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Controricorso — Anno 2024

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2730 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorso

Provvedimenti

Rendita catastale parco eolico: la Cassazione decide
Una società energetica ha impugnato l'accertamento catastale dei suoi aerogeneratori. La Corte di Cassazione ha stabilito che la rendita catastale parco eolico deve essere calcolata applicando il saggio di fruttuosità fisso del 2% e classificando gli impianti nella categoria D/1 (Opificio). La Corte ha chiarito che tali parametri non sono discrezionali per l'anno d'imposta 2013, cassando la precedente decisione di merito che aveva applicato un saggio ridotto dell'1,5% e una categoria errata (E/3).
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Responsabilità del liquidatore: guida alla sentenza
L'Amministrazione Finanziaria contesta al liquidatore di una società estinta la sua responsabilità personale per i debiti fiscali non pagati. La Cassazione chiarisce che la responsabilità del liquidatore è di natura civile e non tributaria, derivando da una sua condotta colposa. L'eccezione di incompetenza territoriale dell'ufficio deve essere sollevata tempestivamente e non può essere rilevata d'ufficio dal giudice.
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Principio di competenza: inderogabile per la Cassazione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo la natura inderogabile del principio di competenza fiscale. La sentenza ha annullato la decisione di una commissione tributaria che aveva permesso a una società la deduzione di costi in un anno fiscale errato. Inoltre, la Corte ha censurato i giudici di merito per aver deciso su un punto dell'accertamento che la società non aveva mai contestato, violando il principio della corrispondenza tra chiesto e pronunciato. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Principio di Cassa: Prova del mancato incasso decisiva
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una professionista contro un avviso di accertamento fiscale. La Corte ha stabilito che, ai fini delle imposte dirette, l'emissione di una fattura genera una presunzione di incasso del compenso. Spetta al contribuente, che invoca il principio di cassa, fornire la prova rigorosa del mancato pagamento, non essendo sufficiente la sola affermazione. La sentenza chiarisce anche che la tassazione della stessa operazione ai fini IVA e IRPEF non costituisce una doppia imposizione vietata, dati i diversi presupposti dei due tributi.
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Progressione economica: come interpretare il bando
Un dipendente pubblico ha contestato la sua posizione in una graduatoria per la progressione economica, sostenendo che le sue qualifiche non fossero state adeguatamente valutate. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che spetta al lavoratore dimostrare la coerenza delle proprie mansioni con il profilo richiesto e che la Corte stessa non può procedere a una nuova interpretazione del bando, confermando le decisioni dei gradi precedenti.
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Immobili di pregio: decade il diritto d’acquisto?
L'ordinanza analizza il caso di alcuni conduttori che, dopo aver manifestato la volontà di acquistare gli immobili pubblici da loro locati, si sono visti negare le condizioni agevolate a seguito della successiva classificazione degli stessi come 'immobili di pregio'. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la qualifica di 'pregio' esclude l'applicabilità delle normative di favore, anche se la manifestazione di interesse all'acquisto da parte del conduttore è antecedente alla classificazione stessa.
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Decadenza accertamento fiscale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato un avviso di accertamento fiscale notificato a un contribuente oltre i termini di legge. La decisione chiarisce che la proroga biennale dei termini, prevista da una legge speciale (L. n. 289/2002), non è applicabile a tutti indistintamente, ma solo ai soggetti che erano potenziali beneficiari del cosiddetto 'condono tombale'. Questa sentenza ribadisce l'importanza del rispetto dei termini di decadenza nell'accertamento fiscale.
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Termine lungo impugnazione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro un decreto di espulsione. La decisione si fonda sulla tardività dell'impugnazione, presentata oltre il termine lungo di sei mesi previsto dalla legge. La Corte ha ribadito che tale termine decorre dalla data di pubblicazione (deposito in cancelleria) del provvedimento e non dalla sua successiva comunicazione alla parte.
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Rinuncia tacita alla legittima: guida pratica
Una figlia, agendo come erede della madre, ha citato in giudizio gli eredi del fratello per ottenere la quota di legittima lesa da donazioni passate. Gli eredi del fratello sostenevano che la madre avesse operato una rinuncia tacita alla legittima. La Corte di Cassazione ha respinto tale tesi, chiarendo che la rinuncia richiede comportamenti inequivocabili e concludenti, non desumibili dalla semplice inerzia o dalla mancata partecipazione a un precedente giudizio.
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Onere della prova vendita: la pesatura non basta
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce l'onere della prova in un contratto di vendita. Un venditore ha richiesto il pagamento per una fornitura di grano basandosi su ricevute di pesatura, ma il tribunale ha respinto la richiesta. La Corte ha confermato che, in caso di contestazione, spetta al venditore dimostrare non solo la pesatura, ma l'effettiva conclusione del contratto e la consegna della merce. La sola documentazione di pesatura è stata ritenuta insufficiente, riaffermando che l'onere della prova del credito spetta a chi lo vanta.
