LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Fatto Di Lieve Entità — Anno 2024

Pagina 5 di 8

160 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Fatto Di Lieve Entità

Provvedimenti

Reformatio in peius: no aumento pena in appello
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che aveva aumentato la pena di un imputato per la continuazione tra reati, violando il divieto di reformatio in peius. Poiché l'appello era stato proposto solo dall'imputato, il giudice non poteva peggiorare il trattamento sanzionatorio, neanche nelle sue singole componenti. La Corte ha quindi ricalcolato direttamente la pena, escludendo l'aumento illegittimo, ma ha confermato la condanna e la confisca dei beni ritenuti provento del reato.
Continua »
Spaccio di droga: quando non è fatto di lieve entità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20328/2024, ha rigettato i ricorsi di due imputati condannati per spaccio di droga. La Corte ha stabilito che la qualificazione di un reato come 'fatto di lieve entità' non può basarsi solo sul modesto quantitativo ceduto, ma richiede una valutazione complessiva dell'attività, inclusa la sua organizzazione e il contesto criminale. Ha inoltre ribadito l'inammissibilità dei motivi di appello generici.
Continua »
Fatto di lieve entità: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha escluso la possibilità di qualificare il reato come fatto di lieve entità a causa della notevole quantità di principio attivo, della presenza di una piantagione di 110 piante e dei numerosi precedenti penali dell'imputato, che commise il reato mentre era ai domiciliari.
Continua »
Fatto di lieve entità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La richiesta di riconoscere il fatto di lieve entità è stata respinta perché la condotta presentava indici di gravità, come l'ingente quantitativo di dosi, la professionalità e l'organizzazione, escludendo così l'ipotesi di minima offensività.
Continua »
Fatto di lieve entità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per la detenzione di 300 grammi di cocaina. La difesa chiedeva la riqualificazione del reato in fatto di lieve entità, ma la Corte ha escluso tale ipotesi a causa dell'ingente quantitativo di droga, ritenendolo indice di un inserimento in un contesto criminale più ampio e quindi di una notevole gravità.
Continua »
Fatto di lieve entità: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la riqualificazione del reato in fatto di lieve entità. La decisione si basa non solo sulla quantità di droga, ma su un'analisi complessiva che include la presenza di bilancini, materiale per il confezionamento e la finalità di raddoppiare un investimento, elementi che escludono la minore gravità del reato. Anche le attenuanti generiche sono state negate a causa dei precedenti penali dell'imputato.
Continua »
Fatto di lieve entità: quantità e modalità del reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di 180 involucri di morfina. La Corte stabilisce che una quantità così ingente di stupefacente ha un "valore assorbente" tale da escludere a priori l'ipotesi di reato di fatto di lieve entità, confermando la decisione dei giudici di merito.
Continua »
Fatto di lieve entità: i criteri di valutazione
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La Corte ha escluso la qualificazione del reato come fatto di lieve entità a causa dell'ingente quantitativo di droga, della varietà delle sostanze e delle modalità professionali dell'attività illecita, confermando la valutazione globale del giudice di merito.
Continua »
Fatto di lieve entità: la valutazione del giudice
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante la mancata applicazione dell'attenuante per un fatto di lieve entità in un caso di estorsione. I giudici hanno stabilito che, per valutare la gravità del reato, si deve considerare l'intera condotta criminale, inclusi i reati connessi (come un furto precedente) e la partecipazione di più persone. La decisione del giudice di merito di non concedere l'attenuante è stata ritenuta corretta e non illogica.
Continua »
Fatto di lieve entità: la Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio una sentenza di condanna per detenzione di stupefacenti. La Corte ha ritenuto che i giudici di merito non avessero adeguatamente motivato il rigetto della qualificazione del reato come fatto di lieve entità e della concessione delle attenuanti generiche, nonostante la modesta quantità di droga leggera e l'assenza di precedenti penali dell'imputato.
Continua »
