione sottolinea il principio di legalità e la gerarchia delle fonti nel diritto tributario, confermando che i requisiti per l'iscrizione ONLUS enti religiosi sono solo quelli tassativamente previsti dalla normativa primaria.
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Sanzioni amministrazione straordinaria: Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla legittimità delle sanzioni tributarie per debiti IVA di una società in amministrazione straordinaria. Con ordinanza, ha stabilito un principio dirimente: le sanzioni sono dovute solo se la scadenza del versamento era anteriore all'apertura della procedura concorsuale. Per le scadenze successive, l'impossibilità giuridica di pagare, dovuta al rispetto della par condicio creditorum, esclude la colpevolezza e quindi l'applicabilità della sanzione. Il ricorso della società è stato parzialmente accolto su questo punto.
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Spalmatura a ritroso: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23476/2024, ha stabilito che, ai fini dell'accertamento sintetico del reddito (redditometro), è legittimo utilizzare il metodo della "spalmatura a ritroso". Questo principio consente di presumere un maggior reddito per un determinato anno d'imposta basandosi su una spesa per un incremento patrimoniale (come l'acquisto di un'auto) effettuata in un anno successivo. La Corte ha chiarito che la spesa si presume sostenuta, salvo prova contraria del contribuente, con redditi conseguiti nell'anno dell'acquisto e nei quattro anni precedenti. La sentenza di merito, che aveva escluso tale possibilità, è stata cassata con rinvio.
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Accertamento sintetico e auto a rate: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23475/2024, ha stabilito che la prova di aver acquistato un bene con un finanziamento non annulla automaticamente un accertamento sintetico. Tale prova serve solo a giustificare la spesa per l'importo finanziato, ma l'avviso di accertamento resta valido se basato su altri indici di capacità contributiva non giustificati dal contribuente. Il caso riguardava un avviso emesso per una sproporzione tra reddito dichiarato e spese sostenute, tra cui l'acquisto di un'autovettura.
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Termine lungo appello: la data di inizio del giudizio
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione di inammissibilità per tardività, ribadendo che il termine lungo appello è di un anno, e non di sei mesi, per tutti i giudizi iniziati prima del 4 luglio 2009. La Corte ha chiarito che il momento determinante è il deposito del ricorso di primo grado, rendendo tempestivo un appello considerato erroneamente tardivo dalla corte di merito.
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Normativa antiriciclaggio: licenziamento legittimo
Un operatore di sportello bancario è stato licenziato per aver violato la normativa antiriciclaggio, aprendo rapporti per clienti mai incontrati di persona. I tribunali di merito avevano ritenuto il licenziamento sproporzionato. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la violazione di un obbligo così specifico, vigente all'epoca dei fatti, lede irrimediabilmente la fiducia e giustifica il licenziamento per giusta causa, indipendentemente dal dolo specifico o dal danno effettivo.
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Esenzione IVA trasporto turistico: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 23432/2024, ha stabilito che l'esenzione IVA per il trasporto di persone si applica anche ai servizi con finalità turistico-ricreative. La decisione si fonda su una norma di interpretazione autentica retroattiva, a condizione che la prestazione consista esclusivamente nel trasporto e non includa servizi aggiuntivi significativi. Il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, che sosteneva l'imponibilità di tali servizi, è stato quindi rigettato, consolidando un importante principio a favore degli operatori del settore.
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Calcolo pensione salvaguardati: no al retributivo
Una lavoratrice, beneficiaria delle norme di 'salvaguardia', ha richiesto il ricalcolo della sua pensione interamente con il più favorevole sistema retributivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale sul calcolo pensione salvaguardati: le deroghe previste dalla legge riguardano esclusivamente i requisiti di accesso e la decorrenza della pensione, ma non il metodo di calcolo. Pertanto, anche per i 'salvaguardati', la quota di pensione maturata dopo il 1° gennaio 2012 deve essere calcolata con il sistema contributivo, come previsto dalla riforma Fornero.
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Deducibilità costi sponsorizzazione: la prova spetta a te
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23403/2024, ha stabilito che la presunzione legale sulla deducibilità dei costi di sponsorizzazione a favore di associazioni sportive dilettantistiche non esonera il contribuente dall'onere di provare l'effettiva esistenza della prestazione. Anche in presenza di un'assoluzione in sede penale, il giudice tributario può ritenere indeducibili i costi se l'Amministrazione Finanziaria fornisce elementi presuntivi sulla loro inesistenza e il contribuente non offre una prova contraria adeguata.
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Redditometro: Motivazione della sentenza è obbligatoria
La Cassazione ha annullato una sentenza d'appello relativa a un accertamento basato sul redditometro. La decisione è stata cassata per totale mancanza di motivazione, poiché i giudici non hanno spiegato come hanno determinato il nuovo reddito né valutato le prove fornite dalla contribuente. L'analisi del redditometro richiede un'argomentazione chiara e completa.
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Raddoppio dei termini: la guida della Cassazione
La Cassazione analizza il raddoppio dei termini per l'accertamento. Se l'atto è notificato prima del 2 settembre 2015, è sufficiente la mera configurabilità del reato tributario, a prescindere dall'esito del procedimento penale, per legittimare un termine più lungo. Escluso per l'IRAP.
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Appalto fittizio: obblighi fiscali dell’utilizzatore
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22233/2024, ha stabilito un principio cruciale in materia di appalto fittizio. Se un contratto di appalto di servizi maschera una somministrazione illecita di manodopera, l'azienda utilizzatrice è considerata l'effettivo datore di lavoro. Di conseguenza, essa è tenuta a versare le ritenute fiscali per i lavoratori, indipendentemente da un'azione legale da parte di questi ultimi. Inoltre, i costi fatturati e l'IVA relativa a tale contratto non sono deducibili né detraibili, poiché l'operazione è considerata inesistente.
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