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Notificazione agli eredi: le regole dopo la sentenza
La Corte di Cassazione ha chiarito la validità della notificazione agli eredi effettuata collettivamente dopo la morte del contribuente. Confermando una decisione in materia di tributi locali (ICI/IMU), la Corte ha respinto il ricorso dell'erede, stabilendo che se il decesso avviene dopo la pubblicazione della sentenza di primo grado, la notifica dell'appello presso l'ultimo domicilio del defunto è proceduralmente corretta e non viola il diritto di difesa.
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Notifica cartella di pagamento: onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19430/2024, ha rigettato il ricorso di un agente della riscossione, confermando che per una valida notifica della cartella di pagamento non è sufficiente produrre solo la prova della consegna (relata di notifica), ma è necessario depositare anche la copia della cartella stessa. La Corte ha ribadito che l'onere della prova spetta all'agente della riscossione, che deve conservare e, se richiesto, esibire la copia dell'atto per cinque anni, come previsto dalla legge. La mancata produzione dell'atto rende la pretesa tributaria giuridicamente inesistente.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un contribuente, dopo aver impugnato degli avvisi di accertamento fino in Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata della controversia. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che, in questi casi, non è dovuto il versamento del doppio del contributo unificato, poiché la chiusura del contenzioso deriva da una norma sopravvenuta e non dall'esito del ricorso.
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Impugnabilità estratto di ruolo: quando è ammessa?
Una società impugnava un estratto di ruolo lamentando la mancata notifica della cartella di pagamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, applicando i nuovi principi sull'impugnabilità dell'estratto di ruolo. La Corte ha chiarito che l'azione è possibile solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale, come l'esclusione da appalti pubblici, elemento non provato nel caso di specie.
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Giudizio di rinvio: limiti alle nuove domande
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22828/2024, ha ribadito il principio del carattere chiuso del giudizio di rinvio. In un complesso caso relativo a un appalto pubblico, la curatela fallimentare di una società di servizi ha tentato di introdurre una nuova domanda di arricchimento senza causa nella fase di rinvio. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che nel giudizio di rinvio le parti non possono formulare conclusioni diverse o domande nuove rispetto a quelle del giudizio conclusosi con la sentenza cassata, a causa delle preclusioni derivanti dal giudicato interno.
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Rinvio a nuovo ruolo per ritiro avvocato: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito il rinvio a nuovo ruolo di una causa tributaria a seguito del collocamento a riposo dell'unico difensore di un Comune. Il caso originario riguardava la richiesta di rimborso IMU da parte di due cittadini. Invece di interrompere il processo, la Corte ha optato per il rinvio per garantire alla parte, una volta notificata, la possibilità di nominare un nuovo legale, salvaguardando così il diritto di difesa e l'integrità del contraddittorio, in linea con i principi del giusto processo.
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Inammissibilità ricorso cassazione: il caso revocazione
Una società e un privato impugnano un avviso di accertamento per l'imposta di registro su una compravendita immobiliare. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ricorrono in Cassazione. Tuttavia, la sentenza d'appello viene revocata in un altro procedimento, causando un sopravvenuto difetto di interesse. La Suprema Corte dichiara quindi l'inammissibilità del ricorso in cassazione, chiudendo il contenzioso.
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Ricorso Cassazione: il deposito telematico è d’obbligo
Un cittadino straniero impugna un decreto di espulsione, ma la Cassazione dichiara il ricorso improcedibile. La causa è il mancato rispetto dell'obbligo di deposito telematico, una novità procedurale cruciale introdotta dalla Riforma Cartabia. Questo caso evidenzia l'importanza delle nuove regole processuali, che prevalgono sull'analisi del merito della questione.
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Eccesso di potere giurisdizionale: limiti del giudice
Un proprietario privato ha agito in giudizio per la restituzione di terreni occupati illegittimamente dalla Pubblica Amministrazione e per il risarcimento dei danni. Il Consiglio di Stato ha riformato la decisione di primo grado, stabilendo che nessuna statuizione risarcitoria potesse essere emessa finché l'ente pubblico non avesse deciso se acquisire il bene (ex art. 42-bis T.U. Espropri) o restituirlo. La Corte di Cassazione, investita della questione, ha rigettato il ricorso, chiarendo la nozione di eccesso di potere giurisdizionale. Ha stabilito che il Consiglio di Stato non ha sconfinato nella discrezionalità amministrativa, poiché non ha imposto una scelta specifica, e non ha commesso 'arretramento', in quanto la sua decisione di attendere la scelta della P.A. rappresenta una scelta interpretativa interna alla giurisdizione, e non un rifiuto di tutela.
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Cessazione materia contendere: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società contro un accertamento fiscale. La decisione si fonda sulla cessazione della materia del contendere, avvenuta perché la sentenza d'appello impugnata è stata revocata in un altro giudizio, annullando l'atto impositivo originale e facendo venire meno l'interesse dei ricorrenti a proseguire il giudizio di legittimità.
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