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Dies A Quo — Anno 2025

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465 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Dies A Quo

Provvedimenti

Inammissibilità ricorso: i motivi generici in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un imprenditore condannato per bancarotta fraudolenta. I motivi sono stati giudicati generici, in quanto mere ripetizioni delle difese già respinte in appello, e i nuovi motivi presentati tardivamente. La decisione sottolinea l'importanza di un'impugnazione specifica per evitare l'inammissibilità ricorso.
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Inammissibilità ricorso: motivi generici in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per bancarotta fraudolenta. L'appello è stato respinto poiché i motivi erano manifestamente infondati e generici, limitandosi a proporre una ricostruzione alternativa dei fatti senza contestare l'iter logico della sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Sanzioni amministrative e tempus regit actum
Una società multata per violazioni della privacy ha visto la sanzione annullata in primo grado perché la norma era stata abrogata. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che per le sanzioni amministrative si applica il principio del "tempus regit actum", ovvero la legge in vigore al momento del fatto. L'abrogazione successiva è irrilevante. Inoltre, il ricorso iniziale è stato dichiarato tardivo a causa di una normativa transitoria.
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Sanzioni CONSOB: la responsabilità dell’amministratore
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un amministratore di un istituto di credito, confermando le sanzioni CONSOB a suo carico. L'ordinanza stabilisce che anche gli amministratori senza deleghe hanno un dovere di agire informati e di vigilanza, non potendo invocare l'ignoranza di fronte a evidenti segnali di allarme. La Corte ha inoltre ribadito che, in materia di illeciti amministrativi, vige una presunzione di colpa, spettando all'amministratore l'onere di provare di aver agito con la dovuta diligenza.
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Prescrizione compenso gratuito patrocinio: i chiarimenti
Un avvocato si è visto negare il compenso per gratuito patrocinio a causa della prescrizione presuntiva di tre anni. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che per i crediti verso lo Stato si applica la prescrizione ordinaria decennale. Inoltre, ha ribadito che la prescrizione presuntiva non può essere rilevata d'ufficio dal giudice, ma deve essere eccepita dal debitore. La sentenza chiarisce i termini di prescrizione del compenso per gratuito patrocinio.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato che il diritto al risarcimento del danno per i medici specializzandi, a causa della mancata attuazione di direttive europee, si estingue per prescrizione. Il termine decennale decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Questa legge, pur riconoscendo il diritto a una borsa di studio solo ad alcuni, ha reso definitivo l'inadempimento dello Stato per tutti gli altri, facendo partire da quel momento la prescrizione medici specializzandi. I ricorsi dei medici sono stati dichiarati inammissibili.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di risarcimento avanzata da numerosi medici per la mancata retribuzione durante la specializzazione. Il diritto è stato dichiarato estinto per prescrizione decennale, con decorrenza fissata al 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della L. 370/1999, che ha cristallizzato l'inadempimento dello Stato. La Corte ha ribadito il proprio orientamento consolidato, ritenendo inammissibile il ricorso.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27934/2025, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni medici specializzandi che chiedevano il risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione in anni antecedenti al 1991/92. La Corte ha ribadito il suo orientamento consolidato, secondo cui la prescrizione decennale del diritto al risarcimento decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della legge n. 370/1999. Poiché i ricorsi non presentavano argomenti idonei a superare tale giurisprudenza, sono stati rigettati.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni medici che chiedevano un risarcimento per la mancata retribuzione durante la scuola di specializzazione antecedente al 1991. La Corte ha confermato la consolidata giurisprudenza sulla prescrizione medici specializzandi, stabilendo che il termine decennale per agire è scaduto, essendo iniziato a decorrere dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge 370/1999. Questa legge ha reso definitivo l'inadempimento dello Stato, cristallizzando il momento da cui i medici avrebbero potuto e dovuto agire.
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Risarcimento medici specializzandi: Cassazione e termini
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito il suo orientamento consolidato sul risarcimento medici specializzandi per la mancata corresponsione della borsa di studio prima del 1991. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che il termine di prescrizione decennale per l'azione di risarcimento del danno decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Secondo i giudici, tale legge ha reso definitiva l'inadempienza dello Stato, cristallizzando il diritto al risarcimento e facendo partire il conto alla rovescia per la prescrizione, rendendo tardive le azioni legali successive.
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Fatto notorio: il default e la prescrizione dei danni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni investitori contro un istituto di credito per le perdite subite su obbligazioni estere. La decisione conferma che il termine di prescrizione decennale per l'azione di risarcimento danni decorre dalla data del default dell'emittente, considerato un "fatto notorio", e non dal momento della successiva percezione del danno da parte del singolo investitore. Di conseguenza, l'azione legale, avviata a distanza di quasi vent'anni, è stata ritenuta prescritta.
