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Controricorrente — Anno 2024

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5107 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorrente

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio di Cassazione
Una società di distribuzione del gas ha impugnato in Cassazione una sentenza della Corte d'Appello sfavorevole, emessa in un contenzioso contro un ente comunale. Prima dell'udienza, la società ha depositato un atto di rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, verificata la regolarità formale della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti.
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Estinzione del processo: la rinuncia chiude il caso
Una grande società di radiodiffusione ha rinunciato al proprio ricorso per cassazione contro un ex dipendente. A seguito dell'accettazione della rinuncia da parte del controricorrente, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, senza pronunciarsi sulle spese, in applicazione dell'art. 391 c.p.c.
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Estinzione del giudizio: rinuncia accettata in Cassazione
Una società di distribuzione gas rinuncia al ricorso in Cassazione contro un Comune. La Corte, vista l'accettazione della controparte, dichiara l'estinzione del giudizio. L'ordinanza chiarisce l'applicazione dell'art. 391 c.p.c. sulle spese legali in caso di rinuncia accettata.
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Ristrutturazione tetto: quando non è nuova costruzione
La Corte di Cassazione chiarisce la differenza tra ristrutturazione e nuova costruzione. La trasformazione di un tetto in terrazzo, senza aumento di volume o alterazione della sagoma d'ingombro, è una legittima ristrutturazione e non una nuova costruzione soggetta a diverse normative sulle distanze.
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Distanze legali: un barbecue è una costruzione?
Una controversia tra vicini riguardo un barbecue in muratura arriva in Cassazione. La Corte stabilisce un principio fondamentale sulle distanze legali: la nozione di "costruzione" del Codice Civile prevale sui regolamenti edilizi comunali. Questi ultimi non possono escludere manufatti solidi e stabili dal rispetto delle distanze, ma solo prevedere distanze maggiori. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione del manufatto.
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Notifica appello tardiva: negligenza e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un appello a causa di una notifica appello tardiva. Il notificante, dopo un primo tentativo di notifica fallito, ha atteso diversi mesi prima di agire, dimostrando una negligenza non scusabile. La Corte ha chiarito che l'onere di riattivare tempestivamente la notifica ricade sulla parte, e l'eventuale ordine di rinnovazione del giudice non può sanare l'inerzia colpevole che ha causato il superamento del termine perentorio.
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Ricorso improcedibile: errore fatale del ricorrente
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso improcedibile a causa di un grave errore formale. Il ricorrente, pur avendo dichiarato nel suo atto di aver ricevuto la notifica della sentenza impugnata, non ha depositato la relativa prova (relata di notifica) nei termini di legge. La Suprema Corte ha ribadito che questo adempimento è essenziale per verificare la tempestività del ricorso e la sua omissione non è sanabile, comportando l'improcedibilità dell'impugnazione. La decisione sottolinea il principio di autoresponsabilità processuale della parte che impugna.
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Definizione agevolata controversie tributarie: il caso
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio tra l'Amministrazione Doganale e una società importatrice. La causa, relativa alla corretta determinazione del valore in dogana delle merci, si è conclusa anticipatamente grazie all'adesione della società alla definizione agevolata delle controversie tributarie, che ha portato al pagamento degli importi contestati e alla chiusura del contenzioso.
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Rottamazione cartelle: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a seguito dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata, nota come rottamazione cartelle. Il caso riguardava un avviso di accertamento basato su studi di settore nei confronti di una farmacia. Pagando integralmente il debito secondo il piano di rateizzazione, il contribuente ha determinato la cessazione della materia del contendere, rendendo superflua la prosecuzione del processo.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio fiscale
Una società, coinvolta in un contenzioso fiscale con l'Amministrazione Finanziaria per costi non inerenti risalenti al 2005, ha ottenuto l'estinzione del giudizio pendente in Cassazione. La società ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022, presentando la documentazione richiesta e la prova del pagamento. La Corte di Cassazione, verificato il rispetto dei requisiti procedurali, ha dichiarato estinto il processo, ponendo fine alla controversia.
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Cessione del credito: la prova in giudizio
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, affronta una controversia tra una società di recupero crediti, una banca e una società fallita. Il caso ruota attorno alla necessità di fornire una prova adeguata della cessione del credito per poter agire in giudizio contro il debitore. La decisione sottolinea l'importanza di documentare correttamente il trasferimento del diritto di credito.
