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Fatto Di Lieve Entità — Anno 2024

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160 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Fatto Di Lieve Entità

Provvedimenti

Custodia cautelare spaccio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo a cui era stata applicata la custodia cautelare per spaccio di sostanze stupefacenti. L'uomo, già ai domiciliari, continuava a vendere droga con modalità sistematiche. La Corte ha confermato la misura, escludendo il 'fatto di lieve entità' e ritenendo adeguata la motivazione del provvedimento, valorizzando la continuità del reato e la pericolosità sociale del soggetto.
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Fatto di lieve entità: non basta la quantità di droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio, che chiedeva il riconoscimento del 'fatto di lieve entità'. La Corte ha stabilito che per escludere tale ipotesi non rileva solo la notevole quantità di droga (183 dosi di hashish e 35,5 di cocaina), ma anche la capacità organizzativa dimostrata, come l'uso di telecamere di sorveglianza e la capacità di reperire sostanze nonostante fosse agli arresti domiciliari.
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Fatto di lieve entità: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per spaccio e detenzione di stupefacenti. La richiesta di riconoscere il fatto di lieve entità è stata respinta perché i ricorsi erano vaghi e reiterativi. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, i quali avevano escluso la lieve entità sulla base della pluralità delle sostanze e delle modalità organizzate dell'azione, ritenendo la motivazione della sentenza d'appello adeguata e priva di vizi logici.
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Fatto di lieve entità escluso per quantità di droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due persone condannate per detenzione di stupefacenti. La richiesta di qualificare il reato come fatto di lieve entità è stata respinta a causa dell'ingente quantitativo di droga (100g di cocaina e 150g di hashish), del confezionamento in dosi e della presenza di un'organizzazione contabile, elementi ritenuti incompatibili con la minima offensività richiesta dalla norma.
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Fatto di lieve entità e droga: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare per detenzione di stupefacenti, stabilendo che la valutazione del fatto di lieve entità deve basarsi sugli elementi concreti disponibili, non su dati ipotetici. La mancanza di prove sulla purezza della sostanza non può, da sola, escludere l'applicazione della fattispecie meno grave.
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Concorso spaccio: fornire casa è reato, non connivenza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 39677/2024, ha rigettato il ricorso di due imputati condannati per detenzione di stupefacenti. La Corte ha stabilito che fornire la propria abitazione per la custodia della droga non costituisce mera connivenza non punibile, ma un vero e proprio concorso nello spaccio. Questa condotta rappresenta un contributo materiale essenziale alla realizzazione del reato. Inoltre, è stata esclusa la qualificazione del fatto come di lieve entità, data la notevole quantità e la diversa tipologia delle sostanze sequestrate (cocaina e hashish).
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Principio di offensività nello spaccio di droga
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 39675/2024, ha stabilito che la detenzione di un quantitativo di marijuana, seppur con un basso principio attivo, integra il reato di spaccio se la sostanza possiede una concreta efficacia drogante. Nel caso specifico, 206 grammi di marijuana con THC allo 0,4%, da cui si potevano ricavare 36 dosi, sono stati ritenuti penalmente rilevanti in base al principio di offensività. La Corte ha inoltre distinto tra la circostanza del 'fatto di lieve entità' e la causa di non punibilità per 'particolare tenuità del fatto', negando quest'ultima a causa dell'abitualità della condotta dell'imputato.
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Fatto di lieve entità: la valutazione complessiva del giudice
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio, che chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità. La Corte ribadisce che per tale qualificazione è necessaria una valutazione complessiva di tutti gli elementi (quantità e qualità della sostanza, mezzi, modalità dell'azione). In questo caso, la quantità significativa (17,93g per 345 dosi) e gli strumenti per il confezionamento sono stati ritenuti sufficienti a escludere la minima offensività del fatto, confermando la decisione dei giudici di merito.
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Fatto di lieve entità: la valutazione globale del giudice
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di cocaina. L'imputato chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità (art. 73, comma 5, T.U. Stupefacenti), sostenendo che i giudici avessero considerato solo la quantità di droga. La Corte ha ribadito che la valutazione per il fatto di lieve entità deve essere globale, considerando mezzi, modalità, circostanze dell'azione, quantità e qualità della sostanza. Nel caso specifico, la quantità notevole (oltre 150g per 376 dosi), le modalità organizzate (due luoghi di stoccaggio, strumenti per confezionare, ordini via cellulare) escludevano la minima offensività, giustificando il diniego del beneficio.
