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Giurisdizione

1382 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il potere attribuito dalla legge a un determinato giudice di decidere una specifica controversia.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

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Provvedimenti

Giurisdizione finanziamento pubblico: quando il Comune vince contro la Regione
Un Comune aveva ricevuto un finanziamento pubblico da una Regione per la costruzione di una scuola, erogando poi la somma a una Fondazione. La Regione ha successivamente revocato il finanziamento, sostenendo un inadempimento del Comune e chiedendo la restituzione. Il Comune ha contestato la revoca. I giudici di primo e secondo grado hanno dichiarato la mancanza di giurisdizione del giudice ordinario, ritenendo la controversia di competenza del giudice amministrativo. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che la questione rientra nella giurisdizione del giudice ordinario. La Corte ha chiarito che la controversia riguardava un presunto inadempimento del beneficiario dopo la concessione del finanziamento, non la legittimità dell'atto amministrativo iniziale. Questo distingue la natura della disputa, spostando la competenza al giudice ordinario per la Giurisdizione finanziamento pubblico.
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Graduatorie ad Esaurimento: Diploma Magistrale e Inserimento Conteso
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una docente con diploma magistrale conseguito entro il 2001/2002. La docente chiedeva l'inserimento nelle **graduatorie ad esaurimento** (GAE) per il triennio 2014/2017, ma non aveva presentato domanda tempestivamente nel 2007/2008. I giudici di merito avevano respinto le sue richieste, sostenendo che il diploma non era sufficiente per l'inserimento senza un'abilitazione specifica e che le GAE erano liste chiuse. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il motivo di ricorso sulla giurisdizione e ha rimesso gli altri motivi, relativi al merito della controversia sull'abilitazione e l'inserimento nelle **graduatorie ad esaurimento**, alla Sezione Lavoro per una decisione più approfondita.
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L’Orchestrale vince: la Natura del Rapporto di Lavoro negli Enti Culturali
Un Orchestrale ha contestato la legittimità dei suoi contratti di lavoro a termine, a progetto e autonomo con una Fondazione, chiedendo il riconoscimento di un rapporto a tempo indeterminato. La Corte d'Appello aveva respinto le sue richieste, ritenendo che la Fondazione fosse un ente pubblico fino al 1998 e che i contratti successivi fossero validi, data la natura delle prestazioni. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Orchestrale. Ha stabilito che la Corte d'Appello ha sbagliato nel determinare la natura del rapporto di lavoro (pubblico o privato) della Fondazione, un ente culturale. La Cassazione ha chiarito che la normativa applicabile agli enti lirici e alle istituzioni concertistiche assimilate è diversa da quella dei teatri di tradizione e delle istituzioni concertistico-orchestrali. La causa tornerà alla Corte d'Appello per una nuova valutazione, basata sui criteri corretti, per definire la vera natura del rapporto di lavoro.
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Regolamento preventivo di giurisdizione: inammissibile nelle urgenze
Una docente è stata esclusa da una graduatoria scolastica per supplenze a causa di un presunto errore nel riconoscimento dei crediti formativi. Ha avviato un ricorso d'urgenza per essere inserita. Il Tribunale ha poi dichiarato la mancanza di giurisdizione del giudice ordinario, indicando il giudice amministrativo. La docente ha quindi presentato un "Regolamento preventivo di giurisdizione" alla Corte di Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che non si può chiedere il "Regolamento preventivo di giurisdizione" in un procedimento cautelare urgente avviato prima della causa principale, poiché tali provvedimenti sono provvisori e non definitivi.
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Recesso Contratto Pubblico: Comune vince su appalto mense scolastiche
Un Comune aveva affidato tramite appalto la fornitura di generi alimentari per le mense scolastiche. Successivamente, ha esercitato il recesso contratto pubblico, motivando la decisione con l'inadeguatezza delle cucine e la modifica del servizio. L'azienda appaltatrice ha contestato questa risoluzione, chiedendo risarcimento e reintegrazione, sostenendo l'illegittimità del recesso e un presunto sviamento di potere. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune. Ha stabilito che il recesso era legittimo, poiché le condizioni contrattuali che lo permettevano si erano verificate. La Cassazione ha chiarito che l'azione del Comune rientrava nel diritto privato e non richiedeva una motivazione di tipo pubblicistico. La sentenza d'appello che aveva condannato il Comune è stata cassata e la causa rinviata.
