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Controricorso — Anno 2024

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2730 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorso

Provvedimenti

Accessione invertita: come si calcola il danno?
Un ente comunale agiva in giudizio per un caso di accessione invertita su un proprio terreno. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso del Comune, confermando che il danno ulteriore rispetto all'indennità prevista dalla legge (pari al doppio del valore del suolo) non è automatico. Il proprietario del fondo occupato ha l'onere di dimostrare specificamente l'eventuale deprezzamento subito dalla porzione di terreno residua. La Corte ha inoltre chiarito i principi sulla ripartizione delle spese legali in caso di accoglimento solo parziale della domanda.
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Codatorialità: unico datore in un gruppo di imprese
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che ha riconosciuto l'esistenza di un unico rapporto di lavoro (codatorialità) tra un dipendente e più società di un gruppo. Anche se il lavoratore era formalmente assunto da una sola azienda, l'ingerenza e il coordinamento delle altre hanno portato a considerarle tutte co-datrici di lavoro, con obbligo solidale di reintegrazione. L'ordinanza chiarisce che una precedente azione contro il solo datore formale per licenziamento illegittimo non preclude l'accertamento della codatorialità.
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Delega di firma avviso accertamento: valida per qualifica
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17718/2024, ha stabilito la validità di un avviso di accertamento sottoscritto da un funzionario delegato tramite un ordine di servizio che ne indicava solo la qualifica professionale, senza una nomina specifica. Secondo la Corte, per la validità della delega di firma avviso accertamento, è sufficiente che l'atto di delega permetta di verificare ex post il potere del firmatario, non essendo necessaria l'indicazione nominativa. La sentenza del giudice di merito, che aveva annullato l'atto per questo motivo, è stata cassata con rinvio.
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Contratto a progetto: conversione e indennità confermate
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello che trasformava un contratto a progetto in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a causa della mancanza di uno 'specifico progetto'. La Suprema Corte ha rigettato sia il ricorso dell'azienda, che contestava la decadenza e la valutazione del progetto, sia quello della lavoratrice, che richiedeva la retribuzione integrale anziché l'indennità forfettaria. La sentenza stabilisce che l'indennità prevista dall'art. 32 della Legge n. 183/2010 si applica anche in questi casi di conversione.
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Esenzione IMU Ospedali: quando si perde il diritto?
Un'Azienda Sanitaria Locale perde il diritto all'esenzione IMU per un vecchio ospedale dismesso. La Corte di Cassazione ha confermato che la pianificazione per la demolizione e riqualificazione urbana dell'immobile, provata da un accordo di programma e da pratiche edilizie, costituisce una cessazione irreversibile della destinazione istituzionale, rendendo dovuto il tributo.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio tributario
Un ente locale ha impugnato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale favorevole a un'istituzione religiosa in merito a un avviso di accertamento IMU. Durante il giudizio in Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo extragiudiziale. Di conseguenza, l'ente locale ha presentato una rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione, verificata la regolarità della procedura, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti.
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Prescrizione tributi locali: 5 anni sono sufficienti
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione tributi locali come la Tarsu è quinquennale. Un condominio si è opposto a una intimazione di pagamento per una cartella del 2005. La Corte ha accolto il ricorso, affermando che il termine breve di 5 anni si applica ai tributi da pagare periodicamente e non si converte in decennale solo perché la cartella è divenuta definitiva, annullando così il debito.
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Cessazione materia del contendere: il caso ICI e accordo
Una fondazione impugna un avviso di accertamento ICI per terreni edificabili. Durante il giudizio in Cassazione, le parti raggiungono un accordo. La Corte dichiara la cessazione materia del contendere, estinguendo il processo e compensando le spese.
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Risarcimento danni: preventivo prova il danno
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17670/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di risarcimento danni da sinistro stradale. Un automobilista, dopo un incidente con un cane randagio in autostrada, si è visto negare il risarcimento in appello perché non aveva fornito la fattura delle riparazioni, ma solo un preventivo. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, chiarendo che il danno esiste come obbligazione di spesa (una passività nel patrimonio) dal momento del sinistro. Pertanto, il preventivo è sufficiente a provare l'esistenza del danno, e il giudice non può negare il risarcimento solo perché la riparazione non è stata ancora pagata. La causa è stata rinviata al Tribunale per una nuova valutazione.
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Accertamento con adesione: i dati sono utilizzabili?
