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Giurisdizione — Anno 2023

432 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Giurisdizione

Provvedimenti

Revoca finanziamento pubblico: decide il giudice ordinario
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno risolto un conflitto di giurisdizione stabilendo che spetta al giudice ordinario decidere sulla revoca del finanziamento pubblico se questa è motivata dall'inadempimento del beneficiario. Nel caso specifico, l'Amministrazione aveva revocato le agevolazioni a un'impresa individuale a seguito di accertamenti della Guardia di Finanza che avevano rilevato l'uso di fatture false per simulare acquisti di beni. Poiché la revoca non derivava da una valutazione discrezionale o da vizi originari dell'atto, ma da violazioni commesse nella fase esecutiva del rapporto, la posizione del privato è di diritto soggettivo. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato la decisione del Tribunale di Napoli che si era dichiarato incompetente, rimettendo la causa davanti allo stesso giudice ordinario.
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Contratto a progetto: il nuovo ente deve assumere la dipendente
Una lavoratrice ha impugnato diversi contratti a progetto stipulati con un consorzio di bonifica, poi soppresso e posto in liquidazione. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno accertato l'illegittimità del contratto a progetto, convertendolo in rapporto subordinato a tempo indeterminato, e hanno ordinato la riammissione in servizio presso il nuovo consorzio subentrante. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del nuovo consorzio. I giudici hanno confermato che i consorzi di bonifica sono enti pubblici economici soggetti al diritto privato e che il trasferimento delle funzioni comporta l'applicazione dell'articolo 2112 c.c. sul trasferimento d'azienda. Di conseguenza, il nuovo ente deve riassumere la lavoratrice, poiché l'attività originaria consisteva in mansioni generiche prive di un reale progetto autonomo.
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Imponibilità IVA prestazioni veterinarie: l’ente pubblico paga
Un veterinario libero professionista ha svolto attività di profilassi per un'Azienda Sanitaria in regime di convenzione. Inizialmente le fatture sono state emesse senza imposta. Successivamente, l'Agenzia delle Entrate ha accertato l'obbligo di versamento. Il professionista ha quindi richiesto il rimborso della tassa all'ente pubblico tramite rivalsa. L'Azienda Sanitaria si è opposta, sostenendo l'esenzione dell'attività. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente pubblico, stabilendo che l'esenzione si applica solo alle prestazioni mediche rivolte alla persona. Di conseguenza, è stata confermata l'imponibilità IVA prestazioni veterinarie svolte da professionisti esterni, anche se convenzionati, in quanto soggetti passivi d'imposta che agiscono in regime privatistico.
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Mandato di arresto europeo: consegna rinviata per i processi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro la decisione di consegnarlo alla Francia in esecuzione di un Mandato di arresto europeo per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. La Corte d'Appello aveva disposto il rinvio della consegna fino alla conclusione dei procedimenti penali pendenti in Italia per il reato di associazione per delinquere. Il ricorrente contestava tale decisione chiedendo il rifiuto della consegna. La Cassazione ha chiarito che il rinvio della consegna è una scelta discrezionale dei giudici italiani, volta a garantire il corso della giustizia nazionale per reati diversi da quelli esteri. Di conseguenza, lo straniero non può opporsi a tale rinvio se non dimostra uno specifico interesse concreto. La consegna avverrà quindi solo dopo la definizione dei processi italiani.
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Risoluzione della convenzione pubblica: scontro da milioni
Una Pubblica Amministrazione ha impugnato la decisione che dichiarava la risoluzione della convenzione pubblica stipulata con una società privata per la riqualificazione di un'area comunale tramite project financing. La Corte d'Appello aveva confermato il grave inadempimento dell'ente pubblico, condannandolo a pagare oltre due milioni di euro di indennizzo. Il Comune ha proposto ricorso in Cassazione contestando, tra le altre cose, la giurisdizione del giudice ordinario a favore di quello amministrativo. Trattandosi di una complessa questione di giurisdizione, la Prima Sezione Civile ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l'eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, sospendendo la decisione definitiva.
