La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto di energia elettrica aggravato, rigettando i ricorsi presentati da due imputati. La Suprema Corte ha stabilito che la verifica tecnica sui contatori effettuata dal personale dell'ente erogatore non costituisce un atto irripetibile, rendendo superflue le garanzie difensive dell'art. 360 c.p.p. Inoltre, è stata esclusa l'applicabilità dello stato di necessità per ragioni economiche, mancando la prova di un pericolo attuale e inevitabile. La manomissione dei sigilli ha configurato l'aggravante della violenza sulle cose, rendendo il reato procedibile d'ufficio nonostante le recenti riforme sulla querela.
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