La selezione pubblica e la contestazione del candidato
Un professionista decide di partecipare a una selezione pubblica per ottenere un incarico di esperto tematico senior. La selezione viene indetta da una società a controllo pubblico che si occupa di assistenza tecnica per i ministeri dello Stato. Il professionista si posiziona dietro a un altro candidato nella graduatoria finale pubblicata dall’ente. Tuttavia, egli ritiene che il vincitore non possieda il requisito essenziale dei sette anni di esperienza professionale richiesti espressamente dal bando di concorso. Decide quindi di presentare un ricorso formale al Tribunale Amministrativo Regionale per chiedere l’annullamento immediato della graduatoria. La società pubblica si difende sollevando una questione preliminare fondamentale. Secondo i legali della società, il giudice amministrativo non ha il potere di decidere su questa specifica controversia. Questa difesa introduce il tema centrale della giurisdizione società in house.
Il nodo della giurisdizione società in house
La complessa questione si sposta rapidamente davanti alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione per essere risolta in via definitiva. Il professionista chiede ai giudici di chiarire quale sia il giudice competente a decidere sul suo ricorso. Egli sostiene con forza che la giurisdizione società in house appartenga al giudice amministrativo. Il suo ragionamento logico si basa su due elementi principali. Il primo elemento riguarda il fatto che la società ha utilizzato un avviso pubblico per selezionare il personale esterno. Il secondo elemento evidenzia che il capitale sociale dell’azienda è interamente detenuto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Per questi motivi, il ricorrente equipara la società a una vera e propria pubblica amministrazione. Di conseguenza, ritiene applicabili le regole dei concorsi pubblici.
Società pubbliche e regole di diritto privato
La Corte di Cassazione analizza approfonditamente la natura giuridica delle società a partecipazione pubblica nel nostro ordinamento. Queste società, note anche come società in house, occupano una posizione molto particolare. Esse sono nate per realizzare finalità pubbliche ma utilizzano strumenti tipici del diritto privato. La legge stabilisce chiaramente che a queste società si applicano le norme del codice civile e del diritto societario comune. La scelta dello strumento societario comporta l’esclusione del regime del pubblico concorso per il reclutamento dei dipendenti e dei collaboratori. Anche se la società deve rispettare i principi generali di trasparenza, pubblicità e imparzialità, essa agisce comunque come un normale soggetto privato. Le procedure di selezione si inseriscono quindi nell’agire di diritto privato dell’ente.
Le motivazioni della sentenza sulla giurisdizione società in house
Le motivazioni della sentenza sulla giurisdizione società in house si fondano sulla netta distinzione tra potere pubblico e attività privata. I giudici di legittimità chiariscono che la giurisdizione del giudice amministrativo è eccezionale in materia di lavoro. Essa si attiva solo quando vi è l’esercizio diretto di un potere amministrativo autoritativo. La società in house non esercita alcun potere pubblico quando seleziona i propri collaboratori esterni. La selezione avviene tramite contratti di lavoro o di collaborazione di diritto privato. La Cassazione ricorda che la giurisprudenza ha ormai superato i vecchi orientamenti contrari. Le controversie sulle assunzioni presso queste società spettano esclusivamente al giudice ordinario. La presenza di un capitale interamente pubblico non trasforma la società in una pubblica amministrazione.
Le conclusioni sul caso della giurisdizione società in house
Le conclusioni sul caso della giurisdizione società in house confermano la vittoria della società pubblica sul piano processuale. La Corte di Cassazione dichiara la giurisdizione del giudice ordinario e rimette le parti davanti al tribunale civile. Il processo precedentemente avviato davanti al TAR viene interrotto definitivamente. Le parti dovranno riassumere la causa davanti al Tribunale civile in funzione di giudice del lavoro. Questa importante decisione rafforza un principio fondamentale per il mercato del lavoro pubblico e privato. Chi intende contestare una selezione di una società in house deve rivolgersi esclusivamente al giudice ordinario. La sentenza garantisce stabilità e definisce chiaramente i confini tra i diversi poteri giudiziari nel nostro sistema giuridico.
Quale giudice decide sulle controversie di lavoro con una società in house?
Le controversie relative alle assunzioni e ai contratti di collaborazione con una società in house spettano al giudice ordinario e non al giudice amministrativo.
Perché una società in house non è equiparata a una pubblica amministrazione per le assunzioni?
Perché la società in house, pur essendo a controllo pubblico, è un soggetto di diritto privato e agisce senza esercitare poteri amministrativi autoritativi.
Cosa succede se si presenta ricorso al TAR contro una selezione di una società in house?
Il TAR dichiarerà il proprio difetto di giurisdizione e la causa dovrà essere riassunta davanti al giudice ordinario competente.