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Fatto Di Lieve Entità — Anno 2025

138 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Fatto Di Lieve Entità

Provvedimenti

Fatto di lieve entità: non basta la quantità di droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di cocaina. La difesa sosteneva che la modica quantità (25 grammi) dovesse far rientrare il reato nell'ipotesi di fatto di lieve entità. La Corte ha ribadito che la valutazione non può basarsi solo sul dato quantitativo, ma deve considerare il contesto complessivo. Operare in una nota "piazza di spaccio", con la sostanza già suddivisa in numerose dosi, indica una capacità organizzativa e una clientela vasta che escludono la lieve entità del fatto.
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Fatto di lieve entità: Cassazione su traffico organizzato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso, confermando la non applicabilità del 'fatto di lieve entità' in un caso di narcotraffico. Il ricorso è stato giudicato generico. La Corte ha avallato la decisione del giudice di merito, che ha considerato l'inserimento dell'imputato in una rete di traffico internazionale organizzato come un fattore decisivo e assorbente, incompatibile con la qualificazione del reato come lieve. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Fatto di lieve entità: non basta la poca droga
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 40811/2025, ha respinto il ricorso di un individuo che chiedeva di qualificare il suo reato come 'fatto di lieve entità' basandosi sulla modesta quantità di droga (20 grammi di cocaina). La Corte ha stabilito che la valutazione deve essere complessiva, considerando le modalità di spaccio (dosi singole, contabilità), la recidiva e il fatto che il reato sia stato commesso durante gli arresti domiciliari. Questi elementi dimostrano una professionalità criminale che esclude l'applicazione dell'attenuante del fatto di lieve entità.
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Fatto di lieve entità: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio qualificato come fatto di lieve entità. La Corte ha chiarito che non vi è contraddizione nel negare le attenuanti generiche, pur applicando la norma di favore, basandosi su prove dirette e sulla personalità dell'imputato.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati, confermando che la qualifica di fatto di lieve entità non può essere applicata in presenza di un'attività di spaccio organizzata e continuativa. Secondo la Corte, tale modalità operativa prevale su altri indicatori, come la quantità delle singole cessioni, rendendo generici e irrilevanti i motivi di ricorso che mirano a una rivalutazione del merito della vicenda.
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Fatto di lieve entità: la Cassazione e la droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La Corte ha confermato la decisione di merito che escludeva l'ipotesi del fatto di lieve entità a causa dell'ingente quantitativo di droga (774 dosi di hashish) e della sua destinazione a persone detenute, circostanze ritenute assorbenti e incompatibili con la minore gravità del reato.
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Fatto di lieve entità: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo condannato per spaccio. La difesa chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità, ma la Corte ha confermato la decisione precedente, sottolineando che la notevole quantità di stupefacente (quasi 1.200 dosi) e il fatto che lo spaccio avvenisse durante gli arresti domiciliari sono elementi incompatibili con tale ipotesi. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Utilizzo intercettazioni: la validità in reati connessi
La Cassazione ha confermato la validità dell'utilizzo intercettazioni disposte per un reato associativo anche per un reato connesso di spaccio. La Corte ha ritenuto che la connessione sostanziale tra i reati rende il procedimento unico, legittimando l'uso delle prove. Rigettata anche la richiesta di qualificare il fatto come di lieve entità, data l'inserimento del soggetto in un più ampio circuito criminale.
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Fatto di lieve entità: quando la droga è troppa?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la detenzione di quasi 50 grammi di cocaina ad alta purezza, da cui si potevano ricavare 260 dosi, non può essere considerata un fatto di lieve entità. Questa valutazione negativa, basata sulla quantità e qualità della sostanza, prevale sulla mancanza di strumenti per il confezionamento o di denaro, confermando la necessità di un'analisi globale di tutti gli indici previsti dalla legge.
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Fatto di lieve entità: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per rapina e spaccio, confermando la decisione dei giudici di merito di non concedere l'attenuante del fatto di lieve entità. La Corte ha stabilito che la valutazione di tale circostanza è una questione di fatto e che, nel caso specifico, il valore non trascurabile della refurtiva e il contesto di traffico di stupefacenti giustificavano pienamente l'esclusione del beneficio.