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Prescrizione Crediti Tributari: Opposizione respinta, la Cassazione chiarisce
Un Contribuente si opponeva all'intervento dell'Agente della Riscossione in una procedura esecutiva immobiliare, contestando l'omessa notifica delle cartelle e la `prescrizione dei crediti tributari`. I giudici di merito avevano rigettato l'opposizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Contribuente. La Corte ha chiarito che la giurisdizione tributaria decide sui fatti relativi alla pretesa tributaria fino alla notifica della cartella o all'atto esecutivo. La giurisdizione ordinaria decide sulla legittimità formale dell'atto esecutivo o su fatti successivi alla notifica. Il Contribuente non ha dimostrato di aver sollevato correttamente la questione della `prescrizione crediti tributari` successiva alla notifica, rendendo il ricorso inammissibile e infondato.
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Retribuzione di risultato: il giudice non può sostituirsi all’Amministrazione
Un Dirigente pubblico ha chiesto all'Amministrazione la sua Retribuzione di risultato. I giudici di merito hanno riconosciuto il suo diritto al compenso, ritenendo illegittima la valutazione dell'Amministrazione che non aveva seguito le regole previste. L'Amministrazione ha contestato questa decisione, sostenendo che il giudice non poteva sostituirsi alla sua valutazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Amministrazione. Ha stabilito che il giudice può verificare se l'Amministrazione ha rispettato le procedure, ma non può sostituirsi ad essa per valutare direttamente la performance del Dirigente e assegnare la Retribuzione di risultato. La sentenza è stata annullata e la causa rinviata alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Giurisdizione sulla domanda di manleva e risarcimento acqua
Un cittadino agisce contro il gestore del servizio idrico per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dall'erogazione di acqua non potabile contenente arsenico oltre i limiti di legge. Il gestore chiama in causa l'ente regionale per essere sollevato dalle responsabilità risarcitorie. Il giudice di primo grado riconosce il danno al cittadino ma nega il rimborso al gestore. In appello, il tribunale dichiara il difetto di giurisdizione sulla chiamata in causa dell'ente pubblico, attribuendo la competenza al giudice amministrativo. La Corte di Cassazione ribalta la decisione e chiarisce la giurisdizione sulla domanda di manleva. I giudici stabiliscono che la richiesta di garanzia azionata dal gestore appartiene al giudice ordinario, poiché rappresenta il diretto riflesso della causa principale di risarcimento promossa dall'utente. La sentenza viene quindi annullata con rinvio al tribunale per la decisione nel merito.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile se non riguarda la giurisdizione
Un Costruttore ha contestato un contributo di costruzione imposto da un Ente Locale. Dopo vari gradi di giudizio amministrativo, che hanno respinto le sue richieste e dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione, il Costruttore ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che i **Limiti del ricorso in Cassazione** contro sentenze amministrative sono stretti: si possono sollevare solo questioni di giurisdizione, non errori di procedura o di giudizio. Il Costruttore ha perso e dovrà pagare un ulteriore contributo unificato.
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Giurisdizione controversie sanitarie: chi decide sui pagamenti extra?
Una Struttura Sanitaria Privata chiedeva all'Azienda Sanitaria Locale (ASL) il pagamento di prestazioni ospedaliere eccedenti i "tetti di spesa" stabiliti. Il Tribunale e la Corte d'Appello avevano negato la competenza del giudice ordinario, ritenendo la questione di giurisdizione controversie sanitarie spettasse al giudice amministrativo, poiché implicava la valutazione di atti della Pubblica Amministrazione. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che se la controversia riguarda l'adempimento di un'obbligazione di pagamento per servizi già resi, la giurisdizione è del giudice ordinario. Questo vale anche se i servizi superano i tetti di spesa, purché non si contesti la legittimità degli atti amministrativi che hanno fissato tali limiti. La causa è stata rinviata al Tribunale di Foggia.
