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Controricorso — Anno 2023

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991 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorso

Provvedimenti

Definizione agevolata dei giudizi tributari: stop alla lite.
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento basato su presunti maggiori ricavi derivanti dall'applicazione di percentuali di ricarico ritenute eccessive dall'Amministrazione Finanziaria. I giudici di merito hanno annullato l'atto impositivo evidenziando l'inattendibilità del campione di beni analizzato e la mancata considerazione di scorte non inventariate. Pendente il ricorso in Cassazione proposto dal Fisco, il contribuente ha richiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata dei giudizi tributari introdotta dalla Legge 130/2022. La Suprema Corte ha accolto l'istanza verificando la sussistenza dei requisiti oggettivi e soggettivi, tra cui il valore della lite inferiore a centomila euro e la doppia vittoria del contribuente nei gradi precedenti.
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Pensione di vecchiaia anticipata e finestre mobili
La Corte di Cassazione ha stabilito che il regime delle cosiddette finestre mobili, introdotto dal D.L. n. 78 del 2010, si applica anche alla pensione di vecchiaia anticipata per i lavoratori con invalidità non inferiore all'80%. Il caso riguardava una lavoratrice che aveva ottenuto dai giudici di merito il riconoscimento del diritto alla pensione senza lo slittamento di dodici mesi. La Suprema Corte ha ribaltato tale decisione, affermando che la norma sullo slittamento ha portata generale e non prevede deroghe per i soggetti gravemente invalidi, i quali devono quindi sottostare al periodo di attesa previsto dalla legge generale successiva.
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Inammissibilità del ricorso: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso relativo a un'opposizione all'esecuzione. La decisione evidenzia come il ricorso mancasse di una chiara esposizione dei fatti, requisito essenziale ex Art. 366 c.p.c. per permettere alla Corte di comprendere la vicenda senza consultare atti esterni. Inoltre, è stata respinta una nuova istanza di ricusazione dei magistrati, in quanto tardiva e basata su motivi già giudicati infondati. L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese legali e al versamento del doppio contributo unificato.
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Estratto di ruolo: limiti alla sua impugnabilità
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria in merito alla contestazione di un estratto di ruolo. Un contribuente ha impugnato la decisione di merito che vedeva coinvolti l'ente di riscossione e un'amministrazione locale. La Suprema Corte ha rilevato la necessità di attendere l'esito di altri giudizi pendenti riguardanti la medesima questione giuridica, ovvero la possibilità di formare un giudicato interno sulla facoltà di impugnare direttamente il ruolo esattoriale. Di conseguenza, la causa è stata rinviata a nuovo ruolo per garantire coerenza interpretativa.
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Estratto di ruolo: stop della Cassazione ai ricorsi
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria riguardante l'impugnabilità dell'estratto di ruolo. Un contribuente aveva presentato ricorso contro una pubblica amministrazione e l'ente della riscossione a seguito di una sentenza di merito sfavorevole. La Suprema Corte ha rilevato la necessità di attendere l'esito di altri giudizi pendenti in pubblica udienza, i quali vertono sulla medesima questione giuridica e sulla possibile formazione del giudicato interno. Di conseguenza, i giudici hanno disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa per garantire un'interpretazione uniforme della normativa vigente.
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Sospensione del processo tributario e Legge 130/2022
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso presentato dall'Agenzia delle Entrate contro una società di servizi e i suoi soci in merito ad avvisi di accertamento per IVA, IRAP e IRPEF. Dopo che i giudici di merito avevano annullato gli atti impositivi per carenza di motivazione dell'Ufficio, la causa è giunta in legittimità. Tuttavia, è stata presentata istanza di sospensione del processo ai sensi della Legge n. 130 del 2022. La Suprema Corte ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del giudizio per consentire la definizione agevolata della lite fiscale.
