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Dies A Quo — Anno 2023

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587 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Dies A Quo

Provvedimenti

Prescrizione contributi INPS: le regole sulla proroga
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale in merito alla Prescrizione contributi INPS dovuti alla Gestione separata per l'anno 2009. La Corte territoriale aveva erroneamente dichiarato prescritto il credito, fissando la scadenza del pagamento al 16 giugno 2010. Gli Ermellini hanno invece stabilito che, per i contribuenti soggetti agli studi di settore, il termine era stato prorogato al 6 luglio 2010 da un apposito decreto ministeriale. Di conseguenza, la richiesta di pagamento notificata il 1° luglio 2015 è da considerarsi tempestiva, avendo interrotto il termine quinquennale prima della sua scadenza.
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Gestione separata: calcolo prescrizione contributi
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione dei contributi dovuti alla Gestione separata decorre dalla scadenza del termine di pagamento, includendo eventuali proroghe disposte per legge o regolamento. Nel caso esaminato, il D.P.C.M. del 10 giugno 2010 aveva differito il termine al 6 luglio 2010, rendendo tempestiva la richiesta dell'ente previdenziale notificata il 30 giugno 2015. La decisione chiarisce che il differimento dei termini fiscali sposta il dies a quo del quinquennio prescrizionale.
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Gestione Separata: prescrizione e Quadro RR
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della prescrizione dei contributi dovuti alla Gestione Separata da parte di una professionista. La ricorrente contestava la pretesa dell'ente previdenziale per l'anno 2011, sostenendo che il termine quinquennale fosse già decorso. La Suprema Corte ha stabilito che la mancata compilazione del Quadro RR nella dichiarazione dei redditi non costituisce un occultamento doloso del debito. Pertanto, la prescrizione inizia a decorrere dalla scadenza del termine per il versamento del saldo e non dalla presentazione della dichiarazione, rendendo nulla la pretesa tardiva dell'ente.
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Rimborso IRPEF: i termini di decadenza
La Corte di Cassazione ha chiarito i termini per ottenere il Rimborso IRPEF relativo alle somme percepite come incentivo all'esodo. Un contribuente aveva richiesto la restituzione di parte delle imposte versate tra il 2003 e il 2005, sostenendo che il termine di decadenza di 48 mesi dovesse decorrere dalla pubblicazione di una sentenza della Corte di Giustizia Europea che dichiarava illegittima la normativa italiana. La Suprema Corte ha invece stabilito che il termine decorre sempre dalla data del versamento dell'imposta, indipendentemente da successive pronunce giurisprudenziali, al fine di garantire la stabilità dei rapporti tributari.
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Errore di fatto: la Cassazione revoca la condanna
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso straordinario presentato da due imputati condannati per falso in atto pubblico, riconoscendo la sussistenza di un errore di fatto decisivo. Il collegio ha rilevato che, a causa di una svista percettiva sulla data di consumazione dei reati, non era stata dichiarata l'intervenuta prescrizione maturata prima della precedente sentenza di legittimità. Poiché i termini erano già decorsi e la difesa aveva fornito prova dell'assenza di cause di sospensione, la Corte ha revocato la precedente decisione limitatamente ai capi d'accusa estinti, annullando senza rinvio le relative condanne.
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Notifica in giorno festivo: decorrenza dei termini
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino che contestava l'inammissibilità del proprio appello per tardività. Il fulcro della controversia riguardava una notifica in giorno festivo, nello specifico il 25 aprile. Il ricorrente sosteneva che, essendo un giorno festivo, la notifica dovesse considerarsi perfezionata il giorno successivo, spostando così in avanti il termine di 30 giorni per impugnare la sentenza. La Suprema Corte ha invece ribadito che la natura festiva del giorno iniziale (dies a quo) è irrilevante per il calcolo dei termini processuali, i quali vengono sospesi o prorogati solo se la scadenza finale cade in un giorno festivo o di sabato.
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Restituzione nel termine: i limiti per l’impugnazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un cittadino straniero che richiedeva la restituzione nel termine per impugnare una sentenza di condanna. Il ricorrente sosteneva di non aver compreso il provvedimento a causa di barriere linguistiche. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che l'effettiva conoscenza della sentenza coincide con la notifica dell'ordine di esecuzione della pena. Poiché l'istanza è stata presentata oltre i trenta giorni da tale notifica, il diritto alla restituzione nel termine è decaduto.