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Occupazione Illegittima del Fondo: Giudice Ordinario per Danni e Illeciti
Una proprietaria ha citato in giudizio un Comune per la rimozione di opere illegittime e il risarcimento danni, a seguito dell'esecuzione di un'opera pubblica (un collettore fognario) sul suo fondo. Il Comune aveva occupato temporaneamente il terreno, ma poi aveva spostato il collettore su un'area diversa e più estesa, lasciando una parte del fondo occupata senza titolo e causando danni per la 'cattiva esecuzione' dell'opera. La Corte di Cassazione ha stabilito che la controversia rientra nella giurisdizione del giudice ordinario, poiché l'occupazione illegittima del fondo e i danni da cattiva esecuzione costituiscono illeciti di fatto, non scelte amministrative. La sentenza del Tribunale di Avellino è stata cassata.
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Acqua non potabile: Cassazione chiarisce giurisdizione e limiti risarcimento
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Gestore Idrico citato in giudizio per l'erogazione di acqua non potabile, contenente arsenico, e la richiesta di risarcimento acqua non potabile e riduzione tariffaria da parte degli Utenti. La Suprema Corte ha stabilito che la giurisdizione per la domanda di risarcimento danni da parte degli Utenti contro il Gestore è del giudice ordinario, trattandosi di inadempimento contrattuale. Ha inoltre chiarito che la domanda di manleva del Gestore verso la Regione Lazio rientra anch'essa nella giurisdizione ordinaria. Infine, ha censurato la sentenza di appello per aver superato i limiti della domanda iniziale degli Utenti (ultrapetizione), rinviando la causa al Tribunale per una nuova decisione.
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Giurisdizione internazionale: Impianto difettoso, clausola contesa
Un'Azienda ha citato in giudizio un Fornitore per l'inadempimento di un contratto di fornitura di un impianto industriale difettoso, chiedendo il risarcimento dei danni. Il Fornitore ha eccepito il difetto di giurisdizione internazionale, sostenendo che la causa dovesse essere decisa da un giudice francese, in base a una clausola di proroga della giurisdizione. I giudici di merito hanno ritenuto competente il giudice italiano e condannato il Fornitore. La Corte di Cassazione, tuttavia, ha sollevato dubbi sulla corretta qualificazione del contratto (vendita internazionale o appalto) e sulla validità della clausola di proroga della giurisdizione, nonché sulla legge applicabile. Per la complessità e l'importanza della questione, la Corte ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l'assegnazione alle Sezioni Unite Civili, che dovranno stabilire la corretta giurisdizione internazionale e la legge da applicare al caso.
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Comune vs Azienda: Giurisdizione Ordinaria per Accordi PA-Privati
Il Comune ha chiesto il pagamento all'Azienda per lo smaltimento di rifiuti in discarica, basandosi su un accordo. L'Azienda ha contestato il decreto ingiuntivo, sollevando una questione di giurisdizione. La Corte di Cassazione ha stabilito che le controversie relative a crediti puramente patrimoniali, derivanti da accordi tra Pubblica Amministrazione e privati, rientrano nella giurisdizione ordinaria. Questo vale anche se l'accordo è legato a provvedimenti amministrativi, purché l'Amministrazione non agisca con potere autoritativo. La decisione chiarisce i limiti della giurisdizione su accordi PA-privati, assegnando la competenza al giudice ordinario per le pretese economiche.
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Contributi per l’editoria: decide il giudice civile o TAR?
Un'azienda editrice ha richiesto l'ammissione ai contributi per l'editoria previsti dalla legge per l'anno 2019. La Pubblica Amministrazione ha respinto l'istanza a causa della presentazione tardiva rispetto ai termini fissati da un regolamento ministeriale. L'impresa ha adito il giudice civile chiedendo la condanna dell'Amministrazione al pagamento delle somme spettanti e la disapplicazione del decreto ministeriale ostativo. Il tribunale di merito ha espresso dubbi sulla propria competenza, ipotizzando la giurisdizione del giudice amministrativo. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno stabilito che l'erogazione dei contributi per l'editoria avvenga in assenza di potere discrezionale della Pubblica Amministrazione. Di conseguenza, la posizione dell'azienda costituisce un diritto soggettivo pieno e la competenza spetta al giudice ordinario.
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Revoca AUA e Limiti Giurisdizione: Azienda vs. Stato in Cassazione
Un'Azienda ha contestato la revoca della sua Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) da parte di un'Amministrazione Pubblica, a seguito di un'informativa antimafia. L'Azienda ha sostenuto che il Consiglio di Stato avesse interpretato erroneamente la legge antimafia e non avesse sollevato una questione pregiudiziale alla Corte di Giustizia Europea, configurando un difetto di giurisdizione. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ribadito che il suo sindacato (controllo) sui motivi inerenti alla giurisdizione è limitato ai casi di difetto assoluto o relativo di giurisdizione. Non include il riesame dell'interpretazione delle norme di diritto interno o europeo da parte del giudice amministrativo, chiarendo i **limiti giurisdizione Corte di Cassazione**.
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Informativa Antimafia: Regolamento di Giurisdizione Inammissibile
Una società di intermediazione ortofrutticola è stata esclusa dal mercato a seguito di un'informativa interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura. L'azienda ha impugnato l'atto davanti al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR). Successivamente, la stessa società ha proposto un regolamento preventivo di giurisdizione alla Corte di Cassazione, chiedendo che la controversia fosse decisa dal giudice ordinario. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, affermando che non c'era un ragionevole dubbio sulla giurisdizione amministrativa, già peraltro confermata in un precedente giudizio sulla medesima informativa antimafia. Non si può cambiare idea sulla giurisdizione senza una valida ragione.
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Rinnovo Tacito Contratti Pubblici: Validità Contesa in Cassazione
Un'Azienda Pubblica, partecipata da numerosi Comuni, non ha disdetto alcune polizze assicurative. L'Assicuratore ha richiesto il pagamento dei premi per il rinnovo tacito dei contratti. L'Azienda Pubblica ha contestato, sostenendo che il rinnovo tacito dei contratti pubblici è vietato per legge e quindi nullo, specialmente per le società in house. I primi due gradi di giudizio hanno dato ragione all'Assicuratore. La Corte di Cassazione ha però rimesso la questione alle Sezioni Unite. La Corte deve decidere sulla giurisdizione e sulla effettiva nullità rinnovo tacito contratti pubblici per le entità che operano come l'Azienda Pubblica.
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Distanze tra costruzioni: risarcimento anche senza demolire
Un proprietario realizza una sopraelevazione del proprio immobile. La vicina di casa agisce in giudizio contestando l'inottemperanza alle distanze tra costruzioni e alle norme urbanistiche locali, richiedendo l'abbattimento dell'opera e il risarcimento per la perdita di aria e luce. La Corte di Cassazione stabilisce che il giudice ordinario ha sempre il potere di valutare la domanda risarcitoria avanzata dal privato nei confronti del confinante. Se la sopraelevazione viola le regole sulle distanze dal confine, il vicino può ottenere la demolizione. Qualora invece la costruzione rispetti i distacchi ma violi regolamenti comunali sulle altezze o volumetrie, la tutela si limita al risarcimento del danno economico, che va dimostrato concretamente. L'erede della vicina ottiene la cassazione della sentenza sfavorevole e il rinvio della causa per l'esame del danno.
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Vittime del dovere: sparo accidentale e diritto ai benefici
Un aviere di leva, mentre eseguiva lavori di manutenzione del verde vicino alla recinzione di una caserma, è rimasto ferito da una raffica di proiettili partita accidentalmente dall'arma di una sentinella. La Corte d'Appello ha inizialmente negato i benefici previsti per le Vittime del dovere, qualificando il fatto come un semplice incidente privo di speciali condizioni di rischio. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del militare, stabilendo che le particolari condizioni ambientali od operative includono anche imprevisti, errori altrui o anomalie che espongono il dipendente a rischi superiori rispetto alle mansioni ordinarie. La causa è stata quindi rinviata ad altra Corte per un nuovo giudizio.
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