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Annullamento in autotutela: niente risarcimento per dati falsi
L'Università ha disposto l'annullamento in autotutela dell'aggiudicazione di un appalto di servizi a un Imprenditore, dopo aver scoperto che quest'ultimo aveva presentato una certificazione contraffatta sui requisiti di partecipazione. L'Imprenditore ha chiesto il risarcimento dei danni per la perdita del contratto, ma i giudici amministrativi hanno respinto la domanda a causa della legittimità del provvedimento e della mancata attivazione del ricorrente per evitare il danno. L'Imprenditore ha quindi proposto ricorso dinanzi alle Sezioni Unite della Cassazione, lamentando un eccesso di potere giurisdizionale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che le contestazioni riguardavano la correttezza della decisione (limiti interni) e non il superamento dei confini della giurisdizione (limiti esterni). Di conseguenza, l'Imprenditore ha perso la causa ed è stato condannato al pagamento delle spese legali.
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Stabilizzazione dei precari: l’infermiera batte l’azienda
Una lavoratrice, impiegata come infermiera con vari contratti a termine presso un'azienda sanitaria, ha richiesto la stabilizzazione dei precari per ottenere un contratto a tempo indeterminato. L'azienda sanitaria si è opposta, sostenendo che la competenza spettasse al giudice amministrativo e che non vi fosse un obbligo di assunzione a causa del blocco delle assunzioni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'azienda. I giudici hanno stabilito che le controversie sulla stabilizzazione dei precari spettano al giudice ordinario e non a quello amministrativo, poiché non si tratta di un concorso pubblico vero e proprio. Di conseguenza, l'azienda è stata condannata a confermare l'assunzione e a pagare le spese legali.
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Giudicato interno: il cittadino vince contro l’errore del giudice
Un cittadino straniero ha chiesto la restituzione delle somme pagate in eccedenza per il rilascio del permesso di soggiorno. Il Giudice di Pace ha accolto la domanda, respingendo l'eccezione di difetto di giurisdizione sollevata dall'Amministrazione. Quest'ultima ha impugnato la decisione solo sul merito, senza contestare la giurisdizione. Il Tribunale, in sede di appello, ha invece dichiarato d'ufficio il difetto di giurisdizione a favore del giudice tributario. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno accolto il ricorso del cittadino, stabilendo che sulla giurisdizione si era ormai formato il giudicato interno. Di conseguenza, il giudice d'appello non poteva più sollevare la questione d'ufficio. La causa è stata rinviata al Tribunale per l'esame del merito.
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Sede italiana di società estera: filiale senza autonomia
Una compagnia assicurativa straniera ha promosso un giudizio contro la sede italiana di una società di servizi estera, sostenendo che quest'ultima costituisse un soggetto autonomo rispetto alla casa madre tedesca. La Corte di Cassazione ha chiarito che la semplice sede italiana di società estera non possiede una personalità giuridica autonoma. Di conseguenza, i giudici italiani non hanno giurisdizione sulla controversia, poiché il contratto originario conteneva una clausola a favore del giudice tedesco. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso e ha condannato la compagnia assicuratrice per lite temeraria a causa della manifesta infondatezza delle sue pretese.
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Giurisdizione società in house: decide il giudice ordinario
Un professionista ha impugnato davanti al TAR la graduatoria di una selezione indetta da una società a controllo pubblico per un incarico di esperto senior, sostenendo che il vincitore non avesse i requisiti richiesti. La società ha eccepito il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo. Le Sezioni Unite della Cassazione, risolvendo il conflitto, hanno stabilito che la giurisdizione società in house spetta al giudice ordinario. Anche se interamente partecipata dallo Stato, la società in house è un soggetto di diritto privato. Le sue procedure di selezione non costituiscono esercizio di un pubblico potere, ma rientrano nell'agire privato dell'ente. Di conseguenza, le controversie sulle assunzioni e sui contratti di collaborazione devono essere decise dal giudice ordinario.