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Fatto di lieve entità: quando lo spaccio è grave?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di stupefacenti, negando la riqualificazione del reato come fatto di lieve entità. La decisione si basa sulla cessione di 50 grammi di cocaina, avvenuta in un contesto organizzato con l'uso di più veicoli e il coinvolgimento di diverse persone. Secondo la Corte, tali elementi dimostrano una capacità logistica e un inserimento nella filiera dello spaccio che superano la soglia della lieve entità, rendendo irrilevante la mancanza di analisi specifiche sul principio attivo della sostanza.
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Identificazione vocale: valida anche senza perizia?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. La sentenza conferma che l'identificazione vocale basata sul riconoscimento degli agenti di polizia giudiziaria è valida anche senza una perizia fonica, se non contestata con elementi concreti. Inoltre, nega la qualifica di 'fatto di lieve entità' basandosi su una valutazione complessiva che include modalità, profitti e continuità dell'attività, non solo sulla quantità della sostanza.
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Fatto di lieve entità: la Cassazione decide
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la riqualificazione del reato di spaccio in fatto di lieve entità. La Corte ha confermato la decisione di merito, sottolineando che l'ingente quantitativo di dosi (217 di cocaina e 190 di crack) esclude la minima offensività, rendendo irrilevante la richiesta.
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Fatto di lieve entità: la decisione della Cassazione
Un soggetto condannato per detenzione di quasi 50 grammi di marijuana e oltre 70 di hashish ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo la qualificazione del reato come fatto di lieve entità. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito. La valutazione complessiva, basata sull'ingente numero di dosi ricavabili (1.183) e sul rinvenimento di una cospicua somma di denaro, è stata ritenuta incompatibile con l'ipotesi del fatto di lieve entità.
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Fatto di lieve entità: non solo la quantità conta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La difesa chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità basandosi solo sulla quantità dello stupefacente. La Corte ha ribadito che per questa attenuante contano anche la condotta dell'imputato e il contesto generale, non solo il dato ponderale della sostanza, che nel caso specifico avrebbe permesso di ricavare 227 dosi.
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Fatto di lieve entità: No al ricorso con precedenti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La richiesta di qualificare il reato come 'fatto di lieve entità' è stata respinta a causa dei numerosi precedenti penali specifici del soggetto e della quantità non trascurabile di sostanza stupefacente.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso? (Cassazione)
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata che chiedeva la riqualificazione del reato di spaccio in 'fatto di lieve entità'. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando che la pluralità e la reiterazione delle cessioni, unite a un inserimento stabile in una vera e propria piazza di spaccio, sono elementi ostativi al riconoscimento dell'ipotesi attenuata.
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Fatto di lieve entità: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di tre individui condannati per spaccio di stupefacenti. Gli imputati chiedevano il riconoscimento del fatto di lieve entità e la concessione delle attenuanti generiche. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando che la valutazione sulla lieve entità del fatto deve essere complessiva e non può basarsi su un singolo elemento. Nel caso specifico, l'elevato numero di dosi cedute e la continuità dell'attività di spaccio, tale da generare un profitto certo, escludono la configurabilità del reato minore. Anche le attenuanti generiche sono state negate a causa della gravità oggettiva dei fatti.
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Ricorso generico: Cassazione dichiara inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'appello di un individuo condannato per spaccio di stupefacenti. La decisione si fonda sul fatto che il ricorso era un ricorso generico, limitandosi a riproporre le stesse argomentazioni già respinte in appello, senza criticare specificamente la motivazione della sentenza impugnata. La Corte ha inoltre confermato che la natura organizzata del traffico internazionale escludeva la possibilità di qualificare il reato come di lieve entità.
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Fatto di lieve entità: no con 1000 dosi di droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. L'imputato chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità, ma la Corte ha ritenuto che l'ingente quantitativo di stupefacente (95 gr di hashish, pari a 1.056 dosi), la somma di denaro trovata (€ 1.090) e un recente precedente specifico fossero elementi incompatibili con la minima offensività richiesta per tale qualificazione giuridica.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso dalla Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. Viene esclusa l'ipotesi del fatto di lieve entità a causa della notevole quantità di droga, della diversità delle sostanze e della presenza di strumenti professionali come un bilancino di precisione e sostanza da taglio, elementi che indicano un'attività non occasionale.
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