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Controricorso — Anno 2024

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2730 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorso

Provvedimenti

Tardiva notificazione ricorso: l’inammissibilità
Un investitore ha perso in appello contro la sua banca per un'operazione di trading contestata. Ha fatto ricorso in Cassazione, ma la Corte lo ha dichiarato inammissibile per tardiva notificazione ricorso. La notifica della sentenza d'appello ai precedenti legali, la cui sostituzione non era stata formalmente comunicata, aveva fatto scattare il termine breve di 60 giorni, non rispettato dal ricorrente.
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Difetto di motivazione: quando il ricorso è nullo
Una società immobiliare ha citato in giudizio una vicina, ritenendola responsabile della risoluzione anticipata di un contratto di affitto di un ramo d'azienda (ristorante). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando la decisione della Corte d'Appello. Il motivo principale del rigetto è che il ricorso contestava la valutazione dei fatti e delle prove, cercando un inammissibile terzo grado di giudizio, invece di evidenziare un reale difetto di motivazione.
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Azione revocatoria: ricorso in Cassazione inammissibile
Una società creditrice ottiene l'inefficacia di un fondo patrimoniale tramite un'azione revocatoria. Il debitore ricorre in Cassazione, ma il suo appello viene dichiarato inammissibile. La Corte Suprema ribadisce di non poter riesaminare nel merito la valutazione dei fatti, come la sussistenza del credito e l'intento fraudolento, confermando la decisione dei giudici di grado inferiore.
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Ricorso per Cassazione: requisiti e inammissibilità
Un Comune agisce in regresso contro il suo ex Sindaco e il Ministero dell'Interno per il risarcimento pagato a seguito di un incidente mortale. L'ex Sindaco presenta appello e, successivamente, ricorso per cassazione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile perché non rispetta il requisito di autosufficienza, non avendo esposto in modo chiaro e completo lo svolgimento del processo e le posizioni delle parti, come richiesto dall'art. 366 c.p.c.
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Fondo vittime mafia: la legge non è retroattiva
Un socio di una società disciolta, vittima di estorsione, si è visto negare l'accesso al Fondo vittime mafia a causa di una legge del 2009. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo il principio di irretroattività: si applica la legge in vigore quando il diritto è sorto con la sentenza del 2008, non la normativa successiva più restrittiva.
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Accertamento induttivo: quando è legittimo?
Una società che gestisce un'attività di parrucchiere ha subito un accertamento induttivo per aver dichiarato redditi e perdite ritenuti incongrui rispetto agli elevati costi del personale. L'Agenzia delle Entrate ha ricostruito i ricavi basandosi su presunzioni di antieconomicità, una decisione confermata dai giudici di merito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del contribuente, stabilendo che una persistente e palese antieconomicità nella gestione (dichiarare utili inferiori agli stipendi dei dipendenti) costituisce una presunzione grave, precisa e concordante che legittima la rettifica del reddito, anche in presenza di contabilità formalmente corretta.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Un'appellante, condannata in primo e secondo grado al risarcimento danni, presenta ricorso in Cassazione. Prima dell'udienza, deposita un atto di rinuncia al ricorso a seguito di un accordo transattivo tra le parti. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del giudizio e, in virtù dell'accordo, dispone la compensazione integrale delle spese legali, derogando al principio generale che le addebita alla parte rinunciante.
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Definizione agevolata: lite estinta in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario a seguito dell'adesione della curatela fallimentare di una società alla definizione agevolata. Nonostante un iniziale diniego da parte dell'Agenzia delle Entrate, l'amministrazione ha poi annullato in autotutela il proprio provvedimento, accettando la sanatoria e portando alla cessazione della materia del contendere. Questa ordinanza chiarisce l'efficacia della definizione agevolata nel chiudere le liti pendenti.
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Motivazione sentenza: quando è inattaccabile
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un privato che, dopo aver ottenuto una proprietà per usucapione, si è visto annullare il titolo da un'agenzia statale, poiché il bene era stato precedentemente confiscato alla criminalità organizzata. La Corte ha stabilito che la motivazione della sentenza d'appello non era affatto contraddittoria, ma lineare e coerente, chiarendo i ristretti limiti entro cui si può contestare una decisione per vizi di motivazione. È stato inoltre confermato che il giudice non è obbligato a compensare le spese legali, applicando il principio della soccombenza.
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Litisconsorzio necessario: nullo l’accertamento al socio
La Corte di Cassazione ha annullato un accertamento fiscale emesso nei confronti di un socio di una società di persone. La decisione si fonda sulla violazione del principio del litisconsorzio necessario, poiché il procedimento giudiziario non ha coinvolto la società e tutti gli altri soci. L'accertamento del reddito di una società di persone è un atto unitario che produce effetti diretti su tutti i soci, rendendo la loro partecipazione al processo indispensabile. La Corte ha quindi dichiarato la nullità dell'intero giudizio, rinviando la causa al primo grado per una nuova trattazione.
