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Dies A Quo — Anno 2023

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587 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Dies A Quo

Provvedimenti

Rimborso imposta sostitutiva: termini e decorrenza
La Corte di Cassazione ha chiarito i termini di decadenza per la richiesta di rimborso imposta sostitutiva versata per la rivalutazione di immobili d'impresa. Il caso riguarda un'associazione che, succeduta a una società estinta, ha richiesto la restituzione del tributo dopo la vendita dell'immobile avvenuta nel periodo di sospensione fiscale. La Suprema Corte ha stabilito che, se il diritto alla restituzione sorge dopo il pagamento, non si applica il termine di 48 mesi dal versamento, ma il termine biennale previsto dalla norma residuale tributaria, decorrente dal momento in cui il rimborso è diventato esigibile.
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Bollo auto: quando scatta la prescrizione?
La Corte di Cassazione ha analizzato il termine di prescrizione del bollo auto in seguito alla notifica di un avviso di accertamento. Il contribuente sosteneva che il termine triennale fosse decorso calcolandolo dalla data di definitività dell'atto impositivo. La questione centrale riguarda l'interpretazione dell'Art. 5 del D.L. 953/1982: se il nuovo termine di prescrizione debba iniziare dal primo gennaio dell'anno successivo o dalla data di notifica dell'atto interruttivo. Data la presenza di orientamenti giurisprudenziali contrastanti, la Corte ha disposto la rimessione della causa in pubblica udienza per una decisione definitiva di rilievo nomofilattico.
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Sospensione feriale: come calcolare i termini
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che dichiarava inammissibile un appello per presunta tardività. Il cuore della questione riguarda il calcolo della sospensione feriale applicata al termine lungo per l'impugnazione. La Suprema Corte ha stabilito che, se il termine scade durante il periodo di pausa estiva o in un giorno festivo, la scadenza deve essere ricalcolata includendo i giorni di sospensione previsti dalla legge (all'epoca 46 giorni) e slittando al primo giorno feriale utile. Nel caso analizzato, la notifica effettuata di lunedì, dopo il weekend di Ognissanti, è stata considerata tempestiva.
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Termine contestazione sanzione: guida alla decorrenza
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Autorità di Vigilanza contro l'annullamento di una sanzione pecuniaria inflitta a un ex amministratore bancario. Il punto centrale riguarda il termine contestazione sanzione di 180 giorni. La Corte ha stabilito che l'accertamento non coincide con la mera percezione dei fatti materiali, ma richiede il completamento di una complessa attività valutativa. In ambito finanziario, la complessità delle indagini giustifica tempi istruttori più lunghi, impedendo una decorrenza automatica del termine basata su una valutazione ex post del giudice di merito.
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Responsabilità professionale: guida alla prescrizione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di due avvocati per responsabilità professionale in merito alla gestione negligente di una procedura esecutiva immobiliare. Il punto centrale della decisione riguarda la decorrenza della prescrizione: il termine non inizia dal momento dell'errore tecnico, ma da quando il danno diventa oggettivamente percepibile dal cliente. Nel caso specifico, la percezione del danno è stata identificata con il passaggio in giudicato della sentenza definitiva che ha sancito la perdita del bene, rendendo vana l'attività difensiva prestata.
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Equa riparazione: termini e legittimazione passiva
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema del termine di decadenza per la richiesta di equa riparazione in caso di lungaggini processuali. La decisione chiarisce che il termine semestrale per agire decorre solo dall'effettivo soddisfacimento del credito, includendo nel calcolo anche la fase di ottemperanza. Tuttavia, la Suprema Corte ha accolto il ricorso del Ministero della Giustizia riguardo alla legittimazione passiva: per i ritardi accumulati durante la fase di esecuzione amministrativa, il soggetto da citare è il Ministero dell'Economia e delle Finanze, non quello della Giustizia.
