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Fatto Di Lieve Entità — Anno 2024

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160 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Fatto Di Lieve Entità

Provvedimenti

Fatto di lieve entità: quando non si applica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, confermando la decisione di non riconoscere il fatto di lieve entità in un caso di detenzione di stupefacenti. La presenza di un quantitativo di cocaina da cui si potevano ricavare oltre 264 dosi e il rinvenimento di una cospicua somma di denaro (€49.340,00) sono stati ritenuti elementi decisivi per escludere la minima offensività della condotta. La Corte ha inoltre confermato la confisca della somma per sproporzione, data l'assenza di giustificazione sulla sua lecita provenienza.
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Spaccio e Lieve Entità: No Sconto per 242 Dosi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di 242 dosi di cocaina. La richiesta di riqualificare il reato in 'spaccio e lieve entità' è stata respinta, poiché l'ingente quantitativo di stupefacente è stato ritenuto incompatibile con una minore gravità del fatto.
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Appello inammissibile spaccio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara un appello inammissibile per spaccio, confermando la condanna. L'appello, che chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità, è stato giudicato una mera ripetizione di argomenti già respinti, privo di critiche specifiche alla sentenza impugnata.
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Fatto di lieve entità: quando lo spaccio non è lieve
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11779/2024, ha stabilito che lo spaccio di stupefacenti non può essere qualificato come 'fatto di lieve entità' se, pur caratterizzato da singole cessioni di modeste quantità, si inserisce in un'attività continuativa, organizzata e protratta nel tempo. La Corte ha rigettato i ricorsi di quattro imputati, sottolineando che la valutazione non deve limitarsi al singolo episodio, ma considerare la condotta criminale nel suo complesso, inclusa la sistematicità e la capacità di approvvigionamento, che escludono la minima offensività richiesta per il fatto di lieve entità.
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Fatto di lieve entità: i criteri di valutazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9706/2024, interviene su un caso di detenzione di stupefacenti. Viene confermato che la qualificazione di un 'fatto di lieve entità' non dipende solo dalla quantità della droga, ma da una valutazione complessiva di tutti gli elementi. La Corte ha però annullato la sentenza per difetto di motivazione riguardo alla pena inflitta, sottolineando l'obbligo del giudice di giustificare le proprie scelte sanzionatorie.
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Sostituzione pena: un precedente non basta a negarla
Un uomo, condannato per detenzione di stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha respinto la richiesta di qualificare il reato come di lieve entità a causa dell'ingente quantitativo di droga. Tuttavia, ha accolto il ricorso sul punto della sanzione, annullando la decisione che negava la sostituzione della pena. Secondo i giudici, un singolo e datato precedente penale non è sufficiente a giustificare un diniego, essendo necessaria una valutazione completa della personalità dell'imputato e della sua condotta attuale.
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Detenzione stupefacenti: quantità e spaccio
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un giovane trovato con una notevole quantità di hashish. La Corte ha stabilito che l'ingente quantitativo (oltre 1700 dosi) è un forte indizio di spaccio, escludendo l'uso personale e la non punibilità per particolare tenuità del fatto, nonostante la detenzione stupefacenti fosse stata qualificata come 'fatto di lieve entità'.
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Fatto di lieve entità: quando lo spaccio è grave
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un individuo sottoposto agli arresti domiciliari per spaccio. La Corte ha stabilito che l'attività non poteva essere qualificata come 'fatto di lieve entità' a causa del suo inserimento in una rete criminale organizzata, con ruoli definiti e profitti giornalieri elevati. La decisione sottolinea che per valutare la gravità del reato non basta guardare alla singola cessione, ma all'intero contesto operativo, che in questo caso dimostrava una notevole capacità di diffusione dello stupefacente.
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Fatto di lieve entità: Cassazione e concorso di persone
La Cassazione analizza un caso di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico, annullando alcune condanne. Si stabilisce che il contributo marginale e isolato di un concorrente può essere qualificato come fatto di lieve entità (art. 73, comma 5, D.P.R. 309/90), anche se l'attività principale del gruppo è grave. La sentenza chiarisce i criteri per la valutazione differenziata delle condotte nel concorso di persone.
