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Fatto Di Lieve Entità — Anno 2024

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160 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Fatto Di Lieve Entità

Provvedimenti

Fatto di lieve entità: la Cassazione e la valutazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per detenzione di stupefacenti. La richiesta di qualificare il reato come fatto di lieve entità è stata respinta poiché gli elementi del caso, come quantità, diversità delle sostanze e modalità di detenzione, indicavano una professionalità e una capacità di diffusione incompatibili con la minima offensività.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso?
La Corte di Cassazione conferma la condanna per detenzione di cocaina, escludendo l'ipotesi del fatto di lieve entità. Decisivi il quantitativo, pari a 158 dosi, le modalità di occultamento in una cassetta di sicurezza e il legame fiduciario con terzi, indice di inserimento in contesti criminali.
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Detenzione di stupefacenti: quando scatta la confisca
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un giovane condannato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. La sentenza conferma che il possesso di una cospicua somma di denaro, sproporzionata rispetto alla capacità reddituale inesistente dell'imputato, giustifica la confisca. La Corte ha inoltre escluso la qualificazione del reato come 'fatto di lieve entità' a causa delle prove che indicavano un'attività di spaccio sistematica e non occasionale.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La difesa sosteneva l'applicabilità dell'ipotesi di reato di 'fatto di lieve entità', ma la Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito. La motivazione si basa non solo sulla considerevole quantità di sostanza (hashish per 926 dosi), ma anche sul possesso di un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento, elementi che, nel loro insieme, dimostrano un'attività di spaccio continuativa e non un episodio occasionale.
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Inammissibilità ricorso spaccio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per spaccio di sostanze stupefacenti. Il ricorso è stato respinto perché le censure sollevate miravano a una nuova valutazione dei fatti, non consentita nel giudizio di legittimità. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, che avevano escluso la lieve entità del fatto data la quantità di droga (28 dosi tra cocaina e hashish) e le modalità organizzate della condotta (droga nascosta in un cespuglio). L'inammissibilità del ricorso spaccio ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Fatto di lieve entità: Cassazione su droga in carcere
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due soggetti condannati per aver tentato di introdurre sostanze stupefacenti in un carcere. Gli imputati chiedevano la riqualificazione del reato come fatto di lieve entità. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, escludendo la lieve entità a causa delle modalità organizzate e pianificate dell'azione, della quantità non irrisoria di droga e della varietà delle sostanze (crack, cocaina e hashish).
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Fatto di lieve entità: marijuana e criteri di valutazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in materia di stupefacenti, confermando che il quantitativo e le modalità di confezionamento della droga sono decisivi per escludere l'ipotesi del fatto di lieve entità. Nel caso specifico, la detenzione di marijuana in pacchetti di peso variabile è stata ritenuta prova della destinazione alla cessione, incompatibile con la fattispecie meno grave prevista dall'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990.
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Fatto di lieve entità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione conferma la decisione di non applicare l'attenuante del fatto di lieve entità a un caso di ricettazione. Nonostante il basso valore economico del bene, la finalità di commettere un ulteriore reato (truffa) ha rivelato una capacità a delinquere tale da escludere il beneficio. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando la fuga è reato
Un uomo, condannato per tentata rapina in un supermercato e resistenza all'arresto, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che la sua condotta fosse una semplice fuga e non una resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che divincolarsi e minacciare gli agenti per scappare costituisce reato, distinguendo tale comportamento dalla mera opposizione passiva. Anche la richiesta di riconoscere la lieve entità della rapina è stata respinta.
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Rapina lieve entità: no attenuante se violenta
Un individuo ha impugnato la sua condanna per rapina, chiedendo l'applicazione della nuova attenuante per la rapina di lieve entità, introdotta dalla Corte Costituzionale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che tale attenuante non può essere concessa quando, nonostante il basso valore dei beni sottratti, le modalità dell'azione sono particolarmente violente, come nel caso di aggressioni a più persone.