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Equa riparazione: decorrenza termini e ottemperanza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero della Giustizia riguardante i termini di decadenza per la richiesta di equa riparazione. Il caso riguardava un cittadino che, dopo aver ottenuto un'ordinanza di assegnazione somme non soddisfatta, aveva intrapreso un giudizio di ottemperanza. Il Ministero eccepiva la tardività della domanda di indennizzo, sostenendo che il termine di sei mesi dovesse decorrere dalla prima ordinanza esecutiva. La Suprema Corte ha invece stabilito che, in ottica di tutela effettiva del creditore, il termine decorre solo dalla conclusione dell'ultimo rimedio utile (in questo caso l'ottemperanza) che abbia portato al reale soddisfacimento del credito. L'equa riparazione resta dunque accessibile finché il processo unitario, comprensivo della fase esecutiva, non giunge a compimento.
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Medici specializzandi: guida al risarcimento danni
La Corte di Cassazione ha chiarito i termini per il risarcimento dei medici specializzandi che hanno frequentato corsi tra il 1983 e il 1991. La decisione conferma che il diritto al risarcimento per la mancata attuazione delle direttive europee si prescrive in dieci anni, con decorrenza dal 27 ottobre 1999. La Corte ha inoltre stabilito che la specializzazione in Odontostomatologia rientra tra quelle indennizzabili, ma la quantificazione del danno deve seguire i parametri equitativi della Legge 370/1999 (circa 6.713 euro annui) e non quelli più elevati previsti dal D.Lgs. 257/1991. Infine, è stata applicata una sanzione per abuso del processo ai ricorrenti che hanno riproposto motivi già dichiarati infondati dalla giurisprudenza consolidata.
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Prescrizione contributiva: quando decorre il termine?
La Corte di Cassazione ha confermato la prescrizione contributiva per i crediti vantati da un ente previdenziale professionale relativi agli anni 2005, 2006 e 2007. La controversia riguardava la decorrenza del termine prescrizionale e l'efficacia interruttiva di una diffida inviata dall'ente. La Suprema Corte ha stabilito che il termine inizia a decorrere dalla scadenza del pagamento e non dalla comunicazione dei dati reddituali da parte del debitore. Inoltre, ha chiarito che l'interpretazione del contenuto di una lettera di diffida è un accertamento di fatto riservato al giudice di merito, non sindacabile se logicamente motivato.
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Sanzione amministrativa: i tempi della contestazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della tempestività della sanzione amministrativa irrogata dall'autorità di vigilanza finanziaria a un ex esponente aziendale di un istituto di credito. Il nucleo della controversia riguarda il momento in cui deve considerarsi compiuto l'accertamento dell'infrazione per far decorrere il termine di 180 giorni per la contestazione. La Corte ha chiarito che tale termine non inizia con la semplice percezione dei fatti, ma richiede il completamento di una valutazione complessa degli elementi oggettivi e soggettivi. Nel caso di specie, è stata annullata la sentenza d'appello che aveva considerato tardiva la sanzione amministrativa, poiché il giudice di merito non aveva correttamente valutato la complessità dell'attività istruttoria e il necessario coordinamento tra le diverse autorità di vigilanza coinvolte.
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Sanzione amministrativa: i tempi per la contestazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che dichiarava decaduta una sanzione amministrativa irrogata dall'autorità di vigilanza finanziaria a un ex amministratore bancario. Il cuore della controversia riguarda il momento in cui inizia a decorrere il termine di 180 giorni per la contestazione degli addebiti. La Suprema Corte ha stabilito che l'accertamento non coincide con la semplice percezione materiale dei fatti, ma richiede un'attività valutativa complessa, specialmente in contesti di crisi bancaria e vigilanza coordinata tra diverse autorità. La sanzione amministrativa rimane valida se l'istruttoria è stata condotta in tempi ragionevoli senza ingiustificate inerzie.
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Sanzioni amministrative Consob: i tempi di notifica
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della tempestività delle sanzioni amministrative Consob irrogate a un ex dirigente bancario per violazioni in materia di adeguatezza degli investimenti. La Corte d'Appello aveva precedentemente annullato la sanzione, ritenendo che il termine di 180 giorni per la notifica fosse decorso dalla semplice conoscenza dei fatti. La Suprema Corte ha invece stabilito che l'accertamento non coincide con la mera percezione materiale dei fatti, ma richiede una valutazione complessa degli elementi acquisiti. Il giudice di merito deve valutare la ragionevolezza dei tempi istruttori senza sostituirsi alle scelte dell'autorità, considerando la complessità della materia finanziaria.