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Prescrizione fatto notorio: il default è dies a quo
Un investitore ha citato in giudizio un istituto di credito per danni derivanti dall'acquisto di obbligazioni argentine. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito. Il diritto al risarcimento è stato ritenuto estinto per prescrizione decennale. Il punto cruciale della sentenza è che il termine di prescrizione è iniziato a decorrere dalla data del default sovrano, considerato un "fatto notorio" che ha reso il danno immediatamente percepibile dall'investitore.
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Prove documentali: video privati validi nel processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per l'indebito utilizzo di carte di pagamento. La condanna si basava su prove documentali, in particolare un video registrato dal sistema di sorveglianza di un taxi. La Corte ha stabilito che i video realizzati da privati prima dell'avvio del procedimento penale sono considerati documenti e non necessitano di un sequestro formale per essere utilizzati come prova.
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Decadenza pensione: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione ha chiarito un punto cruciale sulla decadenza pensione. In caso di ricalcolo di una prestazione previdenziale riconosciuta solo in parte, il termine triennale per agire in giudizio decorre dal momento del riconoscimento parziale e non da una successiva domanda amministrativa. La Corte ha stabilito il principio della "decadenza mobile triennale", secondo cui l'azione giudiziaria salva i ratei di pensione maturati nel triennio anteriore alla domanda, mentre quelli precedenti sono prescritti, rendendo irrilevante la procedura amministrativa intermedia ai fini del calcolo della decadenza.
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Illecito permanente: quando scatta la prescrizione?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la violazione per un prospetto informativo incompleto o non veritiero costituisce un illecito permanente. Di conseguenza, il termine di prescrizione di cinque anni non decorre dalla data di approvazione del prospetto, ma dalla data di chiusura dell'offerta al pubblico. In questo caso, la Corte ha annullato la decisione di merito che aveva dichiarato prescritto l'illecito, affermando che la condotta dannosa per gli investitori si protrae per tutta la durata dell'offerta. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Autorità di vigilanza, chiarendo un principio fondamentale per la tutela del mercato finanziario.
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Ricorso incidentale assorbito: effetti della rinuncia
Una società agricola si opponeva alla stima di esproprio di alcuni suoi terreni, ma la sua opposizione veniva dichiarata tardiva. La società ricorreva in Cassazione lamentando un vizio di notifica del decreto di esproprio. Le controparti, tra cui un consorzio e l'Amministrazione finanziaria, proponevano ricorsi incidentali. Successivamente, la società agricola e il consorzio rinunciavano ai rispettivi ricorsi. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio tra le parti rinuncianti e ha dichiarato il ricorso incidentale assorbito per l'Amministrazione finanziaria, poiché il suo interesse a una decisione era condizionato all'accoglimento del ricorso principale, ormai venuto meno.
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Prescrizione reato continuato: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per detenzione e spaccio di stupefacenti, dichiarando l'estinzione del reato. La decisione si fonda sul principio della prescrizione reato continuato, chiarendo che il termine di prescrizione deve essere calcolato autonomamente per ogni singolo episodio criminoso, a partire dalla data in cui ciascuno è stato commesso, e non dalla cessazione dell'intera condotta.
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Soccombenza virtuale: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un istituto di credito. Dopo una transazione con un cliente, la Corte d'Appello aveva deciso sulle spese applicando il principio di soccombenza virtuale. La banca ha impugnato questa decisione entrando nel merito di una domanda di manleva ormai superata, invece di contestare il criterio di ripartizione delle spese, commettendo un errore che ha reso il ricorso inammissibile.
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Deposito tardivo sentenza: come si calcola il termine
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di inammissibilità emessa da una Corte d'Appello, chiarendo un punto fondamentale sul calcolo dei termini per impugnare. Nel caso di deposito tardivo della sentenza di primo grado, il termine per l'appello non decorre dalla lettura del dispositivo, ma dalla comunicazione o notificazione dell'avvenuto deposito della motivazione. Questo principio garantisce il diritto di difesa, assicurando che l'imputato abbia a disposizione l'intero periodo previsto dalla legge per preparare l'impugnazione, a partire dal momento in cui conosce le ragioni della decisione.
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Comportamenti omissivi: quando parte la prescrizione?
Una società del settore energetico ha impugnato un avviso di pagamento per accise non versate, sostenendo la prescrizione del credito per l'annualità 2008. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che in presenza di 'comportamenti omissivi' volti a nascondere il debito fiscale (in questo caso, acquisti di GPL senza fattura), il termine di prescrizione di cinque anni non decorre dalla data in cui l'imposta era dovuta, ma dal momento della scoperta dell'illecito da parte dell'Amministrazione Finanziaria. La sentenza sottolinea la distinzione tra semplice inadempimento e condotta fraudolenta che occulta attivamente l'evasione.
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