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Esimente — Anno 2023

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194 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Particolare tenuità del fatto: quando è esclusa
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato che richiedeva l'applicazione della particolare tenuità del fatto dopo essere evaso dai domiciliari. Il soggetto aveva abbandonato il luogo di detenzione per futili motivi, danneggiando intenzionalmente il braccialetto elettronico. La Corte ha stabilito che tale condotta, unita al ritardo nel presentarsi alle autorità, esclude la scarsa offensività necessaria per beneficiare della causa di non punibilità.
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Resistenza a pubblico ufficiale e atto arbitrario
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per Resistenza a pubblico ufficiale. Il soggetto aveva aggredito agenti di polizia penitenziaria con un bastone, opponendosi poi all'accompagnamento in infermeria. La difesa invocava l'esimente della reazione ad atto arbitrario (art. 393-bis c.p.), sostenendo l'illegittimità dell'operato degli agenti. La Suprema Corte ha chiarito che l'arbitrarietà deve essere oggettiva e non basata sulla percezione soggettiva dell'imputato, confermando la legittimità dell'intervento finalizzato a verifiche sanitarie dopo un'aggressione.
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Giustificato motivo e ordine di allontanamento
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un cittadino straniero per non aver rispettato l'ordine di allontanamento del Questore. Il ricorrente ha invocato la pendenza di un ricorso per protezione internazionale come giustificato motivo, ma non ha fornito prove documentali a supporto. La Corte ha stabilito che l'onere di allegare e provare le ragioni che impediscono l'allontanamento spetta all'imputato, non essendo sufficienti le mere dichiarazioni rese al momento del controllo.
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Diffamazione a mezzo stampa: i limiti della cronaca
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per diffamazione a mezzo stampa nei confronti di un giornalista che aveva pubblicato un articolo allusivo su un ex assessore. Il testo utilizzava titoli suggestivi, foto e mezze verità per indurre il lettore a ipotizzare un coinvolgimento del politico in nuovi scandali finanziari. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, ribadendo che la valutazione sulla portata offensiva di uno scritto è riservata al giudice di merito e non può essere contestata in sede di legittimità se la motivazione è logica e coerente.
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Furto aggravato: la Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto aggravato a carico di due individui sorpresi all'interno di un centro sportivo. I ricorrenti contestavano la ricostruzione dei fatti e la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha chiarito che il limite per l'applicazione dell'art. 131-bis c.p. deve riferirsi al massimo edittale della pena e non a quella concretamente inflitta. È stata inoltre confermata l'aggravante dell'esposizione alla pubblica fede per i beni sottratti negli spogliatoi, dichiarando i ricorsi inammissibili.
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Tenuità del fatto: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava la propria responsabilità penale e il mancato riconoscimento della tenuità del fatto. I giudici di legittimità hanno confermato che la sentenza di appello era correttamente motivata, escludendo l'applicazione dell'esimente e delle attenuanti generiche. La determinazione della pena è stata ritenuta legittima in quanto espressione della discrezionalità del giudice di merito, non richiedendo motivazioni analitiche se la sanzione è contenuta entro la media edittale.
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Particolare tenuità del fatto: stop della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino che contestava il diniego della particolare tenuità del fatto e della sostituzione della pena detentiva. I giudici di legittimità hanno confermato che la sentenza di merito era supportata da una motivazione logica e corretta, escludendo l'applicabilità dell'esimente prevista dall'art. 131-bis c.p. e la conversione della sanzione ex art. 20-bis c.p. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Stato di necessità: quando non evita la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per invasione di edifici, furto e danneggiamento a carico di due soggetti, respingendo il ricorso che invocava lo stato di necessità. I giudici hanno stabilito che la richiesta di rivalutazione delle prove è estranea al giudizio di legittimità e che l'esimente prevista dall'Art. 54 c.p. non era applicabile per mancanza di presupposti concreti. La decisione sottolinea l'inammissibilità di ricorsi generici che non si confrontano direttamente con le motivazioni della sentenza d'appello, condannando i ricorrenti anche al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
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Diffamazione a mezzo stampa: anche l’insinuazione è reato
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di assoluzione per il reato di diffamazione a mezzo stampa. La Corte ha stabilito che la Corte d'Appello non aveva adeguatamente motivato la sua decisione, ignorando che la diffamazione può avvenire anche tramite una concatenazione di allusioni e insinuazioni, pur basate su fatti veri, che nel loro insieme ledono la reputazione di una persona. La sentenza di secondo grado è stata cassata con rinvio per un nuovo giudizio.
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Ricorso inammissibile: quando è solo una ripetizione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da due imputati condannati per evasione. La Corte ha stabilito che il ricorso si limitava a riproporre le stesse argomentazioni già valutate e respinte dalla Corte d'Appello, trasformandosi in una richiesta inammissibile di riesame dei fatti. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
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Crisi di liquidità e reati fiscali: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imprenditrice condannata per omessa dichiarazione. La difesa sosteneva che una grave crisi di liquidità avesse reso impossibile l'adempimento fiscale. La Corte ha ribadito che, per escludere il reato, l'imputato deve fornire una prova rigorosa che la crisi non sia a lui imputabile e di aver tentato ogni azione possibile per reperire i fondi, anche a discapito del patrimonio personale, cosa che nel caso di specie non è avvenuta.
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Ricorso inammissibile: valutazione di merito in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato contro una sentenza di condanna. I motivi del ricorso, incentrati sulla rilettura delle prove e sulla valutazione della credibilità dei testimoni, sono stati considerati un tentativo di ottenere un nuovo giudizio di merito, attività preclusa alla Corte di legittimità. La Corte ha inoltre confermato la correttezza della decisione dei giudici d'appello sull'aumento di pena per la recidiva, ritenendola adeguatamente motivata.
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Critica politica: il limite tra diritto e diffamazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per diffamazione a carico di un soggetto che aveva accusato una parlamentare di essersi assentata da una votazione per favorire interessi privati, omettendo la reale causa dell'assenza, ovvero gravi motivi di salute noti pubblicamente. La sentenza ribadisce che la critica politica, per essere legittima, deve fondarsi su un nucleo di verità e non può prescindere dalla verifica dei fatti, specialmente quando le informazioni per accertarli sono facilmente accessibili.
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Revocatoria Fallimentare: pagamenti nei termini d’uso
Una compagnia aerea in amministrazione straordinaria ha agito in giudizio per la revocatoria fallimentare di alcuni pagamenti effettuati a una società di leasing. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che le norme speciali che esentavano tali pagamenti non sono incostituzionali. Inoltre, ha chiarito che un pagamento eseguito con un solo giorno di anticipo sulla scadenza rientra nei 'termini d'uso' e non è soggetto a revoca, rendendo irrilevante la conoscenza dello stato di insolvenza da parte del creditore.
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