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Definizione agevolata: sospensione in Cassazione
L'amministrazione finanziaria ha impugnato una sentenza favorevole a un contribuente relativa a recuperi IRPEF, IRAP e IVA. Durante il giudizio di legittimità, il contribuente ha presentato istanza di sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata prevista dalla normativa vigente. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del giudizio per consentire il perfezionamento della procedura amministrativa di chiusura della lite.
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Ripartizione spese ascensore: le regole della Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni condomini riguardante la ripartizione spese ascensore installato ex novo. La controversia nasceva dall'approvazione di un rendiconto che addebitava spese tecniche e legali solo ai condomini favorevoli all'opera. La Corte ha stabilito che, trattandosi di un'innovazione suscettibile di utilizzazione separata e non approvata con le maggioranze qualificate previste dalla legge, i costi devono gravare esclusivamente su chi ha aderito all'iniziativa, esonerando i dissenzienti.
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Estratto di ruolo: guida all’impugnabilità
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso relativo all'impugnabilità dell'estratto di ruolo, tema recentemente chiarito dalle Sezioni Unite. A causa di un errore materiale della cancelleria nella comunicazione delle proposte decisorie alle parti, il Collegio ha ritenuto necessario non procedere alla decisione immediata. La controversia riguarda la possibilità per il contribuente di contestare il debito fiscale partendo dalla semplice conoscenza dell'estratto di ruolo, questione ora soggetta a limiti normativi stringenti.
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Querela di falso: limiti al cumulo di domande
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso riguardante una **querela di falso** proposta in via principale. La vicenda trae origine dalla contestazione di un certificato urbanistico che attestava erroneamente la natura agricola di un terreno, in realtà demaniale. Il ricorrente mirava a ottenere, oltre alla declaratoria di falsità del documento, anche la nullità del contratto preliminare di compravendita collegato. La Suprema Corte ha confermato l'orientamento consolidato secondo cui il giudizio di falso in via principale ha un oggetto limitato e non ammette il cumulo con altre domande, come quella di nullità contrattuale, per preservare la specificità e la celerità del rito a tutela della fede pubblica.
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Raddoppio dei termini: la Cassazione analizza i tempi
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una decisione che annullava avvisi di accertamento per IRPEF, IRAP e IVA emessi nei confronti dei soci di una società estinta. Il punto centrale della controversia riguarda l'applicazione del raddoppio dei termini di decadenza per l'accertamento in presenza di violazioni che comportano l'obbligo di denuncia penale. La Suprema Corte ha rilevato una questione di particolare rilevanza e novità: la possibilità di applicare tale raddoppio quando il reato tributario si perfeziona in un momento successivo rispetto all'anno d'imposta oggetto di verifica. Non essendoci precedenti specifici, la causa è stata rimessa alla Sezione Tributaria per un approfondimento di merito.
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Rinuncia al ricorso: effetti su spese e tasse
Un ente pubblico ha presentato una **Rinuncia al ricorso** in Cassazione dopo aver impugnato una sentenza d'appello favorevole a un professionista per compensi non pagati. La Suprema Corte, preso atto della rinuncia ritualmente notificata, ha dichiarato l'estinzione del processo. La decisione chiarisce che, in caso di estinzione per rinuncia, la parte ricorrente deve rimborsare le spese legali alla controparte, ma non è tenuta al versamento del raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione fiscale non si applica quando il giudizio non termina con un rigetto o un'inammissibilità.
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Definizione agevolata: sospensione del giudizio IRAP
Una società di capitali ha impugnato il diniego di un'agevolazione IRAP regionale, inizialmente riconosciuta ma poi negata in appello per presunta violazione delle norme sugli aiuti di Stato. In sede di legittimità, la parte ha richiesto la sospensione del giudizio per accedere alla definizione agevolata prevista dalla Legge 130/2022. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, sospendendo il processo per permettere la chiusura della lite fiscale tramite il pagamento agevolato.