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Cessazione materia del contendere: il caso autotutela
Una contribuente, titolare di un centro scommesse, impugnava un avviso di accertamento per l'imposta unica sui concorsi pronostici. Durante il giudizio di Cassazione, l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli annullava l'atto in autotutela, a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale che dichiarava illegittima la norma impositiva. La Suprema Corte ha quindi dichiarato la cessazione materia del contendere, decidendo per la compensazione integrale delle spese processuali tra le parti.
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Cessazione materia del contendere: royalties e dazi
Una società operante nel settore delle calzature e articoli sportivi aveva contestato l'inclusione di royalties intra-gruppo nel valore doganale delle merci importate. Dopo un lungo iter giudiziario, la Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere. La decisione è stata presa a seguito di un'istanza congiunta delle parti, motivata dal pagamento dei dazi dovuti e dalla definizione agevolata delle sanzioni da parte della società, ponendo così fine alla controversia.
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Cessazione materia del contendere: accordo e fine lite
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza un caso di cessazione della materia del contendere. Una controversia tra un'azienda sanitaria e la curatela fallimentare di una società fornitrice, giunta fino al terzo grado di giudizio, si è conclusa a seguito di un accordo transattivo tra le parti. La Corte, prendendo atto della rinuncia al ricorso, ha dichiarato l'estinzione del giudizio.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società di costruzioni, in contenzioso con l'Agenzia delle Entrate per un accertamento fiscale, ha aderito alla definizione agevolata mentre la causa era pendente in Cassazione. La Suprema Corte, preso atto della richiesta di definizione, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione specifica che le spese legali restano a carico della parte che le ha anticipate, conformemente alla normativa sulla definizione agevolata.
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Rischio assicurato: la prova del danno spetta a te
Un proprietario di una villa storica ha citato in giudizio la sua compagnia assicurativa per i danni al tetto causati da una forte nevicata. I tribunali di ogni grado, inclusa la Corte di Cassazione, hanno respinto la richiesta. La decisione si è basata sulla mancata dimostrazione, da parte del proprietario, del nesso causale tra l'evento (nevicata) e il danno specifico coperto dalla polizza (crollo), come definito nel contratto di assicurazione. La sentenza sottolinea che la semplice esistenza di un danno non è sufficiente per ottenere un indennizzo se non si prova che esso rientra nel perimetro del rischio assicurato.
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Litisconsorzio processuale nel ricorso per Cassazione
In un contenzioso tributario, l'Agenzia delle Entrate ha impugnato in Cassazione una sentenza d'appello sfavorevole. Tuttavia, ha omesso di notificare il ricorso all'agente della riscossione, che era parte nel precedente giudizio. La Corte di Cassazione, rilevando un'ipotesi di litisconsorzio processuale, ha emesso un'ordinanza interlocutoria per ordinare l'integrazione del contraddittorio, sospendendo la decisione sul merito fino alla corretta notifica a tutte le parti necessarie.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammessa?
Un cittadino ha impugnato un estratto di ruolo per multe non pagate, sostenendo di non aver mai ricevuto la cartella di pagamento e che il debito fosse prescritto. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19092/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha applicato la nuova normativa secondo cui l'impugnazione estratto di ruolo non è di per sé ammissibile. È possibile agire solo se il debitore dimostra di subire un pregiudizio concreto e attuale, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto o di ricevere pagamenti dalla P.A. In assenza di tale prova, manca l'interesse ad agire e la domanda non può essere accolta.
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Indennità di turno: spetta per il riposo post-notte
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'infermiera ha diritto a percepire l'indennità di turno anche per il giorno di riposo successivo a un turno notturno di 12 ore. Tale riposo è stato qualificato come 'compensativo', in quanto necessario a recuperare lo stress psico-fisico derivante da una prestazione lavorativa particolarmente intensa, a prescindere dal superamento dell'orario settimanale contrattuale. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Azienda Sanitaria, confermando le decisioni dei giudici di merito.
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Memorandum d’intenti: vincolante anche senza ripetizione
La Corte di Cassazione ha stabilito che una clausola contenuta in un memorandum d'intenti, che obbliga l'acquirente di quote societarie a liberare il venditore da garanzie prestate, è valida ed efficace anche se non espressamente ripetuta nel contratto definitivo di cessione. La Corte ha ritenuto tale clausola un'obbligazione autonoma e già perfezionata, la cui efficacia era semplicemente condizionata alla stipula dell'atto finale. Il ricorso dell'acquirente, che contestava anche la validità di una sigla (paraffo) e vari aspetti procedurali, è stato integralmente rigettato.
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