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Fatto Di Lieve Entità — Anno 2024

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160 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Fatto Di Lieve Entità

Provvedimenti

Fatto di lieve entità: no se droga è tanta e pura
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per detenzione di oltre 100 grammi di cocaina purissima. I giudici hanno escluso l'ipotesi di reato di 'fatto di lieve entità' (art. 73, comma 5, T.U. Stupefacenti), sottolineando come l'ingente quantitativo e l'elevato grado di purezza della sostanza indicassero un'attività di spaccio organizzata e non occasionale, incompatibile con la fattispecie attenuata.
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Fatto di lieve entità: la Cassazione e la quantità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha stabilito che la notevole quantità di droga (oltre 276 dosi ricavabili) è un elemento decisivo per escludere la qualificazione del reato come fatto di lieve entità, confermando che il ricorso rappresentava un tentativo inammissibile di riesaminare i fatti già valutati dai giudici di merito.
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Fatto di lieve entità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità per detenzione di stupefacenti. La Corte ha confermato la decisione di merito, sottolineando che la qualità, la quantità della sostanza e le modalità della detenzione erano incompatibili con tale ipotesi. La tesi dell'uso personale non è stata ritenuta provata, portando a escludere l'applicazione della fattispecie attenuata.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso? La Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per la detenzione di 40 grammi di cocaina. Viene confermata l'esclusione dell'ipotesi di reato del 'fatto di lieve entità' a causa del quantitativo, dell'elevata purezza della sostanza e del possesso di un'ingente somma di denaro, elementi che indicano professionalità e non una minima offensività.
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Fatto di lieve entità: Cassazione su spaccio e quantità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la detenzione di oltre 47 grammi di hashish, da cui si potevano ricavare 264 dosi. La Corte ha stabilito che la qualificazione di 'fatto di lieve entità' è esclusa non solo per la quantità, ma anche per gli elementi indicativi di professionalità dell'attività illecita, incompatibili con la nozione di minima offensività.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante una condanna per spaccio di sostanze stupefacenti. La difesa chiedeva la riqualificazione del reato come fatto di lieve entità, ma la Corte ha confermato la decisione precedente, sottolineando che la pluralità degli episodi, la quantità della sostanza e la professionalità dell'attività illecita sono elementi incompatibili con la nozione di minima offensività richiesta per tale ipotesi.
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Fatto di lieve entità: la Cassazione decide sul ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante l'applicazione della clausola del fatto di lieve entità a reati legati agli stupefacenti. L'imputato, condannato per cessione e acquisto di eroina a fini di spaccio, contestava la mancata applicazione dell'attenuante a tutte le condotte, pur essendo state unificate dal vincolo della continuazione. La Corte ha stabilito che la continuazione non impone una qualificazione giuridica uniforme e che la professionalità dell'attività di acquisto, dimostrata da frequenza e quantitativi, giustifica l'esclusione del fatto di lieve entità per quella specifica condotta.
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Fatto di lieve entità e attenuanti: no della Cassazione
Un individuo, condannato per spaccio di stupefacenti, ricorre in Cassazione chiedendo il riconoscimento del fatto di lieve entità e delle attenuanti. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, confermando le condanne precedenti. La decisione si basa sulla notevole quantità e diversità delle sostanze, sulle modalità organizzate della detenzione e sui precedenti penali dell'imputato, elementi ritenuti incompatibili con la minore gravità del reato.
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Fatto di lieve entità: non basta la quantità di droga
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4048/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per detenzione di hashish. La difesa sosteneva si trattasse di un fatto di lieve entità, ma la Corte ha ribadito che la valutazione non può basarsi solo sul dato ponderale (quantità). Elementi come il numero di dosi ricavabili (oltre 3.000), le modalità di occultamento e i precedenti specifici dell'imputato sono decisivi per escludere l'ipotesi del fatto di lieve entità e giustificare una pena superiore al minimo.
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Fatto di lieve entità e droga: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di marijuana. La difesa sosteneva l'uso personale o, in subordine, la qualificazione del reato come fatto di lieve entità. La Corte ha ribadito che la valutazione non può basarsi solo sul dato ponderale, ma deve considerare un insieme di indici, come le modalità di conservazione e l'enorme numero di dosi ricavabili (oltre 1.300), elementi che in questo caso escludevano la lieve entità del fatto, configurando un'attività di spaccio.