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Frode assicurativa: calcolo termini per la querela
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per frode assicurativa. Il ricorrente contestava la tempestività della querela presentata dalla compagnia assicurativa, sostenendo che il termine di tre mesi fosse già decorso. La Suprema Corte ha invece confermato che il termine per la querela inizia a decorrere solo dal momento in cui la persona offesa acquisisce piena e certa conoscenza degli elementi costitutivi del reato, fatto avvenuto nel caso di specie solo dopo la ricezione di una specifica relazione investigativa interna.
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Restituzione nel termine: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della restituzione nel termine per impugnare una sentenza emessa in contumacia. Il ricorrente era stato rimesso in termini, ma la Corte d'Appello aveva dichiarato l'impugnazione inammissibile perché presentata oltre i termini calcolati dalla notifica dell'ordinanza di restituzione. La Suprema Corte ha invece stabilito che, avendo il giudice di merito ordinato una nuova notifica dell'estratto contumaciale per garantire il diritto di difesa, il termine per l'appello doveva decorrere da quest'ultima notifica. Tale comportamento del giudice ha configurato un factum principis che ha legittimamente indotto l'imputato ad attendere l'atto prima di agire.
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Diffamazione online: i tempi della prescrizione
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una condanna per diffamazione online riguardante commenti pubblicati su un blog. Il nucleo della decisione risiede nella qualificazione della diffamazione via web come reato istantaneo di evento. La Corte ha chiarito che il termine di prescrizione inizia a decorrere dal momento in cui il contenuto offensivo viene immesso in rete e diventa fruibile da terzi. Poiché nel caso di specie la prescrizione era già maturata prima della sentenza di primo grado, i giudici hanno revocato anche le statuizioni civili e i risarcimenti danni precedentemente disposti.
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Rimborso sisma 1990: diritto per i dipendenti
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al rimborso sisma 1990 per una contribuente siciliana, respingendo il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. La controversia riguardava la restituzione del 90% dell'IRPEF versata per il triennio 1990-1992 nelle zone colpite dal terremoto. I giudici hanno chiarito che il beneficio spetta non solo a chi non ha ancora pagato, ma anche a chi ha già effettuato i versamenti. Inoltre, è stata riconosciuta la piena legittimazione del lavoratore dipendente a richiedere il rimborso, indipendentemente dal fatto che il versamento sia stato materialmente eseguito dal datore di lavoro in qualità di sostituto d'imposta. Infine, la domanda è stata dichiarata tempestiva poiché presentata entro i termini previsti dalla normativa speciale.
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Euroritenuta: rimborso garantito con voluntary disclosure
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un contribuente al rimborso della Euroritenuta applicata su conti svizzeri, anche a seguito di una procedura di voluntary disclosure. L'Agenzia delle Entrate contestava la tardività della domanda e l'inapplicabilità del credito d'imposta per omessa dichiarazione originaria. La Suprema Corte ha stabilito che il termine biennale per il rimborso decorre dal pagamento delle somme dovute per la regolarizzazione. Inoltre, ha sancito la prevalenza del diritto unionale e degli accordi internazionali sulle norme interne restrittive, garantendo la tutela contro la doppia imposizione.
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Diffamazione aggravata: termini querela e social
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di Diffamazione aggravata commessa tramite post su Facebook. L'imputata era stata condannata per aver pubblicato espressioni denigratorie in diverse occasioni contro la medesima persona. La Suprema Corte ha stabilito che, nel reato continuato, il termine per proporre querela decorre autonomamente per ogni singolo episodio dal momento della sua conoscenza. Di conseguenza, ha annullato senza rinvio la condanna per i post pubblicati oltre i tre mesi dalla querela e per quelli successivi alla firma dell'atto, rideterminando la pena per le restanti condotte ritenute procedibili.
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Revoca contributo pubblico: nuda proprietà e rischi
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della revoca contributo pubblico operata da un ente regionale nei confronti di due soggetti che avevano beneficiato di fondi per la ristrutturazione di immobili rurali. La decisione si fonda sull'assenza originaria dei requisiti: i richiedenti erano nudi proprietari e non pieni proprietari al momento della domanda, condizione essenziale prevista dal bando. Poiché il vizio era presente sin dall'inizio e i beneficiari hanno agito in malafede, la Corte ha stabilito l'obbligo di restituzione delle somme con interessi decorrenti dalla data dei singoli pagamenti, rigettando le eccezioni di prescrizione.