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Fatto di lieve entità: la quantità conta? Cassazione
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di cocaina. Confermato il no al 'fatto di lieve entità' a causa dell'ingente quantitativo di stupefacente (208 gr di principio attivo) e alle modalità non modeste del reato, ritenuti elementi ostativi a una valutazione di minor disvalore.
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Fatto di lieve entità: Cassazione su spaccio di droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, escludendo la configurabilità del cosiddetto 'fatto di lieve entità' data la quantità non trascurabile di hashish detenuto, l'esistenza di canali di rifornimento stabili e un collaudato assetto organizzativo.
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Fatto di lieve entità: Cassazione su quantità droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La difesa sosteneva la tesi del fatto di lieve entità, ma i giudici hanno confermato la decisione della Corte d'Appello, ritenendo che l'elevato quantitativo di sostanza (pari a 108 dosi di marijuana e 124 di hashish) fosse un elemento ostativo e di carattere assorbente per escludere tale ipotesi, rendendo la valutazione di merito non manifestamente illogica.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio, confermando la decisione dei giudici di merito di non applicare l'ipotesi del "fatto di lieve entità". La Suprema Corte ha ritenuto corretta la valutazione basata su una serie di indici complessivi: il considerevole quantitativo di sostanza sequestrata (190 grammi di hashish), il rinvenimento di 2.640 euro in contanti, due cellulari, un bilancino di precisione e precedenti condanne per reati analoghi.
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Fatto di lieve entità: la Cassazione e la quantità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La Corte ha ribadito che una quantità ingente di stupefacente (1,5 Kg) è un elemento di per sé sufficiente a escludere la configurabilità del cosiddetto 'fatto di lieve entità', previsto dalla legge sulle droghe, rendendo irrilevanti gli altri parametri di valutazione.
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Fatto di lieve entità: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La richiesta di riconoscere il fatto di lieve entità è stata respinta a causa dell'ingente quantitativo di stupefacente (oltre 800 dosi), del denaro rinvenuto e degli strumenti per il confezionamento, elementi che escludono la minore gravità del reato. La Corte ha ribadito che il giudizio di legittimità non può rivalutare le prove, ma solo verificare la corretta applicazione della legge.
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Fatto di lieve entità: no con ingenti quantità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La difesa chiedeva di riconoscere il fatto di lieve entità, ma la Corte ha escluso tale possibilità a causa dell'ingente quantitativo di stupefacente detenuto, sufficiente per oltre mille dosi. La decisione ha inoltre confermato la destinazione allo spaccio, basandosi sulla presenza di materiale per il confezionamento, e la pericolosità sociale del soggetto data la sua recidiva specifica.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso? La Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. Viene negata l'applicazione dell'attenuante del fatto di lieve entità a causa dell'ingente quantitativo di droga (4.600 dosi), della documentazione contabile e di un recente precedente penale specifico. Il ricorso è stato ritenuto un tentativo di rivalutazione dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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Fatto di lieve entità: no con grosse quantità di droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per detenzione di stupefacenti, negando l'applicazione del 'fatto di lieve entità'. La decisione si basa sulla notevole quantità di cocaina (230,6 grammi), già suddivisa in 306 dosi pronte per la vendita e sul possesso di una cospicua somma di denaro, elementi che indicano un inserimento stabile in un circuito criminale e non un'attività marginale.
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Fatto di lieve entità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due individui condannati per spaccio di stupefacenti. La Corte ha confermato che l'ingente numero di dosi ricavabili, il confezionamento della sostanza e il tentativo di fuga sono elementi che escludono la qualificazione del reato come fatto di lieve entità, indicando un inserimento strutturato nel mercato della droga.
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Fatto di lieve entità: la valutazione complessiva
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio, che chiedeva la riqualificazione del reato come fatto di lieve entità. La Corte sottolinea che per tale qualificazione non basta valutare la quantità di droga (nel caso, 580 grammi di marijuana), ma è necessaria una valutazione complessiva che includa le modalità dell'azione, i mezzi utilizzati (bilancini, macchina per sottovuoto) e le circostanze, come la programmazione dell'illecito, che nel caso di specie escludevano la lieve entità.
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