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Fatto di lieve entità: no se c’è recidiva specifica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La richiesta di riconoscere il fatto di lieve entità è stata respinta poiché il reato era stato commesso mentre l'individuo si trovava già agli arresti domiciliari per delitti simili, dimostrando una persistente inclinazione al crimine e legami con ambienti delinquenziali.
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Fatto di lieve entità: i criteri per lo spaccio
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2315/2024, ha ribadito i principi per il riconoscimento del fatto di lieve entità nel reato di spaccio di stupefacenti. La Corte ha chiarito che la valutazione non può limitarsi al solo dato quantitativo della droga, ma deve considerare in modo complessivo tutti gli elementi della condotta, come le modalità dell'azione e l'offensività generale, confermando la condanna per un imputato trovato in possesso di un notevole quantitativo di diverse sostanze.
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Fatto di lieve entità: Cassazione su cocaina e pietre
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la detenzione a fini di spaccio di 101 grammi di cocaina. L'imputato chiedeva il riconoscimento del reato come 'fatto di lieve entità' data la mancanza di analisi sulla qualità della droga. La Corte ha stabilito che la valutazione deve essere complessiva, considerando non solo la quantità, ma anche la tipologia 'pesante' della sostanza e il suo stato (in 'pietre'), che indica una maggiore potenzialità diffusiva e un danno superiore per la salute pubblica, giustificando così l'esclusione dell'ipotesi lieve.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso dalla Cassazione
Un soggetto condannato per detenzione di cocaina e marijuana si è rivolto alla Cassazione chiedendo la riqualificazione del reato in fatto di lieve entità. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che la notevole quantità di droga, la sua suddivisione in dosi e la presenza di attrezzatura per lo spaccio (bilancini e materiale per il confezionamento) configurano un'attività organizzata e non occasionale, incompatibile con l'ipotesi del fatto di lieve entità.
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Fatto di lieve entità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la qualificazione del reato di spaccio come fatto di lieve entità. La detenzione di 56 grammi di cocaina, da cui si potevano ricavare quasi 300 dosi, e le caratteristiche della sostanza (in 'pietre' da lavorare) sono state ritenute incompatibili con la fattispecie di minore gravità, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Fatto di lieve entità: no se c’è abitualità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. La Corte ha confermato che non è possibile qualificare il reato come fatto di lieve entità quando l'attività presenta caratteri di professionalità e abitualità, come nel caso di centinaia di dosi cedute a numerosi clienti abituali e l'elevata purezza della sostanza.
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Impugnazione Patteggiamento: Limiti e Inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento. L'imputato contestava la qualificazione giuridica di un reato in materia di stupefacenti, chiedendo il riconoscimento di un'ipotesi di lieve entità. La Corte ha ribadito che l'impugnazione patteggiamento è consentita solo per errori di qualificazione palesemente evidenti dal capo d'imputazione, escludendo riesami dei fatti o confronti con le posizioni di altri coimputati. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con condanna alle spese.
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Ricorso inammissibile spaccio: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. Il ricorso inammissibile per spaccio è stato motivato dalla Corte come meramente ripetitivo di argomentazioni già valutate e respinte nei precedenti gradi di giudizio. La Corte ha confermato la correttezza della sentenza impugnata, che aveva escluso sia il fatto di lieve entità sia le attenuanti generiche, basandosi sulla quantità della sostanza e sulla recidiva dell'imputato.
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Fatto di lieve entità: no con alta purezza della droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la detenzione di quasi 100 grammi di cocaina. La richiesta di derubricare il reato a fatto di lieve entità è stata respinta, poiché l'elevata quantità, l'alto grado di purezza della sostanza e le modalità della detenzione indicavano una professionalità e una capacità di diffusione sul mercato incompatibili con la nozione di minima offensività.
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Fatto di lieve entità e droga: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. L'imputato chiedeva la riqualificazione del reato in **fatto di lieve entità**. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando che la quantità e la diversità della droga, insieme alle modalità di detenzione, indicavano una professionalità incompatibile con la minima offensività richiesta per tale fattispecie.
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