LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Fatto Di Lieve Entità

617 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

È una circostanza attenuante prevista per alcuni reati, come lo spaccio. Permette di applicare una pena molto più bassa se il fatto, nel suo complesso, risulta meno grave. La valutazione tiene conto di mezzi, modalità, circostanze dell'azione, qualità e quantità delle sostanze.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Sfoglia per anno

Provvedimenti

Spaccio di lieve entità: la Cassazione respinge il ricorso
L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione per ottenere il riconoscimento del fatto di lieve entità in relazione alla detenzione di sostanze stupefacenti. Le forze dell'ordine hanno rinvenuto dodici grammi di cocaina con purezza vicina al cento per cento, nove grammi di marijuana, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. La presenza di droga eterogenea, l'elevata purezza della sostanza e gli strumenti da imballaggio dimostrano una vera attività commerciale e non un occasionale spaccio di lieve entità. Di conseguenza, l'Imputato deve pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Detenzione illecita di stupefacenti: condanna confermata
L'Imputato trasportava sostanze stupefacenti all'interno della propria autovettura, occultandole accuratamente sotto il tappetino del veicolo. I giudici di merito hanno ritenuto provata la responsabilità per detenzione illecita di stupefacenti, considerando il peso della sostanza e le modalità di occultamento. L'Imputato ha proposto ricorso per cassazione chiedendo la riqualificazione del reato in fatto di lieve entità e la concessione delle attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la condanna e sanzionando il ricorrente con il pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Cocaina in custodia: escluso il fatto di lieve entità
L'Imputata ha presentato ricorso per ottenere la riqualificazione della propria condotta come fatto di lieve entità, contestando la detenzione illecita di sostanze stupefacenti. Le forze dell'ordine avevano rinvenuto 611 involucri di cocaina, pari a oltre 1320 dosi singole. L'Imputata svolgeva il ruolo di custode per conto di una rete di trafficanti di livello. I giudici di merito avevano escluso l'ipotesi attenuata a causa del notevole quantitativo e del confezionamento professionale. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente tale impostazione, dichiarando il ricorso inammissibile e condannando la ricorrente alle spese processuali e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Spaccio di lieve entità: Cassazione nega beneficio per contesto organizzato
Un imputato ha presentato ricorso contro una sentenza che lo condannava per spaccio di droga, chiedendo il riconoscimento del "fatto di lieve entità". La Corte d'Appello aveva negato questa attenuante, evidenziando che la quantità e l'elevato principio attivo della droga, insieme al contesto organizzato del narcotraffico, escludevano lo spaccio di lieve entità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione precedente. L'imputato dovrà pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
Continua »
Spaccio continuo: escluso il fatto di lieve entità
L'Imputato ha proposto ricorso per cassazione contestando il mancato riconoscimento del fatto di lieve entità per reiterate cessioni di sostanze stupefacenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che la valutazione non si riduce al solo peso delle singole dosi vendute. Le plurime cessioni dimostrano una capacità costante di approvvigionamento e una diffusione radicata sul territorio. Tale continuità esclude l'attenuante della minima offensività. Il ricorrente è stato condannato alle spese e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Fatto di lieve entità: niente sconti con il kit dello spaccio
L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione contro la condanna d'appello, chiedendo il riconoscimento del fatto di lieve entità per reati sugli stupefacenti. Le forze dell'ordine avevano trovato presso la sua abitazione sostanze stupefacenti per quantità e qualità rilevanti, bilancino di precisione, forbici e cellophane per il confezionamento delle dosi. Un servizio di appostamento aveva inoltre confermato un continuo via vai di clienti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno stabilito che la presenza di strumenti per il confezionamento e il volume di vendita escludono il fatto di lieve entità. L'Imputato deve pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
3.342 dosi di droga: escluso il fatto di lieve entità
Un imputato ha proposto ricorso per cassazione chiedendo la riqualificazione della propria condotta nell'ipotesi attenuata di fatto di lieve entità in materia di sostanze stupefacenti. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta e dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno evidenziato che la presenza di piante di marijuana e fogliame essiccato da cui estrarre ben 3.342 dosi medie singole impedisce l'applicazione dell'attenuante. L'ingente quantitativo di principio attivo costituisce un indice decisivo che esclude la minima offensività della condotta. Il ricorrente è stato quindi condannato alle spese processuali e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Spaccio di lieve entità escluso per chi viola i domiciliari