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Servitù di passaggio: la scelta del percorso protetto
Una proprietaria ottiene una servitù di passaggio sul terreno del vicino. La Corte di Cassazione interviene, annullando la decisione perché il percorso scelto attraversa un cortile privato. La Suprema Corte stabilisce che, in presenza di alternative, deve essere sempre data priorità ai percorsi che non invadono aree protette come cortili e giardini, anche in caso di fondo completamente intercluso. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Ferie non godute: onere della prova del datore
Un dipendente pubblico, al momento del pensionamento, ha richiesto il pagamento di una cospicua indennità per ferie non godute. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le sentenze precedenti. È stato stabilito che il datore di lavoro non è tenuto a pagare se dimostra di aver adeguatamente informato il lavoratore, invitandolo a fruire delle ferie e avvisandolo della loro perdita in caso di mancato godimento. In questo caso, l'azienda ha soddisfatto tale onere probatorio.
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Appello incidentale: i termini per non sbagliare
La Corte di Cassazione accoglie il ricorso di un istituto bancario, cassando la sentenza d'appello per vizi procedurali e di merito. La decisione chiarisce i termini perentori per la proposizione dell'appello incidentale, la cui tardività ne determina l'inammissibilità. Viene inoltre censurato il vizio di ultrapetizione, per aver la corte di merito condannato la banca a una restituzione non richiesta in appello, e l'errata applicazione retroattiva della normativa del 1998 a contratti di intermediazione finanziaria stipulati sotto la vigenza della legge del 1991.
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Prova usucapione: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un proprietario che chiedeva l'accertamento dell'usucapione di un terreno e di una servitù di passaggio. La Corte ha ribadito che non è possibile utilizzare il ricorso di legittimità per ottenere una nuova valutazione delle prove, come le testimonianze. La decisione sottolinea la necessità di una prova dell'usucapione rigorosa e che il giudizio di Cassazione non può riesaminare il merito dei fatti.
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Interpretazione contratto: la mappa catastale prevale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso degli eredi di un acquirente che rivendicavano una superficie maggiore di un terreno rispetto a quella indicata nel contratto di compravendita. La Suprema Corte ha stabilito che, ai fini della corretta interpretazione del contratto, il tipo di frazionamento catastale allegato e richiamato nell'atto prevale su altre indicazioni, come la descrizione generica dei confini. Il caso evidenzia il valore probatorio primario dei documenti tecnici nella definizione dei diritti immobiliari.
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Credito d’imposta: quando la Cassazione lo nega
Una cooperativa sociale ha richiesto un credito d'imposta per incentivi all'occupazione, superando però la soglia 'de minimis'. L'Agenzia delle Entrate ha revocato l'eccedenza e una precedente sentenza della Cassazione ha confermato la non debenza del credito. In un successivo giudizio riguardante la riscossione, la cooperativa ha nuovamente fatto ricorso, contestando la motivazione della sentenza d'appello e la legittimità della procedura. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, affermando che il giudicato formatosi sulla non spettanza del credito d'imposta rende legittima la procedura di recupero e che non è possibile riaprire una questione già decisa in via definitiva.
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Soccombenza sostanziale e spese legali: la Cassazione
In un caso di responsabilità medica, la Cassazione ha chiarito il principio di soccombenza sostanziale. Anche se l'importo del risarcimento viene ridotto in appello, la parte la cui responsabilità è confermata rimane la "sostanzialmente soccombente" e non può ottenere la condanna della controparte vittoriosa al pagamento delle spese legali del grado. La Corte ha accolto il ricorso del paziente, cassando la decisione d'appello che lo aveva erroneamente condannato a rifondere le spese legali all'azienda sanitaria, nonostante la conferma della colpa di quest'ultima.
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Disavanzo da fusione: il giudicato esterno è vincolante
Una società cooperativa si è vista contestare la deducibilità dell'ammortamento di un disavanzo da fusione, in quanto la plusvalenza originaria non era stata tassata per un regime di favore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, stabilendo che una precedente sentenza favorevole alla società, passata in giudicato, ha effetto vincolante anche per i periodi d'imposta successivi (giudicato esterno), chiudendo definitivamente la questione sulla legittimità della deduzione del disavanzo da fusione.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
In una controversia su buoni postali, i ricorrenti hanno presentato una rinuncia al ricorso in Cassazione a seguito di una nuova sentenza di riferimento ('leading case'). La Corte ha dichiarato il giudizio estinto e ha compensato integralmente le spese legali, motivando che l'orientamento giurisprudenziale decisivo si era consolidato solo dopo la proposizione del ricorso stesso.
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Residente all’estero: rimborso IRPEF legittimo
La Cassazione conferma il diritto al rimborso IRPEF per un lavoratore residente all'estero, tassato sia in Italia che nel Regno Unito. La Corte ha stabilito che la nazionalità del datore di lavoro italiano è irrilevante ai fini della convenzione contro la doppia imposizione, e che la prova della residenza estera può essere fornita con più elementi, inclusi i certificati fiscali stranieri.
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