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Sospensione termini COVID e impugnazione penale
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che dichiarava inammissibile un appello per presunta tardività, chiarendo l'applicazione della Sospensione termini COVID. Il caso riguardava una sentenza di primo grado depositata in anticipo rispetto al termine di 90 giorni fissato dal giudice. La Suprema Corte ha stabilito che il termine per impugnare non decorre dal deposito effettivo, ma dalla scadenza del termine autodeternninato dal giudice, il quale, se ricade nel periodo emergenziale, deve essere prorogato secondo la normativa speciale. Di conseguenza, l'appello depositato entro i nuovi termini ricalcolati è da considerarsi tempestivo.
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Responsabilità appaltatore: il caso delle serre.
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della responsabilità appaltatore in relazione alla fornitura di serre fisse distrutte da eventi atmosferici. Inizialmente, la Corte d'Appello aveva dichiarato la decadenza del committente per non aver denunciato i vizi entro i 60 giorni previsti dall'art. 1667 c.c. Tuttavia, la Suprema Corte ha ribaltato tale decisione, stabilendo che le serre ancorate stabilmente al suolo con plinti in cemento armato sono immobili destinati a lunga durata. Di conseguenza, si applica la disciplina dell'art. 1669 c.c., che prevede un termine di denuncia di un anno dalla scoperta dei gravi difetti, garantendo una tutela più ampia al committente.
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Prescrizione benefici amianto: decorrenza e regole
Un lavoratore ha agito contro l'ente previdenziale per ottenere la ricostituzione della pensione tramite la Prescrizione benefici amianto. La Corte d'Appello aveva dichiarato il diritto estinto, calcolando il termine decennale dalla data di pensionamento. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale verdetto, stabilendo che la prescrizione non decorre automaticamente dal pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore acquisisce la consapevolezza dell'esposizione al rischio. La sentenza impugnata è stata cassata per difetto di motivazione, non avendo il giudice di merito indagato sull'effettiva conoscenza del danno da parte dell'interessato.
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Prescrizione contributiva: calcolo del termine INPS
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri per il calcolo della prescrizione contributiva relativa alla Gestione separata INPS per l'anno 2009. Un professionista aveva contestato una richiesta di pagamento sostenendo l'avvenuta estinzione del debito. Mentre i giudici di merito avevano fissato la decorrenza del termine al 16 giugno 2010, la Suprema Corte ha rilevato che, per effetto di una proroga governativa, il termine iniziale doveva essere individuato nel 6 luglio 2010. L'errore nel calcolo del termine impedisce la formazione del giudicato interno, rendendo necessario un nuovo esame per verificare se la richiesta dell'ente sia giunta prima della scadenza effettiva.
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Prescrizione contributiva: il calcolo del termine
L'INPS ha impugnato una sentenza che dichiarava prescritti i contributi dovuti alla Gestione separata da un professionista per l'anno 2009. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la prescrizione contributiva inizia a decorrere dal termine di versamento prorogato dai decreti ministeriali (6 luglio 2010) e non dalla scadenza ordinaria di giugno. La decisione chiarisce che l'impugnazione di un singolo elemento della prescrizione impedisce la formazione del giudicato sull'intera fattispecie estintiva.
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Prescrizione contributiva: calcolo della decorrenza
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della prescrizione contributiva per i professionisti iscritti alla Gestione Separata. Il caso riguarda un avvocato a cui l'Ente Previdenziale aveva richiesto contributi per l'anno 2009. La Corte d'Appello aveva dichiarato il credito prescritto, fissando la decorrenza al 16 giugno 2010. Tuttavia, la Suprema Corte ha cassato la sentenza, stabilendo che il termine di prescrizione deve decorrere dal 6 luglio 2010, in virtù delle proroghe dei versamenti stabilite per i soggetti sottoposti agli studi di settore. La decisione chiarisce che il giudice deve individuare d'ufficio il corretto termine di scadenza per il calcolo dei cinque anni.
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