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Rapina di lieve entità: Cassazione annulla con rinvio
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un uomo condannato per rapina impropria per aver sottratto merce di basso valore in un supermercato e usato violenza per fuggire. Pur respingendo la richiesta di derubricare il reato a furto, la Corte ha accolto il motivo relativo all'applicazione della nuova attenuante della rapina di lieve entità, introdotta da una sentenza della Corte Costituzionale. Di conseguenza, ha annullato la sentenza d'appello con rinvio, ordinando un nuovo giudizio per valutare la riduzione della pena.
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Fatto di lieve entità: quando lo spaccio non è lieve
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La Corte ha stabilito che non si può configurare il fatto di lieve entità data l'ingente quantità di stupefacenti (oltre 2000 dosi), la disponibilità di un locale di deposito e di strumenti per il confezionamento. La valutazione deve essere complessiva e non basarsi su un singolo elemento.
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Fatto di lieve entità: quando lo spaccio non è lieve
Due individui ricorrono in Cassazione contro una condanna per spaccio di stupefacenti, chiedendo il riconoscimento del fatto di lieve entità. La Corte dichiara i ricorsi inammissibili, sottolineando che la valutazione non può basarsi solo sulla quantità. Nel caso di specie, l'ingente quantitativo (oltre 2600 dosi di cannabis) e l'organizzazione 'semiprofessionale' con due serre indoor e gestione dei clienti escludono la possibilità di qualificare il reato come lieve.
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Fatto di lieve entità: coltivazione e quantità di droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per coltivazione di stupefacenti, confermando l'esclusione dell'ipotesi di 'fatto di lieve entità'. La decisione si basa sul principio che una quantità significativa di sostanza (pari a 1.436 dosi) costituisce un elemento negativo talmente rilevante da prevalere su ogni altra considerazione, giustificando così una qualificazione più grave del reato.
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Fatto di lieve entità: i criteri di valutazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di sostanze stupefacenti, il quale richiedeva il riconoscimento del 'fatto di lieve entità'. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando che elementi come la quantità e la diversità delle droghe, uniti all'inserimento in una rete di spaccio organizzata e documentata, sono incompatibili con la qualificazione di un'offesa come minore.
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Fatto di lieve entità: quando la quantità lo esclude
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, confermando che il reato di spaccio non può essere considerato un **fatto di lieve entità** a causa dell'ingente quantitativo di stupefacenti (oltre 600 dosi di cocaina e 1200 di marijuana). La Corte ha ribadito che il dato ponderale, se particolarmente rilevante, può essere un elemento assorbente e sufficiente per escludere la qualificazione di minore gravità, rendendo irrilevanti altre considerazioni.
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Fatto di lieve entità escluso per grande quantità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per traffico di stupefacenti. La Corte ha confermato che la detenzione di un ingente quantitativo di droga (oltre 6 kg), unita a modalità di trasporto organizzate, è incompatibile con la qualificazione di fatto di lieve entità, rendendo irrilevanti altre considerazioni.
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Fatto di lieve entità: la Cassazione e la droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per coltivazione e detenzione di oltre un chilo di marijuana. La Corte ha stabilito che il quantitativo e le modalità dell'attività erano incompatibili con la fattispecie del fatto di lieve entità, confermando la decisione dei giudici di merito.
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Spaccio di droga: no rilettura fatti in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per spaccio di droga. La sentenza sottolinea che la valutazione delle prove, come le intercettazioni con linguaggio in codice, è di competenza esclusiva dei giudici di merito e non può essere oggetto di una nuova analisi in sede di legittimità. Viene inoltre confermata l'esclusione dell'ipotesi di reato di lieve entità a causa dei consistenti volumi d'affari legati allo spaccio di droga.
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Valutazione della prova: limiti del ricorso in Cassazione
Due soggetti, condannati per cessione e acquisto di cocaina per un valore di 26.000 euro, hanno presentato ricorso in Cassazione lamentando un'errata valutazione della prova, in particolare delle intercettazioni. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili, ribadendo il principio secondo cui non può riesaminare i fatti già valutati in modo logico dai giudici di merito. È stato confermato che la richiesta di una nuova interpretazione delle prove costituisce un motivo inammissibile in sede di legittimità.
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