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Controricorrente — Anno 2024

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5107 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorrente

Provvedimenti

Canone occupazione suolo pubblico: i criteri di calcolo
Una società di distribuzione contesta il metodo di calcolo del canone occupazione suolo pubblico applicato da un ente locale, relativo all'arrotondamento delle misurazioni e alla detrazione della TOSAP. I giudici di merito hanno dato ragione all'ente. La Corte di Cassazione, riconoscendo la complessità e la novità della questione giuridica, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando il caso alla pubblica udienza per una decisione approfondita, senza ancora pronunciarsi sul merito.
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Notifica via PEC: ricorso tardivo e inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Ministero contro un privato per tardività. La decisione si fonda sulla validità della notifica della sentenza d'appello effettuata tramite Posta Elettronica Certificata (PEC), che ha fatto decorrere il termine perentorio di 60 giorni per l'impugnazione, non rispettato dal ricorrente. Il caso, originato da una disputa sul calcolo di un premio per la demolizione di un motopeschereccio, si è risolto su un punto puramente procedurale, evidenziando l'importanza della notifica via PEC.
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Definizione agevolata: estinzione giudizio tributario
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario relativo a un avviso di accertamento IVA. Durante il ricorso, la società contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge 197/2022, ponendo fine alla materia del contendere. La Corte ha formalizzato la chiusura del processo, lasciando le spese a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Eccezione in senso stretto: come gestirla in appello
In una controversia su un appalto pubblico, la Cassazione chiarisce le regole per la gestione dell'eccezione in senso stretto in appello. Un'impresa aveva ottenuto un risarcimento danni in primo grado. In appello, l'ente pubblico sollevava una nuova eccezione sulla specificità delle riserve. La Suprema Corte ha stabilito che tale eccezione, essendo in senso stretto, non poteva essere proposta per la prima volta in appello, cassando la sentenza e rinviando il caso per un nuovo esame del merito.
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Prescrizione accise: da quando decorre il termine?
La Cassazione ha chiarito la decorrenza del termine per la prescrizione accise. Il quinquennio per il recupero delle imposte sull'energia non parte dalla data del consumo, ma dalla presentazione della dichiarazione annuale. La sentenza annulla la decisione di merito che aveva dichiarato prescritto un credito erariale, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Unicità centro d’interesse e gruppo di società
La Corte di Cassazione ha confermato che più società di un gruppo possono costituire un'unicità centro d'interesse, agendo come un unico datore di lavoro. In questo caso, il licenziamento di un dirigente da parte di una singola società è stato ritenuto illegittimo, riconoscendo un unico rapporto di lavoro con l'intero gruppo. La decisione ha stabilito la responsabilità solidale delle società per il pagamento delle indennità dovute al lavoratore, chiarendo i criteri per l'imputazione congiunta del rapporto di lavoro.
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Interposizione fittizia manodopera: la paga del terzo
La Corte di Cassazione ha stabilito che in un caso di interposizione fittizia di manodopera, il datore di lavoro effettivo (committente) non può detrarre dalle retribuzioni dovute le somme che il lavoratore ha percepito da un altro datore di lavoro. L'efficacia liberatoria è riconosciuta solo per i pagamenti effettuati dall'intermediario fittizio originario, e non da soggetti terzi con cui il lavoratore ha instaurato un nuovo e distinto rapporto di lavoro.
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Definizione agevolata liti: estinzione del giudizio
Un'impresa di movimento terra, dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio contro l'Agenzia delle Dogane per la revoca di un'agevolazione sulle accise, ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti durante il ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, verificata la presentazione della domanda e il pagamento della prima rata, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che ogni parte sostenesse le proprie spese legali.
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Accertamento bancario: presunzione su versamenti vale
Un professionista subisce un accertamento bancario per redditi non dichiarati. La commissione tributaria regionale annulla l'atto, ritenendo decaduta la presunzione legale sia sui prelievi che sui versamenti. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, chiarendo che la presunzione di ricavi sui versamenti bancari resta valida per tutti i contribuenti, inclusi i professionisti. La sentenza della Corte Costituzionale n. 228/2014 ha annullato tale presunzione solo per i prelievi dei lavoratori autonomi. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Prescrizione accise energia: la dichiarazione è decisiva
Una società operante nel settore energetico ha contestato una richiesta di pagamento per accise sull'energia elettrica, ottenendo ragione in primo e secondo grado sulla base della prescrizione. L'Agenzia fiscale ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale sulla prescrizione accise energia: il termine quinquennale non decorre dalla fine dell'anno d'imposta, ma dalla data di presentazione della dichiarazione annuale. Di conseguenza, ha cassato la sentenza e rinviato il caso alla corte di merito per un nuovo esame.
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Rifiuto trasferimento lavoratore: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di un licenziamento disciplinare intimato a una lavoratrice per assenza ingiustificata, a seguito del suo rifiuto a un trasferimento. La Corte ha stabilito che il rifiuto del trasferimento del lavoratore è legittimo quando il datore di lavoro non dimostra le comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive che lo giustificano. In questo caso, la chiusura dello showroom non era una motivazione sufficiente, dato che le mansioni prevalenti della dipendente potevano essere svolte nella sede originaria.