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Sospensione del giudizio tributario: guida pratica
Una società di persone ha impugnato un avviso di accertamento relativo al recupero di IRAP ed IVA per l'anno d'imposta 2012. Dopo una sentenza favorevole in primo grado e una riforma totale in appello a favore dell'Agenzia delle Entrate, la controversia è giunta dinanzi alla Suprema Corte. Prima dell'adunanza camerale, la parte ricorrente ha depositato un'istanza di **sospensione del giudizio** ai sensi della normativa sulla definizione agevolata delle liti pendenti. La Corte di Cassazione ha preso atto della richiesta, disponendo la sospensione del processo per consentire all'amministrazione finanziaria di completare le verifiche necessarie previste dalla legge.
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Impresa familiare: competenza della Sezione Lavoro
La Corte di Cassazione ha esaminato una controversia riguardante l'impresa familiare regolata dall'art. 230 bis c.c. La Seconda Sezione Civile, rilevando che la materia trattata attiene a profili lavoratistici, ha stabilito che la cognizione spetta alla Sezione Lavoro secondo le tabelle di organizzazione interna. Per tale motivo, il collegio ha disposto la rimessione degli atti al Primo Presidente per la corretta assegnazione del fascicolo, garantendo il rispetto della specializzazione dei giudici.
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Fallimento: i termini per il ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imprenditore contro la sentenza di fallimento della propria ditta individuale. Il ricorrente aveva depositato l'impugnazione oltre il termine di trenta giorni previsto dalla legge fallimentare. La Corte ha ribadito che nelle procedure inerenti al fallimento non si applica la sospensione feriale dei termini processuali. Inoltre, la comunicazione integrale della sentenza effettuata dalla cancelleria tramite PEC è idonea a far decorrere il termine breve per il ricorso, rendendo tardiva l'azione legale intrapresa.
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Fallimento: la decisione della Cassazione
L'ordinanza n. 3073/2023 della Corte di Cassazione analizza il ricorso presentato da una società di servizi e dal suo ex amministratore contro la dichiarazione di Fallimento. Il contenzioso coinvolge il curatore fallimentare e l'ente della riscossione. La Corte si concentra sulla verifica dei presupposti oggettivi e soggettivi per l'apertura della procedura concorsuale, valutando l'esposizione debitoria complessiva e la legittimità delle notifiche degli atti impositivi che hanno determinato lo stato di insolvenza.
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Definizione agevolata: stop al ricorso in Cassazione
Una contribuente veniva colpita da un avviso di accertamento sintetico IRPEF basato su movimentazioni bancarie non congrue rispetto al reddito dichiarato. Dopo aver ottenuto sentenze favorevoli nei gradi di merito, l'Agenzia delle Entrate proponeva ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante la pendenza del giudizio di legittimità, la parte privata presentava istanza di definizione agevolata ai sensi della normativa vigente, provvedendo al regolare versamento delle rate previste. La Suprema Corte, preso atto del perfezionamento della procedura e del silenzio dell'Amministrazione, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere.
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Rinuncia al ricorso: effetti e spese legali
Un ente pubblico ha impugnato in Cassazione una sentenza d'appello favorevole a un professionista in merito a compensi professionali. Successivamente, l'ente ha depositato un atto formale di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, condannando il ricorrente al pagamento delle spese legali ma escludendo il raddoppio del contributo unificato, poiché la rinuncia al ricorso non equivale a un rigetto nel merito.
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Rinuncia al ricorso: effetti e spese legali
Un ente pubblico ha impugnato in Cassazione una sentenza relativa al pagamento di compensi professionali a favore di un avvocato. Successivamente, l'ente ha depositato un atto formale di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, condannando il ricorrente al pagamento delle spese legali. La decisione chiarisce che la rinuncia al ricorso esclude l'obbligo di versare il raddoppio del contributo unificato, solitamente previsto in caso di rigetto dell'impugnazione.
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