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Dies A Quo — Anno 2023

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587 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Dies A Quo

Provvedimenti

Termine Legge Pinto: quando scatta per l’esecuzione?
La Corte di Cassazione chiarisce un punto cruciale sul termine Legge Pinto. In un caso di ritardato pagamento di un indennizzo da parte dello Stato, si è stabilito che il termine di sei mesi per chiedere un'ulteriore compensazione per la lungaggine della fase esecutiva non decorre dal primo atto di esecuzione (come un'ordinanza di assegnazione), ma dalla conclusione dell'ultimo rimedio esperito per ottenere il pagamento effettivo, anche se si tratta di un giudizio di ottemperanza. Questa decisione protegge il creditore, assicurando che il termine Legge Pinto parta solo quando il suo diritto è pienamente e concretamente soddisfatto.
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Termine contestazione disciplinare: quando inizia?
La Corte di Cassazione ha chiarito un punto cruciale sul termine contestazione disciplinare nel pubblico impiego. Con l'ordinanza n. 33394/2023, ha stabilito che il termine di 40 giorni per avviare il procedimento decorre non dalla data in cui il dirigente della struttura viene a conoscenza del fatto, ma dal momento in cui l'Ufficio per i Procedimenti Disciplinari (UPD) riceve formalmente gli atti. La Corte ha così cassato la decisione di merito che aveva annullato una sanzione disciplinare considerandola tardiva.
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Termine procedimento disciplinare: da quando decorre?
La Corte di Cassazione chiarisce un punto cruciale sul calcolo del termine procedimento disciplinare nel pubblico impiego. Con l'ordinanza in esame, ha stabilito che il termine di 120 giorni per la conclusione del procedimento decorre dalla data in cui la notizia dell'infrazione perviene all'Ufficio per i Procedimenti Disciplinari (UPD) e non da quando viene ricevuta da altri uffici, come l'Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP). La sentenza cassa la decisione della Corte d'Appello, che aveva erroneamente annullato una sanzione calcolando il termine da un momento precedente.
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Equa riparazione: da quando decorre il termine?
Un cittadino, dopo aver ottenuto un'ordinanza di assegnazione di somme a titolo di equa riparazione, non riceveva il pagamento. Avviava quindi un giudizio di ottemperanza per costringere l'amministrazione a pagare. Il Ministero della Giustizia sosteneva che il termine per chiedere un nuovo indennizzo per la lungaggine della fase esecutiva dovesse decorrere dalla prima ordinanza di assegnazione. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che il termine decorre dalla conclusione dell'ultimo rimedio esperito per ottenere l'effettivo soddisfacimento del credito, in questo caso la sentenza del Consiglio di Stato che ha definito il giudizio di ottemperanza. La decisione rafforza la tutela del creditore, affermando che il processo si conclude solo con il pagamento effettivo.
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Termine rimborso fiscale: quando decorre?
Un consorzio chiede il rimborso di una ritenuta IRPEF dopo l'annullamento di una procedura di esproprio. La Cassazione chiarisce che il termine rimborso fiscale biennale decorre non dalla pubblicazione della sentenza amministrativa che annulla l'atto, ma dal suo passaggio in giudicato, confermando la decisione dei giudici d'appello e rigettando il ricorso dell'Ente Fiscale.
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Prescrizione investimenti: il dies a quo in Cassazione
Un istituto di credito ricorre in Cassazione dopo la condanna in Appello alla restituzione di 20.000 euro a un risparmiatore per l'acquisto di obbligazioni rischiose. Il ricorso solleva tredici motivi, con un focus sulla prescrizione investimenti e l'individuazione del 'dies a quo' (termine iniziale). La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato la decisione, in attesa della pronuncia su casi analoghi già pendenti, al fine di garantire un'interpretazione uniforme su questa cruciale questione legale.
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Prescrizione reati finanziari: quando inizia a decorrere
Un ex promotore finanziario ricorre in Cassazione per ottenere la dichiarazione di prescrizione dei reati di appropriazione indebita e truffa. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo i principi sulla decorrenza della prescrizione reati finanziari. Per l'appropriazione indebita, il termine decorre dall'interversione del possesso (il rifiuto di restituire i fondi), mentre per la truffa a consumazione prolungata, decorre dalla percezione dell'ultima rata del profitto illecito.
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Errore di fatto: Cassazione revoca inammissibilità
La Corte di Cassazione ha corretto un proprio precedente errore di fatto nel calcolo di un termine per impugnare, revocando la declaratoria di inammissibilità di un ricorso. Tuttavia, riesaminando il caso nel merito, ha dichiarato il ricorso comunque inammissibile, confermando la condanna del proprietario di un terreno per omicidio colposo, a causa di un fosso non autorizzato che ha contribuito a un incidente stradale mortale.
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Procura speciale: ricorso inammissibile senza delega
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato avverso il rigetto dell'istanza di rescissione del giudicato. La decisione si fonda su un vizio procedurale: il difensore che ha presentato il ricorso non era munito della necessaria procura speciale, un requisito di legittimazione essenziale previsto dalla legge per questo tipo di impugnazione.
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Inutilizzabilità atti indagine: quando va eccepita?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46133/2023, chiarisce i termini per sollevare l'eccezione di inutilizzabilità degli atti di indagine compiuti oltre la scadenza del termine. Il ricorso di un indagato, sottoposto a sequestro preventivo per truffa aggravata, è stato dichiarato inammissibile perché l'eccezione è stata sollevata tardivamente. La Corte ha ribadito che tale inutilizzabilità, definita 'relativa', deve essere eccepita dalla parte alla prima occasione utile, individuata nel procedimento di riesame, e non può essere rilevata d'ufficio dal giudice.
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Reato permanente: occupazione e prescrizione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46082/2023, ha chiarito la natura di reato permanente dell'occupazione abusiva di immobili protratta nel tempo. Il caso riguardava un ricorso contro una condanna per tale reato. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la prescrizione decorre dalla cessazione dell'occupazione e non dall'inizio. Ha inoltre confermato la legittimità di subordinare la sospensione condizionale della pena al rilascio dell'immobile, quale misura per eliminare le conseguenze dannose del reato.
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Incompatibilità avvocato e pubblico impiego part-time
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31776/2023, ha stabilito principi fondamentali sull'incompatibilità avvocato e pubblico impiego. Ha chiarito che la violazione del divieto di esercitare la professione forense per un dipendente pubblico integra di per sé un illecito disciplinare, senza necessità di provare un danno specifico, poiché il pericolo di conflitto di interessi è presunto dalla legge. Inoltre, ha affermato che l'obbligo di restituire i compensi percepiti dall'attività professionale illecita si applica anche ai dipendenti part-time, poiché l'eccezione prevista dalla normativa vale solo per le attività secondarie legittimamente autorizzate.
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Gestione Separata: obbligo iscrizione dopo i 65 anni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31751/2023, ha stabilito che l'obbligo di iscrizione e contribuzione alla Gestione Separata per i liberi professionisti sussiste anche dopo il compimento dei 65 anni, qualora l'attività lavorativa prosegua. La Corte ha chiarito che la facoltà di cancellazione prevista da una norma del 1996 era una misura transitoria, valida solo per il quinquennio 1996-2001. Pertanto, un professionista non poteva invocare tale esenzione per l'annualità 2006. La Corte ha inoltre confermato che la prescrizione per i contributi del 2004 era già maturata.
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Contestazione disciplinare: quando inizia il termine?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31646/2023, ha chiarito un punto cruciale sulla contestazione disciplinare nel pubblico impiego. Il caso riguardava un funzionario di polizia municipale sanzionato per non aver indossato la divisa per oltre un anno. L'agente sosteneva che la procedura fosse tardiva. La Corte ha stabilito che il termine per avviare il procedimento non decorre da una generica segnalazione, ma solo dal momento in cui l'Ufficio Procedimenti Disciplinari acquisisce una notizia dettagliata e circostanziata dell'infrazione, tale da poter formulare un'accusa precisa. La sanzione è stata quindi confermata.
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Decorrenza termine riesame: notifica al nuovo difensore
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45700 del 2023, ha stabilito che la decorrenza del termine per il riesame di una misura cautelare si cristallizza con la notifica all'avvocato in carica in quel momento. La successiva nomina di un nuovo difensore, anche se erroneamente raggiunto da una seconda notifica, non riapre né sposta il termine per l'impugnazione, che è stato quindi correttamente dichiarato inammissibile per tardività.
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Prescrizione Ricettazione: errore sul dies a quo
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che aveva erroneamente dichiarato estinto per prescrizione il reato di ricettazione. L'errore del giudice di merito risiedeva nel calcolo del 'dies a quo', ovvero il giorno di partenza del termine di prescrizione. Anche retrodatando l'inizio del reato alla data del furto presupposto, il termine massimo non era decorso. Il caso evidenzia l'importanza di un calcolo rigoroso per la prescrizione ricettazione, anche in caso di incertezza sulla data del commesso reato.
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Termine di decadenza: non può essere retroattivo
La Corte di Cassazione ha stabilito che un nuovo termine di decadenza, introdotto per la riscossione di somme giacenti presso il Fondo Unico Giustizia, non può essere applicato retroattivamente. Per i crediti sorti prima dell'entrata in vigore della nuova norma, continua a valere l'ordinario termine di prescrizione decennale. La sentenza annulla la decisione dei giudici di merito che avevano erroneamente respinto la richiesta di restituzione di alcuni eredi, riaffermando il principio fondamentale di irretroattività della legge.
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Rimborso IRES IRAP: la Cassazione sui termini
La Corte di Cassazione interviene su una controversia tra l'Amministrazione Finanziaria e un istituto di credito in tema di rimborso IRES IRAP. L'ordinanza chiarisce due punti cruciali: gli interessi sul rimborso decorrono dalla data del versamento del tributo e non dall'entrata in vigore della legge che lo ha introdotto. Inoltre, il termine di decadenza per la richiesta di rimborso decorre dal pagamento dell'imposta per cui si chiede la restituzione, anche se pagata tramite compensazione con un credito più vecchio. La Corte ha accolto il ricorso incidentale per carenza di motivazione su una parte del credito.
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Patrocinio a spese dello Stato: quale reddito?
Un cittadino è stato condannato per false dichiarazioni nella domanda di patrocinio a spese dello Stato, avendo indicato il reddito dell'anno precedente alla richiesta. I giudici di merito ritenevano corretto il reddito di due anni prima, poiché il termine per la dichiarazione più recente non era ancora scaduto. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna, stabilendo un principio fondamentale: per il patrocinio a spese dello Stato, rileva l'annualità di reddito per cui è sorto l'obbligo di dichiarazione (dies a quo), non quella per cui è scaduto il termine di presentazione. La sentenza chiarisce quindi quale sia il corretto anno di riferimento.
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Reiterazione abusiva contratti: prescrizione decennale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31104/2023, ha stabilito che la responsabilità del datore di lavoro per la reiterazione abusiva di contratti a termine ha natura contrattuale. Di conseguenza, il diritto del lavoratore al risarcimento del danno si prescrive nel termine ordinario di dieci anni e non in quello più breve. La Corte ha accolto il ricorso di un lavoratore, la cui richiesta di risarcimento era stata respinta in appello per presunta prescrizione, affermando un principio consolidato a tutela dei lavoratori precari.
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