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per traffico di stupefacenti. La difesa richiedeva il riconoscimento della fattispecie di spaccio di lieve entità, contestando inoltre l'entità della pena inflitta. I giudici di legittimità hanno ribadito che la minore gravità del fatto richiede una valutazione complessiva di tutti gli indici normativi, tra cui quantità e qualità della droga, mezzi adoperati e modalità dell'azione. Nel caso esaminato, il possesso congiunto di cocaina e marijuana, l'inserimento in una rete organizzata e la commissione dell'illecito durante la misura cautelare degli arresti domiciliari escludono categoricamente l'attenuante richiesta. La Suprema Corte ha confermato la condanna dell'imputato, disponendo anche il pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Inammissibilità del ricorso per cassazione: no a nuove prove
L'Imputato proponeva ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di Appello. La difesa contestava il mancato riconoscimento della lieve entità per reati di droga, la quantificazione della pena, il diniego delle attenuanti generiche e la mancata sospensione condizionale. La Corte ha stabilito l'Inammissibilità del ricorso per cassazione. I motivi presentati erano del tutto generici e riproducevano semplicemente tesi già esaminate e respinte nei gradi di merito. Inoltre, la difesa richiedeva un nuovo ed inammissibile riesame delle prove di fatto. La Corte ha quindi confermato la decisione precedente e sanzionato L'Imputato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Concorso in spaccio di stupefacenti: la fuga in auto costa cara
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di una donna alla guida di un veicolo che ha effettuato manovre evasive per sfuggire a un controllo di polizia, mentre il passeggero lanciava dal finestrino circa un chilogrammo di hashish suddiviso in dieci panetti. La Giustizia ha confermato la responsabilità per concorso in spaccio di stupefacenti, ritenendo che la condotta di guida fosse finalizzata ad agevolare la fuga e l'eliminazione del carico illecito. I giudici hanno inoltre escluso l'ipotesi del fatto di lieve entità vista la rilevante quantità di droga sequestrata. Il ricorso dell'imputata è stato dichiarato inammissibile con condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Spaccio di stupefacenti: Quando il “fatto lieve” diventa grave
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per spaccio di stupefacenti. L'imputato sosteneva che il suo caso rientrasse nella categoria del "fatto di lieve entità". Tuttavia, la Corte ha confermato la condanna, evidenziando che l'attività era strutturata. Ha considerato la quantità e varietà di droga (cocaina, 253 dosi potenziali), il denaro contante rinvenuto e la contabilità tenuta. Ha anche valutato la recidiva dell'imputato, con precedenti per rapina e lesioni, che indicavano una maggiore pericolosità. La sentenza ha quindi ribadito che non si trattava di un reato minore.
Continua »
Fatto di lieve entità: la Cassazione blocca il ricorso
Due imputati condannati per reati legati agli stupefacenti hanno impugnato la sentenza d'appello davanti alla Corte di Cassazione. Il primo ricorrente ha presentato un motivo del tutto generico, mentre il secondo ha richiesto il riconoscimento del fatto di lieve entità e l'esclusione della recidiva. I Supremi Giudici hanno dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. La Suprema Corte ha chiarito che il giudizio di legittimità non consente di ridiscutere la ricostruzione dei fatti o proporre letture alternative delle prove se la sentenza impugnata appare coerente e priva di vizi logici. Di conseguenza, i condannati dovranno pagare le spese processuali e versare tremila euro ciascuno alla Cassa delle ammende.
Continua »
Detenzione di sostanze stupefacenti: condannato dai rifiuti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a quattro anni di reclusione per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti a carico di un uomo sorpreso dalle forze dell'ordine mentre cercava con agitazione nei cassonetti del condominio. Presso l'ascensore dello stabile i carabinieri hanno rinvenuto quasi cento grammi di cocaina suddivisi in dieci ovuli termosaldati. Inoltre, all'interno dell'appartamento dell'imputato erano presenti frammenti plastici identici a quelli usati per confezionare la droga. La Suprema Corte ha ritenuto coerente la ricostruzione indiziaria dei giudici di merito ed ha negato l'attenuante della lieve entità del fatto, poiché l'elevata quantità e la cura nel confezionamento prevalgono sul modesto grado di purezza della sostanza. Il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese.