Fatto di lieve entità: Cassazione e criteri di valutazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. Si ribadisce che per qualificare un reato come fatto di lieve entità non basta il solo dato quantitativo della sostanza, ma occorre una valutazione complessiva di tutti gli elementi del caso, come già stabilito dalle Sezioni Unite.
Continua »
Fatto di lieve entità: la valutazione del giudice
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio, confermando che per il riconoscimento del fatto di lieve entità è necessaria una valutazione complessiva di tutti gli elementi del reato. La professionalità nell'attività di spaccio è stata ritenuta un elemento sufficiente per escludere tale ipotesi meno grave.
Continua »
Fatto di lieve entità: la valutazione complessiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti, il quale richiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità. La Corte ha ribadito che la valutazione deve essere complessiva e che anche un solo elemento negativo, come la professionalità dell'azione, è sufficiente per escludere tale ipotesi meno grave.
Continua »
Fatto di lieve entità: quando il quantitativo lo esclude
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13679/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti e resistenza. La Corte ha confermato la decisione di merito che escludeva l'ipotesi del 'fatto di lieve entità' a causa del notevole quantitativo di marijuana (pari a 772 dosi) e dei precedenti penali specifici del soggetto, ritenuti indici di un inserimento in contesti criminali.
Continua »
Particolare tenuità del fatto: no se lo spaccio è grave
Un individuo è stato condannato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. Sebbene il reato fosse stato qualificato come "fatto di lieve entità" (art. 73, comma 5, T.U. Stupefacenti), la Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito di negare la causa di non punibilità per "particolare tenuità del fatto" (art. 131-bis c.p.). La Corte ha stabilito che l'elevato numero di dosi ricavabili dalla sostanza (469 dosi) indicava un'offensività concreta e una pericolosità sociale tali da essere incompatibili con il concetto di "particolare tenuità". La sentenza sottolinea la distinzione tra le due nozioni, chiarendo che non vi è alcun automatismo tra di esse.
Continua »
Fatto di lieve entità: la Cassazione e lo spaccio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante lo spaccio di stupefacenti, negando l'applicazione del 'fatto di lieve entità'. La decisione si fonda non solo sulla quantità di droga, ma soprattutto sul contesto operativo, ovvero una nota 'piazza di spaccio' con clientela consolidata e rifornimenti costanti, elementi che escludono la minore gravità del reato.
Continua »
Fatto di lieve entità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per spaccio di stupefacenti che chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità. La decisione si basa sulla correttezza della valutazione della Corte d'Appello, che aveva escluso la lieve entità in considerazione della notevole quantità di cocaina (mezzo chilogrammo), dei precedenti specifici dell'imputato e dell'esistenza di uno stabile canale di approvvigionamento. L'ordinanza ribadisce che la valutazione sulla gravità del fatto è un'analisi complessiva che spetta ai giudici di merito.
Continua »
Fatto di lieve entità: valutazione unitaria del reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di cocaina e hashish, che chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità. La Corte ha ribadito che, in presenza di più sostanze, la condotta va valutata unitariamente. L'ingente quantitativo di droga e denaro, uniti ai precedenti specifici, sono stati decisivi per escludere l'ipotesi lieve e confermare la decisione dei giudici di merito.
Continua »
Fatto di lieve entità: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per detenzione di cocaina ai fini di spaccio, che contestava il mancato riconoscimento del fatto di lieve entità. L'inammissibilità è stata motivata dalla genericità del ricorso, che si limitava a riproporre le medesime questioni già respinte in appello. La Corte ha ribadito che la valutazione del fatto di lieve entità richiede un'analisi complessiva, e nel caso di specie, l'ingente quantitativo di droga e la non occasionalità della condotta giustificavano pienamente l'esclusione di tale ipotesi.
Continua »
Fatto di lieve entità: quando è escluso dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di 118,30 grammi di hashish, da cui si potevano ricavare oltre 2.000 dosi. La Corte ha stabilito che un quantitativo così ingente costituisce un elemento di 'pregnanza negativa assorbente' che esclude a priori la possibilità di riconoscere il fatto di lieve entità, rendendo irrilevanti le altre circostanze.
Continua »