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Fatto di lieve entità: coltivazione e dosi escludono
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per la coltivazione di 79 piante di cannabis e il possesso di 763 grammi di marijuana. La richiesta di qualificare il reato come fatto di lieve entità è stata respinta, poiché il numero di piante, il loro sviluppo e l'enorme quantità di dosi ricavabili (oltre 3.400) indicavano una condotta non occasionale, escludendo così l'applicazione della norma più favorevole.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati che chiedevano la riqualificazione del reato di spaccio in fatto di lieve entità. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, che avevano escluso l'ipotesi lieve sulla base di una serie di elementi cumulativi: la quantità non indifferente dello stupefacente, le modalità di occultamento, la disponibilità di un luogo di stoccaggio, la predisposizione in dosi, la documentazione contabile e il possesso di ricetrasmittenti, tutti indici di un'attività non occasionale.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso? La Cassazione
Un ricorso viene presentato contro una condanna per stupefacenti, chiedendo il riconoscimento del fatto di lieve entità. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, confermando che elementi come la notevole quantità di droga, la disponibilità di ingenti somme di denaro e la contabilità dello spaccio sono incompatibili con l'ipotesi del fatto di lieve entità. La decisione sottolinea come la valutazione di questi aspetti spetti esclusivamente al giudice di merito.
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Fatto di lieve entità: i criteri per l’esclusione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di 70 grammi di cocaina, che chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità. La Corte ha confermato che l'ipotesi attenuata deve essere esclusa quando elementi come la notevole quantità di stupefacente, le modalità organizzate dell'attività e gli ingenti guadagni risultano incompatibili con la minore gravità del reato, rendendo irrilevanti altri fattori potenzialmente favorevoli.
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Spaccio lieve: quantità e traffico escludono l’ipotesi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. I giudici hanno confermato che la notevole quantità di droga (114g di cocaina) e l'inserimento in un vasto traffico escludono l'applicazione dell'ipotesi di spaccio lieve (art. 73, comma 5, d.P.R. 309/90), rendendo irrilevanti altri elementi.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità per detenzione di stupefacenti. La decisione si fonda su una valutazione complessiva che ha escluso la minima offensività della condotta, considerando la notevole quantità di droga (957 dosi), le modalità di confezionamento e occultamento sul corpo, e il luogo del sequestro, avvenuto nei pressi di un carcere.
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Fatto di lieve entità: Cassazione chiarisce i criteri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15571/2025, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di tre imputati contro la mancata applicazione della circostanza del fatto di lieve entità in un caso di stupefacenti. La Corte ha ritenuto i motivi generici, confermando la decisione della Corte d'Appello basata sulla professionalità, l'organizzazione, la quantità e la diversità delle sostanze. La valutazione per il riconoscimento del fatto di lieve entità deve essere sempre complessiva.
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Coltivazione domestica e uso terapeutico: i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per la coltivazione di 32 piante di marijuana. L'imputato sosteneva si trattasse di cannabis "light" per uso terapeutico personale. La Corte ha ribadito che il numero elevato di piante e le modalità di occultamento escludono la configurabilità della coltivazione domestica per uso personale, rendendo irrilevante il movente terapeutico, peraltro non adeguatamente provato. È stata inoltre confermata la mancata concessione dell'attenuante del fatto di lieve entità.
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Coltivazione di lieve entità: quando è esclusa?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la coltivazione di 69 piante di marijuana. È stata esclusa la qualifica di coltivazione di lieve entità a causa della natura strutturata dell'attività e dell'ingente quantitativo di principio attivo ricavabile, pari a oltre 24.000 dosi.
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Fatto di lieve entità: quando il ricorso è inammissibile
Un individuo ha impugnato una condanna per spaccio, chiedendo la riqualificazione del reato come fatto di lieve entità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che i motivi di appello introdotti tardivamente non possono essere esaminati. Inoltre, ha ribadito che la valutazione del fatto di lieve entità richiede un'analisi complessiva della condotta criminale, non basata solo sulla quantità di sostanza stupefacente.
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