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Litisconsorzio necessario: la Cassazione ferma la causa sulle distanze
Una proprietaria ha citato in giudizio un'azienda sanitaria locale per violazione delle distanze tra costruzioni, lamentando l'edificazione di un immobile troppo vicino al proprio terrazzo e la creazione di una sala mortuaria. Dopo che la Corte d'Appello ha dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice ordinario, la proprietaria ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha rilevato che il ricorso non era stato notificato ad altri comproprietari originariamente parte del giudizio. Riconoscendo un'ipotesi di litisconsorzio necessario, i giudici hanno ordinato l'integrazione del contraddittorio entro quaranta giorni, disponendo la rimessione della causa a nuovo ruolo senza ancora decidere il merito della controversia.
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Legittimo affidamento: il Comune risarcisce il privato
I proprietari di un immobile hanno fatto causa ai vicini per il mancato rispetto delle distanze legali durante la costruzione di un nuovo edificio. I costruttori hanno chiamato in causa il Comune per essere risarciti, avendo edificato sulla base di un regolare permesso di costruire rilasciato dall'ente. Il Comune ha eccepito il difetto di giurisdizione, sostenendo che la causa spettasse al giudice amministrativo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Comune, confermando la giurisdizione del giudice ordinario. La Suprema Corte ha stabilito che la richiesta di risarcimento si fonda sulla lesione del legittimo affidamento del cittadino nella correttezza dell'azione amministrativa. Si tratta di un diritto soggettivo alla tutela del patrimonio, estraneo alle valutazioni sull'esercizio del potere pubblico, che radica la competenza davanti al tribunale civile ordinario.
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Revoca dei finanziamenti pubblici: scontro sul giudice competente
Un'agenzia di sviluppo ha disposto la revoca dei finanziamenti pubblici concessi a una società per l'autoimpiego, sostenendo che l'attività fosse iniziata prima dell'ammissione al beneficio. La società ha contestato il provvedimento davanti al giudice ordinario, ottenendo ragione nei primi due gradi di giudizio. L'agenzia ha proposto ricorso in Cassazione, eccependo il difetto di giurisdizione e sostenendo che la controversia spettasse al giudice amministrativo. La Suprema Corte, rilevando la mancanza di precedenti specifici delle Sezioni Unite sulla disciplina dei contributi per l'autoimpiego, ha rimesso gli atti al Primo Presidente per valutare l'assegnazione della questione di giurisdizione alle Sezioni Unite.
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Opposizione all’esecuzione tributaria: vince il fisco in Cassazione
Il Contribuente ha proposto opposizione all'esecuzione tributaria contestando la prescrizione di un credito IVA, maturata tra la notifica della cartella esattoriale e quella dell'intimazione di pagamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Contribuente, confermando che le contestazioni relative a fatti estintivi avvenuti prima dell'inizio dell'esecuzione forzata spettano alla giurisdizione del giudice tributario e non a quello ordinario. Di conseguenza, l'opposizione proposta davanti al giudice ordinario è stata dichiarata improponibile, con la condanna del Contribuente al pagamento delle spese di giudizio.
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Mandato di arresto europeo: auto noleggiate e vendute in Italia
La Corte di Cassazione ha confermato l'estensione del mandato di arresto europeo nei confronti di un cittadino accusato di associazione a delinquere e truffe seriali. L'uomo noleggiava auto in Germania per poi rivenderle o sub-noleggiarle illegalmente in Italia. La difesa contestava la mancanza della doppia punibilit, sostenendo che in Italia le truffe richiedessero la querela e che i reati fossero stati commessi sul territorio italiano. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che la doppia punibilit richiede solo la rilevanza penale del fatto storico in entrambi i Paesi, a prescindere dalle condizioni di procedibilit. Inoltre, il rifiuto della consegna per reati commessi in Italia solo facoltativo e non si applica se l'azione penale non ancora iniziata nel nostro Paese. L'uomo viene quindi consegnato all'autorit tedesca.