Continua »
Fatto di lieve entità negli stupefacenti: ricorso inammissibile
Due imputati impugnano la condanna per reati legati alle droghe, chiedendo il riconoscimento del fatto di lieve entità negli stupefacenti, la concessione delle attenuanti generiche e la sospensione condizionale della pena. I ricorrenti contestano la valutazione dei giudici di merito riproponendo le medesime censure già respinte in secondo grado. La Corte di Cassazione dichiara inammissibili entrambi i ricorsi perché formulati in termini generici e non consentiti in sede di legittimità. I giudici evidenziano la correttezza logica della sentenza impugnata e condannano entrambi i ricorrenti al pagamento delle spese legali e a un'ammenda pecuniaria.
Continua »
Fatto di lieve entità: ricorso respinto e sanzione
L'Imputato ha subito una condanna per traffico di stupefacenti e ha impugnato la decisione in Cassazione. La difesa ha contestato il mancato riconoscimento del fatto di lieve entità, la confisca dei beni per sproporzione reddituale e presunti errori materiali del testo. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso totalmente inammissibile. I giudici hanno chiarito che la contestazione sulla gravità del reato era formulata in termini generici e non consentita nel giudizio di legittimità. Inoltre, la motivazione sulla confisca patrimoniale risultava solida e priva di contraddizioni. L'Imputato perde il ricorso e subisce la condanna al pagamento delle spese legali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Fatto di lieve entità: Cassazione conferma la condanna piena
L'Imputato ha presentato ricorso in Cassazione contestando la mancata qualificazione del reato come fatto di lieve entità e il diniego delle attenuanti generiche. I Giudici di merito avevano confermato la responsabilità penale, escludendo la minima offensività della condotta in base alla ricostruzione delle prove. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Le censure proposte miravano infatti a una rivalutazione dei fatti, attività preclusa ai giudici di legittimità, e riproponevano pedissequamente le argomentazioni già respinte in secondo grado. Di conseguenza, la condanna è divenuta definitiva e l'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio e a una sanzione di tremila euro.
Continua »
Spaccio di Stupefacenti: Cassazione Conferma Condanne, No a Lieve Entità
La Corte di Cassazione ha confermato le condanne per **spaccio di stupefacenti** inflitte a sei imputati. I ricorrenti avevano contestato l'uso delle intercettazioni, la validità delle prove basate sulla 'droga parlata' e il mancato riconoscimento del 'fatto di lieve entità'. La Suprema Corte ha ribadito la legittimità della 'motivazione per relationem' per le intercettazioni e ha chiarito che la 'droga parlata' costituisce prova valida se supportata da un'indagine complessa. Ha inoltre confermato che l'ipotesi di lieve entità non si applica a un'attività di spaccio organizzata e reiterata. Tutti i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili, con conseguente conferma delle condanne e obbligo di pagare le spese processuali.
Continua »
Spaccio e fatto di lieve entità: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per detenzione e cessione di sostanze stupefacenti di diversa tipologia. La difesa chiedeva la riqualificazione della condotta nell'ipotesi del fatto di lieve entità e contestava il mancato riconoscimento del reato continuato con criteri più favorevoli. I giudici supremi hanno confermato la decisione della Corte di Appello. I magistrati hanno evidenziato che la contemporanea presenza di diverse tipologie di droghe, unite ai mezzi operativi e alle modalità dell'azione, impedisce di considerare l'episodio come una condotta minore. La Suprema Corte ha condannato il ricorrente alle spese e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Fatto di lieve entità negato: ricorso inammissibile
L'Imputato propone ricorso per cassazione contro la condanna per reati di stupefacenti, lamentando la mancata riqualificazione del reato nella fattispecie di fatto di lieve entità. La difesa contesta il vizio di motivazione dei giudici di merito, sostenendo che le circostanze dell'illecito giustificassero una sanzione inferiore. La Corte di Cassazione respinge l'istanza e dichiara il ricorso inammissibile. I giudici evidenziano la corretta logica della sentenza impugnata e la genericità dell'impugnazione difensiva, la quale si è limitata a proporre una diversa lettura delle prove già valutate. La Suprema Corte condanna il ricorrente al pagamento delle spese legali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Fatto di lieve entità escluso per migliaia di dosi di droga
L'Imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di Appello, lamentando la mancata qualificazione del reato di spaccio come fatto di lieve entità e contestando la severità della pena inflitta. I giudici di legittimità hanno respinto l'impugnazione. La presenza di migliaia di dosi medie singole e il confezionamento della sostanza destinata a terzi impediscono l'applicazione della fattispecie attenuata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »