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Dies A Quo — Anno 2023

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587 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Dies A Quo

Provvedimenti

Prescrizione risarcimento danno: guida completa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31086/2023, ha confermato che la responsabilità di un ente pubblico per l'abuso di contratti a termine è di natura contrattuale. Di conseguenza, il diritto del lavoratore al risarcimento del danno si estingue con la prescrizione ordinaria di dieci anni, non con termini più brevi. La Corte ha rigettato il ricorso dell'ente, stabilendo che la norma applicabile (art. 36 del D.Lgs. 165/2001) configura una responsabilità contrattuale, consolidando un importante principio a tutela dei lavoratori pubblici e chiarendo i termini per la prescrizione del risarcimento danno.
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Evasione: basta uscire di casa per commettere reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per evasione di un soggetto agli arresti domiciliari, ribadendo un principio consolidato: qualsiasi allontanamento non autorizzato dal luogo di detenzione integra il reato, a prescindere dalla sua durata o dalla distanza percorsa. Il ricorso, basato sulla presunta necessità di una significativa 'cesura spazio-temporale', è stato respinto in quanto manifestamente infondato, consolidando l'interpretazione rigorosa della norma sull'evasione.
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Responsabilità collaudatore: quando inizia la decadenza?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30948/2023, ha chiarito importanti aspetti sulla responsabilità collaudatore in caso di gravi difetti costruttivi. L'ordinanza stabilisce che il termine di un anno per la denuncia dei vizi non decorre dalla semplice manifestazione esteriore, ma dal momento in cui il committente acquisisce, tramite una perizia tecnica, piena consapevolezza della loro causa, gravità e riconducibilità ai responsabili. Viene inoltre confermata la responsabilità solidale del collaudatore con l'appaltatore e il direttore dei lavori per omessa vigilanza e per aver rilasciato un certificato di conformità nonostante i difetti.
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Domanda rimborso: quando inizia a decorrere il termine?
Una società di trasporto pubblico chiedeva il rimborso di imposte (IRPEG) versate per gli anni 2003 e 2004, ritenendole non dovute a seguito di una legge interpretativa del 2007. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il termine per la domanda rimborso decorre dal momento del versamento degli acconti, e non dalla data della legge successiva, se il contribuente era già consapevole della potenziale non debenza del tributo. La richiesta è stata quindi giudicata tardiva.
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Rimborso fiscale per calamità: i termini di scadenza
Un contribuente ha richiesto un rimborso fiscale per calamità basandosi su una legge successiva al pagamento delle imposte. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo che il termine per agire è di due anni dall'entrata in vigore della nuova legge e non di quarantotto mesi dal pagamento. Essendo la domanda presentata oltre tale termine, il diritto al rimborso è stato dichiarato estinto.
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Prescrizione credito d’imposta: quando inizia?
Una società ha richiesto un rimborso fiscale oltre dieci anni dopo aver presentato la dichiarazione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione del credito d'imposta, di durata decennale, decorre dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi. Di conseguenza, il diritto al rimborso si era estinto per prescrizione, poiché la richiesta era tardiva. La Corte ha chiarito che i termini per i controlli fiscali non posticipano l'inizio della decorrenza della prescrizione per il contribuente.
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Interessi su rimborsi IRAP: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30706/2023, ha chiarito un punto cruciale sugli interessi su rimborsi IRAP. Un istituto bancario aveva richiesto il rimborso di IRES versata in eccesso a seguito della deducibilità parziale dell'IRAP. Il dibattito verteva sulla data di decorrenza degli interessi: dalla domanda di rimborso o dal versamento originario? La Corte ha stabilito che gli interessi hanno natura compensativa, non moratoria, e servono a reintegrare la perdita patrimoniale del contribuente. Pertanto, devono decorrere dalla data del versamento indebito, poiché la norma retroattiva ha reso il pagamento privo di causa sin dall'origine.
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Sospensione prescrizione contributi per sisma aquilano
La Corte di Cassazione ha stabilito che la normativa emergenziale post-sisma dell'Aquila ha causato la sospensione della prescrizione dei contributi previdenziali. Un ingegnere aveva contestato una richiesta di pagamento dell'ente previdenziale, ottenendo in appello la declaratoria di prescrizione. La Suprema Corte ha annullato tale decisione, affermando che i termini erano stati sospesi, e ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione. È stato inoltre confermato l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata per i professionisti che, essendo anche lavoratori dipendenti, non sono iscritti alla propria cassa di categoria.
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Decorrenza interessi rimborso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30639/2023, ha stabilito un principio chiave sulla decorrenza interessi rimborso fiscale. In un caso riguardante un credito d'imposta inizialmente disconosciuto e poi rimborsato, la Corte ha chiarito che gli interessi maturano non dalla data del pagamento delle cartelle esattoriali, ma dal secondo semestre successivo alla presentazione della dichiarazione dei redditi in cui il credito era stato esposto. La decisione sottolinea la natura compensativa degli interessi, volti a ristorare il contribuente per la mancata disponibilità del proprio denaro fin dall'origine del credito.
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Appalto illecito e licenziamento: le sanzioni corrette
La Cassazione chiarisce le tutele per il lavoratore in caso di appalto illecito. Sebbene venga riconosciuto il rapporto di lavoro con l'utilizzatore, il licenziamento illegittimo per motivi economici non comporta la reintegra totale, ma un'indennità risarcitoria limitata.
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Agevolazione enti ospedalieri: no a S.p.A. accreditate
Una società sanitaria privata ha richiesto il rimborso del 50% dell'IRES versata, invocando l'agevolazione per enti ospedalieri. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo che il beneficio ha natura soggettiva ed è riservato esclusivamente agli 'enti ospedalieri' storici di natura pubblicistica, non potendo essere esteso alle società commerciali che operano in regime di accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale.
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Prescrizione lettori universitari: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di prescrizione per le differenze retributive degli ex lettori universitari decorre non dalla cessazione del rapporto, ma dall'entrata in vigore della normativa che ha definito il loro diritto. Nel caso esaminato, un ex lettore aveva citato in giudizio un'università per ottenere un trattamento economico superiore. La Corte d'Appello aveva applicato la prescrizione quinquennale a ritroso dalla data delle dimissioni. La Cassazione, accogliendo il ricorso su questo punto, ha chiarito che il diritto non poteva essere esercitato prima della nuova legge, annullando così la precedente decorrenza della prescrizione per i lettori universitari.
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Decadenza rimborso IRPEF: la Cassazione decide
Un contribuente ha richiesto un rimborso IRPEF basandosi su una legge agevolativa successiva ai pagamenti. La Cassazione ha stabilito che la richiesta era tardiva, chiarendo che il termine di decadenza rimborso IRPEF di due anni decorre dall'entrata in vigore della legge che crea il diritto al rimborso (jus superveniens), e non da proroghe successive relative ad altre fattispecie.
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Prescrizione aiuti UE: quando scatta il termine?
Una società cooperativa ha ricevuto sanzioni per l'indebita percezione di aiuti UE per diverse campagne agricole. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30206/2023, ha chiarito due punti fondamentali. In primo luogo, il termine per la contestazione dell'illecito decorre non dalla sua commissione, ma da quando l'amministrazione ottiene tutti gli atti dall'autorità penale. In secondo luogo, e punto cruciale della decisione, la prescrizione aiuti UE, che è quinquennale, decorre dalla data di effettiva percezione del contributo per ogni singola campagna agricola, e non da un momento successivo legato alle indagini. La Corte ha quindi accolto il motivo relativo alla prescrizione, cassando la sentenza d'appello.
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Appello del PM: il termine decorre dalla comunicazione
La Corte di Cassazione ha stabilito un importante principio procedurale: il termine per l'appello del PM decorre dalla comunicazione dell'estratto della sentenza e non dal suo deposito. La Corte ha annullato la decisione d'appello che aveva erroneamente dichiarato tardivo il ricorso della Procura. Al contempo, ha dichiarato inammissibili i ricorsi degli imputati, condannati per reati fiscali, in quanto miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Sanzioni CONSOB: no alla legge più favorevole
Un membro del collegio sindacale di un istituto bancario, colpito da sanzioni CONSOB per omessa vigilanza, ha presentato ricorso in Cassazione invocando l'applicazione di una legge successiva più favorevole (lex mitior). La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che tali sanzioni amministrative non hanno natura penale e, pertanto, si applica la legge in vigore al momento della violazione (principio del tempus regit actum). È stata inoltre confermata la piena responsabilità personale del sindaco per le carenze organizzative della banca.
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Concessione abusiva di credito: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29840/2023, ha annullato una decisione di merito che aveva ritenuto una banca responsabile per concessione abusiva di credito. La Corte ha stabilito che per accertare tale responsabilità non sono sufficienti indizi generici, ma è necessaria un'analisi analitica e puntuale della situazione patrimoniale dell'impresa al momento esatto del finanziamento, basata su una valutazione 'ex ante' e non su eventi successivi. La mancanza di questa analisi rigorosa vizia la sentenza per 'motivazione apparente'.
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Illecito permanente: la Cassazione sulla prescrizione
Un proprietario ha citato in giudizio l'erede del vicino per danni da infiltrazioni derivanti dalla demolizione di un muro. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità del vicino, stabilendo che in caso di illecito permanente, come le infiltrazioni continue, la prescrizione per il risarcimento del danno si rinnova ad ogni nuovo evento dannoso, non decorrendo dall'azione originaria.
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Interpretazione del contratto: limiti del ricorso
Una società di factoring ha agito contro un'azienda sanitaria per interessi di mora, sostenendo un ritardo nei pagamenti. I tribunali di merito e la Cassazione hanno dato ragione all'azienda sanitaria, stabilendo che i termini di pagamento decorrevano non dalla fattura, ma dalla comunicazione dell'esito positivo di verifiche ispettive. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'interpretazione del contratto è un accertamento di fatto riservato al giudice di merito e non può essere ridiscusso in sede di legittimità se la motivazione è logica e non viola le norme sull'ermeneutica contrattuale.
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Reato permanente: quando inizia la prescrizione?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una condanna per occupazione abusiva di immobile. La Corte ribadisce che si tratta di un reato permanente, la cui prescrizione non inizia a decorrere dal primo atto di occupazione, ma solo dal momento in cui la condotta illecita cessa. Il ricorso è stato respinto perché i motivi erano una mera ripetizione di argomentazioni già disattese in appello.
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