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Obbligo vaccinale dei medici: ricorso respinto in Cassazione
Un medico convenzionato ha impugnato la sua sospensione dal servizio, disposta dall'Azienda Sanitaria per non aver rispettato l'obbligo vaccinale dei medici contro il Covid-19. Il medico sosteneva di avere diritto all'esenzione, ma la documentazione presentata è stata ritenuta generica e priva di patologie specifiche. Dopo il rigetto del TAR e del Consiglio di Stato, il professionista si è rivolto alla Corte di Cassazione contestando la giurisdizione del giudice amministrativo. Le Sezioni Unite hanno dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha chiarito che chi promuove una causa davanti a un giudice non può poi contestarne la giurisdizione. Inoltre, la Cassazione non può riesaminare il merito delle decisioni del Consiglio di Stato, ma solo verificare se vi sia stato un reale sconfinamento dei limiti esterni della giurisdizione. Il medico è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Contributo unificato: decide il giudice tributario, non il TAR
Un'associazione riceve un invito al pagamento del contributo unificato per un giudizio davanti al TAR. L'ente impugna l'atto davanti alla Commissione Tributaria, che dichiara il proprio difetto di giurisdizione a favore del giudice amministrativo. L'associazione riassume la causa davanti al TAR Lazio, il quale solleva d'ufficio il conflitto negativo di giurisdizione davanti alle Sezioni Unite della Cassazione. La Suprema Corte risolve la questione confermando che il contributo unificato ha natura tributaria. Di conseguenza, tutte le controversie relative al suo pagamento spettano alla giurisdizione del giudice tributario.
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Revoca del finanziamento pubblico: scontro di giurisdizione
Un'agenzia regionale riceveva un finanziamento da un ente territoriale per acquistare un immobile. Successivamente, l'ente territoriale disponeva la revoca del finanziamento pubblico per presunte irregolarità nella gara d'appalto, chiedendo la restituzione dei soldi. L'agenzia si opponeva davanti al giudice ordinario. L'ente territoriale eccepiva il difetto di giurisdizione, ritenendo competente il giudice amministrativo poiché l'atto derivava da un potere di autotutela. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rimesso la questione alle Sezioni Unite per stabilire in via definitiva quale giudice debba decidere la controversia.
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Discarico automatico: l’Agente vince, ma il credito resta
La Cassa di Previdenza ha richiesto un decreto ingiuntivo contro l'Agente della Riscossione per il mancato riversamento di contributi non riscossi risalenti agli anni 1998 e 1999. La Corte d'Appello ha condannato l'Agente, ritenendo che avesse perso il diritto al discarico per via della sua totale inerzia. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato la decisione, accogliendo il ricorso dell'Agente della Riscossione. I giudici hanno stabilito che la Legge di Stabilità 2013 ha introdotto il discarico automatico per tutti i ruoli antecedenti al 1999, rendendo inapplicabili le vecchie sanzioni per inattività. Questa cancellazione ha valore puramente contabile e non estingue il diritto di credito della Cassa, che può ancora agire con le vie ordinarie. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Lesione dell’affidamento: l’ospedale revoca ma paga i danni
Una società vince un appalto pubblico per la fornitura di un sistema di monitoraggio medico. Dopo la consegna dei materiali, l'ente ospedaliero annulla l'aggiudicazione in autotutela a seguito del ricorso di un concorrente. La merce viene restituita deteriorata. La società chiede il risarcimento dei danni lamentando la lesione dell'affidamento sulla regolarità della gara. L'ente pubblico eccepisce il difetto di giurisdizione, ritenendo competente il giudice amministrativo. Le Sezioni Unite della Cassazione respingono il ricorso dell'ente. La Corte stabilisce che la richiesta risarcitoria per lesione dell'affidamento incolpevole rientra nella giurisdizione del giudice ordinario. L'azione non contesta il potere pubblico di annullamento, ma la violazione dei doveri di correttezza e buona fede della Pubblica Amministrazione, tutelando un diritto soggettivo del privato.
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