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Notifica del ricorso: Cassazione ordina la rinnovazione
La Corte di Cassazione, rilevando un vizio nella notifica del ricorso a diverse parti intimate, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. La Corte ha ordinato al ricorrente di rinnovare la notifica entro 60 giorni per garantire il corretto svolgimento del processo e il diritto di difesa. La causa è stata rinviata a nuovo ruolo in attesa del completamento della procedura di notificazione.
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Assegno ad personam: garantita la retribuzione
Un dipendente pubblico, trasferito per mobilità volontaria, si è visto negare il mantenimento di un'indennità percepita nella precedente amministrazione. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che il trattamento economico complessivo, se superiore, deve essere salvaguardato tramite un assegno ad personam riassorbibile, applicando il principio di irriducibilità della retribuzione globale.
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Assegno ad personam riassorbibile: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un dipendente pubblico trasferito da un Ministero a un Comune. La Corte ha stabilito che il dipendente ha diritto a mantenere il trattamento economico superiore percepito in precedenza, ma che la differenza deve essere corrisposta tramite un assegno ad personam riassorbibile. Questo significa che l'assegno verrà progressivamente ridotto e assorbito dai futuri aumenti contrattuali, in base al principio della globalità della retribuzione e non delle singole voci che la compongono.
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Efficacia riflessa del giudicato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Comune contro una società, confermando l'illegittimità di un'ingiunzione di pagamento. La decisione si basa sul principio dell'efficacia riflessa del giudicato amministrativo: l'annullamento di una norma in un regolamento successivo si estende a una norma identica, e oggettivamente illogica, contenuta in un regolamento precedente, anche se quest'ultimo non era stato formalmente impugnato. Di conseguenza, gli atti basati su tale norma sono da considerarsi illegittimi.
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Presunzione versamenti bancari: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22458/2024, ha rigettato il ricorso di un professionista contro un avviso di accertamento basato su ingenti versamenti bancari non giustificati. La Corte ha confermato la validità della presunzione versamenti bancari come fonte di maggior reddito per i lavoratori autonomi, anche dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 228/2014. Quest'ultima ha infatti annullato la presunzione solo per i prelevamenti, non per i versamenti. Di conseguenza, spetta sempre al contribuente l'onere di dimostrare che le somme accreditate sul proprio conto non costituiscono reddito imponibile.
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Tassazione redditi esteri: il Fisco vince in Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22445/2024, ha stabilito che un lavoratore fiscalmente residente in Italia è tenuto a dichiarare e pagare le imposte nel nostro Paese anche sui redditi percepiti per un'attività lavorativa svolta in Kazakhstan. Il caso riguardava un contribuente che, pur lavorando all'estero per più di 183 giorni, manteneva in Italia la propria abitazione principale e il centro dei suoi interessi. La Suprema Corte ha chiarito che la Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Kazakhstan non esclude la tassazione redditi esteri concorrente, ma permette al contribuente di usufruire di un credito d'imposta per le tasse già pagate all'estero, evitando così una doppia imposizione.
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Licenziamento per giustificato motivo: il caso in esame
Una dipendente di banca veniva licenziata per giusta causa a seguito di tre addebiti: violazione della privacy, insubordinazione e comportamento irriguardoso. La Corte d'Appello ha convertito il licenziamento in uno per giustificato motivo soggettivo, riconoscendo l'indennità di preavviso. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando inammissibile il ricorso della lavoratrice, in quanto mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La Cassazione ha ritenuto corretto l'operato dei giudici di merito nel valutare la gravità complessiva delle condotte e la lesione del vincolo fiduciario, giustificando così il licenziamento per giustificato motivo.
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Redditometro: ricorso respinto e spese a carico
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di due contribuenti contro un avviso di accertamento basato sul redditometro. L'accertamento era scaturito da una discrepanza tra il reddito dichiarato e le spese sostenute, come un mutuo per la prima casa e il possesso di autovetture. La Corte ha ritenuto i motivi del ricorso inammissibili, confermando la legittimità della metodologia di calcolo presuntivo del reddito e l'impossibilità di ridiscutere questioni di fatto in sede di legittimità.
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Punteggio servizio militare: vale di più se in servizio?
Un membro del personale scolastico ATA ha contestato l'assegnazione di un punteggio servizio militare inferiore perché svolto prima dell'inizio di un rapporto di lavoro con la scuola. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che è legittimo differenziare il punteggio: quello più alto spetta a chi interrompe un lavoro già in essere per adempiere all'obbligo di leva, al fine di non penalizzarlo; quello più basso, equiparato al servizio civile presso enti pubblici, spetta a chi lo ha svolto prima, in quanto le due situazioni non sono comparabili.
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