Una società, dopo aver definito con un accertamento con adesione le imposte per due annualità, viene contestata come "società di comodo" per l'anno successivo. La Corte di Cassazione stabilisce che i dati economici emersi da tale accordo sono legittimamente utilizzabili per il "test di operatività" dell'anno seguente, in quanto non costituiscono una modifica del precedente accordo, ma un semplice dato di fatto. Tuttavia, la Corte annulla la sentenza di secondo grado per omessa motivazione sui rilievi specifici della contribuente.
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Cessazione materia del contendere e definizione agevolata
Una contribuente, durante un ricorso in Cassazione contro un avviso di accertamento basato sul metodo sintetico, ha aderito alla definizione agevolata. La Suprema Corte, preso atto del pagamento e della richiesta di chiusura del caso, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, compensando le spese e escludendo il versamento del contributo unificato aggiuntivo.
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Redditometro: prova contraria e onere del contribuente
Una coppia impugna un avviso di accertamento basato sul redditometro, dimostrando di possedere ulteriori redditi derivanti dal riscatto di polizze. La Corte di Cassazione chiarisce che per fornire la prova contraria non è sufficiente dimostrare la disponibilità di tali somme, ma è necessario provare il collegamento tra queste e le spese contestate. La Corte ha inoltre cassato la sentenza d'appello per aver peggiorato la posizione dei contribuenti in assenza di una specifica richiesta del Fisco (vizio di ultra-petizione).
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Obbligazione solidale: ricorso e mancato appello
Una recente sentenza della Cassazione chiarisce che, in un'obbligazione solidale tributaria, il coobbligato che non appella una sentenza di primo grado subisce la formazione del giudicato. Di conseguenza, il suo successivo ricorso in Cassazione è inammissibile. La Corte sottolinea l'autonomia dei rapporti obbligatori, affermando che la decisione diventa definitiva per chi non la impugna, indipendentemente dalle azioni degli altri coobbligati.
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Cessazione materia contendere: effetti sul processo
Una contribuente, dopo aver impugnato un avviso di accertamento fiscale, aderisce a una definizione agevolata. La Corte di Cassazione dichiara la cessazione della materia del contendere, poiché l'adesione e il relativo pagamento manifestano in modo inequivocabile la rinuncia al ricorso, estinguendo così il processo in corso.
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Mancato superamento prova: non impedisce nuovi incarichi
Una dirigente scolastica si è vista negare un incarico a causa di un precedente mancato superamento di un periodo di prova. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo una distinzione fondamentale: il mancato superamento prova ha effetti limitati a quel singolo rapporto di lavoro, a differenza della dispensa per insufficiente rendimento, che può precludere futuri impieghi. La Corte ha quindi affermato il diritto della dirigente al mantenimento dell'incarico.
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Licenza scommesse: autorizzazione art. 88 TULPS
Un'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione esamina il caso di un esercente multato per l'installazione di apparecchi da gioco senza la licenza scommesse prevista dall'art. 88 TULPS, pur essendo in possesso di quella ex art. 86. Data la complessità delle questioni sollevate, inclusa la compatibilità con il diritto europeo, la Corte ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una decisione approfondita, senza ancora pronunciarsi nel merito.
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Prescrizione indennità incentivante: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione dell'indennità incentivante all'esodo segue il termine quinquennale previsto per le indennità di fine rapporto, come il TFR. Il caso riguardava gli eredi di un dirigente che chiedevano un ricalcolo dell'incentivo. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che l'incentivo è collegato alla cessazione del rapporto di lavoro e non a un nuovo accordo, facendo scattare la prescrizione breve.
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Trattenimento straniero: senza documenti è legittimo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero contro l'ordinanza di convalida del suo trattenimento presso un CPR. La Corte ha stabilito che la mancanza di un passaporto o di un altro documento di identità valido costituisce un presupposto fondamentale che giustifica il trattenimento straniero. Tale circostanza, infatti, impedisce l'applicazione di misure alternative meno coercitive e integra un rischio di fuga, rendendo legittima la decisione del giudice di merito, anche se espressa con motivazione sintetica su un modulo prestampato.
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Compenso fase istruttoria: quando è dovuto?
Una cittadina, dopo aver ottenuto un risarcimento per l'irragionevole durata di un processo, si opponeva alla liquidazione delle spese legali. La Corte di Appello non riconosceva il compenso per la fase istruttoria. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il compenso fase istruttoria è sempre dovuto poiché l'esame degli atti e dei documenti di controparte è un'attività ineludibile e fondamentale del procedimento, liquidando di conseguenza le somme non riconosciute in precedenza.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia chiude il caso
Un lungo contenzioso immobiliare, iniziato nel 2006 e giunto fino alla Corte di Cassazione, si conclude con una ordinanza di estinzione del giudizio. Le parti hanno infatti depositato un atto di rinuncia reciproca al ricorso e alle spese legali, portando la Corte a dichiarare la fine del processo senza una decisione nel merito.
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