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Minaccia grave: quando il reato diventa aggravato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di minaccia grave, dichiarando inammissibile il ricorso presentato dall'imputato. Il ricorrente aveva contestato la tardività della querela e l'attendibilità dei testimoni, ma la Suprema Corte ha rilevato che tali questioni non erano state sollevate in appello o riguardavano valutazioni di merito precluse in sede di legittimità. La decisione ribadisce che la minaccia grave si configura in base al turbamento psichico della vittima, accertato nel caso specifico attraverso referti medici che attestavano stati d'ansia persistenti dopo l'evento.
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Prescrizione credito: quando decorre il termine?
La Corte di Cassazione ha confermato la prescrizione credito vantato da una Pubblica Amministrazione per il recupero dei costi di acquisizione di aree destinate all'edilizia economica e popolare. Il fulcro della controversia riguardava l'individuazione del momento iniziale per il calcolo del termine decennale. Mentre l'ente pubblico sosteneva che la prescrizione dovesse decorrere dalla chiusura definitiva di tutti i costi del piano di zona, i giudici hanno stabilito che il termine inizia a decorrere dal momento in cui il credito diventa certo e determinabile, nel caso specifico a seguito di una transazione avvenuta anni prima. Non essendo stati provati atti interruttivi idonei nel decennio successivo, il diritto alla riscossione è stato dichiarato estinto.
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Prescrizione medici specializzandi: guida al termine
Un gruppo di medici ha agito contro la Presidenza del Consiglio per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla mancata attuazione delle direttive europee sulla remunerazione dei corsi di specializzazione seguiti prima del 1991. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso, ribadendo che la prescrizione medici specializzandi è decennale e decorre dal 27 ottobre 1999. Tale data coincide con l'entrata in vigore della Legge 370/1999, momento in cui i professionisti hanno avuto la certezza dell'inadempimento statale, rendendo il diritto immediatamente esercitabile.
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Incompatibilità dipendente pubblico e licenziamento
La Corte di Cassazione ha confermato il licenziamento di una lavoratrice per incompatibilità dipendente pubblico. La dipendente ricopriva il ruolo di amministratore unico in una società privata senza aver mai cessato effettivamente l'incarico, rendendo inoltre dichiarazioni mendaci al momento dell'assunzione presso l'azienda sanitaria.
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Calcolo termine custodia cautelare: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 48308/2023, ha rigettato il ricorso del Pubblico Ministero, confermando l'orientamento maggioritario sul calcolo termine custodia cautelare. La Corte ha stabilito che, per i termini a mesi, la scadenza avviene il giorno precedente a quello corrispondente alla data di inizio della misura, includendo il primo giorno (dies a quo) nel computo, in deroga alla regola generale.
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Indebita percezione erogazioni pubbliche: la sentenza
La Corte di Cassazione conferma la condanna per un giovane agricoltore per il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche. Il caso riguarda l'ottenimento di un contributo attraverso la rendicontazione di costi per l'acquisto di un immobile dal padre, costi in realtà mai sostenuti poiché il prezzo di vendita era stato quasi interamente restituito. La sentenza chiarisce un punto fondamentale: il reato si consuma non con l'anticipo dei fondi, ma nel momento in cui l'ente pubblico, sulla base della documentazione falsa, conferma in via definitiva l'erogazione, consolidando la perdita patrimoniale.
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Rimborso Irap: la Cassazione sui termini di decadenza
La Corte di Cassazione chiarisce il termine di decadenza per la richiesta di rimborso Irap. Se l'indebito è certo già al momento del versamento degli acconti, il termine di 48 mesi decorre da tale data, non dal saldo. La Corte ha accolto il ricorso dell'Amministrazione finanziaria, ritenendo tardiva l'istanza presentata da un istituto di credito.
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Prescrizione risarcimento: quando inizia a decorrere?
A seguito di un'alluvione del 1992, alcuni cittadini hanno richiesto il risarcimento dei danni. La questione centrale è la decorrenza della prescrizione del risarcimento. La Cassazione ha stabilito che il termine non decorre dalla sentenza penale definitiva, ma dal momento in cui i danneggiati potevano avere conoscenza della possibile responsabilità, ad esempio con il rinvio a giudizio di un funzionario. L'appello è stato respinto, confermando che la mera conoscibilità del nesso causale è sufficiente per far decorrere la prescrizione.
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